Comunicazione
Peccato l'argomento. Biografia a più voci di Enzo Jannacci
di Sandro Paté
editore: LOG (Milano)
pagine: 182
Qui si racconta la vita di Vincenzo Jannacci detto Enzo, uomo da palcoscenico anche quando il palcoscenico non c'è, scrittore di canzonette, robe importanti malgrado il vezzeggiativo coniato da lui, persona appassionata di altruismo e "sciur dutur". Per Enzo Jannacci una biografia non basta. Enzo è stato medico, cantautore, cabarettista, attore, autore e karateka. Da che cosa iniziare? Le canzoni. Per coglierle bisogna occuparsi di tutto ciò che le circonda. Fare molti incontri. Un anno di chiacchierate fiume, interviste infinite e ricerche disperate. Per questa biografia enciclopedica e appassionata vale ancora ciò che disse quando tutto è incominciato: "Ottimo lavoro... Peccato l'argomento". Prefazione di Paolo Villaggio.
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Giacomo Puccini. Il romanzo della vita
di Adami Giuseppe
editore: Il saggiatore
pagine: 189
Partito a ventidue anni dalla Toscana per frequentare il Conservatorio di Milano, arriva, in un quarantennio di inarrestabile
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Guida ai supereroi Marvel. Vol. 1: A-H.
A-H
editore: Odoya
pagine: 555
Da oltre 70 anni la Marvel stupisce il mondo con i suoi eroi: Spider-Man, Hulk, Captain America, Thor, Iron Man, Wolverine
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Il comunicatore tecnico. Guida pratica alla professione
di Angelini Gianni
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Scrivere manuali non è più la stessa cosa e non basta ormai la conoscenza specialistica di un certo settore per produrre buona
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La quarta buona ragione per vivere. 101 film che fanno bene all'anima
di Walter Veltroni
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 238
L'inno alla pace di Charlie Chaplin nel "Grande dittatore", il super-computer HAL 9000 e la sua folle "incapacità d'errore" in "2001: Odissea nello spazio", la figura ormai leggendaria di "Fantozzi Rag. Ugo". La storia del cinema è un susseguirsi di scene, personaggi e dialoghi che sono entrati a far parte dell'immaginario di intere generazioni, e in questo volume Walter Veltroni, da sempre appassionato di cinema, parte dal "momento meraviglioso in cui in sala si fa buio totale" per accompagnarci in un viaggio personale e affettivo tra centouno dei film più belli di sempre: muovendosi tra grandi classici e pellicole da riscoprire, Veltroni ricorda passaggi e protagonisti indimenticabili capaci di risvegliare sogni e fantasie di padri e figli e ci mostra perché "il cinema è la quarta buona ragione per vivere. È la quarta, certo, ma in fondo, come la letteratura o la musica, tutte le altre avvolge e accompagna". Titolo dopo titolo, i film raccontati si intrecciano con i ricordi di tutti noi, facendoci rivivere "le storie meravigliose che abbiamo visto durante la nostra vita".
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La macchina della parola. Struttura, interazione, narrazione nel talk show
di Christian Ruggiero
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Come funziona il talk show d'approfondimento? Quali sono i meccanismi che garantiscono la convivenza tra informazione e intrattenimento, la creazione di uno spazio televisivo che assume a tratti la stessa rilevanza delle arene più o meno tradizionali della politica? Per comprendere il ruolo di questo format televisivo nella costruzione del dibattito pubblico in Italia dalla fine degli anni Ottanta ai giorni nostri sono fondamentali alcuni elementi: la struttura dello studio, ossia la messa in scena di un salotto destinato a ospitare una discussione riservata agli addetti ai lavori, o viceversa di una piazza in cui ad essere centrale è la "voce" del pubblico in studio; il ruolo del conduttore, suadente padrone di casa o agguerrito tribuno; il rapporto che il conduttore instaura con gli ospiti in studio, anzitutto politici e giornalisti, e che configura una perpetua lotta di legittimazione; la capacità di mettere in scena in una "sfera pubblica elettronica" processi di narrazione capaci di rendere la politica, pur nell'epoca della sua delegittimazione, un prodotto prelibato. Durante tutta la Seconda Repubblica i corsi e ricorsi della telepolitica italiana hanno messo al centro il potere di mediazione del giornalista e la necessità per il politico di passare con successo la "prova tv", oppure la forza espressiva di una politica debordante, che arriva a monopolizzare i meccanismi della media logic.
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Marketing etico. Un'opportunità per le aziende di oggi e di domani
di Claudio Casiraghi
editore: Guerini next
pagine: 159
Può il marketing diventare uno strumento per il bene comune? Sì, a patto di costruire un sistema di regole e un orizzonte di valori condivisi. Gli sconvolgimenti economici, rapidi e continui, hanno ripercussioni sul mondo aziendale e a livello sociale; un fenomeno ormai radicato come la globalizzazione di tutte le attività, produce certamente una grande opportunità di sviluppo e di crescita ma, allo stesso tempo, rischia, se lasciato a una crescita indiscriminata, di determinare la riduzione di alcune fondamentali linee guida e dei riferimenti che possono condurre al raggiungimento degli irrinunciabili obiettivi di profitto e soprattutto produrre valore e risultati sul lungo periodo. Il testo affronta la tematica della competitività aziendale attraverso la lente dell'etica. Si propone di fornire strumenti aziendali di successo, costruiti sulla base dei contenuti propri del pensiero etico, ovvero di quel pensiero storicamente in grado di generare un insieme di regole comportamentali utili alla produzione del bene comune. L'idea di fondo è quella di condurre il lettore lungo un percorso logico, non solo di tipo concettuale ma anche e soprattutto supportato da contenuti concreti ed applicabili.
