Arte
Hopper
editore: Skira
pagine: 192
Edward Hopper è il pittore americano per eccellenza, cantore di atmosfere, osservatore di luoghi, inventore di stereotipi perfettamente riconducibili al Nuovo Mondo. Dall'inizio del secolo agli anni sessanta del Novecento la sua carriera inscena, nei dipinti così come nelle incisioni, nei disegni e negli acquerelli, uno straordinario repertorio di motivi e generi della pittura figurativa, comprendendoli di fatto tutti, forse con la sola eccezione della natura morta: ritratto, paesaggio, nudo, scena d'interno. Un percorso in grado di creare una vera e propria cifra stilistica che ha influenzato molteplici campi dell'espressione visiva, dalla pittura al cinema, dalla fotografia all'illustrazione, e poi ancora la pubblicità, la tv, le copertine di dischi e riviste, i fumetti, il merchandising.
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Ippolito Caffi. Tra Venezia e l'Oriente 1809-1866. Catalogo della mostra (Venezia, 28 maggio, 20 novembre 2016)
editore: Marsilio
pagine: 239
'"L'esser fuori del seno della società e dei pregiudizi è una cosa veramente gradevole: qui, qui so di essermi dato solamente
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Benvenuto Ferrazzi (1892-1969). Il realismo fantastico tra le avanguardue del Novecento
di Moreschini Laura
editore: Artemide
pagine: 256
Lo studio di Laura Moreschini restituisce a Benvenuto Ferrazzi il suo posto all'interno della cultura figurativa romana del XX
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Mario Bellini architetto. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 312
Mario Bellini (Milano, 1935) è un architetto e designer conosciuto in tutto il mondo. Ha ricevuto il Premio Compasso d'Oro otto volte e venticinque delle sue opere sono nella collezione permanente del MoMA di New York. Dal 1980 si è dedicato prevalentemente all'architettura e proprio ai progetti realizzati in questo campo è dedicata questa ricca monografia, che ripercorre tutte le sue più importanti realizzazioni: tra queste figurano, solo per citarne alcune, il Quartiere Portello di Fiera Milano, il Tokyo Design Centre in Giappone, l'America Headquarters di Natuzzi negli Stati Uniti, la National Gallery of Victoria a Melbourne, gli Headquarters della Deutsche Bank a Francoforte, il Museo di Storia della Città di Bologna, l'edificio per il Dipartimento delle Arti Islamiche al Louvre di Parigi, e il nuovo Centro Congressi di Milano, il più grande d'Europa. Un giro del mondo attraverso edifici, musei, complessi fieristici, concorsi internazionali e allestimenti di grandi mostre, e insieme, un viaggio a ritroso nel tempo dal 2016 al 1960, per riavvolgere il "filo rosso" che lega il lavoro di questo architetto milanese, da sempre impegnato con uguale successo in tutte le scale del progetto. Un "filo rosso" che rende evidente un approccio all'architettura come "fatto complesso" e mai ripetitivo, lontano da una visione puramente di "immagine" del mestiere. Il volume è introdotto da una prefazione dello storico inglese dell'architettura Kenneth Frampton.
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Nobiltà e immagine. Tiepolo e Muttoni a villa Loschi Zileri Motterle. Nuove ricerche e ultimi restauri
editore: Cierre Edizioni
pagine: 180
Nel contesto della storia e della cultura veneta, villa Zileri Motterle rappresenta un capitolo di singolare interesse su cui
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Taking care. Progettare per il bene comune
editore: Becco giallo
pagine: 252
L'architettura, quando si prende cura degli individui, dei luoghi e delle risorse, fa la differenza. È parte di un processo collettivo in cui occorre pensare alle necessità, incontrare le persone e agire negli spazi.
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Disegni dell'ottocento e del novecento
editore: Mondadori Electa
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Giosetta Fioroni. Roma anni '60. Catalogo della mostra (Catanzaro, giugno-agosto 2016). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 388
La vita, gli incontri, le opere di una grande stagione dell'arte italiana, attraverso il percorso creativo di Giosetta Fioroni
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Gli anni della pittura analitica. Esperienza in Triveneto
editore: Silvana
pagine: 96
Il volume presenta una selezione di opere dei principali artisti triveneti che nel corso degli anni settanta del Novecento hanno operato con rigore e incrociato i propri percorsi con la corrente della Pittura Analitica. Fra gli artisti, si ricordano l'istriano Paolo Patelli, che più di altri ha saputo condurre un'analisi delle componenti materiali della pittura, dunque dei supporti sui quali si dipinge; Aldo Schmid, che assieme a Mauro Cappelletti e il Gruppo di Astrazione oggettiva è stato tra i più originali artisti trentini del Novecento capace di coniugare arte e metodologia scientifica nello studio del colore; infine il portogruarese Pope e la veneziana Arabella Giorgi, considerati i rappresentanti della nuova astrazione intesa come forma pura.
