Arte
Museum. Trattato di museografia
di Sandro Ranellucci
editore: Gangemi Editore
pagine: 384
Fino al secolo scorso, gli scritti inerenti il museo tendevano più che altro a forme di cultura manualistica
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Domon Ken. Il maestro del realismo giapponese
editore: Skira
pagine: 184
Domon Ken (1909-1990), maestro indiscusso della fotografia realista giapponese del dopoguerra e ancora oggi punto di riferimen
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Scuola romana e Novecento italiano. La Collezione Claudio e Elena Cerasi
di Maurizio Fagiolo Dell'Arco
editore: Skira
pagine: 240
Una collezione straordinaria quella raccolta da Claudio e Elena Cerasi a partire dai primi anni ottanta. Cresciuta intorno a un nucleo iniziale di capolavori della Scuola romana, dai Piccoli saltimbanchi di Antonio Donghi al Ballo sul fiume di Giuseppe Capogrossi, dalla Comparsa di Mario Mafai alle sculture di Antonietta Raphaël, si è ampliata nel tempo verso tutta l'arte italiana della prima metà del Novecento, accogliendo opere rare e importanti di Duilio Cambellotti, Giacomo Balla, Mario Sironi, Felice Casorati, Massimo Campigli, Gino Severini, Giorgio de Chirico e tanti altri. Il volume, che della collezione costituisce il catalogo, aggiornato in questa terza edizione al 2016, ricostruisce e documenta le vicende di ogni opera sul piano strettamente creativo, e anche la storia espositiva e collezionistica, con brani di critica, testimonianze e un ampio corredo iconografico.
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Caravaggio. Opere a Roma. Tecnica e stile. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
Caravaggio è stato ed è considerato un pittore rivoluzionario per il suo linguaggio artistico che in tempi diversi ha suscitato interesse, coinvolgimento, vera passione in committenti, collezionisti, letterati o più semplici fruitori e amanti dell'arte. Questi due volumi intendono fare luce sui suoi modi pittorici, indagati attraverso le ricerche tecniche che hanno riguardato le ventidue opere certamente autografe conservate a Roma. Il primo volume costituisce un repertorio aggiornato di alcuni temi cruciali approfonditi in una serie di saggi a opera dei più autorevoli studiosi del settore, che, utilizzando i risultati della ricerca condotta direttamente sui testi pittorici, affrontano il percorso artistico, le complesse interpretazioni della critica, lo stato di conservazione, le più aggiornate tecniche di indagine. Ne scaturiscono una inedita immagine del pittore, fra tradizione e innovazione del linguaggio, e una possibile risposta agli interrogativi intorno al suo successo che attraversa i secoli e le più diverse correnti dell'arte e del pensiero critico.
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Caravaggio. Opere a Roma. Tecnica e stile. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 720
Caravaggio è stato ed è considerato un pittore rivoluzionario per il suo linguaggio artistico che in tempi diversi ha suscitato interesse, coinvolgimento, vera passione in committenti, collezionisti, letterati o più semplici fruitori e amanti dell'arte. Questi due volumi intendono fare luce sui suoi modi pittorici, indagati attraverso le ricerche tecniche che hanno riguardato le ventidue opere certamente autografe conservate a Roma. Il secondo volume, dedicato alle schede di questi ventidue dipinti, affronta, in un ideale percorso a ritroso, il processo materiale e quindi mentale che ha condotto l'artista alla creazione di alcuni dei massimi capolavori della storia dell'arte. Attraverso le ricerche tecniche si snoda un affascinante viaggio che dalla superficie conduce fino agli strati nascosti dei dipinti, mediante le indagini all'infrarosso e le radiografie, le riprese ravvicinate e le indagini sulla materia. Ricercatori del campo storico artistico, technical art historians, scienziati della conservazione e restauratori intrecciano le loro voci in un racconto multidisciplinare che riserva molte novità, offrendoci un panorama della complessità e della unicità del fare pittorico di questo straordinario artista.
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Arte romana
di Massimiliano Papini
editore: Mondadori education
pagine: 576
"Foggeranno altri con maggiore eleganza spiranti bronzi, credo di certo, e trarranno dal marmo vivi volti, patrocineranno meglio le cause e seguiranno con il compasso i percorsi del cielo e prediranno il corso degli astri: tu, ricorda, o romano, di dominare le genti; queste saranno le tue arti, stabilire norme alla pace, risparmiare i sottomessi e debellare i superbi". Queste le parole profetiche di Anchise al figlio Enea al termine della discesa agli inferi nel VI libro dell'Eneide. Quelle che chiamiamo oggi "opere d'arte" non furono dunque sentite come una consuetudine ancestrale dai Romani, tanto da fare dubitare che un'arte "romana" sia mai esistita. Eppure, le loro produzioni figurative sono state grandiose e immense, nei tempi e nei territori dell'Impero, e il manuale, concepito da Massimiliano Papini e scritto insieme a diversi esperti di archeologia romana, intende offrirne una sintesi, con attenzione a committenti, artefici e destinatari nelle differenti situazioni storiche, culturali e sociali. Dopo una panoramica sulle principali componenti degli spazi pubblici e privati dell'Urbe, i capitoli si articolano prima per periodi (dal X secolo a.C. al VI-VII secolo d.C.) e poi per approfondimenti su soggetti, materiali e contesti d'uso: rappresentazioni storiche, ritrattistica, ornamenti greci, copie e rielaborazioni di opere originali greche, arti "decorative" e "suntuarie", ceramica, vetro, pittura, mosaico e manufatti legati all'ambito funerario.
