Sellerio Editore Palermo
Fronte del porto
di Budd Schulberg
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 463
Fronte del porto, sia nella sua mitica versione cinematografica sia in quella letteraria, più violenta, più amara e pensosa, è tra le immagini simboliche persistenti di un'epoca. Fu letto come la rappresentazione della prepotenza mafiosa contro chi non si piega, nascosta sotto la superficie ordinata della metropoli moderna; e forse, più universalmente, della violenza della massa totalitaria contro il singolo. E in quest'ultima visione, incarnata nel controllo del sindacalismo criminale, fu più amato negli ambienti culturali lontani da ogni simpatia per il socialismo. La storia è quella del pugile fallito Terry Malloy, un portuale, parzialmente invischiato nel sistema, che trova la forza di ribellarsi, grazie all'amore della dolce Katie, sorella di una vittima del sindacato, e al sostegno morale dell'eroico Padre Barry. Oggi si può leggerlo con maggiore libertà: come una possente raffigurazione di un mondo del lavoro cacciato ai margini, e abbandonato alla lotta per la sopravvivenza. Il racconto è pieno di immagini sociologiche, di descrizioni precise della concorrenza per il posto di lavoro, del sistema del caporalato, e dell'uso cinico fattone dai tecnocrati. E, in questo, contiene il malinconico messaggio di quanto disperata sia, in un mondo siffatto, la ribellione solitaria, che può nutrirsi di rapide vampate di tenerezza e di eroismo.
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La canaglia sentimentale
di Jaime Bayly
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 429
"La canaglia sentimentale", terzo romanzo pubblicato in Italia del peruviano Jaime Bayly, è un autoritratto, in cui l'io del narratore è come continuamente distratto a spostare lo sguardo da sé agli altri, mantenendo la stessa ironia e la stessa tenerezza. Jaime, il protagonista, lo abbiamo conosciuto, nei due primi romanzi, adolescente il cui "destino era scoprire l'amore nella persona di un uomo", e giovane lanciato tra scrittura e televisione alla ricerca di una definizione sia in amore che nell'arte. Ora è un quarantenne grasso, affermato, un pigro in perenne movimento tra Miami dove conduce un programma TV di successo, Lima dove vivono le sue figlie e Buenos Aires dove manda avanti il fiacco rapporto con il suo ragazzo. E in questo movimento, spaziale, su e giù per un'America continente unico, si inseriscono gli altri due moti perpetui che lo caratterizzano come personaggio comico: è un bisessuale, stanco di sesso, legato a un ragazzo, che però torna sempre nei luoghi delle sue donne; è uno scrittore dalla forte vocazione, ma che trae denaro, comodità e fama dall'intrattenimento televisivo. Contraddittorio, infedele, vanitoso, comodista, ma spinto dal sentimento verso gli altri, verso avventure e incontri, con la propensione all'equivoco comico e i personaggi paradossali. Sullo sfondo scorre la società dei sudamericani ricchi, con l'innesto di un way of life del Nordamerica nell'America del Sud, e i paradossi dell'opulenza, del consumismo e della velocità senza meta in una struttura lenta e povera.
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Le Ultime cronache del Barset
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1137
Con "Le ultime cronache del Barset" si chiude il ciclo dell'immaginaria contea inglese - il Barsetshire appunto - inventata da Anthony Trollope, "il più tipico rappresentante del romanzo vittoriano" (Mario Praz). Al centro del romanzo, come degli altri cinque che completano la saga, campeggiano scelte vicende cardinali, fuochi di orbite ellittiche. Qui è il caso del Reverendo Crawley, devoto ed erudito, ma afflitto da un'insopportabile fila di disgrazie - e prima di tutte l'indegna povertà -, accusato di essersi indebitamente appropriato di un piccolo assegno. Nemmeno l'ecclesiastico, psichicamente stremato, riesce a ricostruire in modo coerente la vicenda, che si affianca a due storie d'amore parallele e dal diverso esito. Al momento della scomparsa dell'assegno, il Maggiore Grantly stava per chiedere la mano della figlia del reverendo, la mite Grace Crawley, ed è immaginabile quanti e quali contrasti incontrerà la loro unione. Grace è amica e confidente dell'intransigente Lily Dale, giovane incapace di superare il passato per accettare la proposta di Johnny Eames che la ama intensamente e che diventerà l'eroe positivo della tragedia, il risolutore non premiato. Da questi drammi perbene partono le correnti principali del romanzo, che riversano incessanti conseguenze su tutti i legami umani che contano.