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La fine del cinema?
editore: Book time
pagine: 86
La fine del cinema? Un breve saggio di Roman Jakobson del 1933 sul passaggio dal cinema muto al sonoro
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I premi del cinema
di Enrico Lancia
editore: Gremese Editore
pagine: 382
Aggiornato fino al 2013, questo volume passa in rassegna tutte le più importanti onorificenze cinematografiche mondiali, delle quali prende in esame la storia e ogni singola edizione. L'ampio excursus iniziale sugli Oscar concluso da alcune gustose appendici sugli artisti che hanno ricevuto più nomination o, al contrario, sono stati pervicacemente ignorati dall'Academy è seguito dalla sezione degli altri premi: Nastri d'argento, David di Donatello, Ciak d'oro e Cesar. È poi la volta dei festival: Venezia, Cannes, Berlino e Mosca. Ciascuno di essi, come è consuetudine per tutti i dizionari cinematografici Gremese, è analizzato sin nei minimi dettagli: categorie in concorso, candidature e vincitori, il tutto intervallato da brevi curiosità e aneddoti del folklore che da sempre ruota intorno a questi eventi. Risultato di un lavoro di sintesi e catalogazione condotto su una sterminata e frammentata messe di dati. È un archivio in formato cartaceo, che gli indici finali rendono funzionale anche all'esigenza di ricerche mirate, per titoli o nomi citati.
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I Settanta. Da William Burroughs ai Clash, da Allen Ginsberg a Patti Smith. Avventure nella controcultura
di Barry Miles
editore: Il saggiatore
pagine: 266
Greenwich Village, 6 marzo 1970. Tre esplosioni in rapida sequenza sventrano l'elegante palazzo al numero 18 dell'Undicesima Strada Ovest; dalle fiamme escono, confuse ma illese, due ragazze seminude. Domato l'incendio, le forze dell'ordine trovano in cantina più di sessanta candelotti di dinamite, una bomba anticarro e tutto l'occorrente che sarebbe servito al gruppo terroristico Weather Underground per produrre altri ordigni. È l'atto di nascita degli anni Settanta e Barry Miles è a New York per registrarne i primi, turbolenti vagiti. Giornalista inglese sbarcato negli Stati Uniti per lavorare con i grandi della Beat Generation, Miles attraversa la decade più anticonformista e trasgressiva del Novecento e ne sperimenta in prima persona la genialità e gli eccessi. È l'epoca di sesso, droga e rock'n'roll; della cocaina, della pornografia, delle mode estreme; delle stravaganze notturne all'Hotel Chelsea, casa di poeti come Gregory Corso e musicisti come Bob Dylan e Patti Smith, e degli spettacoli drag delle Cockettes, il gruppo teatrale fondato da Hibiscus, alias George Harris, l'hippy con il dolcevita che in una storica fotografia infila un fiore nel fucile di un militare, fuori dal Pentagono. Ossessioni, provocazioni, conquiste. Ci sono tutti i Settanta in questo memoir: gli astri di quegli anni, come le stelle visibili a Manhattan durante il famigerato blackout del luglio 1977, bruciano con un'intensità che non accenna a spegnersi.
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Mingus secondo Mingus. Interviste sulla vita e la musica
di John F. Goodman
editore: Minimum fax
pagine: 482
Charles Mingus (1922-1979) ha rappresentato la perfetta espressione dell'artista 'larger than life': esuberante, imperioso fin dalla stazza fisica, carismatico; facile alla rissa e alla risata, perennemente alla ricerca di un ideale di bellezza che inseguiva nella vita di tutti i giorni con la stessa grazia e la stessa rabbia con le quali cavava le note dalle corde del suo contrabbasso. In questo libro il giornalista americano John F. Goodman ha raccolto una serie di interviste inedite a Mingus da lui realizzate fra il 1972 e il 1974, creando un nuovo autoritratto dell'uomo e del musicista. Con risposte di volta in volta lapidarie o torrenziali, candide o provocatorie, il grande contrabbassista affronta gli argomenti a lui più cari: la nostalgia per l'epoca delle big band e delle jam session e le perplessità rispetto ai più recenti sviluppi del jazz; il confronto con i critici musicali, da lui temuti quando non detestati; il delicato equilibrio tra la creatività estemporanea e il duro studio, tra l'originalità e la tradizione; le battaglie per l'indipendenza artistica in un ambiente dominato da discografici spregiudicati e impresari disonesti; i ricordi affettuosi dei colleghi e dei maestri scomparsi; i rapporti tumultuosi con le donne, passati attraverso numerosi matrimoni e altrettanti divorzi.
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Il cinema spagnolo attraverso i film
editore: Carocci
pagine: 300
La storia del cinema spagnolo si allunga sul percorso accidentato di più di un secolo scosso da drastici cambiamenti istituzionali, dittature e una guerra civile. Sembra quasi che l'unico elemento di continuità sia stato rappresentato dall'esigua struttura produttiva, che l'ha accompagnato sempre generando l'immagine di una crisi eterna. Eppure, nonostante i drammi politici e le difficoltà economiche, la Spagna ha realizzato un gruppo nutrito di film che per ragioni diverse meritano attenzione. Ognuno di essi parla di un momento della storia culturale del paese, dai difficili anni venti sino alla postmodernità. Ne emerge un ritratto indubbiamente peculiare ma al tempo stesso non molto distante da ciò che si può rilevare nelle traiettorie parallele di altri cinema europei.
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