fbevnts La cultura - tutti i libri della collana La cultura, Il saggiatore - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 15
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Il saggiatore: La cultura

Notre-Dame-des-Fleurs

di Jean Genet

editore: Il saggiatore

pagine: 259

Divine e i suoi molti amanti abitano una Montmartre sgargiante: si ubriacano nei caffè fumosi, adescano clienti nei vicoli equ
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La politica del cambiamento climatico

di Anthony Giddens

editore: Il saggiatore

pagine: 287

Il riscaldamento globale è la sfida più formidabile della nostra epoca. Non si tratta di salvare il pianeta, che sopravviverà qualunque cosa facciamo. Il punto è preservare un livello di vita accettabile per gli esseri umani sulla Terra, e se possibile migliorarlo. Ne va della nostra civiltà. Perché, allora, la maggior parte delle persone agisce come se si potesse ignorare una minaccia di questa gravità? I pericoli che il cambiamento climatico porta con sé appaiono astratti, sfuggenti, estranei alla vita quotidiana, e tendono a passare in secondo piano rispetto a problemi più immediati. Ma se per attivarci concretamente attendiamo di essere scossi da catastrofi e tragedie macroscopiche, a quel punto la situazione sarà già irreversibile. "La politica del cambiamento climatico" fornisce gli strumenti analitici per superare questo drammatico paradosso. Anthony Giddens passa in rassegna le alternative, gli interessi e le opportunità in gioco, smascherando i contraddittori luoghi comuni che imperversano nel dibattito pubblico sui temi ambientali, dallo sviluppo sostenibile al principio di precauzione, dal capitalismo verde alla decrescita. Non basta immaginare un mondo diverso, o indicare soluzioni tecniche e buone pratiche: le ricette devono essere effettivamente applicabili, democratiche e generalizzate. Per questo i nodi da sciogliere sono soprattutto di natura politica. Sensibilizzare le persone senza eccedere in allarmismi...
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Significato e fine della storia. I presupposti teologici della filosofia della storia

di Karl Löwith

editore: Il saggiatore

pagine: 254

L'esigenza di attribuire un significato ultimo all'incessante scorrere degli eventi ha condotto il pensiero moderno a individuare nella storia un progresso, uno sviluppo che potesse giustificarne ogni crisi, ogni male e ogni inevitabile dolore. Eppure, molto prima del metodo storiografico di Voltaire o della grande filosofia dello spirito di Hegel, gli storici dell'età classica Erodoto, Tucidide e Polibio avevano già rinunciato a questa monumentale prospettiva. Per il pensiero classico, infatti, le gesta degli uomini seguono il corso dell'eterna ciclicità del cosmo; non il corso della rivoluzione sociale, ma della rivoluzione immutabile degli astri. Fra queste due visioni antitetiche della storia si colloca, secondo Karl Löwith, la prospettiva giudaico-cristiana, che opera una rottura fondamentale: tanto per il credente quanto per il filosofo della storia, il senso degli eventi non è racchiuso nel passato, ma in un futuro escatologico sempre a venire, capace di determinare ogni fatto alla luce di una storia della salvezza, al cui termine è attesa la redenzione. Ma se il primo è in grado di portare la croce, il secondo secolarizza la speranza religiosa nell'incondizionata fede nel progresso, tanto "cristiana nella sua origine" quanto "anti-cristiana nelle sue conseguenze".
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Ogni altra vita. Storia di italiani non illustri

di Di Stefano Paolo

editore: Il saggiatore

pagine: 260

C'è chi vende uova dopo la guerra e chi usa la stoffa dei paracadute per cucire gonne
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Bombardate Auschwitz. Una speranza negata

editore: Il saggiatore

pagine: 175

L'attacco aereo su Auschwitz era richiesto dalle organizzazioni ebraiche più influenti e dagli stessi deportati, che lo invoca
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Le origini culturali del Terzo Reich

