La vita felice: La Coda di Paglia
piccoli saggi di vario interesse.
Le profezie di Malachia. I papi e la fine del mondo
di Malachia
editore: La vita felice
pagine: 57
Intorno al 1140 il vescovo Irlandese Malachia profetizzò le successioni papali, sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa. Secondo alcuni queste profezie sono state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo. Furono pubblicate per la prima volta dal benedettino Arnold Wion nel 1595 nel suo libro "Lignum Vitae". Quello che è strano è che, finora, la stragrande maggioranza di queste profezie si è avverata. Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia o anche a eventi storici che caratterizzeranno il suo pontificato. Esse sono costituite da 111 motti latini che descrivono in maniera impressionante i 111 papi che si sarebbero avvicendati sul trono di Pietro dal 1143 fino alla fine dei tempi. Che pensare di questo singolare elenco di profezie? Siamo di fronte al divertissement di un monaco o, come suggerisce Vittorio Messori, siamo di fronte a qualche enigmatico "segnale" dall'alto?
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Sui miti delle acque
di Eduardo G. Boner
editore: La vita felice
pagine: 277
Riproponiamo di Edoardo Giacomo Boiler un libro prezioso, uscito nel 1895, dedicato ai miti delle acque
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Il diritto all'ozio. Testo francese a fronte
di Paul Lafargue
editore: La vita felice
pagine: 121
Pubblicato sotto forma di articoli per la rivista "L'Égalité", nel 1880, "Il diritto all'ozio" non è solo un'apologia della disponibilità e dell'ozio, ma si tratta di una requisitoria a favore del "diritto al tempo libero". Il pamphlet è un esempio del gusto per il paradosso di Lafargue, già notato da Jaurès e Gabriel Deville, che ricordano "il primo discorso alla Camera del deputato del Nord e le sue vane avances ad Abert de Mun". Lafargue contrappone violentemente e come per partito preso l'ozio al lavoro e non si perita di affermare che l'eccessivo lavoro cui il proletariato si è dato agli inizi del XIX secolo è "il peggior flagello che abbia mai colpito l'umanità". Ciò che maggiormente anima il pamphlet è l'essere costellato di ritratti caricaturali, alcuni riferentisi a realtà collettive, altri a individui. A ciascuno il suo. Introduzione di Armando Torno.
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Editto e Donazione di Costantino
cofanetto due volumi
editore: La vita felice
pagine: 304
cofanetto con due volumi: Editto di Costantino e Donazione di Costantino
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Omero
di Giorgio Pasquali
editore: La vita felice
pagine: 132
Il miglior saggio, poco conosciuto, sul poeta più famoso di tutti i tempi
- un documento poco conosciuto scritto da uno dei filologi più importanti in Italia
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L'acerba
di Cecco d'Ascoli
editore: La vita felice
pagine: 480
Considerato il capolavoro di Cecco d’Ascoli, L’Acerba è un poema in sesta rima, rimasto incompiuto all’inizio del V canto dopo la condanna al rogo di Cecco «per errori contro la fede».
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Lettera a un sovrano crociato sui fondamenti della vera religione. Testo arabo in appendice
di Taqi al-Din Ahmad Ibn Taymiyya
editore: La vita felice
pagine: 121
All'inizio del XIV secolo, mentre i Mongoli dell'Iran minacciano di invadere il sultanato mamelucco e i Crociati bordeggiano senza sosta lungo le coste della Siria-Palestina, portandovi guerra e terrore, il più grande pensatore musulmano del tempo, Taqi ai-Din Ahmad Ibn Taymiyya scrive a un sovrano crociato residente a Cipro. Nella sua epistola, egli chiede di liberare i prigionieri musulmani o almeno di trattarli con benevolenza e di non imporre loro a forza il battesimo; ma ciò che rende soprattutto interessante il testo è la straordinaria lezione di religione comparata che accompagna le sue richieste, nella quale l'autore vanta i meriti dell'islam e invita il suo corrispondente a riflettere sui fondamenti della "vera religione".
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Lettera sul "Fuoco filosofico"
di Giovanni Pontano
editore: La vita felice
pagine: 80
Riproponiamo il testo discusso e amato negli ambienti esoterici di Giovanni Pontano Lettera sul "Fuoco Filosofico", che Mario Mazzoni curò nel 1930 per la Casa Editrice Toscana.
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