fbevnts Antropologia - tutti i libri per gli amanti del genere Antropologia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 92
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Antropologia

Il crudo e il cotto

di Claude Lévi-Strauss

editore: Il saggiatore

pagine: 479

La tensione tra natura e cultura è uno dei temi che principalmente innervano la ricerca di Claude Lévi-Strauss, insieme alla consapevolezza che il mito come la musica, simbolica dedicataria di quest'opera - supera l'antinomia fra tempo storico e struttura permanente: attraverso di esso l'uomo accede a una specie di immortalità. Poiché il passaggio dallo stadio naturale a quello culturale è sovente elaborato dalle società attraverso la creazione collettiva di un mito, la scienza dei miti può illuminare le strutture profonde, universali e atemporali che soggiacciono al pensiero umano. Per Lévi-Strauss le opposte categorie di crudo e cotto, fresco e putrido, bagnato e bruciato al pari dei segni linguistici - costituiscono sistemi simbolici rivelatori, grazie ai quali si possono restituire sul piano dell'intelligibile, e non soltanto del sensibile, le funzioni necessarie al commercio della verità. A partire dallo studio di un mito indigeno del Brasile e dall'esame delle sue relazioni di parentela con le varianti tramandate nell'intero continente americano, nonché con racconti, leggende, tradizioni semistoriche, cerimonie e riti, Lévi-Strauss individua nella cottura del cibo un elemento fondante dell'ordine culturale, il mediatore del passaggio di una società dallo stadio naturale a quello delle regole sociali.
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25,00

L'uomo primitivo

di Franz Boas

editore: Ghibli

pagine: 246

Quando nel maggio del 1933 l'Associazione Studentesca Tedesca bruciò i libri di autori ebrei nella piazza dell'Opera di Berlino, le pagine de "L'uomo primitivo" furono parte del "combustibile" che alimentò il grande rogo. Nelle fiamme rischiava di perdersi un trattato oggi considerato un classico dell'antropologia moderna. In questo libro Boas sostiene la tesi, ampiamente documentata, secondo cui razza, linguaggio e cultura sono delle variabili indipendenti, ricorrendo a un'analisi comparativa molto accurata che include dai Vedda di Ceylon alle tribù della California, e contrapponendosi così, con le armi della ricerca e dell'interpretazione dei dati, ai sostenitori delle teorie della razza.
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18,00

Etnografia e ricerca qualitativa (2016). Vol. 1

editore: Il mulino

pagine: 177

Etnografia e ricerca qualitativa è la prima rivista italiana dedicata all'approccio etnografico nella ricerca sociale
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23,00

Prendere tempo. Un'utopia dell'educazione. Conversazione con Filippo La Porta

editore: Castelvecchi

pagine: 44

L'arte di calcolare il tempo, di prendersi il proprio tempo, al giorno d'oggi è un'arte sempre più ardua da praticare, a causa
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5,00

Archetipi. Aure. Verità segrete. Dioniso errante. Tutto ciò che conosciamo ignorandolo

di Elémire Zolla

editore: Marsilio

pagine: 622

Negli anni ottanta del Novecento e nel decennio successivo Elémire Zolla esponeva in queste edizioni la sintesi di uno "sguard
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24,00

Il retaggio della Mesopotamia

di Stephanie Dalley

editore: Adelphi

pagine: 345

Grazie alla scoperta delle rovine di Ninive e Ur, nel XIX secolo, e alla nascita dell'assiriologia, la nostra capacità di comprendere la civiltà mesopotamica è radicalmente mutata: se le fonti greche ed ebraiche si limitavano a tramandare una costellazione di personaggi leggendari quali Semiramide, Sardanapalo, Nino e Nabucodonosor descritti come tiranni feroci, conquistatori spietati e inclini all'eccesso , appare ora evidente che la cultura mesopotamica è stata davvero, nelle parole di Stephanie Dalley, la culla "della nostra civiltà urbana fondata sulla scrittura". Intervenendo in un dibattito ancora aperto, la Dalley analizza scrupolosamente gli innumerevoli lasciti architettonici, linguistici, religiosi e culturali assiro-babilonesi, e ci rivela il fondamentale impatto della civiltà mesopotamica sul mondo antico (mediterraneo e orientale) sino alla diffusione dell'Islam. Basti pensare alle analogie tra testi mesopotamici e brani biblici, spiegabili, secondo la Dalley, sulla scorta delle scuole scribali: "Quando gli ebrei crearono quel prodotto unico e irripetibile della loro cultura che è la Bibbia, nonché le loro caratteristiche istituzioni, essi si basarono sulle venerande tradizioni esportate dai loro vicini d'Oriente, più antichi, più ricchi e più potenti". Con un saggio di David Pingree.
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32,00

Il pane selvaggio

di Piero Camporesi

editore: Il saggiatore

pagine: 222

Nell'Europa fra Quattro e Settecento, larga parte della società era non solo schiacciata dal peso degli status piramidali, imm
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22,00

Margaret Mead. Una donna che guarda il mondo

di Silvia Lelli

editore: Edizioni Clichy

pagine: 128

Margaret Mead (1901-1978) ha rivoluzionato gli studi antropologici e sociologici americani, mettendo al centro di ogni sua analisi l'individuo e le sue peculiarità, considerando le differenze di ognuno e il loro relazionarsi con le altre differenze la maggiore ricchezza dell'umanità. Questo breve ma denso saggio della collana Sorbonne si propone di diffondere anche in Italia, dove la Mead è nota soltanto agli studiosi, la centralità del suo pensiero.
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7,90

Il vello d'oro

di Graves Robert

editore: Longanesi

pagine: 536

Per riavere il trono che gli è stato usurpato, Giasone raccoglie una sfida a tutta prima impossibile: raggiungere la Colchide
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22,00

Il velo. Significati di un copricapo femminile

di Giulia Galeotti

editore: EDB

pagine: 232

Il velo che cinge il capo delle donne, siano esse suore o cattoliche a messa, ebree o musulmane, è divenuto l'emblema di una s
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16,50

Mircea Eliade

di Alessandro Mariotti

editore: Castelvecchi

pagine: 185

Maestro di spiritualità per la beat generation, osannato da Evola e pubblicato da Pavese
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22,00

Contro il razzismo. Quattro ragionamenti

editore: Einaudi

pagine: 157

In Europa avanzano movimenti xenofobi e in Italia si denunciano sempre piú spesso episodi di razzismo. Quattro studiosi con competenze diverse provano qui a vagliare i concetti di identità e differenza, a comprendere i diritti dello straniero in Italia, a misurare quanto profonde siano le nostre convinzioni sulle differenze biologiche e culturali e come se ne debba parlare. Guido Barbujani sceglie la prospettiva della genetica per decostruire le presunte basi scientifiche del razzismo; Marco Aime usa un approccio antropologico per comprendere alcune nuove declinazioni, di carattere culturale, assunte da certi razzismi. Federico Faloppa compie un'analisi linguistica, utile a capire gli elementi discriminatori che mettiamo in atto, spesso inconsciamente, usando le parole in un certo modo; infine Clelia Bartoli usa lo sguardo socio-giuridico per comprendere come le insidie del razzismo si celino anche nelle istituzioni "democratiche".
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17,00

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