Antropologia
Equilibri artici. L'umanesimo ecologico di Jean Malaurie
di Bogliolo Bruna Giulia
editore: Cisu
pagine: 304
Equilibri artici
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Il crudo e il cotto
di Claude Lévi-Strauss
editore: Il saggiatore
pagine: 479
La tensione tra natura e cultura è uno dei temi che principalmente innervano la ricerca di Claude Lévi-Strauss, insieme alla consapevolezza che il mito come la musica, simbolica dedicataria di quest'opera - supera l'antinomia fra tempo storico e struttura permanente: attraverso di esso l'uomo accede a una specie di immortalità. Poiché il passaggio dallo stadio naturale a quello culturale è sovente elaborato dalle società attraverso la creazione collettiva di un mito, la scienza dei miti può illuminare le strutture profonde, universali e atemporali che soggiacciono al pensiero umano. Per Lévi-Strauss le opposte categorie di crudo e cotto, fresco e putrido, bagnato e bruciato al pari dei segni linguistici - costituiscono sistemi simbolici rivelatori, grazie ai quali si possono restituire sul piano dell'intelligibile, e non soltanto del sensibile, le funzioni necessarie al commercio della verità. A partire dallo studio di un mito indigeno del Brasile e dall'esame delle sue relazioni di parentela con le varianti tramandate nell'intero continente americano, nonché con racconti, leggende, tradizioni semistoriche, cerimonie e riti, Lévi-Strauss individua nella cottura del cibo un elemento fondante dell'ordine culturale, il mediatore del passaggio di una società dallo stadio naturale a quello delle regole sociali.
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Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio. Breve discorso sul mito
di Riccardo Ferrazzi
editore: Fusta
pagine: 144
Un volume agile, fresco e adatto a ogni tipo di lettore: "Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio" è una divertente chiacchierata sul mito e sui miti che hanno dato forma alla nostra società e alla nostra fantasia. Alla scoperta delle origini, Il mito dell'Isola Felice, I miti del futuro: queste le tre sezioni in cui si articola. La Bibbia, la Grecia antica e il Medioevo cristiano sono dunque solo le prime tappe di un viaggio sorprendente, che ci spingerà fin sulle rotte oceaniche dei mercanti di fine Quattrocento. Circumnavigheremo la Terra insieme a Colombo, combatteremo contro i mulini a vento insieme a don Chisciotte, cavalcheremo a fianco di Napoleone: faremo un tuffo nell'ignoto, cercando di capire da dove veniamo e chi diventeremo. Pensato per un lettore di tutte le età, questo testo porta in luce numerosi percorsi sotterranei, esplora immagini e miti poco conosciuti... e lo fa con la scorrevolezza di una felice narrazione, con leggerezza e tanta ironia.
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Etnografia e ricerca qualitativa (2016). Vol. 1
editore: Il mulino
pagine: 177
Etnografia e ricerca qualitativa è la prima rivista italiana dedicata all'approccio etnografico nella ricerca sociale
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Prendere tempo. Un'utopia dell'educazione. Conversazione con Filippo La Porta
editore: Castelvecchi
pagine: 44
L'arte di calcolare il tempo, di prendersi il proprio tempo, al giorno d'oggi è un'arte sempre più ardua da praticare, a causa
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Archetipi. Aure. Verità segrete. Dioniso errante. Tutto ciò che conosciamo ignorandolo
di Elémire Zolla
editore: Marsilio
pagine: 622
Negli anni ottanta del Novecento e nel decennio successivo Elémire Zolla esponeva in queste edizioni la sintesi di uno "sguard
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Il retaggio della Mesopotamia
di Stephanie Dalley
editore: Adelphi
pagine: 345
Grazie alla scoperta delle rovine di Ninive e Ur, nel XIX secolo, e alla nascita dell'assiriologia, la nostra capacità di comprendere la civiltà mesopotamica è radicalmente mutata: se le fonti greche ed ebraiche si limitavano a tramandare una costellazione di personaggi leggendari quali Semiramide, Sardanapalo, Nino e Nabucodonosor descritti come tiranni feroci, conquistatori spietati e inclini all'eccesso , appare ora evidente che la cultura mesopotamica è stata davvero, nelle parole di Stephanie Dalley, la culla "della nostra civiltà urbana fondata sulla scrittura". Intervenendo in un dibattito ancora aperto, la Dalley analizza scrupolosamente gli innumerevoli lasciti architettonici, linguistici, religiosi e culturali assiro-babilonesi, e ci rivela il fondamentale impatto della civiltà mesopotamica sul mondo antico (mediterraneo e orientale) sino alla diffusione dell'Islam. Basti pensare alle analogie tra testi mesopotamici e brani biblici, spiegabili, secondo la Dalley, sulla scorta delle scuole scribali: "Quando gli ebrei crearono quel prodotto unico e irripetibile della loro cultura che è la Bibbia, nonché le loro caratteristiche istituzioni, essi si basarono sulle venerande tradizioni esportate dai loro vicini d'Oriente, più antichi, più ricchi e più potenti". Con un saggio di David Pingree.
