Arte
Le grandi stagioni dell'arte islamica
editore: Jaca Book
pagine: 247
Nonostante il gran parlare che ultimamente si fa di Islam nelle sue più varie accezioni, in particolare in quelle sociologiche, religiose e politiche, l'arte espressa da quelle civiltà resta, ancora oggi, perlopiù confinata ai margini di una conoscenza che definire superficiale è eufemistico. Il volume traccia un profilo delle grandi stagioni islamiche del Mediterraneo, un'arte che ci riguarda da vicino, con la quale abbiamo avuto rapporti non sporadici e secondari, soprattutto sulle sponde meridionali del mare nostrum. Definire una cultura attraverso la sua arte è operazione difficile. Doppia la spinta propulsiva dell'Islam - orientale e occidentale al contempo -, anche se in questa nostra cornice è quella occidentale per forza di cose a interessarci di più, pur rimanendo sullo sfondo il complesso intreccio di accadimenti più lontani. Spagna, ovvero Andalusia e Nordafrica, dunque. Si tratta di una lunga stagione di storia europea, caratterizzata da una importante fioritura di idee e da una civiltà, in prevalenza musulmana, che pur non sperimentando appieno il 'meticciato' ne delineò aspetti che ancora oggi sono degni della massima attenzione. Insomma, il Mediterraneo è tutt'altro che estraneo sia alla definizione di 'arte islamica', sia al suo sviluppo e diffondersi anche oltre i territori del suo stretto dominio politico. È storia anche nostra, una radice comune, un fenomeno senza artificiali barriere o confini geografici precisi, un mondo artistico (anche figurativo, come nella Cappella Palatina) complesso, talora sorprendente, che ci aiuta non poco, essendone un tassello imprescindibile, a inquadrare il nostro stesso modo di 'fare arte'.
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Arte cinese. Una storia culturale
di Christine Kontler
editore: Jaca Book
pagine: 247
Mostrare l'arte cinese nel suo contesto spirituale, religioso e politico è l'ambizione del presente volume. A partire da una prospettiva storico-culturale, Christine Kontler descrive l'enorme ricchezza di una civiltà che si è sviluppata nel corso di quattro, cinque millenni in un territorio di dimensioni continentali. Con un mirabile lavoro di sintesi, l'autrice coglie il particolare e il generale, e ci rivela l'essenza del mondo cinese senza mai sminuirne le numerose sfumature o ridurne la complessità. Passo dopo passo, seguiamo le evoluzioni dinastiche che segnano i principali cambiamenti politici e spirituali, ma anche i profondi mutamenti sociali ed economici. E scopriamo, grazie al materiale cartografico e documentario commentato, i molteplici scambi interni e quelli del mondo cinese con l'Asia delle steppe, l'Asia centrale, l'India, l'Iran, il mondo arabo-islamico, l'Asia orientale e meridionale, e anche con l'Europa. Un'ampia panoramica, che si sviluppa in sei grandi periodi, delle variegate produzioni artistiche cinesi.
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Attraversare i muri. Un'autobiografia
editore: Bompiani
pagine: 411
Nel 2010, in occasione della retrospettiva che il MoMA dedicò a Marina Abramovic, più di 750mila persone aspettarono in fila fuori dal museo per avere la possibilità di sedersi di fronte all'artista e di comunicare con lei senza dire una parola, in una performance senza precedenti durata più di settecento ore. Una celebrazione di quasi cinquant'anni di performance art rivoluzionaria. Figlia di genitori comunisti, eroi di guerra sotto il regime di Tito nella Jugoslavia postbellica, Marina Abramovic fu cresciuta secondo una ferrea etica del lavoro. Agli esordi della sua carriera artistica internazionale viveva ancora con la madre e sotto il suo totale controllo, obbedendo a un rigido coprifuoco che la costringeva a rincasare entro le dieci di sera. Ma nulla potè placare la sua insaziabile curiosità, il suo desiderio di entrare in contatto con la gente e il suo senso dell'umorismo. Tutto ciò che ancora oggi la contraddistingue e dà forma alla sua vita. Al cuore di "Attraversare i muri" c'è la storia d'amore con il collega perfomance artist Ulay: una relazione sentimentale e professionale durata dodici anni, molti dei quali passati a bordo di un furgone viaggiando attraverso l'Europa, senza un soldo. Un legame che arrivò al drammatico epilogo sulla Grande Muraglia cinese. La storia di Marina Abramovic, commovente, epica e ironica, parla di un'incomparabile carriera artistica che spinge il corpo oltre i limiti della paura, del dolore, dello sfinimento e del pericolo, in una ricerca assoluta della trasformazione emotiva e spirituale. Esso stesso performance, "Attraversare i muri" è la rappresentazione vivida e potente della vita di un'artista eccezionale.
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L'esperienza dell'architettura
di Henry Plummer
editore: Einaudi
pagine: 287
L'architettura non è semplicemente qualcosa che guardiamo da lontano o di cui ci serviamo per necessità pratiche, ma il catalizzatore della nostra autentica esistenza di esseri viventi che agiscono in armonia con il mondo. Dalle scale scavate a mano nei villaggi greci alle passerelle lasciate libere di fluttuare, dalla funzione dei paraventi giapponesi al senso di libertà che caratterizza le piazze italiane, dalla magistrale manipolazione delle forme di Frank Lloyd Wright alle mutazioni poetiche di Carlo Scarpa, ogni volta abbiamo a che fare con esperienze molto diverse, di passaggio da un livello a quello successivo, ognuna delle quali influenza la nostra esperienza dello spazio. Integrando sapientemente testo e immagine, ogni capitolo si concentra su un aspetto diverso delle nostre interazioni quotidiane con l'architettura, prendendo in considerazione scale, pavimenti, percorsi, spazi interni, percezione e prospettiva, e il rapporto tra un edificio e l'ambiente che lo circonda. Un volume che in un originale confronto con poeti, filosofi e psicoanalisti ripensa le basi e la storia dell'architettura, rivolgendosi non solo agli specialisti impegnati nell'ideazione di nuovi spazi, ma soprattutto a quanti cercano di comprendere meglio il loro posto nel mondo per come è stato e viene costruito dagli uomini.
