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Il mulino: Pubblicazioni SVIMEZ

Rapporto Svimez 2023. L'economia e la società del Mezzogiorno. Cittadinanza, lavoro, imprese: l'inclusione fa crescere

di Svimez

editore: Il mulino

pagine: 568

Nel biennio 2021-2022, l'Italia è ripartita più velocemente dell'Europa e il Mezzogiorno ha agganciato la ripresa
48,00

Una politica influente. Vicende, dinamiche e prospettive dell'intervento regionale europeo

di Gian Paolo Manzella

editore: Il mulino

pagine: 249

Sostanzialmente assente nell'originaria impostazione del Trattato, la politica regionale europea si è progressivamente afferma
19,00

Rapporto Svimez 2013 sull'economia del Mezzogiorno

editore: Il mulino

Come ogni anno dal 1974, la Svimez pubblica, anche per il 2013, il Rapporto sull'economia del Mezzogiorno, offrendo un complet
72,00

Rapporto Svimez 2012 sull'economia del Mezzogiorno

editore: Il mulino

pagine: 1053

Come ogni anno dal 1974, la Svimez pubblica, anche per l'estate 2012, il Rapporto sull'economia del Mezzogiorno, volume che offrirà il più ampio e approfondito panorama dell'andamento congiunturale e degli aspetti strutturali dell'economia meridionale e sulla politica di intervento nell'area relativo agli ultimi 12 mesi. Il Rapporto è il punto di riferimento imprescindibile per tutti gli studiosi, per gli operatori e per i politici che intendono affrontare i problemi economici del Mezzogiorno d'Italia.
74,00

Diciotto voci per l'Italia unita

 

editore: Il mulino

pagine: 447

Antonio Mordini, Edmondo De Amicis, Leopoldo Franchetti, Giuseppina Le Maire, Luigi Einaudi, Giuseppe Donati, Piero Gobetti, G
32,00

Rapporto Svimez 2011 sull'economia del Mezzogiorno

editore: Il mulino

pagine: 960

La grave recessione che ha colpito l'economia mondiale nel biennio 2008-2009 si è abbattuta pesantemente sull'intera economia nazionale, e ha mostrato i suoi effetti più pesanti, in termini di impatto sociale sui redditi delle famiglie e sull'occupazione, nelle regioni del Mezzogiorno. La lenta e difficile fuoriuscita dalla crisi dell'Italia ha interessato invece soprattutto le aree del Nord del Paese mentre il Sud, dopo la flessione del 2009, risulta nel 2010 ancora in stagnazione. Dall'analisi presentata nel Rapporto emerge l'urgenza di rilanciare la crescita del Paese, soprattutto alla luce del calo dei consumi (particolarmente intenso al Sud per effetto dell'indebolimento dei redditi delle famiglie) e della scarsa ripresa degli investimenti. E in questo quadro che vanno definite e inserite le politiche per il Sud, con una concentrazione degli interventi su infrastrutture sovra regionali, energia, logistica, capitale umano e innovazione. Nonostante le disarmanti evidenze, il Sud oggi può attivamente contribuire alla ripresa della crescita e trasformare la sua tradizionale condizione di dipendenza in una progressiva fisiologica prospettiva di crescente interdipendenza con le altre parti del sistema. Su questa linea, il Rapporto offre delle riflessioni tese ad esplicitare e puntualizzare gli spazi che concretamente si aprono affinché il Mezzogiorno, come grande regione d'Europa, possa accompagnare il Sistema Italia nella sfida dell'integrazione mediterranea e internazionale.
70,00

Rapporto Svimez 2010 sull'economia del Mezzogiorno

editore: Il mulino

pagine: 896

Come ogni anno dal 1974, la Svimez pubblica anche per l'estate 2010 il Rapporto sull'economia del Mezzogiorno, volume che offrirà il più ampio e approfondito panorama dell'andamento congiunturale e degli aspetti strutturali dell'economia meridbnale e sulla politica di intervento nell'area relativo agli ultimi 12 mesi. Il Rapporto è il punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro - studiosi, ma anche operatori e politici - che intendono affrontare i problemi economici del Mezzogiorno d'Italia.
63,00

Rapporto Svimez 2009 sull'economia del Mezzogiorno

editore: Il mulino

pagine: 892

La diffusa percezione di una crisi che avrebbe riguardato soprattutto Le aree più industrializzate del Paese, perché più aperte alla competizione internazionale, è smentita dai dati economici relativi sia alla seconda metà del 2008 sia alla prima parte del 2009. Le stime della SVIMEZ mostrano come già nel 2008 l'economia meridionale abbia registrato una recessione, sia pur di poco, più grave che nel Centro-Nord: -1,1% contro il -1,0% del resto del Paese; recessione che, in base agli indicatori congiunturali territoriali nella prima parte del 2009, ha conosciuto al Sud una ulteriore forte intensificazione, soprattutto in termini di occupazione e di tasso di disoccupazione. La differenza tra le due aree appare particolarmente rilevante se letta nel medio periodo: tra il 2000 e il 2008 il PIL è cresciuto dell'1% medio annuo al Centro-Nord e di circa la metà (0,6%) nel Sud. Ciò vuol dire che se la contrazione attesa per il 2009 (intorno al 5%) dovesse riguardare in egual misura le due ripartizioni, il Prodotto interno lordo meridionale tornerebbe ai livelli che aveva 10 anni prima. Il superamento delle difficoltà strutturali richiederà profondi processi di ristrutturazione, di durata e di intensità al momento non prevedibili, anche dato il carattere internazionale ed esogeno della crisi stessa.
62,00

