Guanda: Biblioteca della Fenice
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Oltre la musica
editore: Guanda
pagine: 180
Claudio Abbado scende dal podio per parlare di sé, degli amici, dei grandi cantanti e dei registi con i quali ha collaborato n
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La ribelle
di Evgenija Jaroslavskaja-Markon
editore: Guanda
pagine: 162
Questo libro è l'autobiografia senza filtri - riemersa dagli archivi dei servizi segreti russi - di una donna appassionata e i
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Il fanatismo dell'apocalisse. Salvare la Terra, punire l'uomo
editore: Guanda
pagine: 229
La Terra è malata, sovrappopolata, degradata; gli ecosistemi stanno per collassare; mutamenti climatici e cataclismi inauditi
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Paesaggi della metropoli della morte
Riflessioni su memoria e immaginazione
di Kulka Otto D.
editore: Guanda
pagine: 186
Lo studioso israeliano Otto Dov Kulka ha dedicato tutta la propria opera all'analisi rigorosa e impersonale dell'Olocausto e d
Fuori catalogo
Mademoiselle O
di Thirlwell Adam
editore: Guanda
pagine: 488
Mademoiselle O è un viaggio dentro il romanzo, e dentro la traduzione
Fuori catalogo
Storia segreta dei mongoli
editore: Guanda
pagine: 236
Temüjin, poi detto Cinggis, fu l'invincibile capo guerriero che noi oggi chiamiamo Gengis Khan; la sua nazione, delineatasi a poco a poco sullo sfondo tumultuoso delle migrazioni dei "Popoli della Luna" che scorsero per secoli le vuote distese dell'Asia Centrale, conquistò in pochi anni l'egemonia su un territorio immenso, assoggettando i pastori nomadi come i mandarini della Cina. "La Storia segreta dei Mongoli" è il racconto di questa formidabile ascesa, composto da un anonimo estensore nel XIII secolo: monumento di un'epoca in cui l'Asia Centrale, come scrive Fosco Maraini nella sua introduzione, è un "oceano di terre in cui navigano, quasi misteriosi sargassi, ricordi, ombre, miraggi delle civiltà che ne costituiscono le rive: Roma, Cina, Bisanzio, Persia". "La Storia segreta dei Mongoli" è il primo dei monumenti storici e letterari mongoli noti. L'originale non è giunto fino a noi, ma nella seconda metà del XIV secolo essa fu trascritta in ideogrammi e tradotta in lingua cinese. La presente pubblicazione si richiama alla traduzione del 1941 in lingua russa dell'insigne mongolista e sinologo Sergej Kozin (1879-1956), che dedicò all'opera vent'anni di studi.
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