Vita e pensiero
Alle origini dell'anticapitalismo cattolico
Due saggi e un bilancio storiografico su Giuseppe Toniolo
di Paolo Pecorari
editore: Vita e pensiero
pagine: 120
Di fronte all'attuale crisi economica mondiale, ci si può ancora eticamente definire capitalisti? Se per capitalismo si intend
Esaurito
Perché sciupare la spiritualità dei giovani?
di Giuseppe Vico
editore: Vita e pensiero
pagine: 128
La spiritualità è la più alta espressione dei
talenti della natura umana. Riavvertiamo il
richiamo di questa voce interiore che è anche
segno dell’intenzione di fedeltà dell’uomo alla
sua presenza nel mondo. Sono tanti i giovani
che, scoprendo il valore della loro spiritualità
e la difficile impresa di difenderla dalle vulnerabilità
e dai condizionamenti, scelgono di
ripensarsi e di interpretare la verità interiore
con gli occhi aperti ad azzardi sulla realtà
esterna. Gli adulti disquisiscono e sono educatori
fragili, spesso superficiali. Bambini e
adolescenti attendono testimoni e presentano
il conto sulla ‘commedia umana’ di una
responsabilità educativa che non sa calarsi
nella spiritualità individuale e in quella delle
interazioni.
Parlare della spiritualità dei giovani non può
prescindere da un ripensamento degli adulti
sui fondamenti e sui fini dell’educazione e su
quel presupposto di ogni agire educativo che
è il talento proprio di ciascuna persona: l’educabilità.
Precondizione per tenere ben fermo
che l’educazione è sempre un risorgere. Non
può essere intesa come un inutile e frivolo
riempire vuoti. È, invece, scelta di senso,
opzione per l’uomo e per ciò che lo costituisce
nella sua interiorità e responsabilità. C’è
di che stupirsi: il tempo delle emergenze porta
in luce nostalgia verso la quiete interiore e
l’ascolto del demone che ci sollecita a una
‘rivoluzione educativa’. Credere nella spiritualità
dei giovani appare la scelta migliore per
educare a trascendersi, a risorgere in noi stessi
e con gli altri proprio nell’agire della pedagogia
delle piccole cose quotidiane.
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L'informazione come valore
Lezioni di economia del mercato mobiliare
di Agostino Fusconi
editore: Vita e pensiero
pagine: 128
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Nel nome di Dexter
Un killer seriale tra letteratura e tv
editore: Vita e pensiero
pagine: 164
Dexter Morgan lavora nella polizia scientifica di Miami come analista delle macchie di sangue rinvenute sulla scena del crimin
Esaurito
Dal logos dei Greci e dei Romani al logos di Dio
Ricordando Marta Sordi. A cura di Roberto Radice e Alfredo Valvo. Introduzione di Camillo Ruini
editore: Vita e pensiero
pagine: 480
Il volume raccoglie le relazioni presentate in occasione del Convegno internazionale Dal logos dei Greci e dei Romani al logos
Esaurito
La regolazione dei mercati energetici nel «terzo pacchetto» comunitario
editore: Vita e pensiero
Esaurito
Vita e pensiero (2010). Vol. 3
editore: Vita e pensiero
Esaurito
Esaurito
Bullismo
tra realtà e rappresentazione
editore: Vita e pensiero
pagine: 236
Di bullismo purtroppo sempre più spesso si parla, tanto che il termine è entrato nell’uso comune e pare di immediata comprensione. Ma la sua definizione non è semplice. Dire ‘bullismo’ significa alludere a un universo
complesso: ne fanno parte la famiglia, con le sue trasformazioni, la scuola, luogo in cui i comportamenti accadono e si riproducono, e un intreccio di altri fattori, tra cui la molteplicità di nazionalità e culture, i pregiudizi, le mode, le nuove tecnologie. La difficoltà di inquadrare il bullismo e di individuare gli elementi
che ne hanno accentuato la visibilità nel tempo corrisponde alla tendenza diffusa a parlarne come sinonimo di violenza giovanile, riservando scarsa attenzione alle cause e privilegiando la proposta di ‘rimedi’ immediati
ma non necessariamente efficaci. Da qui l’importanza di una lettura del fenomeno a più livelli e punti di vista, come quella proposta dagli autori di questo libro. C’è l’analisi scientifica che aiuta a definire le coordinate concettuali del bullismo. C’è la voce dell’opinione pubblica, rilevata attraverso la lettura dei giornali dove il bullismo diventa un concetto ‘ombrello’ che abbraccia tanti e diversi comportamenti devianti dell’adolescenza.
