La scuola di Pitagora: Feuilles Detachees
Lo scrittore come critico
di Mario Andrea Rigoni
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 24
Che cosa può dare alla critica uno scrittore più di un critico che scrittore non è? A tale questione, che può sembrare tanto s
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Leggendo Lucrezio. Ediz. italiana e tedesca
di Albert Einstein
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 20
Pubblicata nel 1924 all'interno dell'edizione del "De rerum natura" curata da Hermann Diels, la Prefazione di Albert Einstein costituisce un curiosum di non trascurabile interesse. Lungi dal considerare Lucrezio un precursore della fisica moderna, Einstein rivolge al poeta romano una critica che è, come ha notato Luciano Canfora, intelligentissima, e al tempo stesso rispettosa e severa.
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Alle fonti del Clitunno
di Wilamowitz Moellendorff Ulrich von
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 44
Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff (1848-1931), il più autorevole antichista tedesco dell'età guglielmina, apprezzava molto la
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Elogio della sigaretta
di Rigoni Mario A.
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 12
Scrisse Baudelaire nello "Spleen de Paris": "Chi di noi non ha, nei suoi giorni di ambizione, sognato il miracolo di una prosa
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Il tramonto dell'antichità
di Ulrich von Wilamowitz Moellendorff
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 43
Agli anni immediatamente successivi alla Grande guerra risalgono le riflessioni di Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff sulle ca
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Per Cioran
di Mario Andrea Rigoni
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 44
È noto che la diffusione della conoscenza di Cioran in Italia è dovuta all'iniziativa di Mario Andrea Rigoni, che nel 1980 (eg
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Dialogo su Dio
di Giulio Cesare Vanini
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 49
Il 9 febbraio 1619, quando aveva da poco compiuto 34 anni, Giulio Cesare Vanini fu bruciato a Tolosa per «ateismo, bestemmia,
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Una vita con Cioran. Intervista con Norbert Dodille
di Boué Simone
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 67
Quando s'incontrano, Cioran e Simone, in una mensa per studenti nel novembre 1942, lui è un borsista un peu âgé, che vivacchia
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Tradire la propria lingua. Intervista con Philippe D. Dracodaïdis
di Emil M. Cioran
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 36
"Come si può essere pazzi o poeti nella lingua di Cartesio?", si chiedeva Cioran nel 1956. Quasi trent'anni dopo, intervistato all'Istituto Francese di Atene, egli racconta come il passaggio dalla sregolatezza del romeno alla nitida geometria del francese, sia stato per lui salutare sul piano dello stile, senza tuttavia intaccare la profondità e la sostanza del proprio pensiero. Il dialogo con questo "Giobbe temperato alla scuola dei moralisti" tocca una gamma assai varia di temi: dal riso all'odio di sé, da Caadaev a Weininger, dal culto di Pascal alla fascinazione per il taoismo, offrendoci una preziosa testimonianza, di carattere biografico e meditativo, di una delle figure più affascinanti e controverse del Novecento europeo.
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