Neri Pozza
Ci diciamo l'oscuro. La storia d'amore tra Ingeborg Bachmann e Paul Celan
di Helmut Böttiger
editore: Neri Pozza
pagine: 251
«Ci diciamo l'oscuro / ci amiamo l'un l'altra come papavero e memoria»
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Il regno errante. L'Arcadia come paradigma politico
di Monica Ferrando
editore: Neri Pozza
pagine: 637
Da quando Virgilio, per ragioni che nessuno è riuscito finora a chiarire, decise di situare in Arcadia le sue «Bucoliche», que
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Gli internazionalisti. Come il progetto di bandire la guerra ha cambiato il mondo
editore: Neri Pozza
pagine: 666
Il 27 agosto 1928, nel sontuoso Salon de l'Horloge del ministero degli Esteri francese, alla presenza di rappresentanti di Sta
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Il mondo nell'abisso. Heidegger e i Quaderni neri
di Eugenio Mazzarella
editore: Neri Pozza
pagine: 110
Con la pubblicazione nel 2014 dei tre volumi dei "Quaderni neri" si è di nuovo proposta una querelle classica della vicenda di
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Bambole di pietra. La leggenda delle Dolomiti
di Paolo Martini
editore: Neri Pozza
pagine: 123
Nella seconda metà del XVIII secolo Déodat de Dolomieu, geologo e viaggiatore, filosofo e pittore, valente conversatore e sedu
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Guida degli smarriti
di Jean D'Ormesson
editore: Neri Pozza
pagine: 160
Nel 1190 Moshe ben Maimon, noto come Mose Maimonide ai dotti del suo tempo, filosofo, rabbino e talmudista nella Cordova musul
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Paesaggi del Regno. Dai luoghi francescani al Luogo Assoluto
di Flavio Cuniberto
editore: Neri Pozza
pagine: 352
Gli antichi non avevano una chiara nozione del paesaggio
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Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria
editore: Neri Pozza
pagine: 176
Nella storia della letteratura, numerose sono le pagine capaci di condurre il lettore davanti all'"ineffabile vergogna", al mistero di "incomprensibile e cieco dolore" del male. Nulla però eguaglia per potenza narrativa le pagine di coloro che hanno realmente vissuto l'offesa del male; gli eventi, le azioni, i piccoli gesti in cui si manifesta; l'umiliazione, per dirla con Primo Levi, di poter morire "per un pezzo di pane" oppure "per un sì o per un no". Il 6 aprile 2013 Domenico Quirico e Pierre Piccinin da Prata imboccano un sentiero pietroso che serpeggia tra le montagne e i ciliegi in fiore piantati sui contrafforti dell'Anti-Libano e penetrano in Siria. Sono in compagnia di coloro di cui vogliono narrare le gesta: i miliziani dell'Armata siriana libera, gli oppositori di Bashar Assad, i ribelli, i rivoluzionari. Al loro passaggio i petali bianchi si staccano dagli alberi e fluttuano nell'aria fresca della primavera. Qualche giorno dopo, nei pressi della città di al-Qusser, in una notte buia in cui nulla sembra vivere, l'Armata siriana libera li consegna a un gruppo di incappucciati che, sparando raffiche di mitra, li trascinano sul loro pick up. Seguono cinque mesi di strazio e di ira, di furia e rancore, di miserevole ingiustizia, resa ancora più tale perché inflitta da coloro che si credevano amici. Mesi trascorsi in stanzette sudice, in botole infami e luride prigioni, dove la luce è sempre accesa perché la voglia di dormire pesi tanto da far dimenticare ogni cosa...
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Il collezionista delle piccole cose
di Jeremy Page
editore: Neri Pozza
pagine: 367
In una ventosa mattina d'aprile del 1845, il giovane Eliot Saxby, collezionista di piccole cose - uova di uccelli introvabili, animali estinti e altri reperti del passato -, si imbarca sull'Amethyst, un brigantino a tre alberi all'ancora nel porto di Liverpool. La nave è diretta all'Artico, dove Saxby conta di entrare in possesso di qualche resto - un becco, una zampa o qualsiasi altra cosa da serbare in una teca - di alca impenne, un uccello di notevole dimensione inabile al volo e probabilmente estinto da quando i cacciatori hanno preso stabile dimora nelle terre del Nord. La ciurma carica le scorte, molla gli ormeggi e, nell'istante in cui l'Amethyst abbandona la banchina del porto di Liverpool, Eliot Saxby avverte un brivido gelido corrergli lungo la schiena. Col senno di poi, si chiederà se quello sia stato il primo avvertimento, la premonizione di un viaggio maledetto e fatale. L'equipaggio e i passeggeri sono stranamente assortiti e non tardano a svelare la loro natura. Il capitano Sykes, basso e grassoccio, con una giubba pesante abbottonata fino al collo e due ciuffi di capelli biondi e ispidi ai lati della testa, ha l'aria di un furbo, enigmatico vagabondo. Il signor French, il suo secondo, schiena diritta, colletto rigido e portamento perennemente impettito, è troppo cerimonioso per riuscire a fugare i dubbi sulla sua persona...
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Qualcosa di più dell'amore
di Orlando Figes
editore: Neri Pozza
pagine: 336
È il 1935 quando Lev incontra Svetlana per la prima volta nel cortile dell'università di Mosca
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Un giurista davanti a se stesso. Saggi e interviste
di Carl Schmitt
editore: Neri Pozza
pagine: 314
Chi è Carl Schmitt? Il giurista conservatore divenuto teorico del nazismo, o il filosofo che ha pensato in modo nuovo le categorie del politico? Il pensatore geniale che ha incrociato le personalità più significative del suo tempo, da Benjamin a Heidegger, da Taubes a Ernst Jünger, o il consigliere di stato opportunista, che ha cercato di dare legittimità giuridica al nazismo? Il teorico convinto del decisionismo o piuttosto, come lo definì Karl Lowith, un occasionalista incerto e privo tanto di convinzioni che di scrupoli? I testi e le interviste qui raccolti cercano di dare una risposta a queste domande, proponendo una nuova immagine di una delle personalità più discusse e attuali del pensiero politico-giuridico del XX secolo. Nel teso contrappunto fra le maschere mitologiche che egli indossa nelle interviste e i testi cruciali e più segreti del suo pensiero, compresi quelli in cui egli è più vicino al nazionalsocialismo, Schmitt non appare più come il teorico del decisionismo, che ha pensato la sovranità come decisione sullo stato di eccezione e la politica come cesura fra l'amico e il nemico, ma come una figura amletica e incerta, che, nell'Europa stretta nella morsa del fascismo, cerca un impossibile varco fra legalismo e stato di eccezione, diritto e violenza. Per questo egli deve assumere la maschera di Benito Cereno, l'infelice capitano del racconto di Melville, che si trova a dover fingere di una nave, il St. Dominick, che è caduta nelle mani degli schiavi in rivolta.
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Mio caro pitone
di Romain Gary
editore: Neri Pozza
pagine: 225
Cousin porta il cappello, un cravattino a farfalla giallo a pallini blu, sciarpa e soprabito
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