Priuli & Verlucca
Una mela al giorno. Rimedi e segreti per vivere meglio e più a lungo
di Antonio Tripodina
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 367
Mantenersi sani con metodi per lo più naturali e con un occhio alla forma fisica e alla bellezza. Alzare il livello della qualità della vita evitando il più possibile patologie serie. Questo volume dimostra che la missione è possibile. Tutto sta nella tutela preventiva della nostra salute. Consigli pratici, rimedi e segreti per il mantenimento dello stato di benessere generale attraverso un'alimentazione sana ma gustosa, ricercando una "bellezza" espressione di un buono stato di salute e di equilibrio psico-fisico. Un libro, pratico, utile, "di servizio", scritto da un medico che vuole però aiutarci a... "togliere il medico di torno".
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Un fiume di legno. Fluitazione del legname dal Trentino a Venezia
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 128
Per lunghi secoli, dal basso Medioevo fino alla Prima guerra mondiale, enormi quantità di legname sono scese dai boschi trentino-tirolesi e veneti verso la pianura, e Venezia in particolare, sfruttando la rete idrica naturale. Servivano a soddisfare la grande richiesta di materia prima che veniva dalla metropoli lagunare e dalle altre città della terraferma, nel periodo considerato una delle zone più popolate d'Europa. Il Quaderno racconta gli sviluppi storici di questo "fiume di legno" attraverso sondaggi su di un'area specifica, quella attraversata dall'asse fluviale e torrentizio Cismon-Brenta. Un territorio attraversato, per più di cinque secoli, dal confine tra stato austro-tirolese da un lato e Repubblica di Venezia - Regno d'Italia, dall'altro. Un confine che, ben di rado e solo per brevi periodi, riuscì ad interrompere gli intensi traffici di merci, uomini e idee, conoscenze tecnologiche, manifestazioni artistiche e valori culturali tra la montagna trentino-tirolese e bellunese e la pianura veneta. La delimitazione temporale - dal basso Medioevo agli albori del XX secolo - fa specifico riferimento alla fluitazione, libera o legata, come sistema di trasporto che caratterizzò un peculiare assetto di filiera, perdutosi con il prevalere, dopo la fine del primo conflitto mondiale, dei trasporti su strada e ferrovia.
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Oltre la montagna
di Steve House
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 351
Come si diventa uno dei migliori alpinisti d'alta quota al mondo? Bisogna trovare fondi per una spedizione, attraversare alcuni tra i più pericolosi paesi della terra, sopravvivere a bivacchi glaciali, alla bruciante agonia dei propri polmoni, alla torbidezza della propria mente, se ancora se ne disponga. Significa apprendere le dure lezioni che impartiscono le montagne. Steve House ha costruito il proprio nome lungo salite nelle Alpi, nelle catene montuose di Canada e Alaska, Karakorum e Himalaya, capaci di espandere gli orizzonti dello stile, della velocità e delle difficoltà. Nel 2005, in cordata con Vince Anderson, Steve ha aperto una nuova via diretta lungo il versante Rupal del Nanga Parbat (8125 m) mai salito prima in stile alpino. Si è trattata della terza ascensione della parete, impresa insignita con il primo Piolet d'Or (Piccozza d'Oro) assegnato a una cordata nordamericana. Affascinante e raffinato narratore, Steve House prosegue nel solco di Maurice Herzog e Lionel Terray. "Oltre la montagna" è una lettura avvincente destinata a divenire un classico nella letteratura di montagna. Un'opera rivolta a temi che accomunano l'esistenza di tutti noi, alpinisti e non - fiducia e sodalizio, successo e insuccesso, obiettivi da raggiungere, mentori ed eroi - accanto alla narrazione dell'acuita esperienza dell'alpinista di fronte al rischio e alla perdita dei suoi amici.
