fbevnts Tutti i libri editi da Silvana - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 67
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Silvana

Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione. Catalogo della mostra (Bergamo, 10 marzo-24 giugno 2012)

editore: Silvana

pagine: 304

Esponente di maggior spicco, accanto a Evaristo Baschenis, del Seicento bergamasco, Carlo Ceresa (1609-1679) fu anche il più convinto interprete, in quel secolo, della vocazione naturalistica che contraddistingue la pittura lombarda. Per quanto sia disposta entro i decenni che segnano la massima affermazione del linguaggio barocco, la vicenda dell'artista si distingue per una tenace estraneità a quella stagione figurativa. Alla dimensione decorativa e teatrale della pittura del suo tempo Ceresa oppone infatti un linguaggio sobrio e sincero, apprezzabile sia nelle sue opere sacre, sia nella lucida obbiettività dei suoi ritratti, che lo pongono come ideale anello di congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e quella settecentesca di Fra' Galgario. A sessant'anni di distanza dalla rassegna su "l pittori della realtà in Lombardia", che sancì la riscoperta dell'artista, la mostra ripercorre l'intera parabola di Ceresa, dalle opere giovanili influenzate dalle stampe tardo manieriste, all'acquisizione di un convincente stile autonomo, maturato soprattutto sullo studio dei modelli di Daniele Crespi. I confronti con le opere di quest'ultimo, oltre che del Genovesino e di Baschenis, consentono di illuminare il contesto culturale nel quale si giocò la carriera di Ceresa, il cui profilo antibarocco è invece rivelato dalla contrapposizione dialettica tra i suoi dipinti essenziali e meditativi e il registro più spettacolare dei pittori attivi per il territorio bergamasco.
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34,00

Valerio Adami. Figure nel tempo. Catalogo della mostra (Milano, 28 febbraio-21 aprile 2012). Ediz. italiana e inglese

editore: Silvana

pagine: 304

Il volume accompagna un'ampia retrospettiva dedicata a Valerio Adami (Bologna, 1935), uno degli artisti figurativi più emblematici del Novecento. Il testo ripercorre l'intera sua produzione, dagli esordi alla fine degli anni cinquanta alle opere dei decenni successivi - quando mette a punto lo stile che lo contraddistinguerà, caratterizzato dall'uso di colori acidi e accesi, stesi in campiture piatte e lisce, all'interno di netti contorni neri del disegno - fino alle ultime opere realizzate nel 2012. Il catalogo delle opere è preceduto da testi critici dedicati all'opera del maestro, che mettono in luce i vasti interessi e i rapporti che Adami stesso strinse con artisti di altri campi, come la poesia, la musica, la letteratura, e che sono confluiti nell'opera pittorica. Il catalogo, arricchito da fotografie storiche, è completato da apparati biografici.
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25,00

365D trecentosessantacinque giorni da donna

 

editore: Silvana

pagine: 384

365D è un libro di ritratti fotografici e brevi racconti, composto da 365 pagine, impaginate in ordine cronologico come i gior
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28,00

Alik Cavaliere. Catalogo delle sculture

editore: Silvana

pagine: 448

L'opera di Alik Cavaliere, ripensata oggi in tutta la sua complessità, ci appare come una meditazione sulla natura e sulle cose tra le più vaste della scultura del dopoguerra. Nella sua ricerca Alik ha considerato l'uomo, avvicinandosi a una filosofia che potremmo definire esistenziale; ha osservato la natura nel suo slancio vitale, nella sua vulnerabilità, nelle sue metamorfosi; ha riflettuto sul rapporto fra l'arte e la memoria, il cosmo e il caos, la verità e l'artificio. Se più di un artista si è definito "pictor-philosophus", Alik ha incarnato la figura, più rara, dello "sculptor-philosophus", tra i più profondi e insieme lievi e ironici della sua generazione. Pochi artisti, come lui, hanno allargato lo sguardo su tanti temi. E il dato è ancora più singolare se pensiamo che il suo lavoro non si traduce mai in un contenutismo letterario, in un concettualismo disinteressato all'esecuzione dell'opera, ma coltiva un'attenzione ostinata alla concretezza della scultura e alla suggestione dei vari materiali. Il catalogo delle opere, suddivise per lustri, è introdotto da un saggio critico di Elena Pontiggia, ed è completato da dettagliati apparati biobibliografici.
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90,00

