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Libri di A. Landolfi

Tutto andrà bene. Perché il futuro ti salva la vita

di Luciana Landolfi

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

pagine: 128

Emergenza sanitaria? Non solo, non necessariamente
15,00

Del meno

di Tommaso Landolfi

editore: Adelphi

pagine: 333

«Già: come si può guadagnarsi la vita inventando elzeviri?» si chiede Landolfi in "Des mois"
15,00

A caso

di Tommaso Landolfi

editore: Adelphi

pagine: 190

Non è amabilmente consolatore, il mondo di Landolfo, né amichevole, né tantomeno compiacente
14,00
29,99

Racconti impossibili

di Tommaso Landolfi

editore: Adelphi

pagine: 195

Immaginate che un uomo dalla ferrea logica, dopo aver pianificato il delitto perfetto - quello «sognato da ogni delinquente ch
14,00

Rezzoriana. Saggi e note su Gregor von Rezzori

di Andrea Landolfi

editore: Artemide

pagine: 220

In questo volume l'autore ha raccolto i saggi, le postfazioni, le note, gli interventi dedicati, nel corso di quasi trent'anni
20,00

Des mois

di Tommaso Landolfi

editore: Adelphi

pagine: 169

Luogo deputato a radunare "le deiezioni dell'anima", il diario è il più degradato, il più "gloriosamente abietto" dei generi: ma in Landolfi, ha scritto Manganelli, subisce una radicale metamorfosi. Anziché catalogo di eventi ed emozioni quotidiane, diventa un'invenzione retorica dove passato e futuro si fondono in un "perituro istante" e il tempo risulta annullato; anziché documento privato, diventa, nella sua instabile tessitura di temi, rifiuto di sé. Mutevolmente, in "Des mois"- terzo pannello dopo "La bière du pécheur" e "Rien va" - Landolfi trascorre infatti dalla particolare coloritura delle immagini di sogno, irriproducibili dalla parola, alla segreta fraternità con una gatta (i gatti sono per lui i soli animali che conoscano la noia umana, quella legata al vuoto, al "tempo senza fondo"); dal conflitto tra la "lusinga dei miei vizi" (cioè il richiamo della vita) e la mediocrità borghese (cioè l'abiezione) allo stile, che nei grandi scrittori è distanza, capacità di considerare frasi e parole meri strumenti e non già "sacri arredi"; dal naturale stato di sottomissione agli eventi che ci impedisce di adattarci alla desiderata e aborrita libertà al rapporto con i figli, che, usciti dal "malevolo nulla", lo sfidano con la loro presenza miracolosa e accusatrice, lasciandolo lacerato tra "una tragica sollecitudine e la coscienza della metafisica inanità di qualsiasi affettuoso intervento". Centro di questo simulato e veritiero diario è del resto - sono ancora parole di Manganelli - "il sacrilegio, la violazione, la violenza per diniego, la clandestina e blasfema celebrazione di una irreparabile impurità, una fessura che ferisce il mondo da parte a parte, e ne annuncia la vocazione catastrofica".
19,00

Respira come se fossi felice. La via dell'Alf

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

pagine: 216

Un viaggio alla scoperta dell'incongruenza salvifica. Il libro-intervista che svela, per la prima volta in maniera organica e strutturata, ciò di cui i frequentatori dei corsi e delle pagine web di Luciana Landolfi, dei gruppi e del blog di Paolo Borzacchiello, sentono parlare da tempo: i codici d'accesso al linguaggio Alf. Alf è l'acronimo di Alto Luminoso Fluido e venne ideato nel 2003 come "metodo di respirazione immaginaria" da Luciana Landolfi, che mise così a frutto anni di studi sulla pragmatica della comunicazione umana. L'Alf unisce linguaggi, gesto e respiro, prendendo a riferimento le tre condizioni fisiche dell'uomo felice nonché le tre condizioni percettive dell'uomo in estasi: l'altezza, la luce, il flusso. Tre condizioni che uniscono corpo, mente e anima in un unico linguaggio respiratorio posturale e verbale. Obiettivo della filosofia Alf è mettere in sicurezza il corpo. Usando il cervello. Paolo Borzacchiello si confronta con Luciana Landolfi, chiedendole di svelare passo passo ai lettori le caratteristiche del linguaggio Alf.
16,90

La nuova ECDL Patente Europea del Computer. Syllabus 6.0. Moduli a completamento per la certificazione Full standard

editore: Edizioni Giuridiche Simone

pagine: 264

La ECDL Foundation ha modificato, alcuni anni fa, la procedura per il conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL)
14,50

Racconto d'autunno

di Landolfi Tommaso

editore: Adelphi

pagine: 132

Si sa che l'ultima guerra, e in particolare la Resistenza, hanno per lo più dato origine in Italia a storie di "uomini e no",
12,00

I russi

di Tommaso Landolfi

editore: Adelphi

pagine: 365

Nel 1928 Landolfi è studente all'Università di Firenze. Dai corsi ufficiali, però, si tiene "a rispettosa distanza": la sua unica, "beata", occupazione è parlare per notti intere di letteratura con gli amici Carlo Bo, Leone Traverso e Renato Poggioli. "Lì era la nostra università," ricorda "a quella vera non andavamo mai". E grazie a Poggioli che scopre la letteratura russa: e in questa disciplina, che a Firenze allora nessuno professava, si laureerà nel 1932 con una tesi sull'opera di Anna Achmatova. Intanto, nel 1930, sono usciti un racconto, Maria Giuseppa, e la recensione al Re Lear delle Steppe di Turgenev: il suo doppio destino - di scrittore e di slavista - è segnato. Ma slavista è forse il termine meno adatto. Incontrando la letteratura russa, Landolfi incontra in realtà una parte di sé: e l'"uomo superfluo" - in cui confluiscono senso di estraneità, stanchezza spirituale, profondo scetticismo - diventa uno specchio nel quale non cesserà di guardarsi. Per non parlare del dualismo morale, dei fantasmi, dell'innocenza russa, di Gogol' e Dostoevskij, che entrano stabilmente fra gli agenti attivi della sua immaginazione, per poi rifluire nella narrativa. Non meraviglia allora che in Russia Landolfi non sia mai andato: quel paese era per lui, e sarebbe rimasto, un'immagine, la matrice di una letteratura consegnata a un "eterno romanticismo", nonché di scrittori irriducibili agli schemi, capaci di ricreare da capo il proprio mondo.
30,00

Il tradimento

di Tommaso Landolfi

editore: Adelphi

pagine: 156

Come il diario in versi "Viola di morte" (1972), anche "Il tradimento", che ne è "grave e terribile seguito", sembra alimentato dal furore e dalla rabbia, quasi che scrivere colmasse in Landolfi - sono parole di Citati -"una tremenda voragine esistenziale, che torna a riaprirsi alla fine di ogni poesia, più angosciosa di prima. Ora i suoi versi ci rivelano l'immediato scatto dei nervi: ora tendono alla scansione nuda dell'epigramma e dell'aforisma. Non volano mai, non cantano mai, non corteggiano mai le grazie dell'immagine e della musica". E la ragione è chiara, lacerante: ugualmente allettato dal versante "selvoso" della prosa e da quello "brullo", "spoglio" della poesia, Landolfi si sente ormai, da entrambi, ugualmente respinto.
16,00

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