Libri di R. Revello
A ciascuno il suo Marx. Le disavventure della dialettica
di Jean-Loup Amselle
editore: Meltemi
pagine: 120
Decano e casseur dell'antropologia, Jean-Loup Amselle si concede un libro di memorie sugli intellettuali impegnati politicamen
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Immaginazione e invenzione (1965-1966)
di Gilbert Simondon
editore: Mimesis
pagine: 236
Viene qui proposto per la prima volta in italiano il corso tenuto da Simondon alla Sorbona nel 1965-1966
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Nell'Islam iranico. Aspetti spirituali e filosofici
di Henry Corbin
editore: Mimesis
pagine: 658
Nel quarto e ultimo volume di "Nell'Islam iranico" - la summa del suo pensiero filosofico, della sua ricerca e del suo lavoro
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Psicotropici. La febbre dell'ayahuasca nella foresta amazzonica
di Jean-Loup Amselle
editore: Meltemi
pagine: 214
Come si spiega l'attuale mania nei confronti dello sciamanesimo? Cosa spinge sempre più occidentali a intraprendere un viaggio
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Gli abusi della memoria
di Tzvetan Todorov
editore: Meltemi
pagine: 82
Dalla fine del Novecento a oggi, gli europei appaiono ossessionati dal culto della memoria
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Islam africani. La preferenza sufi
di Jean-Loup Amselle
editore: Meltemi
pagine: 143
Da profondo conoscitore delle civiltà dell'Africa occidentale, e del Mali in particolare, in questo libro, Jean-Loup Amselle s
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Nell'Islam iranico
di Henry Corbin
editore: Mimesis
pagine: 393
Forse davvero - come ci ricorda Henry Corbin - è nella cerimonia del matrimonio iraniano che ancora oggi è possibile rilevare la traccia di uno dei significati più alti e vertiginosi del discorso amoroso del sufismo: il marito non guarderà direttamente la moglie mentre entra nella sala, ma ne scruterà un'immagine riflessa in uno specchio. Per dire che nell'amore vero, quello che non può non essere unico e unire le più semplici cose a Dio stesso, non c'è possesso e nemmeno una relazione tra semplici oggetti, ma un gioco vertiginoso di rispecchiamenti, di luci e di ombre, un gioco il cui mistero sacro è lo specchio stesso. L'esperienza dell'amore per un sufi deve essere visione della visione ed è quanto ci ha insegnato il grande mistico Ruzbehàn Bagli ShiIràzi a cui Corbin dedica la prima parte di questo terzo volume de "Nell'Islam iranico" e che è un esempio di ricerca spirituale assoluta. La seconda parte del volume esplora un problema di non facile soluzione seppur importantissimo: i complessi rapporti tra shi'ismo e sufismo. Per il mondo shi'ita la figura chiave è certamente quella di Haydar ÀmolT, che diffonde la teosofia di Ibn 'Arabi correggendola nel quadro della dottrina imamologica. Come sottolinea Corbin, è la fonte e la garanzia di una vera esperienza spirituale in grado di poter ravvivare la lettera rivelata, anche per un sufismo che spesso "non osa dire il proprio nome", cioè la sua vicinanza o implicita adesione ai principi dello shi'ismo.
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Nell'Islam iranico
di Henry Corbin
editore: Mimesis
pagine: 450
Autore di riferimento, nodo imprescindibile nella ricerca di un filone spirituale ininterrotto che va dall'Iran mazdeo all'Iran shiita, per Corbin Sohrawardi è stato il pensatore più congeniale, un vero alterego. Le opere dello shaykh al-Ishraq sono infatti iniziazione a un percorso filosofico e spirituale, l'incontro immaginale ed ermeneutico con un Plato redivivus, "un Platone percepito nella luce del futuro". La hikmat al-Ishraq, "sapienza orientale" e "filosofia illuminativa" si fa barzakh, "essere tra", confluenza nella gnosi islamica di tradizioni e testimonianze mazdee, caldaiche ed ermetiste. Il tesoro degli Ishraqiyun si consegna come lascito da riattivare attraverso un incontro personale, nei modi rappresentati simbolicamente dai "Racconti mistici" di Sohrawardi e così straordinariamente interpretati da Corbin in quest'opera.
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Lettere d'amore. Ediz. italiana e francese
di H. S. Cyrano de Bergerac
editore: Pgreco
pagine: 124
Lo spirito indomito e corsaro di Cyrano de Bergerac ha conosciuto più di una incarnazione: ora nelle vesti di martire del libe
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La gnosi di Princeton. Introduzione di Claudio Bonvecchio
di Raymond Ruyer
editore: Mimesis
pagine: 306
"La Gnosi di Princeton" è il manifesto che ha fatto scoprire al grande pubblico l'affermarsi di una nuova e rivoluzionaria tendenza della scienza contemporanea, di un sapere certamente rigoroso, ma conciliato con l'anima e in rotta con le anguste tradizioni del positivismo, del materialismo e di ogni tipo di scientismo. L'autore, Raymond Ruyer, nel suo testo più conosciuto e discusso, confessa l'esistenza di una comunità di fisici, astronomi, biologi, uomini di religione ora in dialogo tra loro; una comunità nata a partire dagli anni Sessanta negli Stati Uniti, discreta e misteriosa quasi quanto quella dei Rosa Croce, loro predecessori. Recuperando le tradizioni della Gnosi e dei grandi mistici di Oriente e di Occidente, questa élite di scienziati oltrepassa i ristretti limiti delle rispettive discipline, in direzione di una visione di insieme organica che faccia fronte al dissolversi delle certezze meccanicistiche e dualistiche di un modello di scienza definitivamente in crisi, all'insegna di una rivoluzione dello spirito, e di una ritornata conciliazione tra l'uomo, la natura e l'intero cosmo. Introduzione di Claudio Bonvecchio.
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Il paradosso del monoteismo
di Henry Corbin
editore: Mimesis
pagine: 220
Ebraismo, Cristianesimo e Islam - le comunità del Libro (Ahi al-Kitab) rappresentano i tre rami di un'unica e grande tradizione abramitica. Condividono la fede nella rivelazione di un Dio unico, trascendente e, nella sua essenza, inconoscibile attraverso le vie della percezione e della ragione. E tuttavia Corbin ci mostra come questo monoteismo sia fin dall'inizio e per sempre minacciato da una doppia trappola: quella di una rinascita idolatrica che fa di Dio un ente tra gli enti, confondendolo nella storia e nella società, e quella di una trascendenza portata all'estremo che, senza mediazioni teofaniche, si tramuta in disperante nichilismo. A queste tendenze Corbin oppone le lezioni della gnosi islamica, ebraica e cristiana, la loro ontologia integrale, e angelologia, il loro mundus imaginalis mediatore e risolutore di ogni falsa opposizione. Con "Il paradosso del monoteismo" Corbin, oltre che proporre un cammino, ha lanciato una sfida: certamente per chi sa ed è in grado di coglierla. Ha voluto spalancare dinnanzi a una umanità stanca, sfiduciata e depressa l'abisso dell'Essere-Uno, invitando i migliori non a sostarvi dinnanzi cercando di capirne - razionalmente, astrattamente e vanamente - la profondità e il significato, ma a lasciarvisi coraggiosamente. Questo è il senso - l'experimentum crucis - di queste meditazioni che, a buon diritto (e per tale motivo), si possono chiamare "abissali". Introduzione di Claudio Bonvecchio.
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