Wildt. L'anima e le forme. Catalogo della mostra (Forlì, 28 gennaio-17 giugno 2012)

editore: Silvana

pagine: 383

Inquieto, eccessivo, Adolfo Wildt (Milano, 1868-1931) è il fastoso crepuscolo della scultura, se per scultura s'intende l'antica opera sul sasso, il colpo, e la pazienza della levigatura. Coltissimo e estremo anche nel virtuosismo, è l'ultimo maestro, con quel tanto di artigiano, di umile mestiere che sta nella parola, ma anche di alto e reverente. All'arte del marmo ha dedicato l'ultimo trattato e l'ultima scuola, dove accanto ai corsi d'accademia dava per prima cosa da scolpire un uovo, nocciolo di una forma esatta trasformata in senso, e stranamente analogo, anche nell'umile ripetizione dell'esercizio, a quell'"Inizio del Mondo" con cui il genio arcaico di Brancusi, cancellando in un gesto ogni storia e ogni stile, inaugurava a Parigi l'alba di un'arte nuova. Wildt, invece, a Milano salvava tutto: stile e storia, simboli e letteratura, dei, eroi, santi, celebrazione e monumento. Estraneo al mondo delle avanguardie e altrettanto a disagio nel conformismo artistico del primo Novecento, Wildt corrispose a fatica col suo tempo e quasi nulla con quelli successivi, ma è forse proprio in questo solitario anacronismo il salto che lo collega al nostro tempo: in questo suo essere tutto e senza luogo, classico e gotico, manierista e barocco, frammentario e giustapposto come le fotografie dei monumenti antichi che Aby Warburg, nella biblioteca di Amburgo, accostava allora su quelle tavole dove andava fondando un altro senso dell'arte e della storia.
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34,00

Avanguardia russa. Esperienze di un mondo nuovo. Catalogo della mostra (Vicenza, 11 novembre 2011-26 febbraio 2012). Ediz. italiana e inglese

editore: Silvana

pagine: 168

L'unica misura della bellezza è la grandezza e la necessità interiore (Kandinskij, 1912). Ottantacinque capolavori dai musei regionali russi di Ivanovo, Kostroma, Jaroslavl' e Tuia, in un inedito e affascinante confronto con le icone russe della collezione Intesa Sanpaolo. La ricerca di un "mondo nuovo" passa attraverso radici lontane, e risale alla memoria profonda della più antica tradizione visuale russa. Una sequenza di capolavori pittorici puntualmente messi in rapporto con l'esperienza trasfigurante dell'icona e accanto a essi uno straordinario nucleo mai in precedenza mostrato in Occidente di agit-stoffe, i tessuti di propaganda prodotti sotto l'impulso dell'Avanguardia russa: l'unica che seppe costruire anche un mondo "nuovo" quotidiano.
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39,00

Tradizione gusto passione. Viaggio tra i sapori italiani. Vol. 2: Sud Italia e isole.

Sud Italia e isole

 

editore: Silvana

pagine: 408

Prosegue con questo secondo volume il progetto editoriale "Tradizione, Gusto, Passione
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30,00

Ugo Attardi

L'erede selvaggio. Opere. 1944-2001. Catalogo della mostra (Marsala, 15 ottbre 2011-15 gennaio 2012)

 

editore: Silvana

pagine: 120

Pittore, scultore, disegnatore di eccezionale perizia, Ugo Attardi ha attraversato l'arte italiana del secondo Novecento da un
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20,00

