fbevnts Arte - tutti i libri per gli amanti del genere Arte - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 540
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Arte

Ricordi di un collezionista

di Giuseppe Panza

editore: Jaca Book

pagine: 352

Collezionista d'arte contemporanea sin dalla fine degli anni Quaranta, Giuseppe Panza ha giocato un ruolo fondamentale nella cultura artistica del suo tempo, introducendo in Europa, fra i primi, fenomeni come la Pop Art, il Minimalismo, l'arte ambientale e l'arte concettuale. La sua attività collezionistica è poi proseguita, con raro rigore, nel corso degli anni Ottanta e Novanta, ma è stata anche affiancata da una costante ricerca dei contesti più appropriati in cui esibire le opere d'arte: parti coerenti della sua collezione sono così state esposte ed acquisite nelle raccolte di grandi musei d'arte contemporanea, come il MOCA di Los Angeles e il Guggenheim di Bilbao, ma hanno anche trovato collocazione in architetture storiche come palazzi barocchi e dimore settecentesche, creando un felice e innovativo dialogo fra contesto ambientale e opera d'arte. L'autobiografia attraversa decenni densi di avvenimenti storici e profonde trasformazioni nella cultura artistica su entrambe le sponde dell'oceano. Dagli anni della formazione umana ed intellettuale prima della seconda guerra mondiale ai primi incontri con la cultura americana e con i nuovi protagonisti dell'Action Painting e della Pop Art, dal coinvolgimento con i movimenti d'avanguardia degli anni Sessanta e Settanta alle più recenti frequentazioni di nuovi protagonisti della scena contemporanea...
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38,00

Vogue. Giorgio Armani

di Kathy Phillips

editore: Atlante

pagine: 152

Giorgio Armani ha cambiato le regole della moda: ripensando la struttura interna dei capi e utilizzando tessuti morbidi e colori tenui, egli ha rivoluzionato più di chiunque altro l'abbigliamento maschile e femminile degli ultimi decenni. Per capire quello che ha realizzato armani, afferma la giornalista di moda Suzy Menkes, bisogna immaginarlo come l'anello finale di una catena che, a partire dall'introduzione del completo maschile all'inizio del Novecento, continua con Coco Chanel negli anni Venti e Trenta e Yves Saint Laurent negli anni Sessanta e Settanta. "Vogue. Giorgio Aarmani" delinea la vicenda personale e i successi professionali di un'autentica icona del made in Italy.
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19,50

Lo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell'Ottocento

editore: Silvana

pagine: 256

Il volume celebra la città italiana che più di ogni altra è stata un mito intramontabile nell'immaginario collettivo: Venezia. Crogiolo di arte e cultura, religioni e commerci, monumenti storici e scorci mozzafiato, la Serenissima ha sedotto con il suo fascino ammaliante generazioni di viaggiatori, mercanti, letterati e soprattutto pittori che hanno fissato sulla tela piazze, chiese e canali, luci, riflessi e le mutevoli atmosfere di questo "luogo incantato sospeso tra distese di acqua e di cielo". Nel corso dei secoli Venezia è stata così spesso immortalata sia da artisti italiani che stranieri da determinare la nascita del vedutismo, nuovo fortunato filone iconografico particolarmente apprezzato dai colti e ricchi viaggiatori del Grand Tour. Per raccontare la genesi e lo sviluppo di questa gloriosa stagione artistica, il volume presenta una selezione di oltre cento capolavori non solo di Canaletto, Bellotto e Guardi - maestri indiscussi e iniziatori del genere ma estendendo l'indagine all'età successiva, con le opere dei più importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo, Sono documentate infine una serie di raffinate incisioni di Canaletto, Michele Marieschi, Antonio Visentini, Antonio Sandi e Giambattista Brustolon, specialisti della tecnica dell'acquaforte e del bulino che, grazie alla tiratura in più esemplari, ha contribuito a diffondere l'immagine della Serenissima in tutta Europa.
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28,00

