fbevnts Tutti i libri editi da Utet - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 122
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Utet

Da un'altra Italia. 63 lettere, diari, testimonianze sul «carattere» degli italiani. Con e-book

editore: Utet

pagine: 297

Esiste un'altra Italia, è sempre esistita
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Opere. Con e-book

di Gozzano Guido

editore: Utet

pagine: 704

Guido Gozzano è considerato il maggiore dei poeti crepuscolari, ma la sua opera può essere solo parzialmente inquadrata negli
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La filosofia dello spirito

di Friedrich Hegel

editore: Utet

pagine: 445

Come conciliare la scissione originaria tra spirito e natura, tra soggetto e oggetto, tra finito e assoluto? E questo uno dei problemi fondamentali della "Filosofia dello spirito" e del sistema teorico di Hegel in generale. Un sistema che ha la peculiarità e il merito di provare a introdurre il movimento nel pensiero, rifiutando come intellettualistiche - e perciò non razionali quelle categorie statiche e astratte che sono state prodotte in ogni fase del cammino della scienza. Nata come terza sezione dell'opera di Hegel più monumentale (L'Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio), la "Filosofia dello spirito" emerge fin dalla sua prima elaborazione con una propria specificità e autonomia, rimanendo, però, ugualmente parte del grande sistema generale, comprendente logica, metafisica e filosofia della natura. Lo spirito per Hegel è di fatto il motore di tutto: ciò che tiene insieme il sistema, promuovendo al contempo ogni trasformazione. E "la sostanza etica consapevole di sé": la realtà effettiva prodotta dall'operare di ciascuno, dove il sé non sperimenta più alcuna opposizione rispetto al proprio mondo. Solo ripercorrendo con attenzione le tappe della coscienza individuale e collettiva, attraverso i concreti contenuti storici e il lavoro della memoria, il mondo moderno potrà, secondo Hegel, afferrare la realtà profonda dello spirito.
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Epigrammi. Testo latino a fronte

di M. Valerio Marziale

editore: Utet

pagine: 947

Gli "Epigrammi" raccolgono in quindici libri le opere di Marco Valerio Marziale, il più grande poeta lirico della scena letteraria della Roma Flavia, dove giunse dalla Spagna per cercare fortuna nel 64 d.C. al tramonto della dinastia Giulio-Claudia, e fu attivo durante i regni di Vespasiano, Tito e Domiziano. Dopo le prime fasi della sua produzione, con il "Liber de spectaculis", celebrazione dei giochi del Colosseo, e con "Xenia" e "Apophoreta", raccolte di carmi d'occasione composti per i Ludi Saturnali, la poesia di Marziale si svincola dall'evento pubblico, ed evolve in direzione di una maturità stilistica e di una cinica disillusione nei confronti dell'umanità. I libri centrali della raccolta contengono un ritratto satirico, vivido e a tratti feroce, della società della Roma dei Flavi, in cui il talento del più grande autore d'epigrammi del mondo latino non trova il riconoscimento che merita, poiché questo era, in città, il destino dei poeti: sotto i "freddi mantelli" si celano, infreddoliti, gli "Ovidi e i Virgili", e non vi è ricchezza per gli intellettuali: "Appena tre o quattro hanno tratto guadagno da questo mestiere; tutti gli altri muoiono di fame". Autore sfortunato ma sempre dotato di pungente ironia, Marziale racconta la sua malasorte e quella del suo tempo, commentando - e facendo oggetto di satira le esistenze di nobili e politici, di uomini e donne, ritratti in episodi di vita quotidiana ed eventi mondani.
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Il dizionario di politica

editore: Utet

pagine: 1051

"Il Dizionario di Politica è un'opera importante, unica nel suo genere, non soltanto in Italia, ma anche all'estero dove è stato apprezzato e tradotto. Rigoroso nelle definizioni, articolato e convincente nella trattazione dei termini politici, questo Dizionario, opportunamente rivisto e aggiornato, è uno strumento istruttivo, utile per gli studenti, per i docenti e sicuramente anche per tutti coloro che di politica vogliono saperne meglio e di più."
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Il sogno di scrivere. Perché lo abbiamo tutti. Perché è giusto realizzarlo

