Sellerio Editore Palermo
Il romanzo di Merlino
di Jacques Boulenger
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 222
Il concepimento demoniaco di Merlino; le magie e i primi prodigi; la nascita illegittima di Artù; la spada nella roccia; il re e il mago; Excalibur; l'uomo selvaggio; Galvano; Mordred, frutto incestuoso; Morgana; la fondazione della Tavola Rotonda; Ginevra; il matrimonio di Artù; la nascita di Lancillotto del Lago. Come giungono a noi le storie incantevoli e avventurose del ciclo di Artù e della Tavola Rotonda? Ben più trascurate della grande epica antica, o dei Paladini di Francia, le storie celtiche del ciclo di Bretagna sono conosciute rapsodicamente per sprazzi, schegge, figure, aneddoti provenienti dalle fonti più diverse. Nei primi decenni del Novecento Jacques Boulenger, esperto di Medioevo e scrittore, compì un'opera impegnativa e meritoria: adattò in lingua moderna la Leggenda di Re Artù, riscrivendo in francese ciascuna delle sue cinque parti (Merlino, Storia del Sacro Graal, Lancillotto, Ricerca del Sacro Graal, Morte di Artù), senza trascurare nessuna delle fonti che hanno strappato dal magma della tradizione orale la materia di Bretagna a partire dal 1215. Rendere agilmente leggibile, quindi conservare per il lettore moderno il ciclo arturiano è un serio contributo letterario; ma in effetti, questo adattamento fedele e rigoroso, andrebbe considerato come parte di quel rinnovamento continuo che i secoli hanno apportato a una delle grandi sorgenti dell'immaginazione romanzesca occidentale.
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La casa
di Michele Perriera
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 81
Michele Perriera, in effetti, scrive sogni. Si entra nella stanza di un suo racconto, per lo più una Palermo ordinaria e quotidiana, ma subito si avverte qualcosa di alterato nella grana del reale, una piega, un graffio che si allarga e diventa la breccia da cui irrompe un diverso stato di realtà allucinata e crudele. E, come nei sogni, le azioni del protagonista conservano una loro disperata coerenza e razionalità: una via di resistenza e insieme una sterile richiesta di aiuto rivolta alle circostanze. La storia, qui, è quella di un gentile capocommesso, dalla vita quieta e aperta agli altri, cui scompare la bella casa, coronamento di tutti i desideri, in un modo inspiegabile, svanita nell'aria. E lui inizia a cercarla come si cerca una persona, e scopre un versante ignoto dei suoi rapporti umani e una delirante cospirazione di cui è la vittima sproporzionata. Perriera è uno scrittore, la cui alta e celebre esperienza teatrale, di regista e autore, si riversa nella scrittura narrativa come una specie di luce di scena che illumina i vari quadri e i movimenti e le comparse dei vari personaggi.
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Highsmith. Una storia d'amore degli anni Cinquanta
di Marijane Meaker
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 247
Misantropa, alcolista, dai molti amori bisessuali di breve durata, incapace di restare a lungo nello stesso posto, dimorante nell'ultima parte della vita in un casolare isolato attorniata dai gatti: alcuni tra i più precisi giudizi critici su Patricia Highsmith tendono a coniugare la valutazione dell'opera narrativa all'alone di stranezza che circonda la personalità. Per esempio Graham Greene scrisse della creatrice di Mr. Ripley, probabilmente pensando alla forza proiettiva della sua scrittura: "Si entra in una storia della Highsmith con una sensazione di pericolo personale" E un giornale letterario: "è spesso chiamata scrittrice di mystery o di polizieschi, che è più o meno come chiamare Picasso un disegnatore" Perché, leggendola o venendo comunque a contatto del suo mondo, si avverte una singolare identità tra vite narrate e vita vissuta, si indovina una personalità incline a essere sotto il dominio del lato visionario della mente, la parte incantata, rapita dalle perversioni fantastiche. Ma era così, veramente, Patricia Highsmith? La scrittrice Marijanne Meaker per due anni, dal 1959 al 1961, fu di Patricia amante e inseparabile compagna e in questo libro racconta quel periodo di amore ed esperienza. E come probabilmente niente più di un innamoramento è capace di offrire il ritratto dinamico di una persona e una città, così da queste pagine emerge il ritratto più prossimo della scrittrice, assieme al caleidoscopio della New York nel pieno fermento di anni artisticamente eccitanti e nuovi.
