Silvana
I Guidobono pittori del barocco
Favole e magie. Catalogo della mostra
editore: Silvana
pagine: 128
Ai fratelli Bartolomeo e Domenico Guidobono, attivi tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento in Liguria e in Piemont
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La vita condivisa
I gesti della famiglia nelle immagini
di Mass
editore: Silvana
pagine: 168
Nella famiglia nascono e si sviluppano le attitudini umane dell'accoglienza e della relazione, sulle quali si fonda la convive
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L'odore della luce. Il mondo femminile nella pittura dell'Ottocento e del primo Novecento. Catalogo della mostra (Barletta, 5 maggio-19 agosto 2012)
editore: Silvana
pagine: 239
Capolavori di artisti italiani tra fine Ottocento e inizio Novecento fanno luce su un periodo artistico ricco di movimenti che si interrogano sul ruolo delle arti figurative, dai macchiaioli ai divisionisti ai simbolisti, e che vede la parallela presenza in campo letterario del verismo di Giovanni Verga, del naturalismo di Gabriele d'Annunzio, della poetica di Giovanni Pascoli e del tardo romanticismo di Matilde Serao. Attraverso letture comparate si intende così analizzare una stagione di profondi cambiamenti, non solo artistici ma anche politici e sociali, che di lì a poco caratterizzeranno l'Italia contemporanea. Accanto a pittori di fama quali Signorini, Lega, Cannicci, Gioii, Boldini, De Nittis, Corcos, Pellizza da Volpedo, i dipinti di artisti meno noti, ma di grande spessore artistico: Rossi, Chiesa, Tito, Irolli, Joris, interpreti della sensibilità del mondo femminile che si fa protagonista, attraverso l'arte, della cultura e della società del nuovo secolo. Una pittura che ha come protagoniste la donna e la natura, al centro di scene fatte di quotidiana straordinarietà, sul palcoscenico della borghesia della provincia italiana e del mondo contadino. Ne emerge l'estetica dell'Italia postrisorgimentale ma anche il dibattito sul rapporto fra città e campagna, fra nord e sud, indagato in quegli anni dalle inchieste parlamentari sulle arretratezze delle condizioni di vita dei lavoratori della terra.
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Inafferabile Milano. Ediz. italiana e francese
editore: Silvana
pagine: 160
Dopo Firenze, Torino, Roma e Palermo, Milano è la protagonista del quinto volume della collana sulle città d'Italia e sul loro inestimabile patrimonio di bellezza, arte e cultura, promossa da Hermès. Epicentro di creatività, moda e design, nonché punto di riferimento mondiale per l'innovazione, Milano appare come una città operosa e poliedrica, raffinata e generosa, monumentale e minimale, coriacea ed austera ma anche delicata e gioconda, inafferrabile nel suo incessante e metamorfico divenire. A illustrarne la sfaccettata personalità nelle pagine di questo volume sono due milanesi doc, il fotografo Alessandro Belgiojoso e la giornalista Giovanna Spadafora Poletti. Insieme, hanno perlustrato la città scegliendo luoghi emblematici dello spirito di Milano: Alessandro, ha tradotto in immagini fotografiche le sue impressioni di sensibile reporter della realtà, mentre Giovanna ne ha tratto ispirazione per creare dieci racconti brevi, carichi di immaginazione e suspense. Immagini e parole ci offrono un quadro variegato e composito della città, un effervescente mosaico di luoghi e tipi umani, sensazioni ed emozioni, ricordi e progetti che concorrono ad evocare l'identità dinamica di Milano, testimoniando altresì l'impossibilità di fissarla una volta per tutte.
