Silvana
Robert Capa. Ediz. italiana, inglese e francese
editore: Silvana
pagine: 141
John Steinbeck una volta scrisse che il suo amico Robert Capa sapeva che "non si può fotografare la guerra, perché si tratta p
Contattaci
Marlene Dumas. Sorte. Catalogo della mostra (Milano, 13 marzo-17 giugno). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 120
Marlene Dumas, nata in Sudafrica ma olandese di adozione, è una delle figure più rilevanti della scena artistica internazionale degli ultimi vent'anni. Pittrice di volti e di corpi, il suo lavoro trasforma e muta immagini del reale e della sua rappresentazione mediatica - fotografie di giornali, riviste o "stili" di famosi film - in brani di un racconto sempre frammentato ma mai interrotto che rimanda all'esistenza degli esseri umani.
Contattaci
Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione. Catalogo della mostra (Bergamo, 10 marzo-24 giugno 2012)
editore: Silvana
pagine: 304
Esponente di maggior spicco, accanto a Evaristo Baschenis, del Seicento bergamasco, Carlo Ceresa (1609-1679) fu anche il più convinto interprete, in quel secolo, della vocazione naturalistica che contraddistingue la pittura lombarda. Per quanto sia disposta entro i decenni che segnano la massima affermazione del linguaggio barocco, la vicenda dell'artista si distingue per una tenace estraneità a quella stagione figurativa. Alla dimensione decorativa e teatrale della pittura del suo tempo Ceresa oppone infatti un linguaggio sobrio e sincero, apprezzabile sia nelle sue opere sacre, sia nella lucida obbiettività dei suoi ritratti, che lo pongono come ideale anello di congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e quella settecentesca di Fra' Galgario. A sessant'anni di distanza dalla rassegna su "l pittori della realtà in Lombardia", che sancì la riscoperta dell'artista, la mostra ripercorre l'intera parabola di Ceresa, dalle opere giovanili influenzate dalle stampe tardo manieriste, all'acquisizione di un convincente stile autonomo, maturato soprattutto sullo studio dei modelli di Daniele Crespi. I confronti con le opere di quest'ultimo, oltre che del Genovesino e di Baschenis, consentono di illuminare il contesto culturale nel quale si giocò la carriera di Ceresa, il cui profilo antibarocco è invece rivelato dalla contrapposizione dialettica tra i suoi dipinti essenziali e meditativi e il registro più spettacolare dei pittori attivi per il territorio bergamasco.
Contattaci
Valerio Adami. Figure nel tempo. Catalogo della mostra (Milano, 28 febbraio-21 aprile 2012). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 304
Il volume accompagna un'ampia retrospettiva dedicata a Valerio Adami (Bologna, 1935), uno degli artisti figurativi più emblematici del Novecento. Il testo ripercorre l'intera sua produzione, dagli esordi alla fine degli anni cinquanta alle opere dei decenni successivi - quando mette a punto lo stile che lo contraddistinguerà, caratterizzato dall'uso di colori acidi e accesi, stesi in campiture piatte e lisce, all'interno di netti contorni neri del disegno - fino alle ultime opere realizzate nel 2012. Il catalogo delle opere è preceduto da testi critici dedicati all'opera del maestro, che mettono in luce i vasti interessi e i rapporti che Adami stesso strinse con artisti di altri campi, come la poesia, la musica, la letteratura, e che sono confluiti nell'opera pittorica. Il catalogo, arricchito da fotografie storiche, è completato da apparati biografici.
Contattaci
365D trecentosessantacinque giorni da donna
editore: Silvana
pagine: 384
365D è un libro di ritratti fotografici e brevi racconti, composto da 365 pagine, impaginate in ordine cronologico come i gior
Contattaci
Alik Cavaliere. Catalogo delle sculture
editore: Silvana
pagine: 448
L'opera di Alik Cavaliere, ripensata oggi in tutta la sua complessità, ci appare come una meditazione sulla natura e sulle cose tra le più vaste della scultura del dopoguerra. Nella sua ricerca Alik ha considerato l'uomo, avvicinandosi a una filosofia che potremmo definire esistenziale; ha osservato la natura nel suo slancio vitale, nella sua vulnerabilità, nelle sue metamorfosi; ha riflettuto sul rapporto fra l'arte e la memoria, il cosmo e il caos, la verità e l'artificio. Se più di un artista si è definito "pictor-philosophus", Alik ha incarnato la figura, più rara, dello "sculptor-philosophus", tra i più profondi e insieme lievi e ironici della sua generazione. Pochi artisti, come lui, hanno allargato lo sguardo su tanti temi. E il dato è ancora più singolare se pensiamo che il suo lavoro non si traduce mai in un contenutismo letterario, in un concettualismo disinteressato all'esecuzione dell'opera, ma coltiva un'attenzione ostinata alla concretezza della scultura e alla suggestione dei vari materiali. Il catalogo delle opere, suddivise per lustri, è introdotto da un saggio critico di Elena Pontiggia, ed è completato da dettagliati apparati biobibliografici.
