Sellerio Editore Palermo
I Promessi sposi. Un esperimento
di Giorgio Bassani
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 152
Un Bassani inedito, questo: un trattamento per il cinema, che è un racconto lungo; una insospettata "storia milanese", che dia
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Le ultime ore dei miei occhiali
di Nino Vetri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 75
È la memoria la protagonista in questo libro di Nino Vetri. Un libro apparentemente senza trama, tanto sciolti e fluenti si rincorrono i pensieri, le cronache, i racconti, squarci in interni di vita familiare e non. La memoria del padre, che va e viene, dimentica del presente e densa di particolari del passato (dei bombardamenti, della fame del dopoguerra, dello sbarco degli alleati), quella del nonno, guerra in Albania e passato da fascista, "cose vecchie, cose brutte", di cui alimenta il ricordo conservando in una stanza segreta armi e cimeli del regime, quella del microcosmo familiare - nonni, zii, cugini - che riesce a compattarsi attorno agli affetti, indulgente verso le diversità, paziente con le fissazioni dei vecchi e le bizzarrie dei giovani. Ma attraverso ricordi e racconti il protagonista racconta la sua storia: la scuola ("sento di avere ricevuto l'ultima educazione risorgimentale"), l'adolescenza, i pantaloni bucati, la musica, i viaggi, i concerti, le risse.
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La casetta ad Allington
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 850
Senza la sferza sociale del grande Dickens e senza gli angolini di moralistica ironia di William Thackeray, Anthony Trollope è il terzo rappresentante letterario dell'età vittoriana. Anzi, a seguire il decano degli anglisti Mario Praz "il più tipico rappresentante del romanzo vittoriano", proprio perché ritrae dal vero, in modo meno vistoso, ma più sottile e aderente, la realtà sociale dell'epoca sua: "ed è sorprendente quanto poco ingiallite siano le sue fotografie". Così i suoi romanzi, molti e pieni di pagine, non hanno mai un lieto fine, ma neppure una fine tragica; non figurano in essi eroi ed eroine, nessuno è troppo cattivo o troppo buono, troppo onesto o troppo capace di intrighi; niente è mai definitivo; il plot dominante di ogni romanzo rischia di cedere al fluire di un numero enorme di sottostorie e sottoplot, personaggi di passaggio si accampano in una vicenda che trascina a lungo il lettore seducendolo quasi contro la volontà dell'autore, come la vita vera; e tutto si muove in un ambiente abbastanza quieto da favorire soprattutto la mediocrità. Ed è per questo amore antiromanzesco della mediocrità che, se i romantici contemporanei non l'apprezzarono, la critica in seguito ha rivalutato la presenza e l'importanza di Trollope, la vivacissima e inconsapevole modernità. Questo romanzo è il quinto dei sei romanzi della serie delle Cronache del Barset, l'immaginaria contea dove si svolge uno dei cicli dello scrittore, ed è quello dedicato alle frustrazioni amorose.
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Il correttore di bozze
di Francesco Recami
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 184
Lucilla è una donna felice, ha una bella famiglia, è stimata nella sua professione, ha un viso curato e una monovolume. Un giorno al supermercato incontra un ragazzo che la guarda con insistenza. Lui è bello, e a Lucilla piace. Il libro è la storia di un frigorifero, di una pila di bozze di stampa, di un ricatto, di un bambino che dorme sotto il tavolo, di un furgoncino posteggiato sempre nel solito posto, di una serie di errori non fortuiti, dei sotterranei di una fabbrica abbandonata, di uno studente fuori sede ritrovato nel suo appartamento, di un figlio grasso, di una macchina fotografica digitale acquistata a Cesano Boscone. Ma soprattutto è la storia di un solitario correttore di bozze, tormentato dai fantasmi delle costruzioni intellettuali con cui ha quotidianamente ha a che fare. Sempre più lontano dalla realtà immagina, e forse mette in pratica, un piano per vendicarsi.
