Ianieri: Biblioteca Dannunziana saggistica
Il santo e il poeta. Mito e rito di Francesco in Gabriele D'Annunzio
di Angelo Piero Cappello
editore: Ianieri
pagine: 188
Una guida panoramica - illustrata e suggestiva - lungo il filo che unisce il Santo di Assisi e il Poeta di Pescara: due figure
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D'Annunzio e Albertini. Vent'anni di sodalizio
di Franco Di Tizio
editore: Ianieri
pagine: 464
Tra i numerosi carteggi che già in passato e ancora ai nostri tempi vanno emergendo ad illustrazione della biografia di Gabriele d'Annunzio, questo che illumina a fondo i rapporti tra lo scrittore e Luigi Albertini si presenta particolarmente ricco d'interesse, non solo per le informazioni che offre sulla importante attività di collaborazione al "Corriere della Sera" del Pescarese, ma anche, forse soprattutto, per la compiuta ricostruzione di un rapporto di amicizia di grande peso nella vita del poeta. Il volume è ricco di oltre 1000 lettere e missive inedite.
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L'attendente e il vate. Carteggio D'Annunzio- Rossignoli
editore: Ianieri
pagine: 248
In questo volume si ripercorrono le imprese dannunziane di guerra e di Fiume, il d'Annunzio combattente. Conoscere un eroe dei nostri tempi non attraverso i documenti ufficiali, non attraverso la storia, ma attraverso la testimonianza di chi gli è vissuto accanto e lo ha servito fedelmente diventando "la sua ombra". Una raccolta di lettere e di memorie finora inedite di Italo Rossignoli, attendente di Gabriele d'Annunzio durante la Prima Guerra Mondiale e in seguito "capoguardia" al Vittoriale. Anche in questi frenetici anni d'azione, d'Annunzio non smette la sua attività letteraria. "Quando non combatteva, scriveva", annota Rossignoli nel suo diario: in questa semplice frase è condensata la vita straordinaria del Poeta-Soldato.
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La tormentata vita di Gabriellino d'Annunzio. Nel carteggio inedito con il padre
di Franco Di Tizio
editore: Ianieri
pagine: 544
Nella loro esistenza padre e figlio si sono scambiati oltre mille lettere e questo libro, scritto dal dannunzista Franco Di Tizio, dimostra ampiamente, attraverso la ricca documentazione inedita, come il loro rapporto sia stato travisato, e ci manifesta, inoltre, quanto sia stata travagliata la vita di Gabriellino che, ignorando i consigli paterni, volle intraprendere la carriera teatrale e quella cinematografica, dalle quali, però, ricevette soltanto amarezze e delusioni.
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D'Annunzio e Antonino Liberi. Carteggio 1879-1933
di Franco Di Tizio
editore: Ianieri
pagine: 450
Antonino Liberi nacque a Spoltore sabato 17 febbraio 1855 da Pasquale e da Fiorangela Conti, entrambi panettieri
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La Santa fabbrica del Vittoriale nel carteggio inedito D'Annunzio-Maroni
di Franco Di Tizio
editore: Ianieri
pagine: 784
L'ultimo tratto della parabola esistenziale di Gabriele d'Annunzio, contrassegnata dalla progressiva claustrazione nel Vittoriale, ebbe come testimone Gian Carlo Maroni, che di quella sontuosa dimora fu, per così dire, geniale coautore insieme col Poeta e, dopo la morte di questo, custode fedele. Ma, dal fitto carteggio intercorso tra i due, qui collazionato e commentato da Franco Di Tizio, emerge non tanto l'opera professionale dell'architetto Maroni, quanto piuttosto il suo speciale legame affettivo col "Comandante", quella devozione sincera, quell'accettazione intelligente degli sbalzi d'umore, quella continua e piena disponibilità anche ai minimi desideri di lui, sicché negli ultimi anni è lo stesso d'Annunzio a riconoscere nel "caro caro Gian Carlo" il proprio vero e unico "fratello". Dal carteggio, in controluce, traspaiono gli atteggiamenti del Poeta nei confronti del regime fascista e del suo "Capo": dalla rivendicazione dei propri meriti di precursore alla fervida adesione, in chiave combattentistica, all'impresa etiopica, dal disdegno per gli orpelli accademici alle perplessità sull'alleanza con la Germania hitleriana.
