Silvana
Manifesti. La velocità nella pubblicità italiana (1890-1955)-Posters. Speed in italian advertising (1890-1955)
editore: Silvana
pagine: 239
Un inarrestabile flusso di energia serpeggia con vigore nella cultura europea e italiana di inizio Novecento. A fare da portavoce di questo clima in Italia, fino all'apoteosi, sono Gabriele d'Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti e tutti quegli artisti e intellettuali che hanno segnato in modo spesso esasperato e fragoroso il panorama dell'arte dei primi decenni del secolo, desiderosi di abbandonare la cultura tradizionale, ormai ritenuta stantia e immobile, e di registrare l'irrompere nella vita del loro tempo delle nuove forme, dei nuovi oggetti, delle nuove abitudini della modernità. Una modernità il cui passo, il cui ritmo deve essere aggressivo, sicuro, in una parola veloce. L'automobile, vero e proprio oggetto di una deflagrante rivoluzione industriale e sociale, è protagonista indiscussa dell'entusiasmo modernista. E insieme a essa piroscafi, locomotive, aeroplani, robot, inauditi e rapidissimi mezzi di comunicazione vanno a popolare un sempre più diffuso immaginario avveniristico, che si riflette nella nascente comunicazione pubblicitaria. Manifesti, locandine, dépliant, riviste illustrate, a cui si riconosce forza di comunicazione e penetrazione capillare, sono il veicolo di propaganda commerciale adatto a reclamizzare i ritrovati e i prodotti della modernità; ma sono anche punto di comunicazione tra produzione industriale e un'arte di consumo dedicata alle nuove masse metropolitane, diventando spesso uno spregiudicato campo di sperimentazione.
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La Certosa di Pavia. Tecnologie integrate per la conoscenza e la conservazione. Recenti scoperte nei locali inaccessibili
editore: Silvana
pagine: 264
Questo volume contiene i principali risultati delle ricerche condotte all'interno del progetto "Tecnologie integrate per la documentazione e la valorizzazione dei beni culturali lombardi" (TIVal), che si è sviluppato negli anni 2011-2012 con il finanziamento della Regione Lombardia e la partecipazione di quattro università lombarde: Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Pavia e Politecnico di Milano, in sinergia con le Soprintendenze, la Direzione del Museo della Certosa, i Monaci Cistercensi custodi del monumento e con la collaborazione dell'Istituto Cinematografico Antonioni di Busto Arsizio. Il progetto ha consolidato questo network di eccellenza nel settore dei Beni culturali attraverso un intervento integrato su un caso studio di grande rilievo monumentale e artistico, la Certosa di Pavia, sulla quale alcuni importanti interventi erano già stati operati da parte dei singoli Centri Interdipartimentali delle università coinvolte nel progetto.
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Guariento. Pittore di corte, maestro del naturale
di Zuleika Murat
editore: Silvana
pagine: 223
Erede della tradizione giottesca, Guariento di Arpo (circa 1310-1367/1370) fu l'interprete più sensibile del gotico cortese a Padova. La sua pittura, densa di personaggi e di dettagli realistici minuziosamente indagati, impreziosita dall'oro e dalla brillante cromia, si articola sullo sfondo di spazi accertati per via prospettica e di solide architetture costruite con rigorosa geometria. Primo pittore di corte dell'Italia padana, Guariento fu artista prediletto dei Carraresi e si aggiudicò inoltre il favore dei dogi veneziani, dei principali ordini religiosi e di numerosi committenti che, fino a Bolzano, gli affidarono prestigiosi incarichi. La sua fisionomia artistica è stata spesso sottostimata dalla critica, che, confusa dal suo linguaggio in bilico fra naturalismo padano e preziosismi gotici di matrice oltralpina e veneziana, nonché disorientata dalla distruzione di alcuni dei suoi cicli pittorici più importanti, ne ha frainteso la più autentica natura. Si è scelto, dunque, di dedicare a Guariento un nuovo lavoro a carattere monografico, condotto con approcci differenziati e attento inoltre al contesto storico e culturale in cui il pittore visse e operò. I dipinti, presentati con il supporto di un ricco apparato fotografico e di ricostruzioni grafiche che restituiscono i complessi smembrati o distrutti, vengono letti in rapporto all'ambiente fecondo della Padova carrarese.