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Gli anni della pittura analitica. I protagonisti, le opere, la ricerca
editore: Silvana
pagine: 192
Data per finita a metà del secolo scorso, la pittura ritornò a essere campo di ricerca e di nuove sperimentazioni negli anni settanta, grazie ad artisti che, in Europa ma soprattutto in Italia, si applicarono per rifondarne la disciplina partendo da una sorta di "grado zero": individuare alcuni elementi caratteristici del linguaggio pittorico e sondarne tutte le possibilità era il loro obiettivo. Era nata così la Pittura Analitica. Questa corrente sta vivendo da più di dieci anni una fase di studio, ricerca storico-critica e rivalutazione di mercato. Con oltre 120 lavori degli anni settanta, il volume approfondisce l'opera di tredici protagonisti - Carlo Battaglia, Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Lucio Pozzi, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini - affrontando in modo chiaro le linee della loro ricerca e attribuendo loro la giusta rilevanza nella storia dell'arte italiana e internazionale.
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Luigi Ghirri. Pensiero paesaggio. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 96
Cosa vediamo quando guardiamo? Cosa vediamo quando guardiamo una fotografia? Il lavoro di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 - Reggio Emilia, 1992) è contrassegnato dalla tensione tra la cosa e la sua rappresentazione e non c'è nulla che egli ami più di quelle situazioni in cui i confini diventano permeabili. La sua opera ci ha insegnato un nuovo modo di vedere, dando un significato a quello che è apparentemente ovvio. Le immagini proposte in questo volume - vintage e projects prints - che risalgono soprattutto agli anni settanta e ottanta, formano una sorta di mosaico organico dei tratti principali del lavoro di Ghirri: interni ed esterni, campagna e città, presenza umana e minerale, architetture urbane e luoghi della vita quotidiana, fotografie di fotografie. Il tema principale di questi scatti è però soprattutto il paesaggio. Non il paesaggio che viene normalmente percepito, bensì quello che vi si suppone latente, inscritto sul rovescio: paesaggio della memoria e della favola, paesaggio di figure nascoste e di prodigi. In questa direzione, Ghirri ha sempre prediletto luoghi familiari, già visti, ma per la prima volta 'guardati' con occhi diversi, dove tutto è sospeso tra passato e futuro e dove, come in un paesaggio di campagna, il mondo può essere immaginato come una visione che dà ancora stupore. Un pensiero-paesaggio.
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Il mondo di Steve McCurry
editore: Mondadori Electa
pagine: 245
Il mondo di Steve McCurry ha confini lontanissimi, preclusi al comune viaggiatore. Dagli altopiani gelidi dell'Afghanistan, ai torridi deserti africani, dalle tormentate città dell'America Latina, alle soavi piazze d'arte italiane. E nel suo mondo non è raro incontrare abitanti apparentemente inusuali, apparentemente diversi, che tuttavia, almeno in parte, sono riflesso e specchio di tutti noi. Perché siamo noi quelli che abitano le fotografie di Steve, siamo noi che osserviamo l'avanzata di un convoglio russo, che giochiamo in strada, noi camminiamo per sentieri impervi in Nepal, siamo noi i monaci che passeggiano sotto la pioggia, noi siamo la Ragazza afghana che guarda l'obiettivo con dignità e incertezza. A raccontarci questo nostro mondo, a raccontarcelo davvero, è un giornalista di razza, viaggiatore e ramingo almeno quanto Steve, è Gianni Riotta il nostro press pass per luoghi remoti eppure vicinissimi: lo sguardo del reporter incontra quello del fotografo. Gianni Riotta discute con Steve McCurry e le voci si intrecciano, si mischiano, ognuna con diversa forza e portamento. Il racconto di Steve, che si sofferma su momenti e luoghi, passaggi e rischi, grazie alla voce di Gianni diventa racconto delle turbolenze non ancora passate, di un mondo ancora prigioniero di incertezze e dolore. Due voci forti che parlano della fotografia, spunto entusiasmante per capire il presente e le ragioni di alcuni fra gli scatti più iconici del nostro tempo.
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