Ombre corte
Migranti in classe. Gli italiani in Svizzera tra scuola e formazione professionale
di Paolo Barcella
editore: Ombre corte
pagine: 183
La crescente presenza dei figli dei migranti nelle scuole italiane ha aperto in anni recenti un dibattito sulle opportunità e i modi della loro integrazione nel nostro sistema scolastico, talvolta alimentando nella popolazione i conflitti, le reazioni e i sentimenti xenofobi, presto strumentalizzati da varie forze politiche. Molti analisti e polemisti hanno sviluppato le proprie teorie e proposto soluzioni senza tenere in considerazione i precedenti storici che avrebbero aiutato a far luce sulla questione. In particolare, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, centinaia di migliaia di figli di emigranti dai paesi dell'Europa meridionale posero per la prima volta il problema dell'inserimento di massa di bambini stranieri nelle scuole pubbliche francesi, britanniche, svizzere e tedesche. Questi paesi reagirono in modi diversi, andando alla ricerca di politiche scolastiche rivolte ai migranti che fossero coerenti con le loro politiche migratorie. Lo studio di Paolo Barcella ricostruisce i termini del dibattito, concentrando l'attenzione sul caso svizzero e sui migranti italiani e mostrando come la questione del loro inserimento nelle scuole e nei corsi di formazione professionale dipendesse da diversi fattori: innanzitutto, dal modo in cui gli stati intervenivano con le loro politiche; in secondo luogo, dalla posizione nel mercato del lavoro che i migranti avevano e a cui i loro figli potevano ambire... Prefazione di Matteo Sanfilippo.
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Che fine hanno fatto gli intellettuali? Conversazione con Régis Meyran
di Traverso Enzo
editore: Ombre corte
pagine: 103
Per tutto il Novecento, l'intellettuale è stato un guastafeste, un'intelligenza critica che affermava la verità contro il pote
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Le ragioni del reddito di esistenza universale
di Pisani Giacomo
editore: Ombre corte
pagine: 91
Il reddito di esistenza universale, liberando l'individuo dal ricatto della povertà e riconoscendo la dignità della persona al
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Auschwitz prima di «Auschwitz». Massimo Adolfo Vitale e le prime ricerche sugli ebrei deportati dall'Italia
editore: Ombre corte
pagine: 189
Prima di esporre nelle teche del suo museo la moltiplicazione dei beni appartenuti alle vittime, prima di diventare l'icona de
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Cosa vuole l'Europa?
editore: Ombre corte
pagine: 153
Le società europee devono proteggersi contro la speculazione del capitale finanziario, l'economia reale deve emanciparsi dall'
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Chiedere l'impossibile
editore: Ombre corte
pagine: 138
Costruito su una serie di interviste, il volume presenta uno Zizek incontenibile nell'interpretare temi come le insorgenze ara
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Destinazione mondo. Forme e politiche dell'alterità nell'arte contemporanea
di Valentina Lusini
editore: Ombre corte
pagine: 191
Mondo e alterità, due delle tante parole chiave che hanno animato i discorsi sull'arte contemporanea negli ultimi due decenni, sono al centro di questo libro, in cui si presentano e confrontano diversi percorsi di esplorazione artistica della ricerca sul campo e di temi antropologicamente rilevanti come l'alterità, l'appartenenza, il corpo, l'esilio e il rapporto tradizione-modernità. Prendendo in esame le aspettative di autenticità e di esotismo che fondano i criteri di visibilità dell'arte non occidentale nel sistema dell'arte internazionale, il volume presenta nel contempo l'opera di alcuni artisti che leggono e interpretano, con una sensibilità cosmopolita, le specifiche esperienze della propria biografia personale e le vicende del mondo globalizzato, dando un contenuto di responsabilità sociale al proprio lavoro e mantenendo uno sguardo critico sugli effetti della cultura di massa e sulla storia dei rapporti di dominazione tra i popoli.
