Comunicazione
L'eredità Callas. Guida completa alle incisioni
di John Ardoin
editore: Il saggiatore
pagine: 256
"L'eredità Callas" costituisce la testimonianza più completa e dettagliata dell'indimenticabile apporto di Maria Callas al mondo dell'opera e all'arte del canto, del suo straordinario lascito a tutti coloro che amano la musica. Iniziando dai primi dischi del 1949, John Ardoin ha catalogato e sottoposto a un'analisi sistematica ogni singolo estratto di materiale registrato dal più grande soprano del secolo scorso; oltre alle incisioni ufficiali, il volume raccoglie infatti le numerose registrazioni dal vivo. Prendendo spunto dall'ascolto delle diverse interpretazioni di Maria Callas, il libro di Ardoin si presenta inoltre come uno studio brillante e originale sulla sua arte, un racconto ricco di particolari inediti sui retroscena delle sue performance. Completato dall'elenco delle interviste e da quello delle interpretazioni in video, "L'eredità Callas" è un libro innovativo, unico nel suo genere, e costituisce un'autentica "biografia attraverso il suono", una guida indispensabile per i melomani di lungo corso come per i neofiti: per chiunque, insomma, voglia comprendere la magia e il segreto di una voce senza tempo. Con una nota di Elvio Giudici.
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Tartufo
di Cesare Garboli
editore: Adelphi
pagine: 176
Ognuno ha un suo classico, ha detto Garboli, cioè "un compagno di veglia, un segreto e inseparabile interlocutore". Il suo, non c'è dubbio, è stato Molière, cui ha dedicato, nel corso di oltre un trentennio, memorabili saggi e rivoluzionarie traduzioni, sino a diventarne "interprete accanito e quasi maniacale". Sempre, occorrerà aggiungere, in un'ottica acutamente teatrale. Non a caso, radunando nel 1976 cinque testi molieriani, Garboli sottolineava di voler offrire "cinque copioni al teatro italiano di oggi, nella presunzione che il teatro di Molière sia portatore di un sistema di idee, di un messaggio che ci è oggettivamente contemporaneo". Epicentro di quel sistema di idee è per lui Tartufo, oltraggiosa figura di servo che - infrangendo "l'antica, dura legge teatrale che fa dell'intelligenza dei servi un privilegio infruttuoso" si cimenta nell'impossibile impresa di farsi padrone, e che dalla servitù si libera "con l'esercizio salutare, rassicurante, medico della politica": sicché la pièce altro non è se non la "diagnosi comica e disperata della struttura politica della realtà, mascherata di valori intoccabili che si autolegittimano grazie alla santità di una causa e si presentano come la guarigione di un male". Con un saggio di Carlo Ginzburg.
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Uomini. I Ritmo Tribale, Edda e la scena musicale milanese
di Elisa Russo
editore: Odoya
pagine: 460
"Uomini" non è una semplice biografia dei Ritmo Tribale: è un racconto corale che ripercorre quello che succedeva a Milano tra gli anni Ottanta e Novanta: dai DHG, Tiratura Limitata, Shockin' TV, Peter Sellers & The Hollywood Party e molti altri, fino all'apertura dello studio di registrazione Jungle Sound e l'affermarsi degli Afterhours, dei Casino Royale, dei La Crus e dei Karma... per arrivare al presente con i NoGuru e la carriera solista di Stefano Edda Rampoldi. I Ritmo Tribale hanno lasciato tracce indelebili nel cuore dei fan. All'attivo sei album, un ep, tantissimi concerti in Italia e all'estero. Un percorso di fratellanza e musica che subisce un duro colpo nel 1996, quando il frontman Edda abbandona la band. I tribali rimasti incidono ancora un disco, poi si sciolgono definitivamente. Dopo anni di silenzio, a sorpresa, ritornano quasi tutti sulle scene tra il 2009 e il 2010. Riemerso da una caduta pesante, segnata dalla dipendenza dall'eroina, Edda affronta una risalita umana e musicale quasi miracolosa. Un libro con foto inedite, in cui sono i protagonisti a raccontarsi in prima persona, e in cui non mancano i contributi di giornalisti, amici, fidanzate e fan. E poi gli incontri con artisti allora emergenti tra cui Elio e le Storie Tese, Morgan e Paolo Benvegnù. Storie umane che vale la pena leggere al di là della musica, che fa da colonna sonora irrinunciabile a una Milano inedita. Prefazioni di Vittorio Bongiorno, Federico Guglielmi e Christian Zingales.
