Se
Puella, surge e altre prediche
di Eckhart
editore: Se
pagine: 164
"'Conosci te stesso, e conoscerai te stesso e Dio': il precetto dell'Apollo delfico, cifra essenziale della sapienza ellenica e cristiana, può essere considerato fondante anche per l'insegnamento eckhartiano. Esso si muove infatti tutto quanto intorno a questi due poli - che sono poi un'unica realtà: anima e Dio. È la traccia che, nel mondo cristiano d'Occidente, porta soprattutto l'impronta agostiniana; ma si può dire che Eckhart, seguendo Agostino - maestro da lui amato e citato più di ogni altro -, sia andato molto oltre Agostino, riapprodando direttamente all'esperienza stessa di Cristo, che è esperienza di identità tra l'anima e Dio. Infatti il domenicano tedesco non insegna a conoscere l'anima e Dio - come se i due fossero oggetti distinti e separati dal soggetto conoscente -, ma a generare il Logos, ovvero a diventare quello che si è - Logos appunto, spirito - e dunque a vivere la vera vita, che è la vita dello spirito. Come in ogni grande maestro, non vi è in Eckhart un conoscere separato dall'essere, dal vivere: si conosce davvero solo quello che si è, e che si fa - il diverso "sapere" è solo ideologia e mistificazione. Perciò non sono essenziali i libri - nemmeno i libri 'sacri': per quanto il domenicano abbia nei confronti della Scrittura tutto il rispetto che un medievale poteva avere, e al commento della Scrittura stessa abbia dedicato buona parte del suo lavoro intellettuale". (dallo scritto di Marco Vannini)
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Corso di filosofia in sei ore e un quarto
di Witold Gombrowicz
editore: Se
pagine: 115
Non è una leggenda. Sembra proprio che la passione per la filosofia e il "Corso di filosofia in sei ore e un quarto" abbiano salvato Witold Gombrowicz dal suicidio. Nel 1969. a Vence-en-Provence, devastato da una malattia ai polmoni che lo tormentava fin dall'adolescenza, lo scrittore polacco chiedeva con insistenza agli amici Konstanty A. Jeleriski e Dominique de Roux di procurargli una pistola o del veleno. Queste lezioni furono tenute nei mesi di aprile e maggio 1969 alla moglie Rita Labrousse e allo stesso Dominique de Roux, che "aveva capito" conferma la moglie dello scrittore "che soltanto la filosofia, in quel momento di decadenza fisica, aveva il potere di mobilitare il suo spirito". Il "Corso di filosofia in sei ore e un quarto" risulta così una rivisitazione personalissima dei pensatori che hanno dato vita alla filosofia del nostro secolo, ed è la chiave per rileggere l'intera opera narrativa, teatrale, diaristica di Gombrowicz. La filosofia infatti fu la sua passione dominante: "realmente amava parlare soltanto di filosofia" ricorda il poeta Czeslaw Milosz. Quello di Gombrowicz è uno stile di pensiero non sistematico, fatto di fulminee illuminazioni, di intuizioni appena tematizzate, sempre legate alla concretezza della vita, alla condizione disperante dell'uomo. Lo scrittore polacco rivendica un sapere specifico: il sapere del molteplice, e del contraddittorio, irriducibile a una dimensione filosofica in senso accademico, a un sistema compiuto.
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La voce degli spiriti eroici
di Yukio Mishima
editore: Se
pagine: 128
La voce degli spiriti eroici, pubblicato nel giugno del 1966 come opera conclusiva di una trilogia (comprendente inoltre il racconto Patriottismo e il dramma Crisantemi del decimo giorno), è il resoconto di un drammatico rito a cui Mishima partecipò e in cui vennero evocati gli spiriti irati dei protagonisti di due degli eventi della recente storia giapponese che più profondamente impressionarono e influenzarono la vita e le opere di Mishima: la fallita rivolta dei giovani ufficiali che il 26 febbraio 1936 tentarono un colpo di stato per restaurare il potere assoluto dell'imperatore e l'epopea dei piloti kamikaze nella Seconda guerra mondiale. "L'assoluta purezza, l'ardimento, il sacrificio di questi giovani," scrisse Mishima "tutto corrispondeva al modello leggendario dell'eroe, e il loro fallimento e la loro morte li trasformavano in autentici eroi". "La voce degli spiriti eroici" è un racconto sconvolgente, che contribuisce in modo decisivo a illuminare il senso del tragico gesto con cui Mishima si tolse arditamente la vita il 25 novembre 1970.
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Lettere alla fidanzata
di Kleist Heinrich Von
editore: Se
pagine: 168
Di Heinrich von Kleist presentiamo il ciclo di lettere che scrisse alla fidanzata, Wilhelmine von Zenge, dal principio del 180
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Una virtù vacillante
di Mishima Yukio
editore: Se
pagine: 144
La chiave di lettura di questo testo va ricercata nella fulminante descrizione iniziale della protagonista: "La signora Setsuk
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Lezioni spirituali per giovani Samurai e altri scritti
di Yukio Mishima
editore: Se
pagine: 134
Sono qui riuniti, per la prima volta in un libro, cinque testi non narrativi che Mishima scrisse tra il 1968 e il 1970: anni decisivi non soltanto per il grande scrittore, ma per la nuova generazione giapponese dell'epoca. Attraverso questi scritti di eccezionale importanza testimoniale, il lettore ha dunque modo di conoscere il senso profondo delle trasformazioni sociali avvenute in quegli anni in Giappone, e anche il significato simbolico e sacrificale del suicidio con cui Mishima chiuse la propria vita. Due temi maggiori percorrono e legano gli scritti qui raccolti: quello della sfiducia nell'attività artistica e quello, contrapposto, dell'azione. Ma se "Lezioni spirituali per giovani samurai", il testo del '68 che apre il volume, è ancora una proposta pedagogica, dunque discretamente ottimistica, fondata su una tradizione di valori plurisecolari, "I miei ultimi venticinque anni", scritto nel '70 (il cui tono ricorda da vicino l'ultimo Pasolini), ne è l'abiura finale.
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De amore
di Andrea Cappellano
editore: Se
pagine: 208
"Con il "De amore" di Andrea Cappellano è come se un nuovo patto venisse stipulato fra l'uomo e la donna
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La prima radice
di Simone Weil
editore: Se
pagine: 304
"È soprattutto sul bisogno di radicamento che si concentra l'attenzione di Simone Weil, «il bisogno più importante e misconosc
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L'ombra e la grazia
di Simone Weil
editore: Se
pagine: 208
«Caro amico, sembra proprio che sia giunto il momento di dirsi addio
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Il complotto dell'arte
di Jean Baudrillard
editore: Se
pagine: 96
«Tutta la duplicità dell'arte contemporanea sta proprio in questo: rivendicare la nullità, l'insignificanza, il nonsenso, mira
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L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica e altri scritti
di Walter Benjamin
editore: Se
pagine: 144
"'L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica', lungi dall'esaurirsi in una filosofia della crisi, sembra conf
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L'ombra e la grazia
di Simone Weil
editore: Se
pagine: 208
«Caro amico, sembra proprio che sia giunto il momento di dirsi addio
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