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Il canto dell'orco
di Furio Bordon
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 404
1970. Luca Simoni promette un grande avvenire di giornalista. Cronista di nera tiene la città in palmo di mano ed è capace di arrivare sul luogo del reato anche prima della polizia. Però, benché abbia solo ventisette anni, inizia a insinuarglisi dentro una depressione, un disgusto, un mal de vivre che si presenta con la sensazione, ogni volta, di un che di essenziale che gli sfugge. E a questo punto della sua vita che, una notte, incontra un personaggio indecifrabile: Martino Mozzati, noto anche come "il boia di Cavalla". Arruolato in un reparto di SS italiane tra il '43 e il '45, ha sulla coscienza la morte di cinquanta persone durante una repressione antipartigiana e per questo crimine è stato condannato e poi amnistiato. Negli anni successivi ha vissuto nell'ombra, quasi nascondendosi al marchio infamante della sua colpa. Adesso lo si accusa di un nuovo sconvolgente delitto e lui, che ha deciso di darsi alla latitanza, vuole rendere pubblica la sua versione dei fatti e anche la storia della propria vita. A questo scopo ha scelto Luca Simoni. Per il giornalista è un'occasione da non perdere, e non tanto per il vantaggio professionale di un'esclusiva clamorosa, quanto per afferrare, una volta, un lembo di quella verità umana che ormai gli sembra sempre una materia sempre impenetrabile e sfuggente. Comincia cosi il viaggio nella vita carogna di un mastodonte violento, divoratore di energia propria e altrui, un anarchico nero amorale, capace di feroce crudeltà e delicata tenerezza.
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Chi è il mio prossimo
di Adriano Sofri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 353
Il volume contiene tre parti, fra loro collegate dalla stessa domanda sullo stato del mondo - più esattamente: sulla fine del mondo - e sulla combinazione fra memoria e smemoratezza. Un capitolo si chiede che cosa sia davvero quella "eterogenesi dei fini" che, nonostante l'astrusità, è diventata così ricorrente nella pubblica conversazione. E che conseguenze abbia l'idea che i risultati delle azioni umane non corrispondono, e spesso tradiscono e rovesciano, gli scopi da cui sono partite, sul modo di pensare alla politica, e di praticarla. Un capitolo si interroga sull'ottimismo, dunque sul pessimismo. Sull'effetto che la lontananza e la vicinanza, e la grandezza e la piccolezza, esercitano sulla compassione per le sciagure umane. Un ultimo capitolo ripubblica la "Lettera a un aspirante terrorista" (maggio 2007) ed esamina i commenti turbolenti che ha suscitato, raccontando una serie sorprendente di precedenti, e mostrando i capricci della memoria pubblica e privata.
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Del bello
di Niccolò Tommaseo
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 75
Queste pagine, tratte dal "Dizionario dei sinonimi" del 1867, riproducono le singole voci che descrivono le variegate forme d
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Rosso taranta
di Angelo Morino
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 173
Protagonista di questo romanzo è un professore universitario che intraprende un viaggio nel Salento, la terra delle "tarantate", incuriosito da una tradizione che conosce attraverso le pagine di Ernesto de Martino, il maggiore antropologo italiano del Novecento che al Salento ha dedicato la fondamentale opera "La terra del rimorso". Ma chi sono le tarantate? Sono le contadine che, morse da un ragno (la "taranta") durante la raccolta del grano, colte da lancinanti dolori e smanie, sarebbero curabili solo con la musica ritmata di tamburelli e violini che le fa danzare senza sosta. La narrazione corre però anche su un secondo binario: siamo nel 1959 e questa volta protagonista è proprio Ernesto de Martino, ritratto, insieme alla sua équipe, negli stessi luoghi e nelle stesse circostanze. Nell'alternanza fra la prima e la seconda narrazione, molti sono i confronti impliciti: il Salento come luogo di transito dei disperati del mondo e il Salento come pezzo del sud chiuso e immobile, il disturbo psichico senza tutele efficaci e quello gestito nel nucleo parentale, un certo disfacimento della struttura universitaria e una diversa concezione del sapere accademico, una sessualità all'insegna dell'omoerotismo che dirompe e un'altra sessualità all'insegna del ritegno.