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Margaret Mead. Una donna che guarda il mondo
di Silvia Lelli
editore: Edizioni Clichy
pagine: 128
Margaret Mead (1901-1978) ha rivoluzionato gli studi antropologici e sociologici americani, mettendo al centro di ogni sua analisi l'individuo e le sue peculiarità, considerando le differenze di ognuno e il loro relazionarsi con le altre differenze la maggiore ricchezza dell'umanità. Questo breve ma denso saggio della collana Sorbonne si propone di diffondere anche in Italia, dove la Mead è nota soltanto agli studiosi, la centralità del suo pensiero.
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Il vello d'oro
di Graves Robert
editore: Longanesi
pagine: 536
Per riavere il trono che gli è stato usurpato, Giasone raccoglie una sfida a tutta prima impossibile: raggiungere la Colchide
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Il velo. Significati di un copricapo femminile
di Giulia Galeotti
editore: EDB
pagine: 232
Il velo che cinge il capo delle donne, siano esse suore o cattoliche a messa, ebree o musulmane, è divenuto l'emblema di una s
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Mircea Eliade
di Alessandro Mariotti
editore: Castelvecchi
pagine: 185
Maestro di spiritualità per la beat generation, osannato da Evola e pubblicato da Pavese
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Antropologia dei clown. Percorsi rizomatici tra liminalità e anti-struttura
di Enrico Nivolo
editore: Mimesis
pagine: 246
"Antropologia dei clown" è un testo che esplora i territori all'interno dei quali è possibile incontrare i re della risata: tali territori vengono raggiunti attraverso un approfondito percorso espositivo che incomincia dall'analisi del processo antropo-poietico egemone nella società contemporanea occidentale. Stando alle analisi di Francesco Remotti, l'antropo-poiesi processo di costruzione degli esseri umani - può essere messa in atto in molteplici modi e varia a seconda dello spazio che viene lasciato al dubbio durante questo lungo cammino. Se, da un lato, il capitalismo ha pochi dubbi su come l'essere umano debba essere forgiato, al suo interno sono presenti forme di antropo-poiesi alternative che concedono poco terreno alle certezze. Tra esse la clown-poiesi - prassi necessaria a divenire clown - è totalmente incentrata sul fallimento: il clown è colui che fa fiasco, colui che fallisce ciò che prova a fare nella convinzione di saperlo fare meglio di tutti. Il clown, inoltre, grazie alla sua posizione liminale, è in grado di trascinare l'audience all'interno del mondo soggiuntivo da lui creato, concedendogli la possibilità di riflettere sull'intera società. Il fallimento del clown sul palco, infine, permette al performer che lo interpreta di tracciare linee di fuga ("ligne de fuite") nella propria vita e, pertanto, la clown-poiesi può essere definita come un processo deterritorializzante. Introduzione di Francesco Remotti.
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