Contattaci
Wildt. L'anima e le forme. Catalogo della mostra (Forlì, 28 gennaio-17 giugno 2012)
editore: Silvana
pagine: 383
Inquieto, eccessivo, Adolfo Wildt (Milano, 1868-1931) è il fastoso crepuscolo della scultura, se per scultura s'intende l'antica opera sul sasso, il colpo, e la pazienza della levigatura. Coltissimo e estremo anche nel virtuosismo, è l'ultimo maestro, con quel tanto di artigiano, di umile mestiere che sta nella parola, ma anche di alto e reverente. All'arte del marmo ha dedicato l'ultimo trattato e l'ultima scuola, dove accanto ai corsi d'accademia dava per prima cosa da scolpire un uovo, nocciolo di una forma esatta trasformata in senso, e stranamente analogo, anche nell'umile ripetizione dell'esercizio, a quell'"Inizio del Mondo" con cui il genio arcaico di Brancusi, cancellando in un gesto ogni storia e ogni stile, inaugurava a Parigi l'alba di un'arte nuova. Wildt, invece, a Milano salvava tutto: stile e storia, simboli e letteratura, dei, eroi, santi, celebrazione e monumento. Estraneo al mondo delle avanguardie e altrettanto a disagio nel conformismo artistico del primo Novecento, Wildt corrispose a fatica col suo tempo e quasi nulla con quelli successivi, ma è forse proprio in questo solitario anacronismo il salto che lo collega al nostro tempo: in questo suo essere tutto e senza luogo, classico e gotico, manierista e barocco, frammentario e giustapposto come le fotografie dei monumenti antichi che Aby Warburg, nella biblioteca di Amburgo, accostava allora su quelle tavole dove andava fondando un altro senso dell'arte e della storia.
Contattaci
Van Gogh e il viaggio di Gauguin. Catalogo della mostra (Genova, 12 novembre 2011-15 aprile 2012)
di Marco Goldin
editore: Silvana
pagine: 250
Contattaci
Avanguardia russa. Esperienze di un mondo nuovo. Catalogo della mostra (Vicenza, 11 novembre 2011-26 febbraio 2012). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 168
L'unica misura della bellezza è la grandezza e la necessità interiore (Kandinskij, 1912). Ottantacinque capolavori dai musei regionali russi di Ivanovo, Kostroma, Jaroslavl' e Tuia, in un inedito e affascinante confronto con le icone russe della collezione Intesa Sanpaolo. La ricerca di un "mondo nuovo" passa attraverso radici lontane, e risale alla memoria profonda della più antica tradizione visuale russa. Una sequenza di capolavori pittorici puntualmente messi in rapporto con l'esperienza trasfigurante dell'icona e accanto a essi uno straordinario nucleo mai in precedenza mostrato in Occidente di agit-stoffe, i tessuti di propaganda prodotti sotto l'impulso dell'Avanguardia russa: l'unica che seppe costruire anche un mondo "nuovo" quotidiano.
Contattaci
Tradizione gusto passione. Viaggio tra i sapori italiani. Vol. 2: Sud Italia e isole.
Sud Italia e isole
editore: Silvana
pagine: 408
Prosegue con questo secondo volume il progetto editoriale "Tradizione, Gusto, Passione
Contattaci
Ugo Attardi
L'erede selvaggio. Opere. 1944-2001. Catalogo della mostra (Marsala, 15 ottbre 2011-15 gennaio 2012)
editore: Silvana
pagine: 120
Pittore, scultore, disegnatore di eccezionale perizia, Ugo Attardi ha attraversato l'arte italiana del secondo Novecento da un
Contattaci
Gli affreschi del castello della Manta. Allegoria e teatro
di Romano Silva
editore: Silvana
pagine: 120
Nel Castello della Manta, presso Saluzzo, un ciclo di affreschi realizzato nel primo quarto del XV secolo corre ininterrotto per circa quaranta metri sui quattro lati della sala baronale. Il visitatore attento, oltre ad ammirare la grande qualità degli affreschi, si pone senza dubbio una domanda alla quale finora non sono state date esaurienti risposte: si tratta di una serie di episodi isolati o di un complesso coerente d'immagini? L'analisi dettagliata del programma iconografico esposta in questo volume dimostra che ci troviamo di fronte a un'allegoria della vita, a una vera e propria "moralité", spettacolo teatrale assai diffuso in Francia tra XIV e XV secolo. L'allegoria non s'ispira soltanto, come è stato spesso ripetuto, al Livre du Chevalier Errant, poema scritto da Tommaso III, marchese di Saluzzo, ma anche ad altre opere appartenenti alla sua biblioteca, tra cui spicca in particolare il Roman de Fauvel, di cui è ancora conservato nella Bibliothèque nationale di Parigi lo splendido manoscritto miniato un tempo posseduto dal marchese. La campagna fotografica, appositamente realizzata per questa pubblicazione, consente al lettore una visita "virtuale" della sala baronale, di cui potrà osservare ogni dettaglio.
Contattaci


