Priuli & Verlucca
Cucinare con i fiori. Centouno ricette profumate
di Lina Marenghi
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 144
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La cucina del risparmio. Come mangiare bene con pochi euro
di M. Teresa Vaudagnotto Bianco
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 200
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2011 itinerari. Luoghi del Risorgimento in provincia di Torino
di Silvia Cavicchioli
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 160
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Manuale di escursionismo e sicurezza in montagna
di Davide Zangirolami
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 240
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Maria Croz. E altri racconti ai piedi del Monte Rosa
di Luigi Capra
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 88
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I samaritani della roccia e altri racconti
di Cesare Ottin Pecchio
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 160
Alpinista negli anni verdi, l'autore ha dovuto ben presto interrompere le ascensioni, a causa di una crudele malattia che lo h
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Il meglio degli anni '30. L'alpinismo della rivista del CAI
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 383
Aperta alla collaborazione generica di tutti gli appassionati di montagna e di alpinismo, quella che si chiamava Rivista Mensile del CAI continuava, allora come oggi, la sua lunga tradizione nella diffusione della cultura alpinistica. Nata nel 1882, la Rivista Mensile ha attraversato tutto il periodo esplorativo, l'epoca del sesto grado e ben due guerre mondiali, più un dopoguerra affamato di eroismo e di imprese a livello popolare. Gli anni '30 sono stati caratterizzati dall'epoca d'oro del sesto grado e dalla trasposizione delle conoscenze tecniche dell'alpinismo dolomitico a quello occidentale, oltre che dalle prime grandi spedizioni al Nanga Parbat e al K2. In questo periodo sono state salite tutte le grandi pareti, ivi compresi gli ultimi Tre Problemi delle Alpi.
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Aiuto! All'improvviso «genitore» di un cucciolo! Che fare, da subito e poi, con un cane in casa
di Agostino M. Turturro
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 191
Il cane è il nostro miglior amico, si sa, ma qualche volta gli si chiede troppo, o più spesso troppo poco, magari vedendo negli altri cani potenzialità che anche il nostro avrebbe, ma che non siamo riusciti a fargli esprimere. Ecco, questo volume ci dà il giusto limite, mettendoci nelle condizioni di sapere da subito che cosa fare con un cucciolo e poi, come comportarci negli anni successivi. Ci ricorda che vale la regola per cui gli errori commessi nell'impostazione da piccoli, è quasi impossibile correggerli dopo in età adulta. È un manuale dall'A alla Z, un prontuario da consultare, ma anche una narrazione di esperienza vissuta: il suo originale impianto espositivo ha un andamento così discorsivo e coinvolgente da renderlo leggibile come un libro e adatto sia per chi si trova per la prima volta con un cucciolo e non sa che cosa fare, sia per chi è già esperto, ma ha la nobile umiltà di volerne sapere di più.
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Ghiaccio vivo. Storia e antropologia dei ghiacciai alpini
di Enrico Camanni
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 301
I montanari del Seicento vissero l'avanzata dei ghiacciai alpini come una maledizione, perché una teologia infarcita di mito e superstizione attribuì la Piccola età glaciale alle colpe degli uomini. Ma nel Settecento l'inferno è diventato il paradiso, attraverso la progressiva rivalutazione dell'alta montagna e la percezione positiva dei ghiacciai, rivelatisi nella rappresentazione artistica, nell'avventura alpinistica e nella colonizzazione turistica. Al termine di un lungo processo di riconversione simbolica, i cittadini del ventunesimo secolo vivono in modo perturbante la scomparsa dei ghiacciai alpini. Se i nostri antenati temettero la discesa dei fiumi gelati, fonte di disordine e distruzione, al contrario noi temiamo e subiamo la salita dello zero termico e l'arretramento delle nevi in quanto agenti di minaccia, e immagini capovolte del male. Il «drago» delle paure e delle leggende primordiali si libera dal suo gelido sudario e riappare negli incubi notturni dell'improvvido popolo di internet al tempo del disgelo. La colpa contemporanea è annidata nel dubbio inespresso che un patto sia stato tradito e un equilibrio incrinato per sempre. Il disordine etico, il nichilismo del mercato, la morte di Dio trovano una rappresentazione fisica e simbolica nello smagrimento dei ghiacciai, candide vittime di un'anoressia incurabile.
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Montagna in musica
di Andrea Gherzi
editore: Priuli & Verlucca
pagine: 287
Questo libro è dedicato ai rapporti fra musica e montagna: esamina le più significative composizioni ispirate alla natura alpestre, passa in rassegna i musicisti che ebbero occasione di compiere scalate e gli alpinisti che coltivarono studi musicali; nonché la visione da parte di questi personaggi dei due diversi ambiti nella loro interazione. Un viaggio agli albori delle moderne concezioni turistiche, fra musicisti romantici e novelli alpinisti, ma anche semplici viaggiatori, pittori, filosofi, poeti: tutti attratti dall'emozione dei nuovi paesaggi montani. Nei due CD allegati vengono esemplificati i diversi ambiti presi in esame, operando un'approssimativa distinzione tra filone colto (la cosiddetta musica classica o d'autore) e popolare (o folk), all'interno dei quali si è attinto ai repertori più diversi, strumentali e vocali. Soprattutto la varietà ha guidato la scelta dei soggetti: tra le figure sbozzate troviamo pastori, cacciatori, alpigiani con la marmotta, sciatori, soldati, laghi alpestri. Ranz e Jodel vengono proposti nella veste naturale originaria e in alcune elaborazioni di cui sono stati oggetto in età moderna.
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