Classici
Aurélia
di Gérard de Nerval
editore: Moretti & vitali
pagine: 101
Gerard de Nerval (1808-1855), è uno dei più attivi poeti e narratori dell'Ottocento: la sua produzione e la sua vita rimangono segnati dal lutto materno maturato in tenera età, che alimenta la sua passione per i misticismi e l'occultismo. Traduce testi dal tedesco al francese, prima di passare alla produzione personale. Intreccia solide relazioni e scambi culturali con gli autori più noti del periodo: Hugo, Madame de Staël, Gautier e Dickens. L'opera è considerata un tentativo di creare una sorta di diario spirituale, in cui fissare la storia della propria follia e chiarirne i motivi mistici. Sotto le spoglie di Aurélia Gerard de Nerval cela l'attrice a lungo desiderata Jenny Colon.
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La pietra di luna
di Wilkie Collins
editore: Fazi
pagine: 600
La pietra di Luna, prezioso e antico diamante giallo originario dell'India, dopo una serie di avventurose vicissitudini nel co
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Shirley
di Charlotte Brontë
editore: Fazi
pagine: 658
Yorkshire, inizio Ottocento. Shirley, giovane donna ricca e caparbia, si trasferisce nel villaggio in cui ha ereditato un vasto terreno, una casa e la comproprietà di una fabbrica. Presto fa amicizia con Caroline, orfana e nullatenente, praticamente il suo opposto. Caroline è innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l'onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta della dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert - convinta che non sarà mai ricambiata -, dall'altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l'ereditiera prova attrazione per un insospettabile... "Shirley" si inserisce nel grande filone del romanzo sociale inglese di inizio Ottocento: i suoi personaggi vivono gli avvenimenti storici dell'epoca - le guerre napoleoniche e le lotte luddiste -, facendo i conti con le contraddizioni del progresso industriale e offrendo spunti di riflessione sul lavoro, sul matrimonio e sulla condizione della donna.
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Il filibustiere
di Joseph Conrad
editore: Nutrimenti
pagine: 271
L'ultimo romanzo scritto e pubblicato in vita da Joseph Conrad nella nuova traduzione d'autore di Alberto Cavanna. Il ritorno in patria, nella Francia napoleonica, di un vecchio marinaio, per decenni avventuriero e corsaro nei mari del mondo. Un libro "mediterraneo", l'epitaffio di uno scrittore immortale che esibisce, anche nella sua prova estrema, il talento del grande narratore.
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I tre lampi e altri racconti
di Romain Rolland
editore: Book time
pagine: 87
Di Romain Rolland sono qui tradotti per la prima volta in italiano tre racconti del libro autobiografico "Le voyage intérieur" (1942) e alcune lettere del suo "Epistolario", ricco di riflessioni e di energia. Il titolo scelto fa riferimento al secondo capitolo, che racconta alcune "illuminazioni" dell'autore. È molto interessante, perché raramente la letteratura ci presenta il miracolo dell'intuizione, di un sapere che sgorga da una consapevolezza superiore e irrompe improvviso nella quotidianità della vita rinnovandola. Ed è spesso proprio grazie alle ferite della vita - dice Rolland - che l'infinito che è in noi riesce a far sentire la sua voce. Il primo racconto, "La trappola", ci induce a guardare con occhi nuovi la prima infanzia e la sua sapienza inespressa, e il terzo fa rivivere l'importante e insolita amicizia tra il giovane Rolland e l'anziana Malwida.
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Sulla curiosità. Testo greco a fronte
di Plutarco
editore: La Vita Felice
pagine: 150
Il tema affrontato in questo agile trattato, la curiosità, è uno di quelli che, come sempre fa Plutarco, tagliano trasversalme
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Orazio lirico. Con antologia delle Odi
di Enrico Flores
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 228
La lirica oraziana si ispira alla lirica greca arcaica di Saffo, Alceo, Anacreonte ed altri poeti melici. Orazio ammette sicuramente l'influsso dei poeti eolici sulla propria ispirazione, ed essi sono il suo riferimento costante nei primi tre libri delle Odi. La lirica monodica greca (ad una sola voce) era per definizione accompagnata dalla musica degli strumenti a corda e, con tutta probabilità, lo era anche molta poesia oraziana. In verità il rapporto della lirica di Orazio con la musica è ancora oggi oggetto di discussione tra i critici, italiani e tedeschi soprattutto, molti dei quali non tengono nella giusta considerazione talune dichiarazioni del poeta che, in modo piuttosto esplicito, alludono alla "musicalità" delle sue composizioni.