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Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia
di Antonio Motta
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 304
"A vent'anni dalla morte dello scrittore, Antonio Motta pubblica questa bibliografia di tutti gli scritti di Sciascia. E trasforma il ruvido repertorio in una mappa con segnaletiche varie, che consentono di percorrerla in tutte le direzioni: lungo i viali delle grandi opere, le piazze delle raccolte di saggi e articoli, le vie delle attività editoriali e delle curatele, le strade laterali delle presentazioni di mostre, delle cartelle d'arte, e delle recensioni, gli incroci degli interventi giornalistici (letterari e politici), i giardinetti delle poesie, i belvederi delle traduzioni; i parcheggi con gli scritti in attesa di recupero, i depositi del materiale d'occasione. Il reticolo invita alle escursioni guidate e agli attraversamenti trasversali. Alle passeggiate storiche, anche: dentro il paesaggio da boratorio, che fa storia dei testi; del loro costituirsi per progressive approssimazioni, pubblicazioni parziali, tagli e aggiunte. In questa "città" vive e respira quella che fu per decenni la coscienza civile di un paese chiamato Italia. L'urbanistica è l'organizzazione spaziale di una biografia, costruita pagina su pagina, opera dopo opera. E la bibliografia torna a confermarsi ancora una volta, sciascianamente, come un "fatto" di "storia letteraria e civile": vasto quanto una vita".
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Vigilia di Natale
di Constance Fenimore Woolson
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 102
È la sera della vigilia di Natale del 188
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Grand Hotel
di Vicki Baum
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 426
"Grand Hotel", della austriaca Vicki Baum, è stato uno dei primi best seller internazionali. Pubblicato in Germania nel 1929, presto tradotto in tutta Europa, già nel 1932 era diventato quel film da Oscar (con Greta Garbo e John Barrymore) che oggi ricordiamo meglio del romanzo che ne era all'origine: con la battuta finale -"Grand Hotel, gente che va, gente che viene" - che volgarizzava la fine del libro: "Si entra, si esce... si entra, si esce... si entra, si esce... D'altro canto, è cosi che è la vita". Difatti è l'ambientazione - il Grand Hotel, appunto, in quegli anni simbolo popolare di vita privilegiata e moderna, sogno di massa -, il principale fattore, forse, del grande successo di lettori. "Gli hotel offrono opportunità infinite asserisce la scrittrice Monica Ali -. Ogni ospite potenzialmente ha una storia. Altre storie nascono quando gli ospiti interagiscono. Basta il ruotare di una porta girevole. "Grand Hotel", di Vicki Baum, dimostra questo principio alla perfezione. Sei persone si fermano in un albergo e nei successivi cinque giorni le loro vite si intrecciano. Il romanzo si muove tra personaggi storie e luoghi diversi e solo il "Grand Hotel" fa da collante a tutti questi frammenti. Un movimento frenetico, che trascina il tragico passato di ciascun personaggio in un'apparente pausa del presente in cui al contrario i destini si compiono.