Gli affreschi del castello della Manta. Allegoria e teatro

di Romano Silva

editore: Silvana

pagine: 120

Nel Castello della Manta, presso Saluzzo, un ciclo di affreschi realizzato nel primo quarto del XV secolo corre ininterrotto per circa quaranta metri sui quattro lati della sala baronale. Il visitatore attento, oltre ad ammirare la grande qualità degli affreschi, si pone senza dubbio una domanda alla quale finora non sono state date esaurienti risposte: si tratta di una serie di episodi isolati o di un complesso coerente d'immagini? L'analisi dettagliata del programma iconografico esposta in questo volume dimostra che ci troviamo di fronte a un'allegoria della vita, a una vera e propria "moralité", spettacolo teatrale assai diffuso in Francia tra XIV e XV secolo. L'allegoria non s'ispira soltanto, come è stato spesso ripetuto, al Livre du Chevalier Errant, poema scritto da Tommaso III, marchese di Saluzzo, ma anche ad altre opere appartenenti alla sua biblioteca, tra cui spicca in particolare il Roman de Fauvel, di cui è ancora conservato nella Bibliothèque nationale di Parigi lo splendido manoscritto miniato un tempo posseduto dal marchese. La campagna fotografica, appositamente realizzata per questa pubblicazione, consente al lettore una visita "virtuale" della sala baronale, di cui potrà osservare ogni dettaglio.
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30,00

Il cibo dell'arte. Natura morta e convivialità nella pittura dell'800 tra Veneto, Friuli e Trieste. Catalogo della mostra (San Donà di Piave)

editore: Silvana

pagine: 96

Se è vero che bisognerebbe mangiare per vivere, e non vivere per mangiare, è innegabile che il cibo abbia assunto nella storia dell'umanità un ruolo che va ben oltre il puro sostentamento, caricandosi di valenze che lo hanno reso oggetto di riflessione in innumerevoli discipline, e naturalmente anche nell'arte. Il volume, edito in occasione di una mostra ospitata a San Donà di Piave, intende così analizzare la rappresentazione, l'uso e il significato del cibo nel grande alveo della pittura veneta tra Ottocento e primo Novecento, un secolo significativo che, accanto a una crescita della disponibilità degli alimenti, ha visto anche gravi carestie e contrapposizioni sociali. In particolare, il tema della natura morta - con l'ampio corredo simbolico implicito al genere - viene affiancato dalla raffigurazione di scene conviviali attraverso una selezione di cinquanta opere tra inizi Ottocento fino al primo decennio del Novecento, provenienti da collezioni museali e da privati. L'intento è ripercorrere, nel corso di un secolo che ha portato un rapido mutare dei costumi alimentari, il succedersi di usi e rituali legati al cibo, sia nella civiltà contadina che nelle città, dalle Alpi al mare. Il catalogo, con i saggi di Diego Arich de Finetti, Annalia Delneri, Susanna Gregorat, Maria Masau Dan, Isabella Reale e Lorenza Resciniti, è completato dalle biografie degli artisti e da apparati bibliografici.
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18,00

Il nuovo Evangeliario Ambrosiano e capolavori antichi. La bellezza nella Parola. Catalogo della mostra (Milano, 5 novembre-11 dicembre 2011)

editore: Silvana

pagine: 240

Nella notte del prossimo Natale, nel corso della messa solenne nel duomo di Milano, verrà presentato alla comunità dei fedeli il Nuovo Evangeliario Ambrosiano, commissionato dal precedente cardinale Dionigi Tettamanzi per le chiese della diocesi. L'Evangeliario - ovvero il libro liturgico in cui sono raccolti i Vangeli - è un oggetto di grande valenza simbolica, che nel racchiudere il Verbo cristiano, si veste dello splendore dell'arte: le tavole che corredano il nuovo libro sono infatti opera di artisti contemporanei - dai più affermati Ettore Spalletti, Nicola De Maria, Giovanni Chiaramonte e Mimmo Paladino, ai giovani emergenti Nicola Samorì e Nicola Villa - che hanno saputo interpretare, ciascuno secondo la propria sensibilità, il mistero divino. Questo volume, edito in occasione di una mostra che vuole presentare alla città di Milano l'Evangeliario prima della sua definitiva rilegatura, ripercorre nei numerosi saggi accolti al suo interno la tradizione secolare degli Evangeliari - come quello di Ariberto d'Intimiano, o di Teodolinda - ne documenta l'uso liturgico nella contemporaneità, e offre infine la riproduzione delle preziose tavole del Nuovo Evangeliario Ambrosiano. Testi in catalogo: cardinale Angelo Scola, cardinale Dionigi Tettamanzi, cardinale Carlo Maria Martini, Giselda Adornato, Valerio Ascani, Carlo Bertelli, Gianantonio Borgonovo, Franco Giulio Brambilla, Pierluigi Cerri, Comunità dei Gesuiti di Villapizzone, Andrea Dall'Asta, Saverio Lomartire...
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