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Arte e cultura russa a Milano nel Novecento
editore: Silvana
pagine: 64
All'emigrazione russa in Italia sono stati dedicati, in tempi recenti ma non solo, numerosi studi che hanno delineato i profili delle diverse "colonie russe" insediatesi nella penisola all'indomani delle rivoluzioni del 1905 e del 1917. Capitale dell'economia e dell'industria, nonché sede del nucleo direttivo dei socialisti, Milano rappresentava un miraggio di prosperità e benessere non solo per gli emigrati russi che la scelsero come base delle loro nuove attività professionali, ma anche per numerosi artisti russi residenti altrove, che intrecciarono con le istituzioni culturali e artistiche milanesi collaborazioni sporadiche o continuative. Le personali nelle gallerie d'arte e le sezioni russe alle Mostre Internazionali delle Arti Decorative di Monza e alla Permanente; le edizioni illustrate di fiabe russe; le fastose scenografie al Teatro alla Scala; i concerti di musica russa nelle sale della città; le acclamate esibizioni di Tatiana Pavlova; gli spettacoli di varietà al Trianon e al San Martino; i balletti di Ileana Leonidoff e le danze coreografiche di Jia Ruskaja all'Eden. Nel presente volume questo fenomeno viene indagato con particolare riferimento ai settori della pittura, dell'editoria illustrata e della scenografia, attraverso numerosi materiali d'archivio, cataloghi delle esposizioni e delle vendite all'asta, recensioni della critica sulle principali testate periodiche milanesi e materiali iconografici. Prefazione di Elda Garetto.
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Robert Capa. Ediz. italiana, inglese e francese
editore: Silvana
pagine: 141
John Steinbeck una volta scrisse che il suo amico Robert Capa sapeva che "non si può fotografare la guerra, perché si tratta p
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Marlene Dumas. Sorte. Catalogo della mostra (Milano, 13 marzo-17 giugno). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 120
Marlene Dumas, nata in Sudafrica ma olandese di adozione, è una delle figure più rilevanti della scena artistica internazionale degli ultimi vent'anni. Pittrice di volti e di corpi, il suo lavoro trasforma e muta immagini del reale e della sua rappresentazione mediatica - fotografie di giornali, riviste o "stili" di famosi film - in brani di un racconto sempre frammentato ma mai interrotto che rimanda all'esistenza degli esseri umani.
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Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione. Catalogo della mostra (Bergamo, 10 marzo-24 giugno 2012)
editore: Silvana
pagine: 304
Esponente di maggior spicco, accanto a Evaristo Baschenis, del Seicento bergamasco, Carlo Ceresa (1609-1679) fu anche il più convinto interprete, in quel secolo, della vocazione naturalistica che contraddistingue la pittura lombarda. Per quanto sia disposta entro i decenni che segnano la massima affermazione del linguaggio barocco, la vicenda dell'artista si distingue per una tenace estraneità a quella stagione figurativa. Alla dimensione decorativa e teatrale della pittura del suo tempo Ceresa oppone infatti un linguaggio sobrio e sincero, apprezzabile sia nelle sue opere sacre, sia nella lucida obbiettività dei suoi ritratti, che lo pongono come ideale anello di congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e quella settecentesca di Fra' Galgario. A sessant'anni di distanza dalla rassegna su "l pittori della realtà in Lombardia", che sancì la riscoperta dell'artista, la mostra ripercorre l'intera parabola di Ceresa, dalle opere giovanili influenzate dalle stampe tardo manieriste, all'acquisizione di un convincente stile autonomo, maturato soprattutto sullo studio dei modelli di Daniele Crespi. I confronti con le opere di quest'ultimo, oltre che del Genovesino e di Baschenis, consentono di illuminare il contesto culturale nel quale si giocò la carriera di Ceresa, il cui profilo antibarocco è invece rivelato dalla contrapposizione dialettica tra i suoi dipinti essenziali e meditativi e il registro più spettacolare dei pittori attivi per il territorio bergamasco.