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Papa Giovanni
di Gian Carlo Fusco
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 156
Nel 1956 Fusco conobbe a Venezia il cardinale Angelo Roncalli; fu un amico giornalista a presentarlo all'allora patriarca della città lagunare. Insieme si recarono al Palazzo patriarcale: fu un incontro come fra vecchi amici, Roncalli offrì del buon vino bianco, conversò amabilmente, non si mostrò preoccupato della "laicità" di Fusco, lo ringraziò addirittura per un articolo malizioso che il cronista aveva dedicato ai frati francescani. A quell'incontro ne seguirono altri, tutti cordiali, come fra vecchi amici, il cardinale raccontava episodi della sua vita, aneddoti su santi, affrontava discussioni sulla Chiesa, sempre sorridente e a tratti ironico; incontri che dovettero segnare profondamente Fusco se il 4 giugno del 1963 si ritrovò con migliaia di persone in piazza San Pietro nel corteo che accompagnava la salma di Giovanni XXIII.
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Era un giorno di 32 ore
di Giorgio De Simone
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 280
Giacomo, un professore, è l'unico di sette tra fratelli e sorelle a essere rimasto nel Sud, in un piccolo paese siciliano nel
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Il sarto della stradalunga
di Giuseppe Bonaviri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 173
È la storia di una modesta famiglia artigiana di Mineo, in provincia di Catania, narrata da tre componenti, il padre Pietro, cioè il sarto della stradalunga, sua sorella Pina, il figlio undicenne Peppi. La narrazione si articola in tre parti distinte che si intersecano e si contraddicono, completandosi a vicenda. Il libro riflette la condizione sociale di miseria secolare della Sicilia negli anni Cinquanta, ma lo fa in modo originale, lontano dagli schemi narrativi allora consueti. Mentre la spinta del neorealismo si andava esaurendo si intensificavano i tentativi di percorrere nuove strade, e certamente "l'esperimento"di Bonaviri era tra i più originali.
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Il valletto di Napoleone
di Louis-Constant Wairy
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 341
"So bene che ai lettori interessa solo ciò che riguarda il grand'uomo al cui servizio mi ha condotto il destino per sedici lunghi anni durante i quali non mi sono praticamente mai separato da lui". I ricordi di Constant, valet de chambre di Napoleone, posseggono una particolare amabilità più settecentesca che ottocentesca (malgrado iniziati a pubblicare a partire dal 1830). Il narratore è un puro testimone di tutto ciò che vide dal colpo di Stato del 18 Brumaio 1799 alla caduta dell'Imperatore, e non celebra se stesso. Il gossip e il sensazionale sono naturalmente estranei dai suoi interessi; come pure esclusa è di giudicare il ruolo storico e di spiegarne l'enigmatica grandezza. Niente vizi privati e pubbliche virtù, in altri termini, né servo encomio e codardo oltraggio. Constant fa ciò che sa fare, cioè raccontare giorno per giorno il Napoleone intimo e segreto perché lontano dagli occhi estranei, che si offriva genuino alla sua cura: così realizzando l'impresa romanzesca straordinaria di restituirci quello che il personaggio storico vela: l'uomo. Ciò non significa che Imperatore e battaglie, audacie del genio e costrizioni delle circostanze siano esclusi, che manchino colpi di scena ed episodi sconosciuti e sorprendenti, che siano censurati i tratti scabrosi e tragici, solo che sono visti, appunto, dalla chambre, da dove Napoleone il Grande usciva e tornava a ritirarsi un uomo semplice.
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De Gasperi
di Giulio Andreotti
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 165
A cinquanta anni dalla scomparsa di Alcide De Gasperi, Andreotti ne racconta la vita. Non si tratta soltanto della biografia di un grande statista, di un uomo che, cittadino dell'Austria fino alla fine della prima guerra mondiale, antifascista, cattolico ma immune dai condizionamenti che il cattolicesimo italiano ebbe sempre nei confronti dello stato vaticano - fu senza dubbio il protagonista della rinascita democratica dell'Italia del dopoguerra. È la storia di una stagione essenziale della vita del nostro paese rivissuta da Andreotti. In queste pagine, accanto alle considerazioni politiche, al resoconto e al concatenarsi degli eventi, Andreotti si sofferma su episodi solo all'apparenza minori, ma che raccontati dalla voce di un protagonista gettano nuova luce sugli anni che vanno dalla liberazione di Roma nel 1944 sino alla morte di De Gasperi nel 1954. Andreotti rievoca il suo primo incontro con De Gasperi avvenuto in biblioteca dove egli si recava per cercar testi per la tesi di laurea in Diritto della navigazione. De Gasperi, che, uscito di prigione, lavorava alla biblioteca vaticana, lo apostrofò: "Non hai niente di meglio da studiare? Lascia perdere la marina pontificia e vieni a lavorare con noi". Iniziava così la frequentazione di Andreotti, allora presidente della Fuci, con il gruppo della Democrazia cristiana.
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