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Splendida minima. Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee. Dalla Tribuna di Francesco I al tesoro granducale. Catalogo della mostra
editore: Sillabe
pagine: 455
"Il collezionismo e la committenza fiorentini, celebri in tutto il mondo per i colossi di David, Ercole e Nettuno, Achille, Polissena, Ecuba, e per i tanti giganti in marmo che popolano piazza della Signoria e la Loggia dei Lanzi, si sono anche dedicati a soddisfare interessi di opposto calibro e tuttavia altrettanto importanti per la storia dell'arte, sebbene assai meno noti. Già Lorenzo il Magnifico aveva riunito un'ampia selezione di gemme e cammei antichi; nel secolo successivo Francesco I de'Medici raccolse nel suo Studiolo e poi nella Tribuna degli Uffizi opere di misura ridotta o addirittura minuscola, eseguite nei materiali più diversi; e sappiamo che nel Seicento Maria Maddalena d'Austria si dilettò in particolar modo di lavori in avorio, incisi fin nei minimi particolari. Come avveniva in molte altre corti europee del Cinque e Seicento, anche a Firenze gli inventari medicei descrivono noccioli di ciliegia e di olive, intagliate con teste di imperatori o con altre figure: oggetti che si potevano tenere tra il pollice e l'indice e che era possibile apprezzare solo con l'aiuto di una lente d'ingrandimento." (Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi)
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Economia politica dell'arte
di Ruskin John
editore: Castelvecchi
pagine: 125
Nel 1857 John Ruskin, stimato storico dell'arte e studioso di estetica, tiene due conferenze nell'ambito della Art Treasures E
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Lelli e Masotti. Musiche. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 144
Lelli e Masotti, sigla creata in occasione della collaborazione con il Teatro alla Scala a partire dal 1979, riunisce due foto
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L'arte sotto le dittature
di Mario De Micheli
editore: Feltrinelli
pagine: 258
Mario De Micheli si occupa, in questo saggio, di quegli artisti che si sono trovati ad agire in contesti di oppressione e repressione delle libertà di espressione artistica, che hanno riflettuto sulle implicazioni sociali del loro ruolo e sulle finalità "politiche" dell'arte. In primo piano figure quali Picasso, i muralisti messicani, o gli artisti italiani vicini alle idee di "Corrente", ossia quanti hanno cercato soluzioni formali ed espressive in grado di trasmettere i valori civili oltre che estetici. A tenere il filo del discorso, nella molteplicità degli artisti trattati e nella ricchezza documentaria dell'opera, è il nesso fra arte e libertà, fra espressione creativa e realtà sociale e politica.
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Lettere
di Pablo Picasso
editore: Abscondita
pagine: 94
Picasso non si chiamava semplicemente Pablo. Quando era nato, nel 1881, era stato battezzato, secondo le usanze ridondanti della Spagna dell'epoca, con nove nomi, una carovana di appellativi che rappresenta quasi un presagio, perché non c'è stato un solo Picasso: ce ne sono stati una decina. Nella prima metà del Novecento l'artista spagnolo è stato realista, simbolista, espressionista, primitivista, è stato (con Braque) il padre del cubismo, ha ripensato il classicismo, ha interpretato il surrealismo. Questo atteggiamento proteiforme si ritrova anche nelle sue lettere, di cui il presente volume propone un'emblematica antologia. Sembra quasi che Picasso si comporti coi suoi amori sentimentali come coi suoi amori intellettuali e che, ad esempio, quel suo fuggire a Céret con Eva senza chiarirsi con Fernande, o quelle sue profferte a Marie-Thérèse mentre è in vacanza con Dora Maar, nascano dalla stessa spregiudicata libertà che lo porta a dipingere alla Ingres e alla cubista in uno stesso periodo, in uno stesso momento, in uno stesso quadro. Picasso, però, è un maestro di pittura, non di vita. E la pittura, che preferisce chiamare col nome più dimesso ma più concreto di "lavoro", non solo è la sua più grande passione, ma è anche l'unica cui sa rimanere sempre fedele. In questo senso le sue lettere ci offrono una cronaca non dei suoi amori, ma del suo amore: per l'arte.
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Lavoro come un giardiniere e altri scritti
di Miró Joan
editore: Abscondita
pagine: 138
Dell'irripetibile e composito universo artistico di Mirò (1893-1983), la testimonianza scritta è una straordinaria via di acce
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