fbevnts Tutti i libri editi da Sellerio Editore Palermo - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 48
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Sellerio Editore Palermo

Aldo Moro

di Corrado Guerzoni

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 224

La mattina del 16 marzo 1978 Corrado Guerzoni, giornalista tra i più stretti collaboratori di Aldo Moro, telefonò a casa del presidente della Democrazia cristiana. Voleva tranquillizzarlo su alcuni attacchi della stampa, ma gli dissero che era appena uscito. Pochi minuti dopo Moro veniva rapito in via Fani da un commando brigatista che sterminava i cinque agenti di scorta. "La notizia me la diede un mio ex redattore del "Radiocorriere". Ebbi una sensazione di gelo, come se fossi entrato in una stanza ghiacciata". Trenta anni dopo Corrado Guerzoni racconta la vita di Aldo Moro, gli studi giuridici, l'ingresso in politica, il suo percorso istituzionale. E soprattutto si interroga su i motivi di quel rapimento, sul perché non si riuscì, non si volle, salvarlo. "Qualcuno decise che Aldo Moro doveva morire e morire in quel modo stupido e straziante". C'è ancora molto da capire di quel rapimento, sono rimasti tanti punti oscuri. Su alcuni, ora che sono trascorsi trent'anni, dovrebbe essere tolto il segreto di Stato. Altre domande sono ancora senza risposta: quanto contò l'ostilità di Kissinger, quanto quella di una parte della Chiesa, del cardinale Siri in particolare che, informato del rapimento, esclamò: "Ha avuto quel che si meritava".
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La misura delle cose

di Eduardo Rebulla

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 211

Tea, studentessa alla vigilia della laurea in storia dell'arte, vive con Julio in un'isola al largo della Spagna. Sono gli anni in cui quel paese è ripetutamente sconvolto dalle sciagure: una petroliera affondando ha inquinato le coste in modo devastante; un attentato terroristico a Madrid provoca morte e distruzione. Coinvolta nei soccorsi Tea conosce una giovane coppia, con la quale stringe una solida amicizia, tanto da finire per trascurare Julio. Ma c'è un altro dramma nella sua vita; la ragazza ha un fratello, Nick, mercante d'arte, ora immobilizzato da una grave malattia. Nick chiede alla sorella di essere aiutato a morire. Sua moglie, credente, si rifiuta di farlo e ostinatamente prega sperando nella guarigione. Dopo un forte contrasto interiore Tea finisce per aderire alla richiesta del fratello: lo porta con sé nella sua casa in Spagna e lì, delicatamente, lo elimina. Poi, assolta la propria missione che la apparenta ad Antigone, Tea ritroverà il proprio equilibrio e continuerà l'attività del fratello. La storia tocca problemi cruciali: la violenza, compresa quella perpetrata a danno della natura; il rapporto di coppia, il terrorismo, l'eutanasia. Ed è su quest'ultima che si focalizza l'attenzione del lettore grazie anche alla tecnica narrativa che alterna al racconto ampi brani tratti da libri, giornali, referti medici.
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I pazzi di Grégoire

di Valerio Petrarca

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 220

Valerio Petrarca ha una lunga consuetudine con l'Africa. A partire dal 1994 si è recato più volte nel continente e ha vissuto esperienze sul campo in Costa d'Avorio. Questo libro nasce soprattutto dopo l'ultimo viaggio, del 2005, quando ha attraversato il Paese lacerato dalla guerra. Il viaggio era destinato a documentare l'opera di Grégoire Ahongbonon, un immigrato dal Bénin che ha svelato, tentando di porvi qualche rimedio, la crudeltà del trattamento dei malati mentali, legati agli alberi o gettati nelle discariche, tanto nei villaggi quanto nelle città (Grégoire ha ricevuto nel 1998 il premio "Franco Basaglia"). Una volta sul terreno, l'autore si è reso conto che i "pazzi" di Grégoire, almeno alcuni di essi, non dalla malattia erano stati segnati, ma dalle lacerazioni tra i mondi contigui e concorrenti in cui erano nati e cresciuti: tra autoctoni e immigrati, villaggio e città, religioni tradizionali e religioni missionarie, stregoneria e scienza, tradizione e modernità. "I pazzi di Grégoire" dà voce a bambini e a giovani che hanno conosciuto direttamente e indirettamente gli effetti della guerra, e ricuce, in una trama possibile, i loro discorsi. Si raccontano poche storie di vita, ma diffusamente, per fare emergere, in immagini di sintesi, la "fame di senso", il disagio culturale, prima che materiale, sofferto dai giovani, su cui la guerra è arrivata come un'onda distruttrice di simboli e di cose.
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Mestieri di scrittori

