La vita felice: Labirinti
ospita i poeti di tutto il mondo, già affermati o esordienti; opere con testo a fronte o in lingua dialettale.
L'organo della divisione
di Maddalena Bolis
editore: La vita felice
pagine: 96
In questo libro si susseguono cinque poemetti, l'uno la conseguenza dell'altro, come una catena. Sono nati mentre Maddalena Bolis varcava la soglia di una grande poetessa del Novecento: Marina Cvetaeva. Tutto il lavoro poetico, che ha generato "L'organo della divisione", è germinato dallo stupore e dalla sofferenza contratti - come una malattia (benefica ma da espiare), addentrandosi nello sterminato patrimonio poetico e biografico di questa poetessa.
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La scatola dei chiodi
di Corrado Bagnoli
editore: La vita felice
pagine: 160
II coraggio di queste nuove poesie di Corrado Bagnoli è il coraggio di fuggire da ogni acquisito luogo comune letterario e da ogni facile appiglio delle consuetudini che una prassi poetica contemporanea può dare e spesso da agli scrittori. Queste parole invece sono lanciate nella vita e desiderano solo accompagnarla, per capirla e per penetrarla meglio. Gli incontri, le persone, i luoghi sono sempre in qualche modo a rischio, come sfumanti in una nebbia. Si tratta dei vapori dell'oggi, annebbiamento dì conoscenza e di solitudine. E non basta che il "senso" baleni più chiaramente nello sguardo di qualcuno. Il dramma è pienamente assunto dal poeta e affrontato senza rete, a rischio di uno sbriciolamento della tensione lirica.
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Cybernaufragar m'è dolce
Calembours intorno al cartesiano tema se digito, non cogito
di Scardigli P. Gino
editore: La vita felice
pagine: 125
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Dediche in Brera
Poesie per Alberto. Poesie e canzoni d'amore
di Ravasi Icaro
editore: La vita felice
pagine: 80
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Poesie bambine
Con una lettera di Emanuele Trevi
di Sica Gabriella
editore: La vita felice
pagine: 64
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Poesie di Ryokan. Monaco dello zen
di Daigu Ryokan
editore: La vita felice
pagine: 154
"Come ricordo, / voglio lasciare / i fiori della primavera, / il canto del cuculo d'estate, / i colori dell'autunno." In realtà Ryòkan, uno dei massimi poeti della letteratura giapponese, ha lasciato una vasta collezione di poesie, molto diverse nella forma dai modelli tradizionali, ma profonde e semplici nel contenuto. Egli viene giustamente chiamato "il poeta dello Zen" perché chi legge le sue poesie può farsi un'idea della dottrina, della pratica e dei risultati dello Zen, i cui insegnamenti fondamentali si possono riassumere nelle seguenti parole: meditazione, libertà interiore e compassione.
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