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De optimo genere degende vite. Testo latino a fronte
di Girolamo Aliotti
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 448
Girolamo Aliotti, figura rappresentativa delle inquietudini che, all'alba del mondo moderno, attraversarono il monachesimo tradizionale, volle intervenire, col dialogo De optimo genere degende vite, nel dibattito sul miglior genere di vita che, tra '300 e '500, costituì uno dei più rilevanti nodi problematici attorno a cui gli umanisti si diedero convegno. Il messaggio che l'autore aretino consegna alle pagine del suo dialogo è un invito al buon senso e alla misura: egli propugna, infatti, da un lato, l'astratta superiorità della vita del chiostro, ma lascia intendere, dall'altro, che essa non costituisce la via privilegiata per la salvezza e esorta gli uomini a non far torto alla propria natura e a seguire le proprie reali inclinazioni, condicio sine qua non, questa, di un'esistenza vissuta con consapevolezza e genuinità, al riparo dalla perniciosa colpa dell'ipocrita simulazione.
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Storia delle lingue letterarie greche
di Albio Cesare Cassio
editore: Mondadori education
pagine: 528
Fin dalle più antiche attestazioni scritte il greco si presenta scisso in numerosi dialetti, talvolta assai diversi tra loro e resi graficamente con sistemi differenti (sillabari e alfabeti locali). Nelle varianti letterarie di alcuni di questi dialetti sono stati composti dei testi in poesia e in prosa che si possono annoverare tra i maggiori contributi culturali arrivati fino a noi dal mondo antico. Questo volume offre una trattazione aggiornata, in prospettiva indoeuropea, della fonologia e della morfologia dei dialetti greci nel loro sviluppo storico, fino al loro esaurirsi in conseguenza del successo della koiné, il greco 'comune', dal IV secolo a.C. in poi, accanto a un esame linguistico e dialettale dei principali generi letterari: l'epica, la lirica monodica e corale, l'elegia, il giambo, la commedia siceliota e attica, la prosa ionica, attica e in koiné. Una novità interessante è costituita dal confronto, in ciascun capitolo, fra testi letterari e testi epigrafici.
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Favole. Testo latino a fronte
editore: Utet
pagine: 448
Fedro e Aviano sono gli unici autori della letteratura latina che si siano dedicati esclusivamente alla favola con finalità artistiche. Vissuto all'inizio dell'età imperiale romana, Fedro è l'autore della prima raccolta favolistica del mondo classico, ispirata a sillogi più antiche (il creatore di tale nuovo genere letterario, come lo stesso Fedro ammette, è il greco Esopo) e destinata a conoscere una immensa popolarità in tutta la letteratura occidentale. Il meno noto ma non meno importante Aviano, alla fine dell'età imperiale romana, si inserisce in quella tradizione, assicurando la perpetuazione di 42 favole scelte all'interno di una preesistente raccolta esopica, che egli arricchisce di una fitta serie di richiami letterari. Il volume contiene inoltre la cosiddetta Appendix Perottina, comprendente 32 favole trascritte nel 1470 da Niccolò Perotti vescovo di Siponto, e si apre con un'ampia introduzione nella quale la curatrice Giannina Solimano ripercorre la storia di un genere letterario che ha conosciuto infinite rivisitazioni attraverso i secoli.
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Fiorirà l'aspidistra
di George Orwell
editore: Mondadori
pagine: 268
Londra, anni Trenta. Il giovane Gordon Comstock coltiva ambizioni letterarie e, per mantenersi, fa il commesso in libreria. Figlio della piccola borghesia britannica, si ribella alla morale della sua classe: il rifiuto della rispettabilità e del mito del "buon posto" gli fa intraprendere una vera e propria discesa agli inferi. Per affermare i diritti della poesia contro il mondo dominato dal denaro, vive in solitudine, povertà e squallore, macerandosi nel vittimismo e nella frustrazione. Fino a che una notizia inaspettata segna la sua "resurrezione", o forse la resa al sogno di una casa con le tendine ricamate e una pianta di aspidistra alla finestra.
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