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Tutti dicono Germania Germania
di Stefano Vilardo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 145
Un'epopea, se non l'unica del popolo italiano certo la più travolgente di vite individuali e destini di comunità, è stata l'emigrazione di milioni di lavoratori; mai celebrata a livello ufficiale e nemmeno dalla cultura di popolo o di massa, e che rischia oggi la completa rimozione dal sentimento comune a causa della trasformazione dell'Italia da terra di bastimenti che partivano a meta di immigrati stranieri. Perciò raramente si trovano, nella storia della letteratura italiana, esempi di storie di emigranti. Uno di questi pochi, il poema triste di Vilardo che agli inizi degli anni settanta, dalle colline della sua Delia nel cuore della Sicilia, trasformava in canto corale tante storie di piccoli comuni eroi. Una Spoon River siciliana di cui Leonardo Sciascia scriveva nella prima edizione per l'editore Garzanti: "Vilardo è nato a Delia, in provincia di Caltanissetta, e a Delia è vissuto per tanti anni, insegnando nelle scuole elementari. Poeta, per così dire, in proprio (un paio di volumetti pubblicati in edizione limitata: poesie di idillio, poesie d'amore), ad un certo punto si è dato a raccogliere e ricreare queste storie (alcune ne ha pubblicate sul numero 15, luglio-settembre 1969, di "Nuovi argomenti"). E non è stata un'operazione facile. Per quanto, leggendole, non sembri, la mediazione del poeta c'è stata. E che non sembri, è il maggior merito di questo libretto".
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Francesco Giuseppe
di Franco Cardini
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 150
L'ultimo grande imperatore degli Asburgo, il cui persistente mito tramanda la malinconia di una civiltà, la civiltà mitteleuro
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Il giardino davanti casa
di Constance Fenimore Woolson
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 115
L'americana Prudence Wilkin ha l'unico desiderio di un giardino davanti casa; ma rimasta vedova ad appena un anno dalle nozze
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Il poliziotto che ride
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 338
Secondo il parere del maestro del giallo nordico Henning Mankell: "Chi scrive dopo questi romanzi, si ispira a loro, in un modo o nell'altro". "Loro" sono i coniugi Maj Sjöwall e Per Wahlöö che in dieci anni, dal 1965 al 1975, hanno composto il "Decalogo dell'Ispettore Martin Beck", ovvero i dieci romanzi, uno per anno con le inchieste della squadra omicidi di Stoccolma. In Beck c'è assai poco della maniera maigrettiana, o di qualunque maniera, e del metodo-non metodico del commissario di Simenon. E non perché Beck non abbia una personalità, o perché il lettore non sia portato a simpatizzare con lui ma perché al contrario possiede una personalità variegata, cangiante col tempo, fatta di io diversi, come lo sono le personalità vere. In questo romanzo, una Stoccolma "calda", dove la polizia è impegnata ad arginare le proteste antiamericane per la guerra in Vietnam è sconvolta da una strage: i nove passeggeri di un autobus vengono uccisi a colpi di mitra. Tra le vittime c'è anche un sovrintendente che è il più giovane collaboratore di Martin Beck. Il poliziotto è rimasto coinvolto casualmente o era proprio lui nel mirino del folle omicida? Di quale caso si stava occupando? Cosa ci faceva su quell'autobus visto che non risultava in servizio? Sembra che nessuno dei colleghi o dei familiari sappia rispondere a questi interrogativi.
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I cancelli di avorio e di corno
di Gianni Bonina
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 209
Gianni Bonina mette al centro del suo libro la letteratura, indagando sulla natura del libro e trascinando il lettore in un originale itinerario attraverso la letteratura: classica e moderna, di creazione e di consumo, tra gusto e mode letterarie, mercato, legami tra letteratura e geografia, tra romanzo e storia. Lontano dal linguaggio della critica letteraria "ufficiale" Bonina si muove a suo agio, su e giù attraverso i secoli e i generi. E fa rileggere "a brani scuciti", come diceva Montaigne, gli autori più amati.