E ci sono i protagonisti: le vittime e i bulli che raccontano se stessi, spesso attraverso la rete. Qui il fenomeno diventa un giano bifronte: la sofferenza profonda dei vissuti delle vittime si oppone alla percezione dei
bulli che considerano il loro comportamento un gioco. Da ultimo il bullismo è visto attraverso la lente di una grande comunità scolastica campione (le scuole medie e superiori del Trentino), e qui viene ‘misurato’ anche in
termini quantitativi. Come in uno specchio incrinato, però, in questo percorso approfondito di conoscenza, le
rappresentazioni prodotte dai diversi soggetti non si sovrappongono mai completamente. Per ricomporre l’immagine è necessario infine spostarsi sul piano dei rimedi, presentando alcune delle migliori esperienze attuate a livello nazionale e internazionale.
Esaurito
Vita e pensiero (2010). Vol. 2
editore: Vita e pensiero
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La giustizia come servizio pubblico essenziale
di Giorgio Floridia
editore: Vita e pensiero
pagine: 36
L’obiettivo dell’accelerazione delle procedure a scapito della qualità delle decisioni è un obiettivo di ripiego, giustificabile solo quando si sia costretti adoperare – come succede adesso, in uno stato di vera e propria necessità. Il vero obiettivo di una riforma effi cace del sistema giudiziario
è quello di creare una gestione in equilibrio fra quantità e qualità: nel senso che la quantità sia quella necessaria per rispondere ad una domanda di giustizia originata da esigenze reali e meritevoli di tutela; la qualità sia – a sua volta – quella necessaria a corrispondere adeguatamente alla crescente complessità dell’ordinamento sostanziale e processuale ed alla conseguente crescente
complessità dei problemi applicativi. Questo obiettivo non può essere raggiunto se la riforma non viene pensata come strutturale e, poiché la struttura non può essere concepita se non con riguardo alla funzione, è necessario pensarla partendo dalla eliminazione di tutte le cause
di ineffi cienza previamente individuate. In altri termini, occorre prima di tutto chiedersi da quali cause traggono origine le inefficienze non solo quantitative ma anche qualitative.
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Epistemologie della complessità nella ricerca psicologica
editore: Vita e pensiero
pagine: 368
Il tema della complessità, oggetto negli anni Ottanta e Novanta di una attenzione approfondita
e articolata, ha acquisito uno statuto di maturità e diffusione che ne ha decretato
la consistenza di vero e proprio paradigma di riferimento.
Se l’enfasi sulla complessità è ormai divenuta un concetto organizzatore di discorsi e di linguaggi
all’interno dei contesti nei quali agiamo, la sua applicazione nell’ambito della
ricerca e della pratica psicologica sembra confrontarsi con le sollecitazioni derivanti dal
tenere insieme una pluralità di oggetti, di interessi e di obiettivi di conoscenza, di
approcci metodologici.
Il presente volume intende offrire un contributo di confronto e approfondimento in riferimento
a situazioni di ricerca complessa, sia per la pluralità delle discipline di sapere coinvolte,
chiamate a interagire e convergere in modo integrato a partire dai loro ancoraggi
paradigmatici e metodologici, sia per la natura degli oggetti di studio, configurati a partire
da differenti esigenze di conoscenza e da organizzazioni concettuali, epistemologiche e
metodologiche variegate. I vari contributi offrono uno spaccato delle
differenti sensibilità e declinazioni epistemologiche che orientano sia la produzione di dati
conoscitivi rispettosi della complessità del reale sia l’analisi dei dati e la loro trasformazione
in informazioni in grado di conservare tale complessità.
Esaurito