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Hecho en Cuba. Il cinema nella grafica cubana. Manifesti dalla collezione Bardellotto. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 256
Il manifesto cinematografico rappresenta una delle migliori e più conosciute forme d'arte cubana. È la massima espressione della passione presente nell'isola nei confronti della pellicola: un rapporto indissolubile che lega ogni film o documentario al suo corrispettivo Cartel de Cine. Contemporaneamente strumento di propaganda e opera grafica, ha permesso a generazioni di disegnatori di sprigionare il proprio potenziale creativo liberamente, avendo come unico limite il formato (51x76 cm) e la tecnica (la stampa serigrafica). Il volume presenta oltre 220 opere della miglior cartellonistica cubana proveniente dalla Collezione Bardellotto. Manifesti rari ed esemplari unici di immagini, spesso accompagnate da bozzetti preparatori mai esposti in precedenza, ricostruiscono l'intera stagione creativa, compresa fra la rivoluzione castrista del 1959 e i giorni nostri, di una delle scuole grafiche più prestigiose e rinomate del mondo.
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Piero Della Francesca. Indagine su un mito
editore: Silvana
pagine: 384
Il volume ripercorre il mito che si è affermato, nel corso di cinque secoli, intorno alla figura di Piero della Francesca, tra arte, critica e ricerca storiografica. Partendo dalla produzione artistica di Piero e dalle opere dei più grandi artisti del Rinascimento, il volume traccia i termini della fortuna del pittore, dall'oblio alla grande riscoperta in età moderna. Definito da Luca Pacioli "il monarca della pittura", Piero della Francesca viene studiato nell'Ottocento e il fascino della sua pittura assimilato da artisti sperimentali, da Degas ai macchiaioli, dai postimpressionisti a Cézanne. Ma è nel Novecento che si costruisce il suo mito, anche attraverso gli scritti dei suoi principali interpreti, da Bernard Berenson a Roberto Longhi. La costante attenzione portata allo studio della sua opera, - affascinante quanto misteriosa - e la centralità che gli viene riconosciuta nel panorama del Rinascimento italiano, lo portano a essere preso a modello da pittori che ne apprezzano di volta in volta l'astratto rigore formale, la norma geometrica, e l'incanto di una pittura rarefatta e sospesa. La fortuna novecentesca dell'artista è raccontata attraverso il confronto di artisti italiani quali Guidi, Carrà, Donghi, De Chirico, Casorati, Morandi, Funi, Campigli, Ferrazzi, Sironi con stranieri del calibro di Balthus e Hopper, che hanno consegnato l'eredità di Piero alla piena e universale modernità.
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Collezione Doria Pamphilj. Catalogo generale dei dipinti
di Andrea De Marchi
editore: Silvana
pagine: 456
Il volume è il primo catalogo completo della celebre quadreria Doria Pamphilj. Pur con grande sintesi, offre numerose notizie sulla storia critica, fisica e amministrativa della raccolta. Di essa sfrutta l'antico radicamento, riportando attribuzioni, provenienze e spostamenti delle opere lungo i secoli. Ma dà conto anche di temi in genere non rintracciabili o trascurati, come restauri e cornici. Il testo - frutto di una lunghissima indagine condotta su carte d'archivio, pagine di letteratura critica, fotografie, paragoni tra le opere, in parallelo a una pratica concreta sui due versi di ogni dipinto contiene moltissimi chiarimenti e fornisce uno strumento di studio di grande rilevanza, senza confronti nell'intero panorama scientifico ed editoriale.
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Lo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell'Ottocento
editore: Silvana
pagine: 256
Il volume celebra la città italiana che più di ogni altra è stata un mito intramontabile nell'immaginario collettivo: Venezia. Crogiolo di arte e cultura, religioni e commerci, monumenti storici e scorci mozzafiato, la Serenissima ha sedotto con il suo fascino ammaliante generazioni di viaggiatori, mercanti, letterati e soprattutto pittori che hanno fissato sulla tela piazze, chiese e canali, luci, riflessi e le mutevoli atmosfere di questo "luogo incantato sospeso tra distese di acqua e di cielo". Nel corso dei secoli Venezia è stata così spesso immortalata sia da artisti italiani che stranieri da determinare la nascita del vedutismo, nuovo fortunato filone iconografico particolarmente apprezzato dai colti e ricchi viaggiatori del Grand Tour. Per raccontare la genesi e lo sviluppo di questa gloriosa stagione artistica, il volume presenta una selezione di oltre cento capolavori non solo di Canaletto, Bellotto e Guardi - maestri indiscussi e iniziatori del genere ma estendendo l'indagine all'età successiva, con le opere dei più importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo, Sono documentate infine una serie di raffinate incisioni di Canaletto, Michele Marieschi, Antonio Visentini, Antonio Sandi e Giambattista Brustolon, specialisti della tecnica dell'acquaforte e del bulino che, grazie alla tiratura in più esemplari, ha contribuito a diffondere l'immagine della Serenissima in tutta Europa.