di Daria Galateria

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 215

Alla ricerca dell'agiatezza, o magari solo per sopravvivere, gli scrittori si sono dedicati ai mestieri più vari, da saltimbanco a cercatore d'oro, da fornaio a industriale, da contrabbandiere d'oppio a fuochista in Cina: e poi piloti, tagliatori di teste, poliziotti, medici, doganieri, piazzisti di bigiotteria; tutti lavori che hanno finito per affacciarsi nella scrittura. Il mestiere più prestigioso lo ha praticato Malraux, che è stato ministro; Jack London ha collezionato infiniti mestieri, fu per esempio fiociniere su baleniere dell'Artico; Colette aprì nel 1932 un istituto di bellezza; George Orwell dalla Polizia Imperiale in Birmania passò a miserrime condizioni, lavapiatti e barbone; pensava di conoscere così il mondo e guadagnarsi la condizione di letterato. Gorkij fece mille cose: come sguattero sul Volga conobbe il cuoco che gli fece conoscere i libri. Saint-Exupéry pensava che il suo vero mestiere fosse l'aviazione. Italo Svevo, per fare il grande industriale, smise di scrivere: gli bastava una riga per renderlo inetto al lavoro pratico per una settimana.
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Scrivano Ingannamorte

di Francesco Laudadio

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 292

Questo libro "è un romanzo - scrive Andrea Camilleri nella prefazione - ma, anche un saggio storico, un poema in prosa, un racconto epico". Da leggere "con piena, totale disponibilità a seguirlo nei suoi percorsi, nel suo libero trascorrere da una storia all'altra, nei suoi sbalzi di tono, abbandonandosi al fluire ora disteso ora tumultuoso di un narrare che pare voler mimare il corso imprevedibile e capriccioso della storia". Il narratore, segretario di una Camera del Lavoro di un paese pugliese che racconta a un giornalista dei suoi avi e di se stesso, porta un antico soprannome: Scrivano Ingannamorte. E rappresenta una specie di eterno popolano meridionale, lo spirito umanamente perenne della movimentata, a tratti ferina e grottesca, vicenda della lotta di classe nel Sud. Come un eternauta del ribellismo disperato dei cafoni, va avanti e indietro nel tempo, incarnandosi di volta in volta nel seguace del cardinale Ruffo antifrancese e antigiacobino, o nel brigante in lotta contro l'occupante sabaudo amico dei signori, o nel capopopolo delle leghe socialiste contro la prepotenza proprietaria, o nel sindacalista agrario alla Di Vittorio negli anni del secondo dopoguerra. Libero di fluttuare nel tempo, mostra la dimensione picaresca, materialistico-visionaria di una parte importante della storia sociale e civile. Scritto di getto nel 1977 fu scoperto dopo la morte di Francesco Laudadio, che fu giovanissimo responsabile del "lavoro nelle campagne" del Pci barese e sceneggiatore e regista cinematografico.
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Le crociate di Terrasanta

di Marco Meschini

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 118

Cosa furono, veramente, le crociate di Terrasanta? Pellegrinaggi armati o guerre sante? Guerre di espansione dell'Occidente o di difesa dalla spinta islamica? E ancora: quale fu il loro concreto svolgimento storico e chi furono i loro protagonisti? E infine: quali sono, anche nel dibattito culturale attuale, i sensi di quelle lotte plurisecolari tra Cristianità occidentale e l'Islam medievale? Sono le domande che Marco Meschini ha posto al centro di questo piccolo libro, che conduce il lettore in una lunga cavalcata tra le tragedie e gli eroismi di un'epopea che non smette di interrogare, e appassionare.
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Dalla fame alla sazietà

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 181

Quante calorie assumeva ogni giorno un contadino della pianura padana a inizio Novecento? Per quali motivi la produzione alimentare potrebbe sfamare il doppio dell'attuale popolazione mondiale eppure 800 milioni di persone soffrono la fame? Attraverso episodi, storie, curiosità e biografie un viaggio lungo il XX secolo: dalle lotte contadine e la nascita delle cooperative, alle grandi illusioni del ventennio fascista, prima fra tutte l'autosufficienza agricola dell'Italia, per giungere all'alimentazione in tempo di guerra. Poi le "biografie", di cinque grandi prodotti della terra, indispensabili all'uomo ieri come oggi: patata, pomodoro, riso, frumento e cacao. Fino all'impatto delle tecnologie moderne nel mondo contadino: dalla meccanizzazione all'agroindustria, dal marketing alla pubblicità in grado di condizionare i consumi alimentari. E ancora le nuove forme di produzione e consumo alimentare, le tipicità italiane e successi del made in Italy nel mondo, fast food e slow food.
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I Promessi sposi. Un esperimento

di Giorgio Bassani

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 152

Un Bassani inedito, questo: un trattamento per il cinema, che è un racconto lungo; una insospettata "storia milanese", che dia
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Le ultime ore dei miei occhiali

