fbevnts Tutti i libri editi da Sellerio Editore Palermo - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 26
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Sellerio Editore Palermo

Odore di chiuso

di Marco Malvaldi

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 198

In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosuè Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l'ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l'altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l'Artusi. In questo umano e un po' sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.
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13,00 12,35

La campana e il deltaplano

di Elsa Guggino

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 212

"Sutera, domenica 25 febbraio 2007
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12,00 11,40

Il sorriso di Angelica

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 257

Gli anni non impediscono a Montalbano di riaccedere alle venture e agli incanti dell'esperienza adolescenziale: all'inadeguatezza emotiva, alle fantasticaggini, ai risalti del cuore, ai turbamenti, alla tenera e trepida lascivia; alle affezioni precipitose, anche: dagli scoppi d'ira, agli schianti di gelosia. Conosce a memoria la poesia "Adolescente" di Vincenzo Cardarelli. Recita a se stesso i versi sul "pescatore di spugne", che avrà la sua "perla rara". E sa, non senza diffidenza e discorde sospetto di decrepitezza, quando più e quando meno, tra il lepido e il drammatico, che "... il saggio non è che un fanciullo / che si duole di essere cresciuto". Non crede invece, alla sua "saggezza", la fidanzata Livia. E scambia per un tratto di guasconeria la confessione di un tradimento, fatta con la schiettezza propria dell'età men cauta. Montalbano è stato folgorato dalla bellezza, sensualmente sporca di vita, della giovane Angelica. Un misterioso personaggio, nascosto in un gomito d'ombra, confonde il commissario con una giostra di furti architettati geometricamente, secondo uno schema d'ordine di pedante e accanita astuzia. Quale sia la posta in gioco è da scoprire. La vicenda è ingrovigliata e ha punte d'asprezza. E intanto Montalbano si vede in sogno, costretto in un'armatura di cavaliere, e buttato dentro un torneo. Fuor di sogno, nel vivo delle indagini, irrompe, in questa "gara" similariostesca, la nuova Angelica.
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14,00 13,30

Non tutti i bastardi sono di Vienna

di Andrea Molesini

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 376

Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch'esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell'area geografica e nell'arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l'andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell'età; la giovane Giulia, procace e un po' folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l'insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall'impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria.
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14,00 13,30

Natale pagano. Feste d'inverno nello Hindu Kush

di Augusto S. Cacopardo

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 476

"Se esiste un punto da cui possa partire la comprensione della religione antica", scriveva Kerényi "... consiste proprio nel sondare l'essenza della festa". E appunto quanto si propone questo libro studiando "la madre di tutte le feste": la grande festa dell'Anno Nuovo. L'indagine, risultato di ricerche dirette di lungo periodo, prende le mosse dalla festa del solstizio d'inverno dei Kalasha del Pakistan, una piccola popolazione di montanari che presenta uno speciale interesse per la storia delle religioni e per l'indoeuropeistica. Si tratta infatti dell'unico popolo appartenente al gruppo linguistico indoeuropeo che ha conservato fino ad oggi un'arcaica forma di politeismo, sfuggita all'abbraccio mortale dei grandi sistemi religiosi, Induismo, Buddhismo, Cristianesimo, Islam. La sua conoscenza può offrire un importante contributo alla comprensione di credenze che sono alle radici della nostra civiltà: dal politeismo greco, celtico o germanico alla religiosità vedica. L'interpretazione della festa del solstizio d'inverno dei Kalasha può essere quindi la chiave per intendere una cosmologia arcaica di ampia estensione. L'autore segue pertanto un itinerario comparativo che lo porta a confrontare il rito dei Kalasha con le feste d'inizio anno del mondo indiano e dell'Europa: un percorso complesso che fa emergere infine il senso ultimo della "grande festa" quale annuale rifondazione del ciclo del tempo.
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20,00 19,00

La veglia

di Jole Calapso

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 86

Sono racconti improvvisi, come la porta di una stanza che viene spalancata di colpo nel pieno di una situazione relazionale pr
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9,00 8,55

Le sorelle scarlatte

di Francisco García Pavón

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 288

Questa volta Manuel Gonzàlez, detto Plinio, capo della Guardia municipale di Tomelloso, è invitato a Madrid per risolvere il caso di due gemelle scomparse. Rispolverato l'abito delle grandi occasioni e accompagnato dal suo fedele aiutante, don Lotario il veterinario, Plinio affronta il viaggio in corriera verso la capitale. Alicia e Maria, figlie del defunto don Norberto, notabile di Tomelloso, conosciute in paese come le "sorelle scarlatte" per la capigliatura fulva e la tendenza ad arrossire di frequente, hanno misteriosamente abbandonato il loro vetusto appartamento per non farvi più ritorno. Entrambe non si sono mai sposate, forse perché i possibili pretendenti pensavano di doverle prendere in moglie tutte e due, si mormora. Eppure un fidanzato per Maria c'è stato, ma si dice sia morto combattendo per la Repubblica. Da allora sono trascorsi trent'anni, - il romanzo è del 1969 Madrid è invasa dalle automobili, i giovani inaugurano nuove mode e abitudini, ma le due sorelle conservano tenacemente il loro passato in una stanza segreta affollata di manichini che indossano le divise e gli abiti dei morti. Le indagini dei due detective, fra la casa quasi stregata delle zitelle, le villette di regime della periferia residenziale, le trattorie e i caffè, gli incontri con la serva saggia, le turiste in abiti succinti, disegnano un itinerario zigzagante fra una Madrid quasi ottocentesca e la metropoli moderna.
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14,00 13,30

