Sellerio Editore Palermo
Le ultime ore dei miei occhiali
di Nino Vetri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 75
È la memoria la protagonista in questo libro di Nino Vetri. Un libro apparentemente senza trama, tanto sciolti e fluenti si rincorrono i pensieri, le cronache, i racconti, squarci in interni di vita familiare e non. La memoria del padre, che va e viene, dimentica del presente e densa di particolari del passato (dei bombardamenti, della fame del dopoguerra, dello sbarco degli alleati), quella del nonno, guerra in Albania e passato da fascista, "cose vecchie, cose brutte", di cui alimenta il ricordo conservando in una stanza segreta armi e cimeli del regime, quella del microcosmo familiare - nonni, zii, cugini - che riesce a compattarsi attorno agli affetti, indulgente verso le diversità, paziente con le fissazioni dei vecchi e le bizzarrie dei giovani. Ma attraverso ricordi e racconti il protagonista racconta la sua storia: la scuola ("sento di avere ricevuto l'ultima educazione risorgimentale"), l'adolescenza, i pantaloni bucati, la musica, i viaggi, i concerti, le risse.
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La casetta ad Allington
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 850
Senza la sferza sociale del grande Dickens e senza gli angolini di moralistica ironia di William Thackeray, Anthony Trollope è il terzo rappresentante letterario dell'età vittoriana. Anzi, a seguire il decano degli anglisti Mario Praz "il più tipico rappresentante del romanzo vittoriano", proprio perché ritrae dal vero, in modo meno vistoso, ma più sottile e aderente, la realtà sociale dell'epoca sua: "ed è sorprendente quanto poco ingiallite siano le sue fotografie". Così i suoi romanzi, molti e pieni di pagine, non hanno mai un lieto fine, ma neppure una fine tragica; non figurano in essi eroi ed eroine, nessuno è troppo cattivo o troppo buono, troppo onesto o troppo capace di intrighi; niente è mai definitivo; il plot dominante di ogni romanzo rischia di cedere al fluire di un numero enorme di sottostorie e sottoplot, personaggi di passaggio si accampano in una vicenda che trascina a lungo il lettore seducendolo quasi contro la volontà dell'autore, come la vita vera; e tutto si muove in un ambiente abbastanza quieto da favorire soprattutto la mediocrità. Ed è per questo amore antiromanzesco della mediocrità che, se i romantici contemporanei non l'apprezzarono, la critica in seguito ha rivalutato la presenza e l'importanza di Trollope, la vivacissima e inconsapevole modernità. Questo romanzo è il quinto dei sei romanzi della serie delle Cronache del Barset, l'immaginaria contea dove si svolge uno dei cicli dello scrittore, ed è quello dedicato alle frustrazioni amorose.
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Il correttore di bozze
di Francesco Recami
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 184
Lucilla è una donna felice, ha una bella famiglia, è stimata nella sua professione, ha un viso curato e una monovolume. Un giorno al supermercato incontra un ragazzo che la guarda con insistenza. Lui è bello, e a Lucilla piace. Il libro è la storia di un frigorifero, di una pila di bozze di stampa, di un ricatto, di un bambino che dorme sotto il tavolo, di un furgoncino posteggiato sempre nel solito posto, di una serie di errori non fortuiti, dei sotterranei di una fabbrica abbandonata, di uno studente fuori sede ritrovato nel suo appartamento, di un figlio grasso, di una macchina fotografica digitale acquistata a Cesano Boscone. Ma soprattutto è la storia di un solitario correttore di bozze, tormentato dai fantasmi delle costruzioni intellettuali con cui ha quotidianamente ha a che fare. Sempre più lontano dalla realtà immagina, e forse mette in pratica, un piano per vendicarsi.
