Comunicazione
Da donna a donna. La mia vita melodrammatica
di Ricciarelli Katia
editore: Piemme
pagine: 177
Una delle più amate protagoniste della lirica internazionale si racconta a cuore aperto, fra sorrisi, lacrime e abbondanti spr
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Verdi & Wagner nel cinema e nei media
editore: Marsilio
pagine: 124
Nel 2013 si è celebrato il bicentenario della nascita di due protagonisti della musica di tutti i tempi, Giuseppe Verdi e Rich
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Il fuoco e la brezza del vento. Cinema e preghiera
editore: San paolo edizioni
Il rapporto tra le narrazioni cinematografiche e le forme, gli stili, le dinamiche della preghiera presenta da sempre più diff
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Wes Anderson
di Simona Arizia
editore: Sovera edizioni
pagine: 128
Questo saggio ci porta alla scoperta del mondo di uno dei registi più poetici e visionari del nuovo cinema americano, Wes Anderson. Un viaggio nel suo cinema, dagli esordi con "Un colpo da dilettanti", passando attraverso il suo vero capolavoro "I Tenenbaum" fino ad arrivare a "Grand Hotel Budapest".
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Elementi di teatro educativo, sociale e di comunità
di Alessandro Pontremoli
editore: UTET Università
pagine: 288
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Il libro di Morgan. Io, l'amore, la musica, gli stronzi e Dio
di Castoldi Marco Morgan
editore: Einaudi
pagine: 228
L'autobiografia di un uomo complesso e consapevole, un artista che ha dedicato l'intera esistenza alla musica, e l'ha condivis
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Scriviamo un film. Manuale di sceneggiatura
di Age
editore: Il saggiatore
pagine: 205
Scrivere un film, come girarlo, è frutto di un lavoro corale in cui è importante l'ascolto delle voci. Dal soggetto al trattamento, dal trattamento alla sceneggiatura, l'autore prende spunto da continui stimoli esterni: una semplice chiacchierata, una favola di Fedro, la celebre battuta finale di "A qualcuno piace caldo". In questa filiera le immagini fanno quasi da cornice: compaiono all'inizio, nella mente degli autori, e alla fine, sulla pellicola, seguendo un tracciato di parole scritte in cui il cinema dialoga con il teatro, la poesia e la letteratura; Billy Wilder con Molnàr, Milos Forman con Philippe de Ségur. È questa la via percorsa da Age, l'artigiano efficace e invisibile, come il "guardiano del faro", che ricerca e ritrova i problemi e gli ostacoli tipici della costruzione di una buona sceneggiatura, fornendo, grazie a un'esperienza pluridecennale, utili suggerimenti e saldi punti d'appoggio per l'aspirante sceneggiatore: "regole" da manuale, fissate a modello, anche e soprattutto per essere riscritte o rovesciate. "Scriviamo un film" - un classico della letteratura cinematografica che sa viziare il lettore allo stesso modo dello spettatore in sala - ci porta dietro la macchina da presa, dall'origine concettuale del film fino all'immaginazione che muove la regia, svelando un lavoro oscuro in cui lo sconosciuto spettatore viene cercato e rispettato. Ideare un buon incipit, rendere esplicito un antefatto, tenere viva la suspense, costruire un dialogo serrato...
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L'ammazzafilm
di Stefano Disegni
editore: Gallucci
pagine: 117
56 film che hanno fatto la storia del cinema recente, rivoltati come calzini dal più feroce cinesatirico italiano.
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My mother was a computer. Ediz. italiana
di Hayles Katherine N.
editore: Mimesis
pagine: 376
Ogni giorno nascono e proliferano nuovi linguaggi
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The good life. DVD
di Niccolò Ammaniti
editore: Feltrinelli
Niccolò Ammaniti, dopo aver scritto romanzi diventati film, decide di raccontare con le immagini e sceglie il documentario. "Io racconto storie inventate dalla prima all'ultima parola. In questo caso, andando dietro la macchina da presa, quello che mi interessava fare era l'opposto: raccontare il nostro paese, gli anni settanta, attraverso lo sguardo obliquo di chi li ha vissuti e ora vive lontano." Lo scrittore usa il suo talento e la sua sensibilità per narrarci tre storie di italiani che partiti come hippie per l'India hanno trovato lì il senso della loro esistenza.
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Operazione Gattopardo. Come Visconti trasformò un romanzo di «destra» in un successo di «sinistra»
editore: Feltrinelli
pagine: 344
Pubblicato postumo, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa suscitò subito perplessità e polemiche. Sciascia, Alicata, Moravia e altri esponenti della cultura di sinistra lo etichettarono frettolosamente come un libro di "destra". Ma dopo l'imprevista vittoria del premio Strega, e il contrordine dell'Unione Sovietica, che aveva deciso di tradurlo in russo, il Pci scelse di cambiare strategia, appoggiando con discrezione la candidatura di Luchino Visconti come regista del film che la Titanus stava preparando. Questo libro racconta la tormentata trasformazione di un grande libro in una grande pellicola. Mantenendo l'impianto di ricostruzione storica, il volume alterna racconto, inchiesta giornalistica, analisi letteraria e cinematografica. Alla base del lavoro c'è una lunga ricerca di materiali inediti, documenti d'archivio, sceneggiature, testimonianze, cronache d'epoca. Pur di ottenere la Palma d'oro a Cannes, il regista fece sparire per sempre una dozzina di minuti, tra i più espliciti ideologicamente (uno dei tanti "gialli" che il libro ha dissepolto). Malgrado il sostegno di Togliatti, la critica di sinistra fu in parte delusa dal risultato. Eppure l'operazione centrò uno dei suoi obiettivi, cambiando sottilmente e indelebilmente la percezione del romanzo. Prefazione di Goffredo Fofi.
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La chiamavamo radiotelevisione. Saggi e interventi dagli anni novanta a oggi
di Franco Monteleone
editore: Marsilio
pagine: 292
Uno sguardo mobile e profondo quello di Franco Monteleone, uno sguardo che, in virtù della sua pluridecennale e duplice esperi
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