di Roberto Cotroneo

editore: Utet

pagine: 215

C'è un desiderio che ci accomuna tutti, per i motivi più profondi e diversi: è l'irresistibile sogno di scrivere. Lo conosce bene Roberto Cotroneo, scrittore e critico letterario, che da vent'anni questo sogno lo legge nello sguardo dei suoi allievi dei corsi di scrittura creativa. Ma come nasce? E quali regole bisogna seguire se lo si vuole realizzare? In questo libro troverete una risposta. O meglio, un percorso possibile alla ricerca della propria voce (letteraria) più autentica e vera. Troverete la cassetta degli attrezzi di un autore che da anni si interroga sui processi creativi e sui percorsi della scrittura. Per Cotroneo tutto ha origine in un intimo ricordo d'infanzia. Alcune pagine strappate da un quadernetto a righe e ricoperte di parole, scritte da bambino, armato di una bic blu, contro il giudizio del padre, su un luogo mai visto ma solo immaginato. Come gran parte dei luoghi letterari, del resto. Pagine mai più ritrovate, poi, negli anni, ma sempre inseguite, nella vita di scrittore e nel ricordo. Tra i molti consigli che troverete in queste pagine, dove le lezioni di Calvino, di Eco, di Kundera, si intrecciano con analogie impensate tratte dalla pittura di Rembrandt, Cotroneo ci insegna la cosa forse più importante. Che si scrive (anche) per vivere più a fondo. Ma soprattutto che scrivere è forse l'unico modo per far germogliare nel mondo tutte le vite che potremmo vivere. Con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.
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Fare una mostra

di Hans-Ulrich Obrist

editore: Utet

pagine: 252

Come nasce una mostra? Qual è il ruolo del curatore? Perché possiamo considerarci tutti curatori? Intrecciando ricordi personali e professionali legati alla sua poliedrica attività in ambito artistico, Hans Ulrich Obrist spiega che curare, in fondo, è "un tentativo d'impollinazione fra culture, o un modo di disegnare mappe, che schiude percorsi nuovi attraverso una città, un popolo o un mondo". Magneticamente sospeso tra la narrazione autobiografica e la riflessione sulla curatela come pratica culturale nient'affatto limitata ai musei, l'impresario teatrale Sergej Djagilev, fondatore dei Ballets Russes ed eroe personale di Obrist, fu un curatore eccezionale per il suo talento nel coinvolgere sensibilità artistiche differenti, "Fare una mostra" è un libero viaggio tra incontri e conversazioni, illuminanti e mai convenzionali, con gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali che più hanno ispirato Obrist. Rimbalzando vivacemente tra mostre, festival internazionali, continenti e secoli, ci restituisce il profilo di una professione tutt'altro che chiusa in se stessa, fino a suggerirci che la proliferazione di idee, informazioni e oggetti che qualifica il mondo contemporaneo non lascia alternativa: selezionare al meglio, curare i nostri contenuti è un esercizio irrinunciabile della quotidianità, un gesto di sopravvivenza che ci riguarda tutti. Scritto con Asad Raza. Con un "Ritratto di Hans Ulrich Obrist" di Gianluigi Ricuperati Con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.
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Questa città che non finisce mai. Lettere da Roma (1822-32)

di Giacomo Leopardi

editore: Utet

pagine: 120

Delle citta? in cui Giacomo Leopardi si trovo? a vivere, nei vari, e vani, tentativi d'allontanarsi definitivamente da Recanati "natio borgo selvaggio" per farsi largo, a suo modo, nel mondo, non c'e? forse un luogo che abbia amato meno di Roma. "Citta? oziosa", "dissipata", "senza metodo", fonte di noia e di noie costanti, popolata da gente insulsa, rumorosa, ignorante, innamorata solo del proprio antico splendore monumentale, la "grande citta? che non finisce mai" non finisce mai, di fatto, di deludere Leopardi. "La grandezza loro m'e? venuta a noia dopo il primo giorno" e? il giudizio lapidario di Giacomo espresso in una lettera a Carlo, all'inizio del suo primo soggiorno romano (novembre 1822 - aprile 1823). Con linguaggio vivace e spesso molto diretto, Leopardi riversa nelle lettere da Roma "l'anima sua", che nel carteggio "si espande". Senza trovare pero?, nel primo e tantomeno nel secondo periodo romano (ottobre 1831 - marzo 1832, al seguito dell'amico Ranieri, trasferitosi in citta? per amore di un'attrice), una corrispondenza qualunque tra realtà esterna e moti interiori. In questa citta? vacua e sterminata Leopardi si perde, riuscendo a conservare pero? limpida e quasi ininterrotta, tra lettere al padre, messaggi agli amati fratelli, celie con confidenti e amici, timidi tentativi di galanteria, quella che lui stesso definisce la comunicazione del cuore. Con un saggio di Emanuele Trevi. Con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.
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I rimedi dell'amore. Con le massime consolanti sull'amore di Charles Baudelaire