di Nino Vetri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 75

È la memoria la protagonista in questo libro di Nino Vetri. Un libro apparentemente senza trama, tanto sciolti e fluenti si rincorrono i pensieri, le cronache, i racconti, squarci in interni di vita familiare e non. La memoria del padre, che va e viene, dimentica del presente e densa di particolari del passato (dei bombardamenti, della fame del dopoguerra, dello sbarco degli alleati), quella del nonno, guerra in Albania e passato da fascista, "cose vecchie, cose brutte", di cui alimenta il ricordo conservando in una stanza segreta armi e cimeli del regime, quella del microcosmo familiare - nonni, zii, cugini - che riesce a compattarsi attorno agli affetti, indulgente verso le diversità, paziente con le fissazioni dei vecchi e le bizzarrie dei giovani. Ma attraverso ricordi e racconti il protagonista racconta la sua storia: la scuola ("sento di avere ricevuto l'ultima educazione risorgimentale"), l'adolescenza, i pantaloni bucati, la musica, i viaggi, i concerti, le risse.
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La casetta ad Allington

di Anthony Trollope

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 850

Senza la sferza sociale del grande Dickens e senza gli angolini di moralistica ironia di William Thackeray, Anthony Trollope è il terzo rappresentante letterario dell'età vittoriana. Anzi, a seguire il decano degli anglisti Mario Praz "il più tipico rappresentante del romanzo vittoriano", proprio perché ritrae dal vero, in modo meno vistoso, ma più sottile e aderente, la realtà sociale dell'epoca sua: "ed è sorprendente quanto poco ingiallite siano le sue fotografie". Così i suoi romanzi, molti e pieni di pagine, non hanno mai un lieto fine, ma neppure una fine tragica; non figurano in essi eroi ed eroine, nessuno è troppo cattivo o troppo buono, troppo onesto o troppo capace di intrighi; niente è mai definitivo; il plot dominante di ogni romanzo rischia di cedere al fluire di un numero enorme di sottostorie e sottoplot, personaggi di passaggio si accampano in una vicenda che trascina a lungo il lettore seducendolo quasi contro la volontà dell'autore, come la vita vera; e tutto si muove in un ambiente abbastanza quieto da favorire soprattutto la mediocrità. Ed è per questo amore antiromanzesco della mediocrità che, se i romantici contemporanei non l'apprezzarono, la critica in seguito ha rivalutato la presenza e l'importanza di Trollope, la vivacissima e inconsapevole modernità. Questo romanzo è il quinto dei sei romanzi della serie delle Cronache del Barset, l'immaginaria contea dove si svolge uno dei cicli dello scrittore, ed è quello dedicato alle frustrazioni amorose.
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Il correttore di bozze

di Francesco Recami

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 184

Lucilla è una donna felice, ha una bella famiglia, è stimata nella sua professione, ha un viso curato e una monovolume. Un giorno al supermercato incontra un ragazzo che la guarda con insistenza. Lui è bello, e a Lucilla piace. Il libro è la storia di un frigorifero, di una pila di bozze di stampa, di un ricatto, di un bambino che dorme sotto il tavolo, di un furgoncino posteggiato sempre nel solito posto, di una serie di errori non fortuiti, dei sotterranei di una fabbrica abbandonata, di uno studente fuori sede ritrovato nel suo appartamento, di un figlio grasso, di una macchina fotografica digitale acquistata a Cesano Boscone. Ma soprattutto è la storia di un solitario correttore di bozze, tormentato dai fantasmi delle costruzioni intellettuali con cui ha quotidianamente ha a che fare. Sempre più lontano dalla realtà immagina, e forse mette in pratica, un piano per vendicarsi.
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Tutti dicono Germania Germania

di Stefano Vilardo

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 145

Un'epopea, se non l'unica del popolo italiano certo la più travolgente di vite individuali e destini di comunità, è stata l'emigrazione di milioni di lavoratori; mai celebrata a livello ufficiale e nemmeno dalla cultura di popolo o di massa, e che rischia oggi la completa rimozione dal sentimento comune a causa della trasformazione dell'Italia da terra di bastimenti che partivano a meta di immigrati stranieri. Perciò raramente si trovano, nella storia della letteratura italiana, esempi di storie di emigranti. Uno di questi pochi, il poema triste di Vilardo che agli inizi degli anni settanta, dalle colline della sua Delia nel cuore della Sicilia, trasformava in canto corale tante storie di piccoli comuni eroi. Una Spoon River siciliana di cui Leonardo Sciascia scriveva nella prima edizione per l'editore Garzanti: "Vilardo è nato a Delia, in provincia di Caltanissetta, e a Delia è vissuto per tanti anni, insegnando nelle scuole elementari. Poeta, per così dire, in proprio (un paio di volumetti pubblicati in edizione limitata: poesie di idillio, poesie d'amore), ad un certo punto si è dato a raccogliere e ricreare queste storie (alcune ne ha pubblicate sul numero 15, luglio-settembre 1969, di "Nuovi argomenti"). E non è stata un'operazione facile. Per quanto, leggendole, non sembri, la mediazione del poeta c'è stata. E che non sembri, è il maggior merito di questo libretto".
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