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D'Annunzio e Mondadori. Carteggio inedito 1921-1938
di Franco Di Tizio
editore: Ianieri
pagine: 380
Il carteggio, dal 1921 al 1938, ricostruisce il rapporto di amicizia tra Gabriele D'Annunzio negli anni del tramonto e Arnoldo Mondadori nel periodo della giovinezza e dell'ascesa nell'editoria italiana. Il complesso delle lettere, che copre l'arco di diciotto anni, consente di seguire le fasi alterne del difficile approccio che d'Annunzio ebbe con Mondadori: l'organizzazione del progetto dell'Opera omnia e la sua completa realizzazione. Il carteggio fa emergere le capacità imprenditoriali di D'Annunzio nella gestione della grandiosa impresa editoriale da lui voluta e alla quale pretese di affiancare, alla fine del 1930, un'edizione popolare dei suoi scritti a costo minore e quindi a più larga diffusione. D'Annunzio, fu capace di sinceri sentimenti amicali sia nei confronti di Arnoldo Mondadori, chiamato familiarmente Montedauro o Montedoro e di quanti avevano con dedizione collaborato alla buona riuscita della stampa dell'Opera omnia, come Angelo Sodini e Annibale Tenneroni ma anche Hans Mardersteig e Remo Mondadori, sia nei confronti di vecchi compagni a lui legati da "ragion politica", come Eugenio Coselschi, Mario Maria Martini e Ludovico Toeplitz. Il carteggio tra d'Annunzio e Mondadori si intreccia con le lettere a Sodini, Mussolini, Ojetti e Gian Carlo Maroni.
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Antonietta Treves e D'Annunzio. Carteggio inedito (1909-1938)
di Franco Di Tizio
editore: Ianieri
pagine: 253
Consorte di uno dei più noti editori del primo Novecento, al centro della vita culturale milanese, Antonietta Treves fece del suo salotto un luogo d'incontro di letterati e artisti, le cui amicizie coltivò, anche dopo la morte del marito e fino ai pieni anni Settanta. Le molte testimonianze raccolte su di lei da Franco Di Tizio convergono nel descriverla come una donna intelligente, generosa. Di particolare interesse della biografia di Antonietta, il rapporto di amicizia con Gabriele d'Annunzio che, per lunghi anni nel catalogo degli scrittori dell'Editrice, aveva acquisito una grande familiarità con Guido Treves e con la moglie, dei quali era stato testimone di nozze.
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Sogno di una sera d'estate. D'Annunzio e il Cenacolo Michettiano
di Paola Sorge
editore: Ianieri
pagine: 158
L'antico convento francescano di Santa Maria del Gesù a Francavilla al mare, acquistato da Francesco Paolo Michetti nel 1883, non fu solo la suggestiva dimora del grande pittore abruzzese e punto d'incontro estivo di giovani artisti in cerca di ispirazione, ma qualcosa di più importante e prestigioso: la sede di un vero e proprio cenacolo artistico, fenomeno assai raro, se non unico, nella storia dell'arte italiana moderna. Ne gli anni Ottanta dell'Ottocento un pittore, uno scultore, un musicista e un poeta, legati tra loro da una "comunione intima innegabile" vissero durante i periodi estivi nel bel convento che dalla sommità di una collina domina l'Adriatico, per lavorare e scambiarsi idee, tecniche e segreti del mestiere.
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D'Annunzio e Michetti
editore: Ianieri
pagine: 408
L'ampio carteggio, finora in gran parte inedito, intercorso fra "il signor del pennello" e il "signor della rima", vuol dire conoscere a fondo l'animo di Gabriele d'Annunzio aldilà di ogni retorica e pregiudizio; vuol dire conoscere tutta la storia di un'amicizia straordinaria, che ha del magico, libera alfine dagli errori e dalle inesattezze che fino ad ora hanno pesato su di essa. Apprendiamo così che la celebre dedica al Michetti del "Trionfo della Morte" si deve alla riconoscenza del poeta verso l'amico che nel 1894 aveva ospitato al Convento Maria Gravina e la figlia Cicciuzza, in origine la dedica era destinata al Carducci.
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Caro Pascal. Carteggio D'Annunzio-Masciantonio (1891-1922)
editore: Ianieri
pagine: 416
Il volume contiene il carteggio con Pasquale Masciantonio, che prende gli anni dal 1981 al 1922, svelando dei retroscena inimmaginabili. Creduto smarrito, è tornato fortunatamente in Italia. A leggerlo si rivela un corpus epistolare di prima mano di grande importanza per capire i risvolti psicologici e gli eventi che sono dietro le apparenze. Altro che vita inimitabile! Il carteggio rivela invece tristezza morale, malessere fisico, miseria, dolore, tedio, disgusto, stanchezza, con alcune punte estreme di disperazione non senza qualche timido proposito di suicidio. Nell'ampio studio introduttivo si ricostruisce la figura di questo gentiluomo di provincia per comprendere l'indole autentica e genuina di Gabriele D'Annunzio.
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