di P. Nasone Ovidio

editore: Utet

pagine: 86

"Io ho amato in continuazione e, se mi chiedi che cosa faccio ancora oggi, ardo d'amore." Difficile immaginare una dichiarazione di intenti, esistenziali e poetici, più affascinante di questi pochi versi posti da Publio Ovidio Nasone all'inizio dei suoi "Remedia amoris" poemetto in distici elegiaci pensato come contraltare e antidoto agli insegnamenti proposti nell'"Ars amatoria", il suo celeberrimo manuale d'amore. Se con l'"Ars amatoria", l'opera che nell'8 d.C. costo? a Ovidio l'esilio in una piccola e inospitale località sul mar Nero (per decreto dell'imperatore Augusto che non ne apprezzo? i contenuti licenziosi), il poeta aveva insegnato, per l'appunto, l'arte di amare, con i Remedia vuole offrire una medicina efficace per chi abbia subito gli effetti collaterali della sua stessa lezione d'amore. I rimedi sono di ogni genere e senza tempo: lunghi viaggi, svaghi e distrazioni (comprese le altre donne), i soggiorni rinvigorenti in campagna ma anche il super-lavoro, fino ad arrivare alla classica lista dei difetti dell'amata crudele, al vino lenitivo (ma solo in quantità smodate, per evitare rischiose malinconie) e a molti altri trucchi per guarire dalle ferite d'amore. Infine, il consiglio più importante di tutti: non prestare mai fede ad artisti e poeti... Neppure allo stesso Ovidio, tantomeno all'arguto e poetico autore della "Scelta di massime consolanti sull'amore" in appendice raccolta: Charles Baudelaire. Con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.
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Il cavo e il vuoto. 50 storie taoiste

editore: Utet

pagine: 88

Si sa ben poco della vita di Lieh-tzu, lo straordinario maestro del Tao protagonista dell'opera tradizionalmente intitolata "Vero Libro della Sublime Virtù del Cavo e del Vuoto". Visse probabilmente fra il V e il IV secolo a.C., ebbe una moglie e moltissimi allievi. I suoi detti e le sue meditazioni avevano la forza di cambiare radicalmente il corso di intere esistenze, eppure nessuno più di Lieh-tzu spregiava il sapere umano e l'orgoglio che ne deriva. La sua familiarità con il Tao gli aveva insegnato che una scienza che ha un reale valore non può essere espressa dalle parole umane, e coincide con lo stesso Tao. Come da una folgore, il saggio è attraversato da una sublime intuizione: l'equivalenza dell'essere e del non essere. La sua mente e? uno specchio in cui i segreti del mondo si riflettono spontaneamente, per questo e? in grado di guarire, di volare, di conoscere il futuro e il passato. Ma e? in grado anche di non fare nulla di tutto ciò. Da questa sapienza negativa derivano poteri immensi, la cui manifestazione esteriore può essere facilmente scambiata per l'opera dei maghi. E di maghi e magie, verità paradossali e incanti sorprendentemente realistici, sono ricche le 50 storie contenute in questo libro, ambientate in un paesaggio fiabesco fitto di boschi e montagne sacre, cascate e rupi scoscese, padiglioni di principi e rifugi di mendicanti. 50 brevissimi racconti che sono altrettante illuminazioni sulla via del Tao.
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Segnali di fumo

di Andrea Camilleri

editore: Utet

pagine: 146

Da qualche tempo, Andrea Camilleri lancia dei personalissimi "segnali di fumo". Sono foglietti di poche righe cui lo scrittore affida, in totale libertà, quello che gli suggerisce l'estro del momento. Ma che cosa "segnala" Camilleri? Intanto, molta partecipazione per le nostre vicende politiche: soprattutto indignazione per l'assenza di etica, la corruzione, la volgarità, il populismo becero, gli insulti di troppi "politici senza onore" che hanno prodotto fame, disoccupazione, scontro sociale, impoverimento del Paese. Poi, il gusto mai perduto del racconto disteso, dell'aneddoto divertente e rivelatore. Il piacere degli incontri con personaggi del tutto sconosciuti o trattati esattamente alla stessa stregua - famosi come Wislawa Szymborska e il presidente argentino Alfonsìn. Le letture che durano da una vita (Pirandello, Vittorini, Malraux, Philip Roth, Tabucchi) e che suggeriscono alcune sobrie e per niente retoriche considerazioni sull'arte dello scrivere. Infine, il senso - molto umano, ma mai troppo malinconico - del tempo che passa, dell'età che avanza: "... mettiamola così: il tempo è una giostra sempre in funzione. Tu sali su un cavalluccio o un'automobilina, fai un bel po' di giri, poi, con le buone o con le cattive, ti fanno scendere." Ora, Camilleri ha deciso di raccogliere qualche decina dei suoi "segnali di fumo", organizzandoli in una sequenza "narrativa". L'effetto, per il lettore, è quello di una conversazione con l'amico saggio, ironico, affettuoso che tutti vorremmo avere.
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Perché l'America non fallirà. Politica, economia e mezzo secolo di false profezie

di Joffe Josef

editore: Utet

A ogni nuovo decennio si ripetono, puntuali, le profezie di storici ed economisti sul declino degli Stati Uniti d'America
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