Antropologia
Antropologia del nazionalismo. Stati Uniti, Unione Europea, Russia
di Pietro Scarduelli
editore: Mimesis
pagine: 97
Questo libro analizza in una prospettiva antropologica l'identità e il senso di appartenenza degli abitanti di tre grandi pote
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Che fine ha fatto il futuro? Dai non luoghi al nontempo
di Marc Augè
editore: Eleuthera
pagine: 110
Per secoli il tempo è stato portatore di speranza
Esaurito
L'antropologia di fronte ai problemi del mondo moderno
di Claude Lévi-Strauss
editore: Bompiani
pagine: 192
Nella primavera del 1986 Claude Lévi-Strauss tenne a Tokyo le tre conferenze riunite in questo volume
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I richiami della terra. La mentalità contadina e gli anni dell'abbandono
di Giuseppe Lisi
editore: Libreria editrice fiorentina
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Etnografia e ricerca qualitativa
editore: Il mulino
pagine: 170
"Etnografia e ricerca qualitativa" è la prima rivista italiana dedicata all'approccio etnografico nella ricerca sociale
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Un etnologo nel metrò
di Marc Augè
editore: Eleuthera
pagine: 104
Anziché occuparsi di quelli che sono i tradizionali oggetti dell'etnologia, Auge questa volta svolge La sua ricerca sul campo
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L'umanità in gioco
editore: Utet
pagine: 144
«La civiltà umana», spiega Johan Huizinga nel celebre Homo ludens, «sorge e si sviluppa nel gioco.» Ogni giorno partecipiamo a un gioco: quando ci muoviamo in società, quando facciamo sport, quando leggiamo un libro; momenti ludici in cui cambiamo identità, recitiamo una parte o riproduciamo situazioni simboliche. Un'attività complessa ma naturale che permea, spesso in modo inconsapevole, le nostre vite. In questo volume otto studiosi ci mostrano come il gioco sia un momento di crescita, capace di strutturare relazioni, creare luoghi di incontro e di sperimentazione educativa, definire legami sociali, affettività e appartenenze. Dai giochi dell'infanzia studiati da Anna Oliverio Ferraris alle partite di calcio di Christian Bromberger, il gioco infatti non ha solo valenza ludica, ma sa creare comunità, come per esempio nelle kondey, le compagnie africane studiate da Marco Aime; costruire legami, facilitando l'accoglienza e l'integrazione dell'Altro, come rivela Davide Zoletto; oppure far convergere e attraversare le culture, come dimostrano gli studi di Adriano Favole in Oceania. Il gioco può dar vita a opere meravigliose: dalla fantasiosa creatività alle origini del linguaggio esplorata da Alberto Nocentini ai "giochi vertiginosi" di Vladimir Nabokov a cui ci introduce Alessandro Piperno. Completano il quadro, a render conto di questa sfaccettata molteplicità, le "istruzioni per l'uso" di Pier Aldo Rovatti. Otto saggi, otto diversi sguardi su regole ed eccezioni, caso e logica, abilità e azzardo, fortuna e strategia: perché nel gioco è possibile scorgere, come in un microscopio, figure e promesse di ogni possibile umanità.
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Una morale per la vita di tutti i giorni
editore: Eleuthera
pagine: 118
Che regole ci si dà quando si vive in uno stesso luogo? Osservando la vita quotidiana in Sicilia come in Nuova Guinea, nei villaggi tribali come tra chi usa il telefonino, ci si accorge che esistono forme di accordo non scritte su cui si costituisce una reciprocità. Una forma di morale, elastica, che sfuma in un'arte del vivere. Se questa morale manca, o si perde, come accade nelle società in crisi, allora l'idea di legge, di etica, di diritti umani, rimane senza presa. Le società sanno produrre le proprie regole di convivenza e sono capaci di cambiarle e adeguarle alle trasformazioni che le investono. Una conoscenza antropologica e una visione non umiliante della vita quotidiana - una visione che non crede all'individuo isolato e nemmeno al potere supremo delle istituzioni - ci apre un affresco colorato e vivo di come la gente se la cava nel convivere e nel costruire i propri giorni insieme.
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Il primo giorno del mondo
di Gabriele Mino
editore: Adelphi
pagine: 429
Da un bassorilievo del II secolo che rappresenta il primo giorno del mondo, con il dio orfico Phanes al centro contornato dall
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Storia e cultura dell'India
di Radhakamal Mukerjee
editore: Ghibli
pagine: 556
L'India. Un continente nel continente, circondato su tre lati dal mare e dall'Himalaya sul quarto. Nonostante questo apparente isolamento geografico, nel corso della storia l'India è stata il punto di incontro e di circolazione di culture, filosofie, religioni e popoli provenienti da tutto il mondo. Alcuni fra i più grandi intellettuali, poeti e scrittori si sono interrogati sui grandi temi e sul ruolo dell'India all'interno del quadro mondiale. Attraverso spiegazioni, illustrazioni e curiosità, questo volume offre i materiali per capire davvero l'autentico valore storico e culturale di un paese così ricco di tradizione.
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Mistici e maghi del Tibet
di Alexandra David-Néel
editore: Ghibli
pagine: 242
Nel corso dei suoi innumerevoli viaggi in Tibet per studiare le commistioni tra buddismo e sciamanesimo, l'esploratrice francese Alexandra David-Neel fu spettatrice di eventi straordinari dalla natura "miracolosa". Dalla telepatia alla compresenza dello stesso individuo in due luoghi nello stesso momento, furono molti i fenomeni che, agli occhi di uno studioso, non erano giustificabili attraverso criteri scientifici. In questo volume David-Neel - da profonda conoscitrice delle realtà e dei dialetti tibetani qual è - con spirito indipendente e libero da ogni preconcetto ci offre uno spaccato dell'affascinante mondo del misticismo e della filosofia tibetana.
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Elogio dell'Occidente
di Franco La Cecla
editore: Eleuthera
pagine: 176
Molti ritengono, dentro e fuori i suoi confini, che l'Occidente sia la fonte di tutti i mali, e l'accusa appare fondata se si considera il devastante impatto planetario di invenzioni tutte occidentali come il capitalismo, il colonialismo o il neoliberismo (per citarne solo alcune). Ma allora come spiegare questo «desiderio di Occidente» che alimenta imponenti flussi migratori? Opportunità economiche a parte, qui c'è anche la volontà di accedere a una specifica geografia culturale e umana che si è costituita nei secoli come una «eccezione». Eccezione imperfetta, certo, eppure capace di garantire, attraverso rotture rivoluzionarie intrinseche al paradigma occidentale, conquiste come il riconoscimento dell'individuo, la separazione tra religione e politica, il diritto al dissenso individuale e collettivo, l'idea che si possa e si debba lottare contro un potere iniquo... Anche questo è Occidente, e oggi il suo stato di eccezione viene paradossalmente colto più da uno sguardo esterno che da uno interno. E invece è proprio per mantenere e ampliare questa costellazione imperfetta che dobbiamo batterci. A meno che non si voglia far prevalere un senso masochistico della propria collocazione nel mondo e un esotismo oggi del tutto fuori luogo.
Esaurito