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Martiri tebei. Storia e antropologia di un mito alpino
di Massimo Centini
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 96
I Martiri Tebei erano quei soldati appartenenti alla mitica Legione Tebea, composta interamente da cristiani, al tempo dell'imperatore Massimiano. Quando si rifiutarono di reprimere alcuni galli cristiani, la legione venne decimata ad Agaunum, oggi San Maurizio nel Vallese. Forse potrebbero essere solo una leggenda. Comunque, nel corso dei secoli, i Martiri Tebei hanno generato tutta una serie di tradizioni e miti moderni. All'origine del culto la testimonianza di Sant'Eucherio, vescovo di Lione della prima metà del V secolo, che ha assegnato ai Martiri Tebei un'eco che, a fasi alterne, è giunta fino a noi, trovando nella devozione popolare una notevole affermazione. In questo libro l'autore propone un'analisi approfondita del culto dei Martiri Tebei: vengono studiate le fonti di cui lo storico dispone al fine di comprendere in che modo possano aver alimentato la formazione del culto. Sono fondamentali il capitolo sull'evangelizzazione della regione pedemontana e quello sulla figura del santo martire. Altri capitoli analizzano la biografia di alcuni tebei "famosi" e i molteplici aspetti del culto che trova il proprio fertile humus in riti, culti, reliquie e in una fiorita aneddotica in cui agiografia, leggenda ed echi di pratiche pagane convivono in stretta simbiosi.
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La processione da Fontainemore a Oropa
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 144
Da sempre l'uomo ha un bisogno interiore di spiritualità. Da millenni le persone alla ricerca della fede si sono recate, sotto forme diverse, in pellegrinaggio nei luoghi di culto. Da secoli, ogni cinque anni, gli abitanti di Fontainemore e della Vallesa attraversano la montagna e si recano in processione al Santuario di Oropa per venerare la Madonna Nera, la cui statua - secondo la leggenda - fu ritrovata da un un pastorello sordomuto di Fontainemore. Negli ultimi tempi il numero di persone che affrontano questo sentiero di fede è cresciuto a dismisura. La processione è il vanto di questa piccola comunità che riesce anche in questa maniera a far partecipi tantissimi fedeli, che arrivano da molte parti. Le più di duecento testimonianze raccolte in questo libro possono sembrare tante, o troppe, per una singola manifestazione, ma la parola del pellegrino fa risaltare quasi tutti gli aspetti di questo avvenimento; ovviamente le ripetizioni si rincorrono, ma ognuno ha dato un suo contributo particolare. Il volume è arricchito dalla documentazione fotografica delle ultime cinque edizioni (1985-2005) insieme a una selezione di immagini d'epoca.
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Paesaggio e architettura delle regioni padano-alpine dalle origini alla fine del primo millennio
di Gilberto Oneto
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 120
Obiettivo di questo testo è di indagare le origini vere del paesaggio e dell'architettura popolare delle regioni padano-alpine, esaminandoli come il risultato di una organica evoluzione nel tempo del confronto tra le esigenze umane e i caratteri ambientali.
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Addio senza addio. Storia di uno zio d'America. Da Gaby in Valle d'Aosta a Glastonbury nel Connecticut
di Marco Jaccond
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 205
La storia - una storia come tante - prende forma grazie alle lettere che il protagonista, l'emigrante valdostano "John" Jaccond, invia in Italia a un suo fratello. Essa copre un arco temporale che va dal 1909 al 1958 e racconta un'esperienza individuale che si ricollega al fenomeno collettivo della grande emigrazione. Giovanni Jaccond - John - a ventotto anni si imbarca su un piroscafo che da Le Havre lo porta a New York e da qui nel Connecticut dove, grazie al suo spirito combattivo e al duro lavoro, riesce a costruirsi una discreta fortuna. Attraverso le sue lettere viene riportata alla luce una vicenda familiare che tocca due generazioni e ne sfiora una terza. Ci sono nascite, matrimoni, tradimenti, nuovi distacchi, alcune morti tragiche e un desiderio di rimpatrio che resterà inappagato. In filigrana, la storia del Novecento: la Grande Guerra, la crisi del 1929, l'affermarsi in Europa dei Fascismi, la Seconda guerra mondiale e gli anni Cinquanta con il riacquistato benessere economico.