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A margine
di Beppe Benvenuto
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 202
Curioso di sentieri culturali insoliti, all'incrocio tra la critica e la cronaca del lavoro letterario, con una predilezione per quell'invenzione italiana che fu la Terza pagina, Benvenuto raccoglie in questo volume esami ravvicinati di casi storico-letterari e storico-politici del Novecento. Carriere di grandi firme giornalistiche tra fascismo e antifascismo, protagonisti a cavallo di politica e cultura, parabole ideologiche e fortune attraverso le tempeste e le baruffe del secolo, eccentriche figure della breve epoca in cui la borghesia italiana mostrò amore per i frutti dello spirito. Il taglio è volutamente al margine, in un doppio senso. Da un lato, l'autore preferisce, piuttosto che entrare dentro l'opera, avvicinarsene dagli addentellati e dalle circostanze periferiche, in modo da tracciarne una sorta di spirale critica che si approssima al centro. Dall'altro, si tratta di protagonisti di vicende e questioni effettivamente marginali ed estranee allo star system dell'intellighenzia del secolo. Però, come accade, è dai margini che ci si dovrebbero aspettare le sorprese; per cui, ognuna di queste puntuali monografie riserva originale interesse e scoperte.
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Dialogo dei ricchi e dei poveri. Testo greco a fronte
di Alessio Macrembolite
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 93
Nella sua celebre sintesi sull'impero bizantino Georg Ostrogorsky cita più volte un testo greco, "di grande valore", per la storia sociale di Bisanzio, fatto conoscere nel 1960 da Ihor Sevcenki. Si tratta di un'opera assai singolare: un breve dialogo, protagonisti del quale sono i ricchi e i poveri dell'Impero bizantino che si immaginano riuniti a convegno per discutere della loro condizione. Così la struttura del testo come lo sviluppo del tema del dialogo formano una sorta di "unicum" nel panorama della trattatistica bizantina. Scritto in greco nel 1343 il Dialogo di Alessio Macrembolite può considerarsi un classico del pensiero politico medioevale. Nulla o quasi si sa della vita di Alessio Macrembolite; la sua famiglia apparteneva all'aristocrazia di Costantinopoli. Scrisse carmi e molte altre opere tra cui il "Discorso storico" (1348).
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Le pratiche del disgusto
di Ugo Cornia
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 101
Passeggia per le circostanze della sua vita, come si passeggia per le vie di una città, l'Io narrante di Cornia, lasciandosi riflettere sulle mille cose che gli capitano durante l'esistenza esattamente al pari del disoccupato camminatore che fantastica automaticamente su ciò che vede accadere agli angoli delle strade. È uno spettatore puro di se stesso. Il suo modello segreto di osservazione sta tra Monsieur Hulot e Bouvard e Pécuchet: un composto di innato senso del comico e dell'assurdo, di sensibilità accesa verso il carattere fluido dell'esistere e candida voglia di afferrare un senso che non c'è. Eppure dalla sua ossessione ingenua e febbrile di onnicomprensione discende una capacità di penetrazione psicologica che riesce, in realtà in poco e come parlando d'altro, a tratteggiare efficacemente personaggi e situazioni fino a comporre trame umane fittissime pur nella loro occasionalità minimalistica. Nel suo dinamismo "Le pratiche del disgusto" ha la velocità dell'invettiva. Ma con un centro di gratitudine e rimpianto. Si tratta dell'amicizia, grandissimo mistero: piccoli episodi richiamano all'Io narrante la catena di sue amicizie, così diverse, così ariose o anguste, tutte sospese come oasi o come colline verdi sul deserto del conformisno di vite legate, che per quanto lo si esplori in lungo e in largo appare solo uguale e desolante.
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