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Metamorfosi e potere. Il conflitto vitale tra Canetti e Adorno
di Fabrizio Denunzio
editore: Ombre corte
pagine: 142
Nel marzo del 1962, Theodor W. Adorno, filosofo e sociologo tra i più importanti della Germania del secondo dopoguerra, intervista alla radio Elias Canetti, futuro premio Nobel per la letteratura, sui temi principali del suo trattato socio-antropologico "Massa e potere", pubblicato nel 1960. Quella che in apparenza potrebbe presentarsi come una pacifica trasmissione informativa su di una novità editoriale, in realtà nasconde un vero e proprio conflitto tra i due protagonisti sul significato da attribuire a fenomeni e concetti, così determinanti per il destino del XX secolo, quali "massa" e "potere". A svolgere un ruolo decisivo sulle sorti del confronto sono le performance di Adorno e Canetti. Nei loro comportamenti radiofonici, in effetti, si trovano coinvolti paradigmi sociologici, modelli di lavoro astratto, funzioni e usi dei media. La radio e il suo linguaggio, così, se da un lato diventano l'arena dello scontro, dall'altro finiscono col rappresentarne la reale posta in gioco, a dimostrazione che, nelle società a capitalismo avanzato, le lotte politiche si vincono solo sapendo comandare sui mezzi di comunicazione di massa. Una lotta per il potere che Adorno conosceva molto bene e che Canetti imparerà a sue spese. Di questa intervista, di cui si ripropone la trascrizione integrale, il lavoro di Denunzio intende dunque restituirne la natura comunicativa.
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L'ossario di Custoza
editore: Ombre corte
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La forza del vero. Un seminario sui corsi di Michel Foucault al Collège de France (1981-1984)
editore: Ombre corte
pagine: 179
L'ultima fase della ricerca teorica e filosofica di Michel Foucault inaugura un cantiere "greco" e tardoantico
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Fabbriche del soggetto. Archivio 1981-1987 e una conversazione con Mimmo Servante
di Antonio Negri
editore: Ombre corte
pagine: 234
Pubblicato nel 1986 da "compagni coraggiosi", insofferenti della repressione degli anni Settanta e del mefitico clima degli Ottanta, questo libro raccoglie alcuni dei lavori che Antonio Negri aveva prodotto negli ultimi sei anni, in parte in carcere, in parte in esilio. L'intento - come si leggeva nella quarta di copertina - era quello di "fornire una breve guida per la ripresa del lavoro teorico-politico, su un terreno qualificato dall'apparire, in questo scorcio del XX secolo, di nuovi desideri e bisogni costruttivi, ma anche segnato da una sconfitta politica e da una conseguente radicale modificazione dell'orizzonte culturale: il postmoderno". Ora, notava Negri, "questa situazione è attraversata da un paradosso: battendo la vecchia composizione di classe e disgregandone la memoria, il tardo capitalismo non è venuto a capo della crisi dello sviluppo, e neppure dei suoi avversari - anzi, su quel livello di universale astrazione e di meccanica indifferenza che il postmoderno rappresenta, un nuovo soggetto, non meno sovversivo di quello precedente, si è mostrato. Quali sono i percorsi genetici del nuovo soggetto? La critica del postmoderno (come delle teorie giuridico-politiche che ad esso si collegano) ci mostra come l'artificialità di quell'orizzonte possa essere criticamente condotta a consistenza ontologica e come le protesi meccaniche di questa ontologia possano essere riassunte nella figura di una nuova soggettività".
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La vita come plusvalore. Biotecnologie e capitale al tempo del neoliberismo
di Melinda Cooper
editore: Ombre corte
pagine: 155
Quali rapporti intercorrono tra politica, economia, scienza e valori culturali nell'epoca del biocapitalismo? Con riferimento agli ultimi quarant'anni, in questo lavoro Melinda Cooper dimostra come la storia delle biotecnologie non possa essere compresa senza tener conto della contestuale ascesa del neoliberismo come fattore politico. Seguendo in particolare gli sviluppi della tecnologia del Dna e le politiche dell'amministrazione del secondo Bush in materia di ricerca sulle cellule staminali, l'autrice ascrive la violenza bellicosa del libero mercato alle sue crescenti contraddizioni interne, alla commercializzazione delle scienze della vita. La rivoluzione biotecnologica ha connesso la produzione economica alla ricerca genetica, microbiologica, cellulare. Partendo dal presupposto che la vita è stata catturata dai circuiti dell'accumulazione capitalistica, Cooper mette in evidenza i rapporti che intercorrono tra pratiche economiche, politiche e sociali. Al centro della nuova economia postindustriale c'è la trasformazione della vita biologica in plusvalore, ovvero la valorizzazione economica della vita nella sua capacità di riproduzione e potenza generativa. Analizzando le politiche della scienza nel periodo reaganiano, la militarizzazione delle biotecnologie, l'imperialismo farmaceutico e il movimento per la vita, l'autrice mette in luce le spinte speculative che hanno animato la crescita della bioeconomia. Introduzione e cura di Angela Balzano, postfazione di Rosi Braidotti.
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