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Marino Marini. La collezione del Museo del Novecento
editore: Silvana
pagine: 176
Il Museo Marino Marini nacque nel dicembre del 1973, quando un'esposizione temporanea dedicata all'artista presso la Civica Galleria d'Arte Moderna di Milano a Villa Reale fu convertita in un allestimento permanente grazie all'allora direttore delle Raccolte d'Arte del Comune di Milano. La collezione contava un numero complessivo di duecento opere di Marini, entrate nelle raccolte milanesi in momenti diversi, a cominciare dalle donazioni della famiglia dell'artista al Comune. A seguito del nuovo allestimento delle opere, collocate nel 2010 nel Museo del Novecento, viene pubblicato questo volume, che intende offrire una panoramica completa e aggiornata delle opere della collezione civica milanese: le opere sono suddivise in sculture, ritratti, pitture, disegni e litografie e acqueforti. Il catalogo è introdotto da un testo di Chiara Fabi sull'artista, ed è completato da apparati bibliografici.
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Il tesoro d'Italia
editore: Silvana
pagine: 576
Il catalogo, edito in occasione della mostra ideata da Vittorio Sgarbi al Padiglione Eataly di Expo 2015, costituisce uno strumento per apprezzare la ricchezza del patrimonio artistico dell'Italia, un vero tesoro costruito sulla varietà. Il volume offre così, del nostro paese, un ritratto comparativo del fare arte nelle sue diverse regioni, nei suoi più riposti distretti e nei più disparati tempi, documentando dal Piemonte alla Sicilia la varietà genetica di alcuni grandi capolavori. Per ogni regione sono selezionate poche opere non necessariamente famose ma di grande significato, accompagnate da un'accurata scheda descrittiva che la inquadra nel discorso.
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Giovan Battista Moroni. Il sarto. Catalogo della mostra (Bergamo, 4 dicembre 2015-28 febbraio 2016)
editore: Silvana
pagine: 77
"Il sarto" rappresenta il manifesto della ritrattistica di Giovan Battista Moroni (1520/1524-1579), artista lombardo che ha se
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Johann David Passavant. Contributi alla storia delle antiche scuole di pittura in Lombardia (1838)
editore: Silvana
pagine: 204
I "Contributi alla storia delle antiche scuole di pittura in Lombardia" di Johann David Passavant (Francoforte sul Meno, 1787-1861), qui tradotti per la prima volta e dotati di un ampio apparato critico, rappresentano un anello di quella catena di studi di arte lombarda, e in particolare milanese, caratterizzata dall'assenza di un testo di "critica illuminante". In realtà numerosi eruditi, a partire dal Settecento, avevano radunato preziose informazioni (mai pubblicate e oggi disperse), a cui aveva avuto accesso Passavant nel 1834 grazie all'amico Gaetano Cattaneo. Questi articoli, usciti a puntate nel 1838 sulle pagine della prima rivista specializzata in storia dell'arte, la tedesca "Kunst-Blatt", rappresentano quindi un riflesso di quell'immenso materiale raccolto in quasi cento anni di ricerche e costituiscono il primo tentativo di lettura delle antiche scuole di pittura lombarda secondo il metodo della nascente connoisseurship.
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Venezia Settecento. Studi in memoria di Alessandro Bettagno
editore: Silvana
pagine: 253
Alessandro Bettagno (1919-2004), storico dell'arte veneziana, curatore di mostre, professore universitario, è l'ultimo della gloriosa generazione dei grandi studiosi del dopoguerra. Il suo nome s'associa da sempre con l'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini, di cui è stato per quasi mezzo secolo segretario e poi direttore, con le indimenticabili mostre di artisti veneziani da lui ideate e curate; ma l'instancabile, vulcanica attività di Bettagno si estese anche ad altre istituzioni, veneziane e italiane, apportando ovunque un inestimabile vento di modernità, di gusto internazionale e di pragmatica e illuminata gestione. È in sua memoria, per onorare la magnifica sequenza di mostre e di studi profondi e specifici sull'arte veneziana, condotti con il suo peculiare entusiasmo, che un gruppo di studiosi amici gli dedica questo volume, incentrato sul secolo più amato, il Settecento, e sui suoi protagonisti prediletti - che erano, non per caso, quelli più moderni e internazionali - da Antonio Pellegrini a Canaletto, Bellotto, Guardi, Piranesi, fino ad Anton Maria Zanetti, il suo "compagno" di vita, di cui si pubblica qui l'inventario della biblioteca. Come Zanetti e il gentiluomo veneziano di Canaletto, protagonista del Capriccio architettonico, scelto a emblema del volume, Alessandro Bettagno apre, assorto e curioso, una porta ideale sul Settecento a Venezia.
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