di George L. Mosse

editore: Il saggiatore

pagine: 455

Come è stato possibile che, nel cuore della vecchia Europa, persone "perbene", intelligenti e istruite abbiano aderito in massa alla causa del nazismo, abbracciandone i valori? Molti vedono nell'ideologia nazionalsocialista il prodotto di poche menti squilibrate, o una mera costruzione propagandistica per conquistare il consenso popolare. Ma l'ascesa di Hitler non fu un incidente della storia. Il Saggiatore ripropone al lettore italiano "Le origini culturali del Terzo Reich" il primo saggio ad aver esaminato il nazismo come sistema di pensiero capace di comporre - attraverso il collante dell'antisemitismo - convinzioni e ideali che da tempo circolavano nella società tedesca: il misticismo naturalistico del Volk, l'irrazionalismo neoromantico, l'ossessiva riscoperta di un passato mitologico, il rifiuto del governo rappresentativo e dell'urbanizzazione, il razzismo. Un'ideologia "nazional-patriottica" che si era accesa nelle circostanze dettate dalla travagliata unificazione tedesca e dall'impatto della rivoluzione industriale su una società prevalentemente agricola, e che divampò in seguito al diktat del trattato di Versailles e all'enorme instabilità della Repubblica di Weimar. Il nazismo fu la tragica risposta a una crisi del pensiero e della politica che in Germania imperversava da decenni.
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Lettere

di Wilde Oscar

editore: Il saggiatore

pagine: XX-1266

Se è vero che la vita va vissuta come un'opera d'arte, allora la vita che qui si racconta, attraverso lettere, biglietti, fitt
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Trattato di armonia

di Schönberg Arnold

editore: Il saggiatore

pagine: 608

L'attività didattica di Arnold Schönberg occupa un posto preminente nella cultura musicale del Novecento
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Clamori al vento. L'arte, la vita, i miracoli

editore: Il saggiatore

pagine: 398

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Ho sognato il vostro tempo. Il mestiere dell'editore

di Alberto Mondadori

editore: Il saggiatore

pagine: 160

Di fronte al disorientamento, alle crisi e alle trasformazioni del sistema editoriale nel terzo millennio, una questione si impone con sempre più urgenza: cosa vuol dire "fare editoria"? E soprattutto, come si fa? Alberto Mondadori, dalla direzione letteraria della casa mondadoriana alla nascita de il Saggiatore, è l'uomo delle risposte, capace di compiere un vero atto di fondazione dell'editoria moderna, indirizzandola verso una nuova posizione di centralità nella cultura italiana ed europea. Con spirito pionieristico ha profetizzato i tempi, li ha anticipati, disseminando nelle moltissime lettere e carte private le leggi di una nuova, necessaria costituzione editoriale destinata a chiunque lavori o abbia intenzione di lavorare in una casa editrice e, soprattutto, a chi vuole farlo nel migliore dei modi. Come si comporta un editore con i suoi autori e collaboratori, quali sono le scelte vincenti, cosa deve fare un buon ufficio stampa, e cosa un bravo redattore? Chi è davvero un "grande" editore? Le carte sono qui fatte dialogare tra loro intorno ad alcune domande fondamentali che diventano, nella lettura, i capitoli di un nuovo, ricco manuale di editoria dei nostri giorni e, forse ancora di più, del futuro.
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Scarcity. Perché avere poco significa tanto

editore: Il saggiatore

pagine: 282

Perché la povertà è così difficile da sradicare? E perché i piani per contrastarla si rivelano quasi sempre inefficaci? Per co
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Sogni di robot

di Isaac Asimov

editore: Il saggiatore

pagine: 429

Se l'uomo è fatto della stessa sostanza dei sogni, che cosa succede quando i robot cominciano a sognare? Succede che robot inquieti, troppo umani, lottano e fuggono, amano e si ribellano; e tentano di evadere dalla cattività meccanica imposta loro da padroni in carne e ossa e governata dalle Tre leggi della robotica. Le leggi incorporate nei loro circuiti impongono ai robot di non nuocere all'uomo, di obbedire agli ordini, di badare alla propria sopravvivenza solo se, così facendo, non mettono a rischio un essere umano. Eppure, Elvex - l'androide che sogna i suoi simili ridotti in schiavitù, costretti a scavare nelle profondità della terra, a muoversi tra le fiamme e le radiazioni delle fabbriche - sogna anche un mondo diverso, in cui esiste solo la Terza legge: "Un robot deve proteggere la propria esistenza", senza clausole restrittive. Automi orgogliosi del proprio intelletto, enigmatici cervelli positronici: nei racconti che compongono "Sogni di robot", scritti fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, la solida impalcatura rappresentata dalle Tre leggi inizia a incrinarsi. Accade allora che un robot impari a mentire, che un'automatomobile si innamori dell'uomo che si è sempre preso cura di lei, e che a un onnipotente, mastodontico supercomputer gli umani arrivino a demandare le decisioni più importanti della res publica.
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