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Il mulino: Contrappunti

Intorno agli unicorni. Supercazzole, ornitorinchi e ircocervi

di Maurizio Ferraris

editore: Il mulino

pagine: 151

Perché ci sono così tanti bicorni e nessun unicorno, se un corno è più semplice di due? Heidegger raccomandava ai suoi uditori
12,00

L'imbecillità è una cosa seria

di Maurizio Ferraris

editore: Il mulino

pagine: 129

A lungo l'umanità si è considerata perfetta, attribuendo le proprie eventuali défaillances all'alienazione portata dalla tecnica o all'azione di entità arcane e malvage come il Capitale e l'Europa. Ma sarebbe bastato un esame di coscienza per capire che il problema era un altro: l'imbecillità, dentro e fuori di noi. L'imbecillità è una cosa seria, a cui sinora non si è dato che uno sguardo distratto, come fosse una cosa per pochi e, soprattutto, per altri. Non è così, e, appena ce ne accorgiamo, i conti tornano, nell'economia, nella società e nella storia. Parte da qui l'irresistibile riflessione del filosofo su questa imbarazzante caratteristica dell'umano. Ce n'è per chiunque: per i titani del pensiero, per i giganti indiscussi della letteratura, per i protagonisti della storia universale. L'umano, insomma, è essenzialmente (e non accidentalmente) un imbecille. Ed è di qui, solo di qui, dal sentirci tutti lambiti dalla grande ala dell'imbecillità, che ha origine il progresso, la lunga avanzata dell'umanità verso il bene - ossia, la sua fuga senza fine dall'imbecillità.
12,00

L'arte delle buone maniere

editore: Il mulino

pagine: 105

Un mondo senza il Villanzone, la Maleducata, lo Sguaiato. l'Urlona: sarebbe bello se si tornasse a tener conto che un comportamento educato e attento agli altri abbellisce la vita. Purtroppo, invece, alle pessime maniere ci stiamo abituando. Ribelliamoci allora! Ci aiuterà la lettura di queste antiche (ma non scadute) buone maniere con i loro garbati e utili consigli su come fare proprie le regole del galateo domestico e mondano. Perché senza buona educazione niente vita buona, ma neppure sopportabile, né serena, né dignitosa, né appagante... Presentazione di Natalia Aspesi.
11,00

La repubblica dei cuochi

di Guia Soncini

editore: Il mulino

pagine: 83

È una mutazione genetica o soltanto una moda, innocua ed effimera come tutte le mode, seppure pervasiva come nessun'altra in passato? Il nostro è un paese che ha fatto ormai del cibo e della cucina una neoreligione, con schiere di adepti zelanti come tutti i neoconvertiti. D'un tratto ci sentiamo tutti cuochi o aspiranti tali. Alla Tv i palinsesti traboccano di programmi di cucina, e poi libri, giornali, riviste, tutti a parlare di cibo, ingredienti e ricette. Ne risente anche la lingua quotidiana: ormai cuoco si dice chef, cibo si dice food, e alzi la mano chi dieci anni fa si sarebbe mai sognato di dire impiattare. Se un tempo le casalinghe consumavano la vita a spignattare fiere e rassegnate nel buio delle loro cucine, oggi ne sono state spodestate. Le star del cibo come Bottura, Cracco & C. sono autentici sex symbol capaci di alimentare non i nostri stomaci ma l'immaginario collettivo. Attenta osservatrice del costume italiano, Guia Soncini usa tutto il suo piglio di scrittrice per raccontarci come sia potuto accadere che gli italiani, gli inventori della pasta e della pizza, si ritrovino oggi a farsi piacere la senapata di albicocche.
8,00

Essere #matteorenzi

di Claudio Giunta

editore: Il mulino

pagine: 80

In confronto, Berlusconi era normale. Coi suoi doppiopetto, la sua faccia fintamente pensosa, la sua commovente devozione alla "bienséance". Ma Renzi? La camicia bianca con le maniche rimboccate, l'uso aggressivo dei social network, l'imitazione di Fonzie, la doccia gelata per i malati di SLA, l'eloquio infarcito di cool, smart e storytelling... In meno di un anno, Matteo Renzi ha cambiato lo stile e il linguaggio della politica italiana. Tra interviste, comizi, talk-show, libri scritti da lui o dai suoi ghost-writer, ce n'è ormai più che abbastanza per una fenomenologia: quella che Claudio Giunta ha affidato a questo saggio esilarante, spietato e, insieme, sorprendentemente simpatetico.
8,00

Tre favole romane

di Piero Boitani

editore: Il mulino

pagine: 109

Scena prima, nel 14 d.C. Augusto è in ambasce: dalla sua statua è caduta la C di CAESAR (ma anche C = 100). È un segno funesto, gli restano solo cento giorni di vita. Scena seconda, 306 d.C. Un anziano senatore commenta ironico le nuove idee che i cristiani stanno diffondendo. E siamo all'epilogo, nel 396. A parlare è il nipote del senatore di prima. Roma non è più capitale, a difendere i confini adesso sono i barbari: un intero mondo sta scomparendo. Ci sarà un Rinascimento?
9,50

Introduzione alla vita saggia

di Brera Gianni

editore: Il mulino

pagine: 74

Ironico e divagante ma non tanto
8,00

Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana

di Carlo M. Cipolla

editore: Il mulino

pagine: 83

Un "divertissement", un guizzo anarchico dell'intelligenza
8,80

Allegro ma non troppo con Le leggi fondamentali della stupidità umana

di Carlo M. Cipolla

editore: Il mulino

pagine: 83

Un "divertissement", un guizzo anarchico dell'intelligenza
10,00

Tutta un'altra storia. Frammenti di giornalismo antico e medioevale

di Historicus

editore: Il mulino

pagine: 120

L'autore (dietro il cui pseudonimo si nasconde un grande nome di giornalista o di storico) ha provato a immaginarsi gli esordi storici della professione giornalistica, intravedendovi gli stessi luoghi comuni di oggi. La parodia storiografica ci mette subito davanti alla prima, rudimentale forma di giornalismo dell'età preistorica, consistente in trafiletti urlati da una caverna all'altra sulla strepitosa scoperta del fuoco. Poi è la volta dei cronisti greci che commentano la guerra di Troia. Si passa poi a Roma dove si afferma la regola "non fa notizia un leone che sbrana un cristiano, ma un cristiano che divora un leone". Il volume si chiude con uno straordinario documento giornalistico scritto a Gubbio nel 1208 intitolato "Parla coi lupi".
7,75

Il più mancino dei tiri

di Edmondo Berselli

editore: Il mulino

pagine: 148

Si tratta di un libro sulla memoria, scritto a memoria, senza controlli e senza verifiche. Prende l'avvio da un'azione di Mario Corso (il cosiddetto "piede sinistro di Dio") durante un'imprecisata partita all'estero. Naturalmente l'azione si concluderà con "il più mancino dei tiri", con il più beffardo, anarchico, eretico dei gol. Ma prima, su quel campo di calcio che riassume e trasfigura una stagione di storia italiana, si metterà in scena una specie di teatrino nazionale i cui protagonisti sono certamente gli eroi del pallone, ma non solo: accanto a Corso, Suarez, Rivera, Riva appaiono Andreotti e Fanfani, Togliatti e Nenni, Gadda e Mina, Felice Gimondi e Romano Prodi.
7,75

Tre storie extra vaganti

di Carlo M. Cipolla

editore: Il mulino

pagine: 112

Sono tre storie curiose, fuori dal comune, ma tutte rigorosamente vere
7,75

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