Il re dei giochi

di Marco Malvaldi

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 192

Ritornano i quattro vecchietti detective del BarLume di Pineta, con il nipote Massimo il "barrista" e la brava banconista Tiziana. Dopo "La briscola in cinque" e "Il gioco delle tre carte", con "Il re dei giochi" si può dire che ora siamo alla serie, sia per la caratterizzazione ben sagomata e viva di ciascun personaggio che lo rende familiare, sia per il brio naturale con cui, come un meccanismo ben avviato, funziona l'eccentrico amalgama che struttura le storie. "Re dei giochi" è il biliardo nuovo all'italiana giunto al BarLume. Ampelio il nonno, Aldo l'intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune (per distinguerlo da altri tre Del Tacca) vi si sono accampati e da lì sezionano con geometrica esattezza gli ultimi fatti di Pineta. Tra cui il terribile incidente della statale. È morto un ragazzino e sua madre è in coma profondo. Sono gli eredi di un ricchissimo costruttore. La madre è anche la segretaria di un uomo politico impegnato nella campagna elettorale. Non sembra un delitto. Manca il movente e pure l'occasione. "Anche quest'anno sembrava d'aver trovato un bell'omicidio per passare il tempo e loro vengono a rovinarti tutto". Ma la donna muore in ospedale, uccisa in modo maldestro. E sulle iperboliche ma sapienti maldicenze dei quattro ottuagenari cala, come una mente ordinatrice, l'intuizione logica del "barrista", investigatore per amor di pace.
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13,00 12,35

Quando dalla finestra si vedeva l'Eur e noi sognavamo la rivoluzione

di Enrico Micheli

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 266

Corruzione, regressione della politica, terrorismo: è il filo logico di questi racconti, una riflessione dolente sulla società
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La caccia al tesoro

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 271

Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.
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Italia-Brasile 3 a 2

di Davide Enia

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 100

Racconto minuto per minuto dal soggiorno di casa dell'incontro del 5 luglio 1982, la partitissima che aprì la strada all'Italia campione del mondo. Non solo le fasi altalenanti e febbrili dello scontro di due leggendarie nazionali di calcio, dal primo gol di Paolo Rossi all'ultima parata di Zoff : il vero protagonista è il gruppo di parenti e amici che, stipati di fronte al nuovo apparecchio TV a colori acquistato per l'occasione, vive i 90 minuti della sfida tra riti, scaramanzie, esaltazioni, depressioni, imprecazioni e devozioni. "Italia-Brasile 3 a 2" è un vero e proprio "caso" teatrale. Monologo da sempre in tournée, portato in giro per i teatri d'Europa, riesce a passare con l'elegante velocità di un tiro al volo dai comici microeventi del tinello palermitano a drammatiche partite in cui letteralmente ci si giocava la vita.
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Il nipote del Negus

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 277

Eja, Eja, Alalà! Fu già tempo in cui si andava in camicia nera; si cantavano inni. Quando la menzogna si accasa nella storia, sono gli atti di fede, e i manganelli, che fanno la verità. Ci volevano, a Vigàta, le furberie e le mattacchiate di uno scavezzacollo principe di colore, la selvatica estrosità e il talento per gli affari di un diciannovenne ben arnesato e sessualmente senza briglie, la spudoratezza e l'inclinazione astuta di un nipote del Negus, i puntigli principeschi di uno studentello straniero senza letto e senza tetto, che allettava gli occhi e invaghiva i cuori, per umiliare l'onore, l'orgoglio virile, le mire colonialistiche, le prolisse incompetenze del regime, e il nazifascistico razzismo. Il nipote del Negus, il principe Grhane Sollassié Mbassa, è stato iscritto alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. Si rivela un virtuoso della bricconeria e un atleta dell'inganno: tutti brontolando, e lui bravando; promettendo molto, e ancor più pagando, senza nulla mai ottenere. Cosa non tollerano tutti, cosa non tentano. Anche il Duce schiuma e freme, e subisce a rate i tiri bassi dell'etiope: di quel tizzone d'inferno che scalcia e corvetta; e sfugge al dover suo di dar testimonianza in terra italica e in colonia del viver bello e libero e generoso della "civiltà" fascista. Un evento reale con cui Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica, che mescola con intelligente divertimento, storia e fantasia.
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