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Protagonisti della danza del XX secolo. Poetiche ed eventi scenici
di Elena Randi
editore: Carocci
pagine: 258
Il volume tratta di nove coreografi di primissima grandezza attivi in un periodo compreso tra la nascita delle avanguardie storiche e la conclusione del xx secolo e ne analizza la poetica e il modo in cui ciascuno di loro la traduce nell'evento scenico. Gli artisti prescelti (Loie Fuller, Isadora Duncan, Vaclav Nijinskij, Mary Wigman, Martha Graham, Alwin Nikolais, Merce Cunningham, Simone Forti e Pina Bausch) marcano tappe fondamentali della danza di ricerca nell'epoca di riferimento. Molti di loro celebrano il corpo del danzatore, convinti che il fisico non costituisca affatto una sfera minore rispetto allo spirito, mentre altri tendono ad occultarlo, in certi casi "fondendolo" con lo spazio circostante e così trasformandolo in altro da sé; c'è chi mira ad esprimere lo sfaccettato mondo interiore e chi si propone di cancellare o almeno di ridurre l'elemento emotivo; taluni coreografi seguono unplot, di contro ad altri che abbandonano ogni intento "letterario" spesso a favore di una sintomatica focalizzazione sul significante, o ad altri ancora la cui fonte ispiratrice principale risiede nell'arte figurativa.
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I sette peccati di Hollywood
di Oriana Fallaci
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 218
È il 9 gennaio 1956 quando Oriana Fallaci, inviata de "L'Europeo", giunge per la prima volta a Hollywood per comprenderne i meccanismi nascosti e raccontare senza filtri il mondo del cinema e i suoi segreti. Negli anni seguenti Oriana torna nuovamente negli Stati Uniti, va a visitare le dimore degli attori, entra negli studios e partecipa a feste esclusive, illuminando ipocrisie, ambizioni e rimpianti delle star in interviste appassionate e franche. Seguendo il filo dei sette peccati capitali, la Fallaci conduce la sua inchiesta con ironia e profonda comprensione umana, consapevole che, dietro la facciata, "la storia di Hollywood è tutta qui. Vi hanno sempre dominato i più energici, i più aggressivi, i più fortunati, quelli che sono spinti da un'avidità molto forte di 'fare' e di guadagnare. E ciò impedisce a Hollywood di finire. A ogni crisi, rinasce: la ragazza-platino, il sistema nuovo di produzione, lo schermo gigante, la medicina dei vincitori. E costoro, rimettendo in moto questa pazzesca macchina di illusioni e di quattrini, non fanno che mantenere Hollywood come è sempre stata: coi suoi miti e i suoi peccati... A Hollywood, non si muore mai". Prefazione di Maria Luisa Agnese.
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Un solo errore. Bologna, 2 agosto 1980. DVD
di Matteo Pasi
editore: Cineteca di bologna
Bologna, 2 agosto 1980. Il più feroce attentato della storia repubblicana, il cinico tentativo di abbattere la democrazia, un sanguinario colpo contro la popolazione inerme che sta partendo per le vacanze. I terroristi commettono un solo errore: aver scelto Bologna come obiettivo. I soccorsi sono immediati, la città manifesta il proprio sdegno e da subito si leva la richiesta di verità e giustizia. Le indagini dei magistrati bolognesi e l'impegno dell'Associazione dei familiari delle vittime conducono per la prima volta a individuare e condannare gli esecutori materiali di una strage in Italia. Dal lutto nasce un'idea di società civile, antidoto alle trame occulte che ancora oggi avvelenano la nostra democrazia.
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Eduardo e Pirandello. Una questione «familiare» nella drammaturgia italiana
di Dario Tomasello
editore: Carocci
pagine: 108
Sul discrimine pericoloso, rappresentato dal teatro come pratica, si gioca questa monografia che legge Eduardo De Filippo - in occasione del trentennale della morte - in filigrana, attraverso l'esempio pirandelliano. Inopinatamente, tuttavia, si potrebbe dire anche il contrario: come non sia possibile leggere, in molti casi, Pirandello, se non a posteriori e, in particolare, attraverso l'esempio di Eduardo. La genealogia Pirandello-Eduardo, familiare nel senso anche di "consuetudinaria" (con tutti i rischi connessi a una lettura "pigra" di ciò che sembra costantemente, nonché grossolanamente, sotto i nostri occhi), si muove spesso sul terreno insidioso e affascinante di un altrove non precisato, basandosi sulle ragioni della morte più che su quelle della vita. La morte che interviene come campitura privilegiata dell'ultimo discorso di Eduardo: il discorso sul "gelo" di quelle "abitudini teatrali" inscritte dentro il blasone della tradizione italiana e, in particolare, dentro la "crudeltà" del costume attoriale del maggiore dei De Filippo.
