Libri di A. Ruchat
Il tempo delle foreste blu
di Erika Burkart
editore: Molesini editore venezia
pagine: 246
La poesia di Erika Burkart non è soltanto una "lirica della natura", nella tradizione di Annette von Droste-Hülshoff, come è s
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Lei lo sapeva? I tedeschi rispondono
di Walter Kempowski
editore: Mimesis
pagine: 241
La persecuzione e lo sterminio delle persone giudicate "indegne di vivere" nei dodici anni del Terzo Reich spingono ancora oggi a chiedersi come ciò sia potuto accadere. Per rispondere a questo interrogativo si può far ricorso a diverse strategie: all'indagine storiografica, alla raccolta di testimonianze, all'opera di finzione. Questo libro sperimenta la seconda strada, facendo parlare le persone che non sono state vittime del regime nazionalsocialista e che, in quegli anni, condussero una vita "normale". Chiedendo: "Lei lo sapeva?" Kempowski illumina le infinite sfumature che separano l'indifferenza dalla presa di coscienza, la passiva accettazione dall'atto di resistenza. Chi legge queste risposte farà fatica a non interrogarsi anche sul presente.
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Loro non come loro
di Elfriede Jelinek
editore: Effigie
pagine: 80
Due testi - un monologo e una pièce teatrale - che hanno per protagonisti (in forma di maschere, fantocci o chimere) tre figure centrali della cultura del Novecento. In lui non come lui la Jelinek segue le orme di Robert Walser sul sentiero malsicuro della scrittura poetica che scompone e scardina, fino a svelare, per frammenti, il punto in cui il linguaggio funge da ponte tra la follia e la poesia. Totenauberg invece mette in scena un allucinato incontro tra Heidegger e la sua allieva-amante Hanna Arendt. Sullo sfondo di quel Todtnauberg, già evocato da Celan e da Thomas Bernhard, dove Heidegger trascorse gli ultimi anni di vita, incuranti di una natura ormai corrotta, di un mondo che va in rovina, i due testimoni pronunciano i loro monologhi portando a collisione i rispettivi linguaggi, del restare e del partire: la patria e l'emigrante, l'ovvio e la precarietà.
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Ai margini del vuoto. Ludwing Hohl e l'evocazione delle cose
editore: Effigie
pagine: 151
Questo libro è un omaggio necessario a Ludwig Hohl che insieme a Frisch, Durrenmatt e Walser è tra i più grandi scrittori svizzeri del Novecento. Ne rendono testimonianza l'antologia di testi che viene pubblicata in questo volume e il percorso iconografico, con le fotografie e i disegni degli artisti che lo hanno incontrato. Infine le testimonianze degli scrittori che lo hanno conosciuto o letto e l'estratto della bella intervista - a tutt'oggi inedita anche in lingua tedesca - realizzata da Alexander J. Seiler in preparazione al film che gli ha dedicato: messinscena tragica di un'esistenza a tratti addirittura prigioniera di quel pensiero conteso tra l'etica protestante della mente e il surrealismo dell'anima. Ai margini di un centro statico e inanimato, l'opera di Hohl è una glossa alla morte, un tradurre costante "da un qualcosa che si spegne in qualcosa che va avanti". È la rilevazione puntuale dei movimenti che avvengono alla periferia e che determinano le rivoluzioni del centro. Sono i margini che irrompono: "Largo giace il nostro mezzogiorno intorno a noi, la città a mezzogiorno si espande pesantemente; sul margine più lontano del ciclo, dettaglio quasi impronunciabile, se ne sta una nuvoletta che si può dire irreale; solo i "sognatori" riescono a scorgerla, ma è di lì che irrompe ciò che viene dopo quest'ora larga, è di lì che irrompe il temporale che sta per abbattersi sulla città. Arriva, si avvicina, annichilisce il centro".
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Dipinti e disegni
di Friedrich Dürrenmatt
editore: Casagrande
pagine: 172
In questo volume studiosi di arte e di letteratura si alternano ai quadri di Dürrenmatt per dare al lettore una più completa v
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Corrispondenza
editore: Casagrande
pagine: 217
Il volume raccoglie le lettere che si scambiarono i due maggiori scrittori svizzeri del Novecento, amici, legati da una reciproca attrazione intellettuale, diversissimi per carattere, spesso in conflitto tra loro, fino alla definitiva rottura degli ultimi anni. L'epistolario inizia nel dopoguerra, quando il già affermato Frisch scrive al giovane Dürrenmatt complimentandosi con lui per la sua prima pièce. L'ammirazione degli inizi cede il passo prima a una fertile collaborazione, poi alle critiche e alle incomprensioni. Al di là del burrascoso rapporto tra i due scrittori, le lettere testimoniano anche del comune antifascismo, del malessere civile, delle passioni letterarie e teatrali che animarono i due scrittori.
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Il pensionato. Frammento di un romanzo poliziesco con un finale di Urs Widmer
di Friedrich Dürrenmatt
editore: Casagrande
pagine: 112
Il commissario Höchstettler si avvia al pensionamento dopo una modesta carriera nella polizia cantonale di Berna
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Cielo di sabbia
di Mohafez Sudabeh
editore: Keller
pagine: 112
Nessuno sguardo è tranquillo e in pace come può sembrare, nessun silenzio è uguale. E ci vogliono molta fortuna e molto coraggio per trovare un proprio posto nel mondo. Sembra volerci dire questo Sudabeh Mohafez, scrittrice iraniana trasferitasi in Germania a sedici anni, in questo libro delicato e duro, poetico e realista allo stesso tempo. Una manciata di storie ci trasporta in Iran, in Europa, in luoghi che come non mai ci appaiono vicini e famigliari, tra le vite di donne, bambini e figli tutti coinvolti in situazioni che sembrano senza via d'uscita e senza speranza. Ma ogni volta la vita riesce a regalare l'occasione della scelta giusta. Il coraggio di donne silenziose, la paura dei bambini di fronte a genitori assenti o addirittura prepotenti e violenti, la nostalgia degli emigrati, si perdono nella polvere della Teheran degli anni Settanta o nei rumori di una qualsiasi metropoli europea dei giorni nostri. Questo libro propone in modo molto originale un mondo sempre diviso tra due punti di vista: quello dei luoghi che lasciamo e quello dei luoghi che abitiamo. A riempire lo spazio tra i due: un mare, miraggi di montagne lontane migliaia di chilometri e storie.
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