Se
La voce del maestro
di Gibran Kahlil
editore: Se
pagine: 94
E udii gli uccelli cantare tristemente, e chiesi: Perché vi rattristate, miei graziosi uccelli?"
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Mnemosine
di Praz Mario
editore: Se
pagine: 228
Mario Praz (1896-1982) ha pubblicato "Mnemosine" originariamente negli Stati Uniti nel 1970 sotto il patrocinio della National
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Tre racconti
di Flaubert Gustave
editore: Se
pagine: 130
Concepiti forse per una semplice détente, negli intervalli della faticosa composizione di Bouvard et Pécuchet", i "Trois Conte
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Il pensiero del fuori
di Michel Foucault
editore: Se
pagine: 72
"'Il pensiero del fuori' è il controcanto di "Le parole e le cose"
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Dei miei sospiri estremi
di Luis Bunuel
editore: Se
pagine: 280
Da tempo irreperibile, questa autobiografia scritta da Bunuel negli ultimi anni di vita con l'aiuto dell'amico e collaboratore
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Il libro dello splendore
editore: Se
pagine: 102
Il testo classico della Cabbala è lo Zohar (II libro dello splendore), per secoli considerato sacro all'ebraismo e ancor oggi
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La conquista di Costantinopoli
di Villehardouin Geoffroy de
editore: Se
pagine: 157
Sappiate che mille e centonovantasette anni dopo l'incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, al tempo di papa Innocenzo III
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Il conflitto della civiltà moderna
di Georg Simmel
editore: Se
pagine: 73
"Nel breve testo si fondono perfettamente insieme i motivi della prima fase, strettamente relativistica, della sua filosofia, coi motivi della seconda, ossia di quella filosofia della "vita", che egli ha esposto in 'Lebensanschauung', volume di cui la conferenza che qui si legge offre quasi lo scorcio. [...] Il Simmel, nella seconda parte della sua filosofia, non fa che metter in sodo questa cosa semplice e patente, che il 'processo' è relativismo. Ciò che costituisce il processo non è lo spirito, ma la vita ciecamente irrompente, di cui lo spirito, come la materia, non è che una formazione secondaria. Tale corso vitale distrugge tutte le sue costruzioni, contraddice e nega ogni suo stadio raggiunto, non lascia che alcuna sua formazione conservi quella permanenza e stabilità a cui essa al momento del suo sorgere pretende e che crede di possedere, e così le relativizza, le 'scetticizza' tutte. Il corso vitale, si avvolge nella contraddizione originaria e fondamentale che, mentre non può vivere se non entro forme, non vuole e non può nemmeno vivere in esse ed ha bisogno di distruggerle successivamente tutte per continuare la sua vita." (dallo scritto di Giuseppe Retisi)
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La chiave spirituale dell'astrologia musulmana secondo Mohyiddîn Ibn 'Arabî
di Titus Burckhardt
editore: Se
pagine: 65
Titus Burckhardt è considerato da lungo tempo, con Eliade e Guénon, uno dei maestri della tradizione spiritualista. Con "La chiave spirituale dell'astrologia musulmana" (1950) ci offre l'occasione di approfondire la storia e i capisaldi di una scienza antichissima, affrancandola così dalle semplificazioni e dagli abusi compiuti dalla cultura occidentale. Scrive Burckhardt nell'esordio del libro: "L'opera scritta del "più grande Maestro" sufi, Mohyiddìn Ibn 'Arabi, comporta alcune considerazioni sull'astrologia che permettono d'intravedere come questa scienza, giunta all'occidente moderno in modo frammentario e ridotto a certe sue applicazioni contingenti, potesse riallacciarsi a principi metafisici, dipendendo, dunque, da una conoscenza a sé stante. L'astrologia quale fu nelle civiltà cristiana e islamica, e come ancora sussiste in certi paesi arabi, deve la sua forma all'ermetismo alessandrino. Essenzialmente non è dunque né cristiana né islamica, e non potrebbe d'altra parte trovar posto nella prospettiva religiosa delle tradizioni monoteiste, dato che questa prospettiva insiste sulla responsabilità dell'individuo davanti al suo creatore".
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Il giardino del profeta. Testo inglese a fronte
di Kahlil Gibran
editore: Se
pagine: 95
Séguito incompiuto de "Il Profeta", capolavoro riconosciuto di Gibran, "Il giardino del Profeta" fu pubblicato postumo nel 193
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Il concetto dell'angoscia
di Sören Kierkegaard
editore: Se
pagine: 179
"È difficile qualificare con esattezza il metodo seguito da Kierkegaard: la sua dichiarazione di voler fare unicamente un'indagine "psicologica" sulla natura del peccato originale va presa con cautela. La trattazione tocca di volta in volta i vari campi interessati al problema: la teologia dogmatica, la metafisica, la fenomenologia o psicologia in senso proprio. Ma se si deve dichiarare una dominanza, essa va attribuita alla metafisica tenendo presente all'inizio l'origine teologica del problema (il dogma del peccato originale) e gli spunti biblici della sua potente analisi fenomenologica (la tentazione, il demoniaco...) che operano continuamente in ogni punto del trattato. L'angoscia è il presupposto del peccato originale rispetto alla caduta di Adamo ed Eva, come lo è per la caduta nel peccato di ogni loro discendente. Il suo oggetto è il nulla ed è l'avvertenza di questo nulla che rivela all'uomo di essere una sintesi di anima e corpo nello spirito. Se l'angoscia può essere occasione di caduta e di perdizione, può anche e deve essere, con la sua scoperta degli orrori del peccato, una tappa per incamminarsi verso il bene e la salvezza: il più spaventoso e pericoloso di questi orrori è la tentazione del suicidio, ma l'uomo ha in sua mano un punto solido a cui ancorarsi, ed è precisamente la "fede" che mette in fuga ogni angoscia e rende possibile il dispiegamento positivo delle energie dello spirito per accostarsi a Dio". (Dallo scritto di Cornelio Fabro)
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