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Valerio Adami. Figure nel tempo. Catalogo della mostra (Milano, 28 febbraio-21 aprile 2012). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 304
Il volume accompagna un'ampia retrospettiva dedicata a Valerio Adami (Bologna, 1935), uno degli artisti figurativi più emblematici del Novecento. Il testo ripercorre l'intera sua produzione, dagli esordi alla fine degli anni cinquanta alle opere dei decenni successivi - quando mette a punto lo stile che lo contraddistinguerà, caratterizzato dall'uso di colori acidi e accesi, stesi in campiture piatte e lisce, all'interno di netti contorni neri del disegno - fino alle ultime opere realizzate nel 2012. Il catalogo delle opere è preceduto da testi critici dedicati all'opera del maestro, che mettono in luce i vasti interessi e i rapporti che Adami stesso strinse con artisti di altri campi, come la poesia, la musica, la letteratura, e che sono confluiti nell'opera pittorica. Il catalogo, arricchito da fotografie storiche, è completato da apparati biografici.
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365D trecentosessantacinque giorni da donna
editore: Silvana
pagine: 384
365D è un libro di ritratti fotografici e brevi racconti, composto da 365 pagine, impaginate in ordine cronologico come i gior
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Alik Cavaliere. Catalogo delle sculture
editore: Silvana
pagine: 448
L'opera di Alik Cavaliere, ripensata oggi in tutta la sua complessità, ci appare come una meditazione sulla natura e sulle cose tra le più vaste della scultura del dopoguerra. Nella sua ricerca Alik ha considerato l'uomo, avvicinandosi a una filosofia che potremmo definire esistenziale; ha osservato la natura nel suo slancio vitale, nella sua vulnerabilità, nelle sue metamorfosi; ha riflettuto sul rapporto fra l'arte e la memoria, il cosmo e il caos, la verità e l'artificio. Se più di un artista si è definito "pictor-philosophus", Alik ha incarnato la figura, più rara, dello "sculptor-philosophus", tra i più profondi e insieme lievi e ironici della sua generazione. Pochi artisti, come lui, hanno allargato lo sguardo su tanti temi. E il dato è ancora più singolare se pensiamo che il suo lavoro non si traduce mai in un contenutismo letterario, in un concettualismo disinteressato all'esecuzione dell'opera, ma coltiva un'attenzione ostinata alla concretezza della scultura e alla suggestione dei vari materiali. Il catalogo delle opere, suddivise per lustri, è introdotto da un saggio critico di Elena Pontiggia, ed è completato da dettagliati apparati biobibliografici.
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Wildt. L'anima e le forme. Catalogo della mostra (Forlì, 28 gennaio-17 giugno 2012)
editore: Silvana
pagine: 383
Inquieto, eccessivo, Adolfo Wildt (Milano, 1868-1931) è il fastoso crepuscolo della scultura, se per scultura s'intende l'antica opera sul sasso, il colpo, e la pazienza della levigatura. Coltissimo e estremo anche nel virtuosismo, è l'ultimo maestro, con quel tanto di artigiano, di umile mestiere che sta nella parola, ma anche di alto e reverente. All'arte del marmo ha dedicato l'ultimo trattato e l'ultima scuola, dove accanto ai corsi d'accademia dava per prima cosa da scolpire un uovo, nocciolo di una forma esatta trasformata in senso, e stranamente analogo, anche nell'umile ripetizione dell'esercizio, a quell'"Inizio del Mondo" con cui il genio arcaico di Brancusi, cancellando in un gesto ogni storia e ogni stile, inaugurava a Parigi l'alba di un'arte nuova. Wildt, invece, a Milano salvava tutto: stile e storia, simboli e letteratura, dei, eroi, santi, celebrazione e monumento. Estraneo al mondo delle avanguardie e altrettanto a disagio nel conformismo artistico del primo Novecento, Wildt corrispose a fatica col suo tempo e quasi nulla con quelli successivi, ma è forse proprio in questo solitario anacronismo il salto che lo collega al nostro tempo: in questo suo essere tutto e senza luogo, classico e gotico, manierista e barocco, frammentario e giustapposto come le fotografie dei monumenti antichi che Aby Warburg, nella biblioteca di Amburgo, accostava allora su quelle tavole dove andava fondando un altro senso dell'arte e della storia.
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