Mezzogiorno e intermediazione «impropria»

di Piero Barucci

editore: Il mulino

pagine: 200

Questo volume, che ripropone saggi scritti lungo un esteso arco temporale, rappresenta un tentativo di fondare la politica meridionalistica sull'insostituibile ruolo dell'impresa per rompere quell'equilibrio di sottoutilizzazione che si riscontra nell'economia del Sud Italia: una realtà nella quale tutto - ed in primo luogo la diffusa presenza della criminalità organizzata - concorre ad orientare l'azione dei singoli a ricercare ambiti privilegiati e di rendita senza innovare per conseguire profitto. Perché il Mezzogiorno possa essere parte di una doverosa politica di solidarietà nazionale è auspicabile che esso stesso divenga un soggetto dinamicamente attivo nella prospettiva di una economia globale di cui sentirsi parte.
16,00

Rapporto Svimez 2008 sull'economia del Mezzogiorno

editore: Il mulino

pagine: 856

Il brusco peggioramento del quadro internazionale verificatosi nei primi mesi del 2008 fa seguito a segnali di indebolimento della crescita economica già manifestatisi nel 2007. La fase di ripresa che dal 2006 aveva riguardato anche l'Italia sembra dunque essersi ormai esaurita. Pur seguendo l'andamento congiunturale del resto del Paese, il Mezzogiorno nel 2007 si è mantenuto su tassi di crescita stabilmente più bassi. Secondo le valutazioni SVIMEZ, nel 2007 il PIL è aumentato al Sud dello 0,7%. La situazione del Mezzogiorno appare ancora più difficile se la si confronta con gli elevati tassi di crescita sperimentati in questi ultimi anni dalle altre regioni in ritardo di sviluppo dell'Ue a 15 e dai nuovi Stati membri dell'Unione. Una simile condizione richiede da un lato un'analisi strutturale delle difficoltà competitive del Sud nel nuovo quadro internazionale, dall'altro una ridefinizione delle politiche pubbliche nazionali e comunitarie. Il rapporto 2008 dedica la sua terza parte di approfondimento proprio al tema del Mezzogiorno nella globalizzazione e alla sua capacità di adeguamento alle nuove condizioni competitive. L'analisi affronta da una parte criticità e condizioni che sono di ostacolo allo sviluppo (povertà, criminalità, deficit di infrastrutture, debolezza dei sistemi urbani) e dall'altra i punti di forza, esistenti o potenziali, da cui partire per riavviare il processo di crescita e convergenza con il resto del Paese.
60,00

La «Cassa per il Mezzogiorno». Un'esperienza italiana per lo sviluppo

di Gabriele Pescatore

editore: Il mulino

pagine: 473

Il volume raccoglie una serie di interventi e testimonianze che Gabriele Pescatore - insigne giurista e uomo di appassionato impegno civile - dedicò alla questione meridionale negli anni in cui fu alla guida della "Cassa per il Mezzogiorno" (1955-1976). Un'antologia di testi scelti dall'autore medesimo, che forniscono un articolato quadro non solo delle vicende e dell'attività della Cassa - creata per porre rimedio ai divari storicamente presenti nell'economia italiana - ma anche delle politiche e dell'amministrazione per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia, nonché delle esperienze di programmazione e di coordinamento in ordine all'economia e all'ambiente dei territori meridionali. Dal quadro che emerge dalla lettura dei testi, scaturisce una pagina importante della storia nazionale, che offre utili spunti di riflessione sulle tematiche legate allo sviluppo del meridone e ai problemi strutturali che ne hanno determinato il ritardo.
34,00

I numeri e la politica. Statistica, programmazione e Mezzogiorno nell'impegno di Alessandro Molinari

di Simone Misiani

editore: Il mulino

pagine: 324

Questo volume può essere considerato la prima biografia di Alessandro Molinari. L'autore, basandosi su una documentazione inedita, ricostruisce l'itinerario intellettuale e civile dello statistico, collegando la sua carriera nelle istituzioni all'evoluzione del quadro politico interno e internazionale, dai primi anni Venti alla nascita della programmazione economica. La statistica costituisce la cifra di una visione riformatrice in cui la scuola liberale di Einaudi si incontra con il socialismo di Turati. Sono gli anni del miracolo economico, l'Italia compie la scelta a favore della politica di industrializzazione del Mezzogiorno e la discussione verte sullo Schema Vanoni e sul varo di riforme di struttura atte a dare un carattere equilibrato e duraturo allo sviluppo in corso e alla affermazione della società dei consumi. Il principale contributo offerto dalla statistica in questi anni è riassumibile nell'apporto offerto al calcolo del reddito nazionale, che avrebbe dovuto fornire un quadro di regole certe entro cui orientare le politiche di sviluppo e che, però, non trovò spazio nell'indirizzo dato alla programmazione economica. Intorno a questo snodo cruciale nella storia dell'Italia repubblicana si consuma la sconfitta del riformismo dei tecnici e si apre la strada a un'idea della programmazione economica basata sul principio del "deficit spending", più funzionale ll'affermazione del primato dei partiti di massa.
24,00

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