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Persepoli. Prestiti d'arte tra Grecia e Persia
di Henri Stierlin
editore: Jaca Book
pagine: 271
Sul piano artistico si osserva che la fusione greco-persiana, successiva alla vittoria dei Persiani achemenidi su Creso e sui coloni greci d'Asia, ha dotato l'architettura degli Achemenidi di un fattore di unità, coerenza e grandezza. Il connubio tra l'ordine imperiale persiano e la sensibilità ellenica ha fatto nascere capolavori che a lungo hanno confuso gli studiosi dell'arte antica. Non sapendo se individuare una filiazione mesopotamica o un'eredità greca, gli storici dell'arte specializzati nelle culture del Vicino e Medio Oriente si sono smarriti nella valutazione di un'estetica tanto disorientante quanto seducente. Restituire le vere fonti, che sono ioniche, è l'obiettivo di queste pagine. L'arte achemenide ritrova le sue radici. Ma queste constatazioni non escludono conseguenze inattese... Il cerchio si chiude: la creazione dei grandi dipteri greci di Efeso e di Samo ispira l'edificazione dei palazzi persiani di Pasargade e Persepoli, realizzati da artigiani e creatori ionici deportati in Iran, e la prodigiosa Processione dei Tributari, scolpita da artisti ionici, suscita in Fidia la Processione delle Panatenee del Partenone di Atene. È il momento dell'affermazione del genio occidentale giunto al suo apogeo e che continua nell'Impero di Roma intriso di tradizione ellenistica.
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Ukiyo-e. Utamaro, Hokusai, Hiroshige
di Francesco Morena
editore: Giunti Editore
pagine: 240
La nascita, l'evoluzione e i capolavori di un genere grafico che ha segnato la storia artistica del Giappone tra il XVII e il XIX secolo. Le immagini del mondo fluttuante (traduzione letterale di Ukiyo-e) descrivono con schiettezza e raffinatezza i costumi e la cultura di un paese, soprattutto della sua capitale Edo, l'odierna Tokyo, gli abitanti della quale amavano abbandonarsi ai piaceri mondani per sfuggire alla tristezza del vivere quotidiano. Utamaro, Hokusai e Hiroshige furono tra i maggiori protagonisti dell'Ukiyo-e: fin dal tardo Ottocento le loro opere furono notevolmente apprezzate anche in Occidente influenzando in modo esplicito molti tra gli artisti delle avanguardie europee.
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Hokusai. Pop-up
di Courtney Watson McCarthy
editore: White Star
pagine: 15
"Se solo il cielo mi avesse dato altri cinque anni, sarei potuto diventare un vero pittore". (Katsushika Hokusai)
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Andando altrove
editore: Bompiani
pagine: 496
Oltre 20 anni di esplorazioni nelle parti meno note del mondo raccontate da Alberto Moravia con le immagini di Andrea Andermann. Un volume di grande formato, illustrato a colori, l'esperienza di due artisti e viaggiatori attraverso le zone più remote di Mongolia, Yemen, Africa. Alberto Moravia e Andrea Andermann per oltre 20 anni sono stati compagni di viaggio, viaggi soprattutto in Africa, in Mongolia e lo Yemen. Da queste loro esplorazioni in parti meno note del mondo, lo scrittore ha riportato le sue variazioni su tanti temi nate dalle profonde esperienze vissute in questi luoghi lontani ed il regista le sue impressioni fotografiche che vanno a ricomporsi in un insolito ed unitario racconto, in cinquecento pagine suddivise fra intense immagini e narrazioni emozionate.
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Gli occhi della Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa
di Angela Alberto
editore: Rizzoli
pagine: 349
Un capolavoro assoluto come la Gioconda non è solo un quadro da ammirare affascinati dagli occhi che sembrano vivi e dalla mag
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Pantelleria. Di luce e di vento, di pietra e di fiori
di Giuseppe Barbera
editore: Rizzoli
pagine: 367
Pantelleria dista da capo Bon - il promontorio, chiamato anche capo Mustafà, con cui termina a nord la penisola che chiude a oriente il golfo di Cartagine in Tunisia - solo 38 miglia marine. Appena un giorno di navigazione, anche per le antiche imbarcazioni a vela che solcavano il canale di Sicilia seguendo le indicazioni di un portolano del VI secolo a.c. noto come il "periplo di Skylax", dal nome del navigatore greco che circumnavigò il Mediterraneo e che per primo la menziona come Kòsyros. Poco più distante (55 miglia), sulla rotta ideale che unisce Tunisia e Sicilia, si trova capo Lilibeo, anch'esso raggiungibile in una sola giornata. L'isola era, quindi, ponte ideale per attraversare il canale di Sicilia nei viaggi di piccolo cabotaggio che mai perdevano di vista la costa, sostando nei suoi porti, seppure insicuri allora come oggi, o servendosi, per orientarsi, del suo profilo scuro, alto e disteso sul mare.
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