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Eredità della musica. David J. Bach e i concerti sinfonici dei lavoratori viennesi (1905-1934)
di Piero Violante
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 227
Richard Strauss ha osservato che dirigendo il primo tempo della Terza di Mahler finiva con l'immaginare "interminabili schiere di lavoratori in marcia verso il Prater per celebrarvi il Primo Maggio". È un'idea largamente condivisa che la Grande Vienna sia stata uno dei cruciali laboratori del Novecento. Questo studio, che mette assieme la storia, la storia della musica e la musicologia, la storia della cultura e quella sociale, lo riafferma. Ma lo riconsidera, guardandolo dalla prospettiva del tentativo da parte della socialdemocrazia e dei teorici dell'austro-marxismo di fare del proletariato l'erede della tradizione musicale viennese e, attraverso questo, erede della cultura classica tedesca. Un'utopia intellettuale germinante intorno all'organizzazione dei cosiddetti "Concerti sinfonici dei lavoratori viennesi", voluta da David J. Bach - responsabile culturale del partito socialdemocratico, figura ancora poco esplorata della Grande Vienna - il cui obiettivo era quello "di creare con e per il proletariato una tradizione del moderno che avesse "Mahler come perno e Webern come suo interprete". Secondo Piero Violante quest'esperimento ha subito una censura e una cesura. La cesura è consistita nel fatto che la sua violenta interruzione ha creato una frattura nella storia dell'interpretazione e della ricezione del canone musicale a datare dall'avvento dell'austrofascismo. Da quel momento i "concerti sinfonici dei lavoratori viennesi" sono stati rimossi.
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Tutti dicono Germania Germania
di Stefano Vilardo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 145
Un'epopea, se non l'unica del popolo italiano certo la più travolgente di vite individuali e destini di comunità, è stata l'emigrazione di milioni di lavoratori; mai celebrata a livello ufficiale e nemmeno dalla cultura di popolo o di massa, e che rischia oggi la completa rimozione dal sentimento comune a causa della trasformazione dell'Italia da terra di bastimenti che partivano a meta di immigrati stranieri. Perciò raramente si trovano, nella storia della letteratura italiana, esempi di storie di emigranti. Uno di questi pochi, il poema triste di Vilardo che agli inizi degli anni settanta, dalle colline della sua Delia nel cuore della Sicilia, trasformava in canto corale tante storie di piccoli comuni eroi. Una Spoon River siciliana di cui Leonardo Sciascia scriveva nella prima edizione per l'editore Garzanti: "Vilardo è nato a Delia, in provincia di Caltanissetta, e a Delia è vissuto per tanti anni, insegnando nelle scuole elementari. Poeta, per così dire, in proprio (un paio di volumetti pubblicati in edizione limitata: poesie di idillio, poesie d'amore), ad un certo punto si è dato a raccogliere e ricreare queste storie (alcune ne ha pubblicate sul numero 15, luglio-settembre 1969, di "Nuovi argomenti"). E non è stata un'operazione facile. Per quanto, leggendole, non sembri, la mediazione del poeta c'è stata. E che non sembri, è il maggior merito di questo libretto".
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Germani in bellavista
di Alda Bruno
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 134
I maneggi di un fratello tronfio di vanagloria e una sorella spiritualmente isterilita dalle molte astuzie, per accaparrarsi una ricca eredità, ai danni della madre, grettamente egoista, e dell'altra sorella, dal carattere solare e in fondo distratta. Ma al di sotto dei disegni segreti, dei complotti sotterranei, delle miserie e delle vigliaccherie inconfessabili, delle alleanze e delle strategie, che movimentano il racconto e coinvolgono il lettore in un crescente desiderio di vendetta, si sviluppa quella che può definirsi la tragedia delle migliori intenzioni: la falsità si insinua nascosta dalla certezza di essere in buona fede; l'odio prende il sopravvento come reazione al sentirsi poco amati; l'affetto protettivo verso chi sembra indifeso diventa giustificazione della più cinica avidità. Viene in scena la dinamica del familismo, la cui angustia si rivela il laboratorio ideale per distillare veleni micidiali dagli effetti tardivi. Un romanzo che appartiene al tema della letteratura familiare, segnato da una lucidità antisentimentale e dissacrante, ma con un tono lietamente umoristico e crudele che regala un finale libertino.