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Indro Montanelli. Una biografia (1909-2001)
editore: Hoepli
pagine: 592
Sarà per l'insolente facilità di scrittura o per il temperamento sulfureo o per le vicende avventurose come inviato speciale nelle zone più calde del pianeta (la Spagna della guerra civile, l'Europa invasa da Hitler, l'Ungheria del '56): fatto sta che Indro Montanelli è stato certamente il più famoso giornalista italiano del Novecento ed è tuttora oggetto di animate discussioni e di appropriazioni indebite. Purtroppo, però, le biografie a lui dedicate hanno avuto un carattere in prevalenza aneddotico, basate come sono sulle sue discordanti testimonianze. Questo libro, pur nel taglio piacevolmente narrativo, affronta Montanelli attraverso l'esame della sua sterminata produzione giornalistica, delle sue opere a stampa e di una miriade di fonti archivistiche finora inesplorate. Tra luci e ombre, emerge un personaggio per molti versi inedito e sorprendente, la cui vita movimentata si staglia sullo sfondo dell'intera storia politica e culturale dell'Italia novecentesca: da Mussolini a Berlusconi, da Prezzolini a Longanesi, dal "Corriere della Sera" al "Giornale". Senza dimenticare le sue battaglie "controcorrente", sia laiche (divorzio, eutanasia) sia ambientaliste (Venezia). Questa nuova edizione, minuziosamente rivista con centinaia di ritocchi, correzioni, tagli e aggiunte, ci restituisce la biografia definitiva di Montanelli, storicizzandone il mito.
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Guida all'ascolto della musica sinfonica
di Giacomo Manzoni
editore: Feltrinelli
pagine: 533
Questo volume, più volte ristampato, ha colmato una lacuna della pubblicistica italiana molto sentita da ogni musicofilo. Con un linguaggio piano e accessibile a tutti, esso si propone di avvicinare il lettore all'ascolto della musica sinfonica (per orchestra e per strumento solista e orchestra) mediante numerose notizie pratiche relative agli autori, alle singole composizioni, alle forme, alle condizioni stilistiche delle diverse epoche. Non vuole essere un testo di estetica o di cultura musicale, ma un manuale di consultazione capace in ultima analisi anche di stimolare il lettore a estendere le proprie cognizioni musicali.
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Storia della musica in Occidente
di Donald J. Grout
editore: Feltrinelli
pagine: 863
Da uno dei massimi musicologi, un'esauriente sintesi della storia dell'arte musicale in Occidente
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Il metodo Strasberg in dieci lezioni. Introduzione ai fondamentali della formazione attoriale
di Ombretta De Biase
editore: Audino
pagine: 126
"Il Metodo Strasberg in dieci lezioni" si rivolge ai giovani aspiranti attori e a chiunque sia interessato a conoscere le linee formative del percorso attoriale attuato da Lee Strasberg all'Actors Studio di New York. Il Metodo ancora oggi è praticato in tutto il mondo occidentale, seppur con delle varianti, tranne che in Italia, dov'è avvoltò da un alone di mistero e di diffidenza. Scritto in forma divulgativa e sintetica, il manuale illustra, attraverso esempi ed esercizi, la struttura pragmatica del Metodo Strasberg. Questo si fonda sul principio di causa ed effetto e ha come obiettivo far sì che l'allievo sia in grado di rendere credibile il personaggio. Quindi di creare, controllare e riprodurre le emozioni come e quando vuole senza doversi affidare a manierismi o a momentanei slanci emotivi. Scopo del libro è insegnare a diventare "attori di Metodo", cioè seri professionisti che non lasciano nulla al caso, proprio come hanno fatto tutti i grandi attori del passato e fanno i migliori contemporanei, da Al Pacino agli sconosciuti interpreti delle grandi serie televisive americane, passando per Gian Maria Volonté, universalmente riconosciuto come uno dei massimi attori di ogni tempo.
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Il cinema secondo Lattuada. Bellezza, eros e stile
di Volpi Gianni
editore: Donzelli
pagine: VI-104
Regista, intellettuale appassionato di letteratura, arte e fotografia, fondatore, tra l'altro, della Cineteca italiana di Mila
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