Arte
Lettere
di Pablo Picasso
editore: Abscondita
pagine: 94
Picasso non si chiamava semplicemente Pablo. Quando era nato, nel 1881, era stato battezzato, secondo le usanze ridondanti della Spagna dell'epoca, con nove nomi, una carovana di appellativi che rappresenta quasi un presagio, perché non c'è stato un solo Picasso: ce ne sono stati una decina. Nella prima metà del Novecento l'artista spagnolo è stato realista, simbolista, espressionista, primitivista, è stato (con Braque) il padre del cubismo, ha ripensato il classicismo, ha interpretato il surrealismo. Questo atteggiamento proteiforme si ritrova anche nelle sue lettere, di cui il presente volume propone un'emblematica antologia. Sembra quasi che Picasso si comporti coi suoi amori sentimentali come coi suoi amori intellettuali e che, ad esempio, quel suo fuggire a Céret con Eva senza chiarirsi con Fernande, o quelle sue profferte a Marie-Thérèse mentre è in vacanza con Dora Maar, nascano dalla stessa spregiudicata libertà che lo porta a dipingere alla Ingres e alla cubista in uno stesso periodo, in uno stesso momento, in uno stesso quadro. Picasso, però, è un maestro di pittura, non di vita. E la pittura, che preferisce chiamare col nome più dimesso ma più concreto di "lavoro", non solo è la sua più grande passione, ma è anche l'unica cui sa rimanere sempre fedele. In questo senso le sue lettere ci offrono una cronaca non dei suoi amori, ma del suo amore: per l'arte.
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Lavoro come un giardiniere e altri scritti
di Miró Joan
editore: Abscondita
pagine: 138
Dell'irripetibile e composito universo artistico di Mirò (1893-1983), la testimonianza scritta è una straordinaria via di acce
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Botticelli
di Aby Warburg
editore: Abscondita
pagine: 127
"Aby Warburg (1866-1929) scelse come argomento della sua tesi di dottorato due dipinti mitologici di Botticelli: la Nascita di Venere e la Primavera, a quel tempo divisi ed esposti rispettivamente agli Uffizi e all'Accademia. Nella scelta di due "capolavori", già allora considerati "emblematici" del Rinascimento, oltre alla volontà di porre in risalto il significato che l'interesse per l'antichità assumeva nella cultura fiorentina del tardo Quattrocento, è possibile riconoscere un'intenzione polemica e una sfida alla visione "estetizzante" di tali opere da parte di un pubblico "moderno", ispirata dalle concezioni dei preraffaelliti e dell'Art Nouveau. La dissertazione, presentata nel dicembre 1891, venne pubblicata due anni più tardi, con il significativo sottotitolo di Ricerche sull'immagine dell'antichità nel primo Rinascimento italiano, e con una dedica a Hubert Janitschek e al docente di archeologia classica Adolf Michaelis, di cui il giovane Warburg aveva nel frattempo seguito i corsi." (dallo scritto di Pierluigi De Vecchi)
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La mia biopolitica. Arte e lotte del vivente. Scritti 1963-2014
di Piero Gilardi
editore: Prearo
pagine: 346
Il volume raccoglie i principali scritti e interventi di Piero Gilardi elaborati in mezzo secolo di attività artistica, critic
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Gli operai e l'arte del disegno. La politica per un'educazione al «gusto dell'arte» nella Catania dopo l'Unità
di Federica Maria Chiara Santagati
editore: Gangemi Editore
pagine: 127
La vicenda di tre scuole catanesi per operai, destinate "solo a chi esercitava già una professione" e simili ad altre istituzi
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Emilio Isgrò
editore: Mondadori Electa
Milano rende omaggio a Emilio Isgrò con una grande mostra allestita in più sedi, e a cura di Marco Bazzini, dal 29 giugno al 25 settembre 2016. A Palazzo Reale un corpus di 200 opere storiche, dai famosi libri cancellati ai quadri, è modulato attraverso blocchi tematici intervallati da grandi installazioni; alle Gallerie d'Italia, allestito nel caveau come in uno scrigno, l'anteprima del celebre ritratto di Alessandro Manzoni dipinto da Hayez, cancellata in bianco; a Casa del Manzoni, infine, è esposta un'altra opera inedita realizzata per l'occasione: la cancellatura di trentacinque volumi de "I promessi sposi". Il catalogo, monografia sul lavoro di Emilio Isgrò, ripercorre le tappe della mostra con l'ausilio di circa 300 illustrazioni e tre testi critici. Il saggio di Marco Bazzini narra la vicenda artistica e critica di Isgrò a partire da quando, caporedattore de "Il Gazzettino", nel 1964 cominciò a cancellare pezzi di giornale dietro le scrivanie del quotidiano. Un dialogo intervista con Luca Massimo Barbero ricostruisce l'ambiente e i protagonisti degli anni '60 e '70 a Milano e Venezia attraverso gli aneddoti e la voce dall'artista. Infine un breve testo di Angelo Stella, presidente della Casa del Manzoni è dedicato alla cancellatura dei "Promessi Sposi", con una riflessione sul "potere" della cifra stilistica di Isgrò.
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Francesco Capella Tra Piazzetta E Tiepolo I Modelli Per Due Importanti Tele Bergamasche
Autori vari
editore: Skira
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Giocare all'arte con Christo
editore: Morcelliana
pagine: 160
Un libro nato dall'incontro della scuola primaria Madonna della Neve di Adro con Christo, il maestro della land art, in occasi
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L'altra fine del capolavoro sconosciuto
di Il servo di Balzac
editore: Medusa Edizioni
pagine: 61
Frenhofer è il pittore misterioso che Balzac ha posto al centro del suo celebre racconto "Il capolavoro sconosciuto"
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Guercino e il duca. Il carteggio ritrovato tra Giovan Francesco Barbieri e Alfonso III d'Este
editore: Medusa Edizioni
pagine: 56
Modena 1629
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Un margine che sfugge. Carla Lonzi e l'arte in Italia (1955-1970)
di Laura Iamurri
editore: Quodlibet
pagine: 272
Carla Lonzi, storica dell'arte e femminista, è stata una delle figure centrali della cultura italiana del dopoguerra. Il libro presenta per la prima volta una ricostruzione integrale della sua attività nella storia e nella critica d'arte, dalla formazione con Roberto Longhi alla pubblicazione del fondamentale volume "Autoritratto" (1969) e ai successivi rari interventi, fino alla fondazione di "Rivolta Femminile" nel 1970. Basato su documenti inediti e su un vasto corpus di testi a stampa, il libro mostra l'itinerario che ha portato Lonzi a scrivere sui principali snodi dell'arte contemporanea, e ad accompagnare la rivoluzione dei linguaggi artistici degli anni Sessanta con una reinvenzione totale della critica d'arte attraverso un uso non convenzionale del registratore; le sue conversazioni con gli artisti (tra gli altri Accardi, Fabro, Paolini, Fontana, Castellani, Consagra, Kounellis, Pascali, Rotella, Scarpina, Turcato) hanno inaugurato un modo inedito di fare critica, e insieme hanno contribuito all'elaborazione iniziale del femminismo.
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