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Francesco Giuseppe
di Franco Cardini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 150
L'ultimo grande imperatore degli Asburgo, il cui persistente mito tramanda la malinconia di una civiltà, la civiltà mitteleuro
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Il giardino davanti casa
di Constance Fenimore Woolson
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 115
L'americana Prudence Wilkin ha l'unico desiderio di un giardino davanti casa; ma rimasta vedova ad appena un anno dalle nozze
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Il poliziotto che ride
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 338
Secondo il parere del maestro del giallo nordico Henning Mankell: "Chi scrive dopo questi romanzi, si ispira a loro, in un modo o nell'altro". "Loro" sono i coniugi Maj Sjöwall e Per Wahlöö che in dieci anni, dal 1965 al 1975, hanno composto il "Decalogo dell'Ispettore Martin Beck", ovvero i dieci romanzi, uno per anno con le inchieste della squadra omicidi di Stoccolma. In Beck c'è assai poco della maniera maigrettiana, o di qualunque maniera, e del metodo-non metodico del commissario di Simenon. E non perché Beck non abbia una personalità, o perché il lettore non sia portato a simpatizzare con lui ma perché al contrario possiede una personalità variegata, cangiante col tempo, fatta di io diversi, come lo sono le personalità vere. In questo romanzo, una Stoccolma "calda", dove la polizia è impegnata ad arginare le proteste antiamericane per la guerra in Vietnam è sconvolta da una strage: i nove passeggeri di un autobus vengono uccisi a colpi di mitra. Tra le vittime c'è anche un sovrintendente che è il più giovane collaboratore di Martin Beck. Il poliziotto è rimasto coinvolto casualmente o era proprio lui nel mirino del folle omicida? Di quale caso si stava occupando? Cosa ci faceva su quell'autobus visto che non risultava in servizio? Sembra che nessuno dei colleghi o dei familiari sappia rispondere a questi interrogativi.
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I cancelli di avorio e di corno
di Gianni Bonina
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 209
Gianni Bonina mette al centro del suo libro la letteratura, indagando sulla natura del libro e trascinando il lettore in un originale itinerario attraverso la letteratura: classica e moderna, di creazione e di consumo, tra gusto e mode letterarie, mercato, legami tra letteratura e geografia, tra romanzo e storia. Lontano dal linguaggio della critica letteraria "ufficiale" Bonina si muove a suo agio, su e giù attraverso i secoli e i generi. E fa rileggere "a brani scuciti", come diceva Montaigne, gli autori più amati.
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A margine
di Beppe Benvenuto
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 202
Curioso di sentieri culturali insoliti, all'incrocio tra la critica e la cronaca del lavoro letterario, con una predilezione per quell'invenzione italiana che fu la Terza pagina, Benvenuto raccoglie in questo volume esami ravvicinati di casi storico-letterari e storico-politici del Novecento. Carriere di grandi firme giornalistiche tra fascismo e antifascismo, protagonisti a cavallo di politica e cultura, parabole ideologiche e fortune attraverso le tempeste e le baruffe del secolo, eccentriche figure della breve epoca in cui la borghesia italiana mostrò amore per i frutti dello spirito. Il taglio è volutamente al margine, in un doppio senso. Da un lato, l'autore preferisce, piuttosto che entrare dentro l'opera, avvicinarsene dagli addentellati e dalle circostanze periferiche, in modo da tracciarne una sorta di spirale critica che si approssima al centro. Dall'altro, si tratta di protagonisti di vicende e questioni effettivamente marginali ed estranee allo star system dell'intellighenzia del secolo. Però, come accade, è dai margini che ci si dovrebbero aspettare le sorprese; per cui, ognuna di queste puntuali monografie riserva originale interesse e scoperte.
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Il falsario di Caltagirone
di Maria Attanasio
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 201
Come mai Paolo Ciulla, pittore ricco di talento, giramondo curioso di nuove esperienze artistiche e esistenziali, finí falsifi
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