Nero. Storia di un colore

di Michel Pastoureau

editore: Ponte alle Grazie

pagine: 283

Per secoli, nella storia dell'occidente, il nero è stato considerato un colore come qualsiasi altro. All'inizio dell'epoca moderna, grazie all'invenzione della stampa e alla diffusione dell'incisione e della riforma protestante, si è addirittura guadagnato uno statuto particolare, accanto al suo antipode, il bianco. Qualche decennio più tardi, però, la scoperta dello spettro cromatico da parte di Newton ha introdotto una nuova gerarchia dei colori, dalla quale erano esclusi sia l'uno sia l'altro. Giunti infine al XX secolo, grazie all'arte prima, al costume e infine alla scienza, il nero ha riconquistato finalmente il suo status originario. Alla lunga e affascinante storia del nero nelle società europee è dedicato questo libro di Michel Pastoureau. Esso mette l'accento sia sulle pratiche sociali legate al colore (linguaggio, tintura, abbigliamento, emblemi), sia sui suoi aspetti propriamente artistici. Un'attenzione particolare viene accordata alla simbologia ambivalente del nero, che può essere considerato in modo positivo (fertilità, umiltà, dignità, autorità) o negativo (tristezza, lutto, peccato, inferno, morte). E poiché non è possibile parlare di un colore isolandolo dagli altri, questa storia culturale del nero è anche, in parte, quella del bianco, del grigio, del marrone, del viola e anche del blu.
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15,00

Le cattedrali di Biancaneve. I tesori meravigliosi delle chiese medievali

di Georges Duby

editore: Ghibli

pagine: 220

C'è stato un tempo in cui le opere architettoniche venivano costruite per essere consegnate all'eternità, restando per sempre specchio della cultura che le ha concepite. Ciò vale senz'altro per le splendide cattedrali gotiche, che sorsero in Europa tra il XII e il XIII secolo. Il libro di Duby, grande storico del Medioevo aderente a Les Annales, parte dalle cattedrali per raccontare i cambiamenti che la società medievale stava attraversando in quella precisa fase della sua storia e mostra come i capolavori gotici che ancora ammiriamo incantati sono il frutto non solo di scelte estetiche e religiose, ma anche, più concretamente, di necessità urbanistiche, ambientali e sociali. L'Europa delle cattedrali è quella di un'arte indubbiamente cattolica, ma frutto anche di resistenze e repressione maturate in una società feudale che mascherava dure tensioni tra le classi in rivolta. Un'arte estremamente ambiziosa e geniale che questo grande classico sull'architettura gotica e sulla società medievale ci restituisce.
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36,00

Prospettiva, luce e colore nell'illusionismo architettonico. Quadraturismo e grande decorazione nella pittura di età barocca

editore: Artemide

pagine: 379

Un fenomeno quanto mai affascinante, nella fase più intellettualistica del Manierismo cinquecentesco, fu la moltiplicazione dei livelli di realtà per via d'inganno pittorico, inaugurata su grande scala da Michelangelo nella volta della Sistina (1508-12), dove all'intelaiatura architettonica proposta come verosimile si giustappongono "al di qua" gl'ignudi e "al di là" le scene bibliche negli sfondati. Tra gli altri Francesco Salviati, Taddeo e Federico Zuccari, Bernardino Barbatelli detto il Poccetti adattarono alle pitture murale profane in palazzi e palazzetti virtuosismi ottici e prospettici, così da combinare l'impressione di sporgenza delle figure e delle finte statue in primo piano con l'impressione contraria di sprofondamento verso la lontananza delle scene narrative, proposte però talora come "quadri riportati" o addirittura panni dipinti con tanto di galloni frangiati e finti arazzi, sovrapposti a strutture seminascoste e tuttavia visibili. Toccato un vertice altissimo dai Carracci nella Galleria di palazzo Farnese a Roma (1597-1600 circa), la pittura murale con intenti illusionistici si sarebbe sviluppata ulteriormente in varie direzioni. E in questo processo che si sviluppa e si consolida la specificità del "quadraturismo", tipologia pittorica evidentemente collegata dal punto di vista etimologico con il "lavoro di quadro" o la "quadratura", operazioni tanto grafiche quanto plastiche.
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50,00

Andrea Appiani. Pittore di Napoleone. Vita, opere e documenti (1754-1817)

di Francesco Leone

editore: Skira

pagine: 368

Appiani è figura complessa; talvolta inafferrabile. È stato un artista "totale": pittore a olio sperimentale, sprezzante e prolifico, frescante profondamente innovatore, disegnatore sublime e impareggiabile, autore di scenografie teatrali, di apparati effimeri, regista delle feste del nuovo potere, artefice della tutela e del riordino del patrimonio artistico dell'Italia napoleonica e della costituzione della Regia Galleria di Brera. Allora con la stesura di questo libro si è cercato di costruire (letteralmente) uno strumento valido e storicamente fondato da poter offrire ai lettori (addetti e non addetti ai lavori) per una migliore comprensione di questa straordinaria figura, della sua arte, dei suoi tempi e della Milano prima asburgica e poi napoleonica in cui visse.
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42,00

