fbevnts Storia e vita missionaria - tutti i libri della collana Storia e vita missionaria, Emi - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Emi: Storia e vita missionaria

Fare felici gli infelici. Il segreto della vita lunga e vittoriosa di Clemente Vismara, missionario beato

di Piero Gheddo

editore: Emi

pagine: 272

"Nella casa del missionario ci vive il regno animale e il regno vegetale, scarseggia il regno minerale, come il platino, l'oro, l'argento. C'è però una perla. Ci credete? La perla sono io". Così si presentava il Beato Clemente in un articolo pubblicato negli anni venti del Novecento, quando viveva a Monglin in un capannone di fango e paglia, abitato da legioni di insetti, lucertole, granchi, topi e l'erba cresceva nel pavimento di terra battuta, persino sotto la sua branda militare. Ecco, questo libro tenta di penetrare nella personalità di un tipo così originale; e nella sua "spiritualità", anche questa originale e quasi all'opposto di come altri santi vivevano il cammino verso l'unico modello, il Signore Gesù Cristo. La Chiesa ha proclamato Beato Clemente Vismara, ma com'era possibile quando sia nel seminario diocesano di Milano, che in quello teologico del Pime, i superiori volevano mandarlo via perché era "indisciplinato" e "non adatto ai sacrifici di un sacerdote"? Quando poi aveva 86 anni, padre Clemente diceva: "E pensare che nella mia vita missionario ho fatto tanti sacrifici che bastano per una decina di preti". Il messaggio di Clemente è questo: "La vita missionaria è bella, solo se la si dona". Questo libro è scritto specialmente per i giovani alla ricerca di un ideale per spendere bene la propria vita. Come Clemente Vismara, se il Signore vi chiama, non ditegli di no: avrete una vita faticosa ma piena di gioia, per aver fatto "felici gli infelici".
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16,00

Fatto per andare lontano. Clemente Vismara, missionario e beato (1897-1988)

di Piero Gheddo

editore: Emi

pagine: 504

Biografia, basata in larga parte sui suoi numerosi scritti, di una straordinaria figura di missionario dal carattere vivace e schietto. Originario di Agrate Brianza, è vissuto 65 anni in Birmania (Myanmar) fino alla morte. È stato beatificato nel 2011.
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18,00

Augusto Colombo. Apostolo dei paria

di Piero Gheddo

editore: Emi

pagine: 320

Il Pime è presente in India dal 1855, dove ha fondato 12 diocesi e ha mandato in India circa 500 missionari. Padre Augusto Colombo sarà ricordato come uno dei principali operatori sociali tra i fuori casta (160 milioni in India!) ma anche come fondatore di parrocchie. In 57 anni in India si è dedicato ai paria elevandoli con una fattoria-scuola per introdurre in India nuove colture, lavoro di ricami e merletti di Cantù per le donne, ospedali e lebbrosario, clinica oculistica, cooperative e casette per i poveri, ecc.E poi tante scuole, fino a fondare tre Università per loro. Dalla sua Università di ingegneria è nata "Colombo Nagar", la città di Colombo, chiamata così dal governo dell'Andhra Pradesh.
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15,00

Una vita per la Cina. Lettere a familiari e confratelli

di Cesare Mencattini

editore: Emi

pagine: 368

"Il settantesimo anniversario della morte di padre Cesare Mencattini, missionario in Cina, è un occasione significativa anche
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16,00

Missione Bengala. I 155 anni del Pime in India e Bangladesh

di Piero Gheddo

editore: Emi

pagine: 512

Nel 1854 "Propaganda Fide" manda l'Istituto milanese ad annunziare il Vangelo in Bengala, che gli inglesi definivano "la tomba dell'uomo bianco". I primi quattro missionari scrivono: "Noi siamo come pigmei che debbono portare delle montagne". Indù e musulmani erano insensibili all'annuncio del Vangelo, la missione va agli aborigeni, i primitivi delle foreste, portandovi la scuola, l'assistenza sanitaria, l'agricoltura moderna e soprattutto la pace fra le varie etnie e tribù. Fra questi popoli disprezzati e considerati "selvaggi" nasce la Chiesa. Nel 1947 l'India diventa indipendente e nascono due stati, uno indù (India) e uno musulmano (Pakistan). Si sviluppa la seconda fase della missione: dare alla Chiesa locale solide strutture e propri vescovi, sacerdoti, suore, catechisti e laici inseriti come cristiani nella società moderna. L'ultima fase storica è quella che inizia nel 1980. La capitale Dhaka passa da un milione a 12 milioni di abitanti. Qui nasce il nuovo Bengala. Il Pime vi fonda quattro parrocchie, inizia a formare missionari bengalesi da mandare presso altri popoli e promuove il dialogo con l'islam moderato bengalese. In 155 anni (1855-2010) il Pime ha mandato in Bengala poco meno di 300 missionari ed ha fondato sei diocesi in India (Krishnagar, Jalpaiguri e Dumka-Malda) e in Bangladesh (Dinajpur, Khulna e Rajshahi).
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20,00