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Case contadine nelle valli di Lanzo e del Canavese
di Luigi Dematteis
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 128
Il felice accostamento del loggiato ad archi e di quello a colonne, che compare sulla copertina di questo volume ci introduce in un settore dell'arco alpino dove fantasia ed estro non mancano nella concezione della casa contadina. Appena le condizioni storiche consentirono il raggiungimento delle civiche libertà, l'architettura popolare, a lungo repressa, seppe rapidamente evolversi in forme proprie, interpretando in chiave alpina elementi classici, come appunto testimonia questo esempio. Dove ciò è avvenuto, come, quando e perché, sono le domande alle quali la presente ricerca tenta di dare risposta, anche se molti dei problemi sollevati attendono soluzione da altri studiosi più competenti. L'autore si reputerà già soddisfatto se avrà contribuito a stimolare interesse per la conservazione e la salvaguardia del patrimonio edilizio alpino, che decenni di ottusa mentalità utilitaristica hanno compromesso. Molto c'è ancora da salvare, ma occorre sbrigarsi prima che il tempo ed i novelli vandali abbiano partita vinta.
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Il movimento dell'arrampicata. Arrampicata sportiva e classica a tutte le età
di Antonio Bernard
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 271
Il libro non è un manuale in cui si spiega come allenarsi per l'arrampicata o come muoversi sulla roccia. È qualcosa di diverso e, ce lo auguriamo, qualcosa di più. L'argomento di questo volume è la descrizione dei processi psicomotori, delle metodologie, delle tecniche didattiche che facilitano l'apprendimento del movimento dell'arrampicata. Un libro per chi deve insegnare, ma anche per chi desidera migliorarsi, "insegnando a se stesso", o per chi è più semplicemente incuriosito dai meno noti meccanismi dell'apprendimento. Poiché il movimento è analogo a ogni livello di difficoltà, l'opera si rivolge sia alle guide alpine, che agli istruttori; sia agli accompagnatori di escursionismo e di alpinismo giovanile che agli autodidatti.
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Il colore dei monti pallidi
di Flavio Faganello
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 105
Fra Ottocento e Novecento il Trentino è stato celebrato dall'abilità e dalla fantasia di grandi fotografi. Flavio Faganello, più vicino a noi nel tempo, appartiene a questa schiera di eletti e si distingue per un originale modo di «vedere». Le sue fotografie, mirabili tanto nel fotocolor quanto nelle riprese in bianco e nero, pur intensamente poetiche, non rinunciano alla realtà del territorio e all'attenta analisi dei ritmi che dominano la natura e la vita degli uomini.
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Adolf Vallazza. Opere-Werke-Works
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 243
Adolf Vallazza nasce nel 1924 ad Ortisei da Hermann Vallazza, scultore in ferro, e Gisela Moroder, figlia del noto pittore Josef Moroder Lusenberg. Dopo gli studi, tra il 1947 e il 1957, apre il suo studio di scultore e sposa Renata Giovannini, che gli darà 4 figli: Greti, Sabina, Giorgio e Sonja. Negli anni Sessanta inizia ad allestire le prime mostre personali in Italia e all'estero. Nel 1968 iniziano a frequentare il suo studio critici importanti come Garibaldo Marussi, Luciano Budigna e poi Giuseppe Marchiori. Allaccia un rapporto di amicizia e di lavoro con il fotografo Gianni Berengo Gardin. Nel 1978 incontra il regista Ermanno Olmi in occasione della mostra alla galleria San Fedele di Milano. Nel 1982 viene nominato Accademico del Buonconsiglio di Trento. Dal 1983 al 1987 frequenta il critico Enrico Crispolti e il fotografo Mario de Biasi per la stesura di un libro. Poi il critico Giorgio Segato per importanti mostre e nel 1987 l'art director dell'Olivetti, Paolo Viti, per successive mostre. Filmati importanti gli vengono realizzati dalla RAI, e uno in particolare viene premiato al Film Festival della Montagna a Trento nel 1990. Altro incontro importante nel 1993 con il critico e curatore della Guggenheim collection and Solomon R. Guggenheim foundation, Fred Licht.
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