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Banditi a Partinico
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 433
Danilo Dolci, triestino, si trasferì in Sicilia agli inizi degli anni Cinquanta
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I fantasmi delle biblioteche
di Jacques Bonnet
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 145
È un organismo vivo questa biblioteca piena di fantasmi di Jacques Bonnet, collezionista di volumi, editore e traduttore. Parla dei libri come di vecchi amici, illustra gli infiniti metodi per classificarli (alfabetico, per formato, genere, colore, lingua, rilegatura, paese...), predilige ripiani in legno piuttosto che vetrine che impediscono ai libri di respirare, ignora la polvere, ci rassicura che non è necessario aver letto tutti i libri che si posseggono. Racconta dei romanzi in cui protagonisti sono i libri, di biblioteche distrutte - Alessandria, Dresda, Sarajevo - di collezioni private andate a fuoco o svendute da famelici eredi. Rievoca il suo incontro con Pontiggia con cui progettava una associazione di collezionisti (ma dovevano possedere almeno 20.000 volumi), e del disagio provato a casa di Leonardo Sciascia vedendo una edizione completa del Journal dei Goncourt che lui, francese, invece non aveva. Si interroga, infine, sul senso delle grandi collezioni nell'epoca di internet e delle consultazioni a distanza.
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La valle del vecchio
di Giovanni Iudica
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 176
Tra caso e necessità si dipana questa storia della famiglia dell'autore lungo due secoli, scritta come un romanzo ma fondata sull'archivio dei documenti, delle testimonianze e dei ricordi. Il caso è l'origine. Il capostipite, Sebastiano, nasce dall'amore di un potente signore territoriale, un Duca, e di una pastorella bellissima. E questa nascita ne fa una persona determinata e fiera, decisa ad affermarsi con la tenacia e con il lavoro. Prima il lavoro dei campi, poi l'apertura di uno spaccio per i contadini, poi ancora l'allargamento dell'esercizio, fino a quando può cominciare ad acquistare terre anche lui; e intanto il desiderio romantico di sapere qualcosa dei suoi genitori, la scoperta della verità e l'incontro con la sorella separata. Da quel capostipite discende una stirpe di uomini e donne, che hanno radici profonde nel loro paese dominato dal Vulcano Etna, ma che saranno incessantemente sospinti verso i luoghi del mondo dove si forma la modernità. L'America, per alcuni, tra fortune economiche pazientemente accumulate, matrimoni, fughe e tragedie; il Nord Italia, Milano, per altri, motivati, con la tenacia intraprendente che è il segno della famiglia, allo studio e alle professioni. E qui l'innesto, nel tronco originario siciliano, di un'altra stirpe di contadini arricchiti della Val Padana. Mentre, sullo sfondo delle peripezie delle generazioni, scorre il fiume della storia vera: risorgimento, guerre, fascismo, l'epopea dei migranti, arretratezze e miracoli economici.
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Il nodo e il chiodo
di Adriano Sofri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 391
Questo libro tratta dell'antica e vivissima tendenza a dividere il mondo in due, dei suoi pregi, e dei suoi rischi, compreso quello di finirne a propria volta dimezzati. Naturalmente si occupa della più infiammata delle nostre coppie di opposti quella fra destra e sinistra - fra mano destra e mano mancina, fra cattivo ladrone di sinistra e buon ladrone di destra, fra i due emisferi cerebrali e i due schieramenti della politica. Ma soprattutto svolge l'opposizione che l'autore ha inventato per avere un binomio tutto per sé: quella fra nodo e chiodo. Tutto è cominciato dal fatto che da piccolo l'autore aveva sempre le scarpe slacciate. Tirando quel filo, ha riletto la vicenda della caccia alle balene e delle scissioni e fondazioni di partiti; dell'alpinismo chiodato e poi pentito, e del rapporto fra movimento e fine nelle avventure politiche e sessuali. Se il libro avrà fortuna, somiglierà a un tappeto: l'autore infatti, dopo aver ammirato a suo tempo la precocità sbrigativa di Alessandro Magno a Gordio, e pensato che al mondo facesse bene un taglio netto, ha ora una rispettosa invidia nei confronti dell'anonima tessitrice armena che annodò in un giorno solo 19.000 nodi. Il punto d'arrivo di questo attorcigliato percorso è di nuovo la sinistra.
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Ricordi. Da Budapest a Parigi
di François Fejtö
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 434
Nato in Ungheria sotto l'impero di Francesco Giuseppe, François Fejto, storico e intellettuale scomparso nel 2008, è stato un
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