Come un roveto ardente. La teologia visiva della Basilica Benedettina di Sant'Angelo in Formis

di Duonnolo Francesco

editore: Libreria Editrice Vaticana

pagine: 128

Il presente volume ripercorre la storia della Basilica Benedettina di Sant'Angelo in Formis e raccoglie notizie e osservazioni
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24,00

Frida Kahlo. Arte, amore, rivoluzione

di Stefania Bonura

editore: Nda press

pagine: 95

Era una colomba
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8,90

Storia della fotografia di montagna

di Giuseppe Garimoldi

editore: Priuli & Verlucca

pagine: 207

Il libro ripercorre le vicende dell'avventura culturale fatta di azioni sportive, di conoscenza e di riflessioni estetiche, dai pionieri armati di alpenstok e lastre al collodio alle fotocamere automatiche. Un'avventura che passa dall'azzardo eroico delle spedizioni himalayane all'arrampicata sportiva, in un ininterrotto rosario di immagini stimolanti e affascinanti. È passato più di un secolo e mezzo da quando l'obiettivo di un apparecchio fotografico è stato puntato per la prima volta verso la montagna. Da allora si è passati dalla lastra unica del dagherrotipo all'invenzione del retino, che ha permesso la stampa tipografica; e dal bianco e nero al colore, attraverso un processo in cui si intersecano problemi tecnici ed estetici e che coinvolge la storia dei mezzi di diffusione, dalla cartolina illustrata all'irresistibile ascesa del fotocolor, per approdare - recentemente ma con sempre maggior vigore - alla rivalutazione dei raffinati valori della fotografia in bianco e nero. Parlare di fotografia di montagna vuol dire parlare di uomini che salgono attratti dal desiderio di vedere e di misurarsi con la persistente concretezza di un mito. Le loro riprese fotografiche, che puntino alla documentazione del territorio e delle loro imprese, o alla celebrazione della bellezza, sono accomunate dal medesimo desiderio di conoscenza e queste pagine mostrano quanto le strade dell'arte e della scienza, pur fra infinite sfumature, siano parte di un'esperienza unica.
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9,90

I manifesti delle Alpi italiane e piccola grafica dal 1895 a fine anni Sessanta del Novecento

di Roberto Festi

editore: Pellegrini

pagine: 191

Magistrale e innovativo mezzo di comunicazione, il manifesto pubblicitario avvia - sul finire del XIX secolo - una intensa e capillare promozione della montagna e dei suoi luoghi più rappresentativi. Quasi in contemporanea, dalla Valle d'Aosta alle Dolomiti orientali, i maggiori centri alpini affidano ai multicolori messaggi delle attiche la descrizione fantastica e appetibile di un mondo sino a quel momento in gran parte sconosciuto, fissando una versione diametralmente opposta allo stereotipo di pericolosità e di mistero che ne aveva contrassegnato gli esordi pionieristici. Pur celebrando, spesso unilateralmente, i fasti di un'elite mondana e delle sue ritualità, il manifesto "apre" ad un pubblico I sempre più vasto - che ne diventerà fruitore e protagonista nei decenni successivi - visioni nuove delle montagne alpine. Osservando i tanti e vari aspetti che i cartelloni pubblicitari sottendono, questo libro - che tratta esclusivamente la parte italiana delle Alpi presenta una rassegna che si intende dalla fine del XIX secolo sino alla fine degli anni Sessanta del Novecento, limite temporale che determina progressivamente la crisi definitiva del manifesto disegnato.
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34,50

Marino Marini. La collezione del Museo del Novecento

editore: Silvana

pagine: 176

Il Museo Marino Marini nacque nel dicembre del 1973, quando un'esposizione temporanea dedicata all'artista presso la Civica Galleria d'Arte Moderna di Milano a Villa Reale fu convertita in un allestimento permanente grazie all'allora direttore delle Raccolte d'Arte del Comune di Milano. La collezione contava un numero complessivo di duecento opere di Marini, entrate nelle raccolte milanesi in momenti diversi, a cominciare dalle donazioni della famiglia dell'artista al Comune. A seguito del nuovo allestimento delle opere, collocate nel 2010 nel Museo del Novecento, viene pubblicato questo volume, che intende offrire una panoramica completa e aggiornata delle opere della collezione civica milanese: le opere sono suddivise in sculture, ritratti, pitture, disegni e litografie e acqueforti. Il catalogo è introdotto da un testo di Chiara Fabi sull'artista, ed è completato da apparati bibliografici.
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28,00

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