La Cina di Mao processa la Chiesa. I missionari del Pime nel Henan 1938-1954

di Lazzarotto Angelo S.

editore: Emi

pagine: 528

A quasi 60 anni dalla sua fondazione (1° ottobre 1949), la Repubblica Popolare Cinese è aperta alla modernizzazione e al liber
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20,00

Le radici romane del Pime. Il pontificio seminario romano per le missioni 1871-1926

di Daniele Mazza

editore: Emi

pagine: 272

l 23 maggio del 1926, con il Motu Proprio di Papa Pio XI, nasceva ufficialmente il Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) dalla fusione dell'Istituto Missionario di Milano con il Pontificio Seminario Romano dei SS. AA. Pietro e Paolo. La ricerca storica fatta dall'Autore ha lo scopo di riproporre queste "radici romane" del PIME per far conoscere la vita di tanti missionari che, tra contraddizioni, fatiche, successi e fallimenti ci hanno lasciato una testimonianza e un'eredità assai preziose. Presentazione di Gian Battista Zanchi, superiore generale del Pime.
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15,00

Il vescovo partigiano. Aristide Pirovano (1915-1997)

di Piero Gheddo

editore: Emi

pagine: 456

Don Aristide era un uomo pratico, realizzatore, di fede semplice e con una forte carica "anti-intellettuale", maturata nei lunghi anni d'Amazzonia fra popoli che allora vivevano all'estremo limite della sopravvivenza. Nato ad Erba il 22 febbraio 1915, diventa sacerdote nel 1941 e superiore generale del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) nel 1965. A 62 anni, prima della partenza per le Filippine, dichiara: "È meglio spaccarsi la testa nel tentare di imparare lingue impossibili alla mia età, che disperarsi nel voler convincere certe teste di uomini e preti come me che non ragionano". Una biografia avvincente di un uomo che ha vissuto per l'altro come partigiano da giovane e come missionario per tutta la vita.
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16,00

Gaetano Pollio 1911-1991. Arcivescovo di Kaifeng (Cina)

di Amelio Crotti

editore: Emi

pagine: 192

Gaetano Pollio è nato a Meta di Sorrento nel 1911. Terminati i suoi studi nel Pime, parte e arriva a Kaifeng, nella provincia cinese del Henan nel 1935. Mons Barosi, mandato come Amministratore Apostolico, dopo le dimissioni del Vescovo Tacconi, lo vuole con sé a Kaifeng come procuratore della Missione nel 1940. Dopo il martirio di questo, il giovane Pollio regge le sorti della Missione che rimane sotto il ferreo dominio dei Giapponesi fino al 1945. Riesce a tener testa a questi e poi, all'avvicinarsi del pericolo comunista, spera sempre da Roma un nuovo pastore, finché alla fine del 1946, interpellati i membri della Missione, la santa Sede decide che sia lui il nuovo pastore di Kaifeng, con il titolo di Arcivescovo. Consacrato nel 1947, nel giugno del 1948 deve assistere all'immane scontro tra nazionalisti e comunisti, con la presa di quest'ultimi della città. Inizia il suo calvario fino ai processi e alla prigionia, dura e umiliante. Uscito dalla Cina ai primi di ottobre del 1951, ritorna in Italia. Dopo un ottimo servizio reso all'istituto, è assegnato come pastore all'Archidiocesi di Otranto; dove rimane dal 1960 al 1969; quindi spende quindici anni come pastore dell'Archidiocesi di Salerno. Nel 1984 è vinto da una grave malattia. Muore nel 1991.
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13,00

Pime. Documenti di fondazione 1850-2000

di Domenico Colombo

editore: Emi

pagine: 464

I 150 anni del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), che si compiono in questo 2000, offrono l'opportunità di un "ritorno" alle sue origini, come momento non tanto cronologico quanto ideale, che ne mette in luce il carisma e lo spirito. È il motivo che ha suggerito questo libro, che raccoglie documenti di fondazione presentati e annotati. Si tratta di una triplice serie di testi corrispondenti alle fasi che hanno segnato la formazione dell'Istituto. La fondazione del Seminario Lombardo per le Missioni Estere nel 1850; la fondazione del Pontificio Seminario dei SS. Apostoli Pietro e Paolo di Roma nel 1874; l'unione dei due in unico Istituto tentata nel 1912-13 e realizzata nel 1926 per volere di Pio XI: nasce il Pime. Queste vicende pongono sulla scena non solo i fondatori, mons. Angelo Ramazzotti per l'istituzione milanese e don Pietro Avanzini per quella romana, ma numerose altre persone, sacerdoti, vescovi e due papi, Pio IX e Pio XI, e mostrano chiaramente la peculiarità ecclesiale dell'Istituto. Il Pime è il primo e tuttora l'unico Istituto di origine italiana che accoglie sacerdoti, e laici, non religiosi, che vogliono dedicare tutta la loro vita all'opera missionaria. Una famiglia di apostoli che nasce e si sviluppa come piena espressione della missionarietà delle Chiese locali in comunione con la Chiesa universale.
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