Comunicazione
La virtù dell'elefante. La musica, i libri, gli amici e San Gennaro
di Isotta Paolo
editore: Marsilio
pagine: 600
Paolo Isotta è famoso pur non andando in televisione
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L'occhio selvaggio
editore: Bompiani
pagine: 315
1965: non si è ancora spento lo scandalo del documentario "Mondo cane", quando uno dei suoi registi, Paolo Cavara, decide di r
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Io lo chiamo cinematografo
editore: Mondadori
pagine: 469
"Il cinema, allora, era una grande famiglia, è vero. C'era un rapporto di comprensione, anche di affetto. Poi ci sentivamo tutti parte di una grande avventura, far rivivere sullo schermo la vita." Proprio di "grande avventura" è il caso di parlare a proposito di Francesco Rosi, classe 1922, che in questo libro ha deciso di raccontare la propria vita e i segreti del suo mestiere a un altro regista, il suo amico Giuseppe Tornatore. È in famiglia, nella Napoli degli anni Trenta, "legata a doppio filo con il suo mare", che tutto comincia: papà Sebastiano, appassionato di cinematografo, gli scatta magnifici fotoritratti, ispirandosi anche a Jackie Coogan, il protagonista del Monello di Charlie Chaplin. Poi ci sono zio Pasqualino, "capo-claque" nei teatri di rivista, e zia Margherita, che lo accompagna ogni giovedì al cinema, dove il piccolo Francesco scopre la magia dei primi film muti. Nell'immediato dopoguerra Rosi si trasferisce a Roma dove, insieme a una spiccata passione per il teatro e per la letteratura, porta con sé lo stupore per quelle sagome di ombre e luci che si agitano su uno schermo bianco. E capisce che il cinema diventerà il suo mestiere. In questo libro-intervista che è insieme autobiografia e saggio critico, Rosi ci svela una miniera di informazioni e aneddoti che riguardano i suoi film e la sua carriera di regista, senza lasciare "fuori campo" gli aspetti più intimi e privati di una vita intensa e coraggiosa.
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Diario futile di un signore di mezza età
di Marcello Marchesi
editore: Bompiani
pagine: 152
Un testo traboccante di slogan, flash, nonsensi, finti ricordi, amnesie autentiche, voci notturne, folgorazioni gratuite, frasi inutilmente profonde, parapoesie, similpensieri, giochetti di parole: insomma tutto quello che, poco a poco, ha occupato lo spazio del teleschermo, cercando di omologarci in preda al luogo comune. Un messaggio che Marchesi ci ha lanciato dall'altra sponda, l'ultima spiaggia dell'umana intelligenza, invitandoci paradossalmente a dedicarci più al futile che al presunto funzionalismo di questo mondo. Prefazione di Guido Clericetti.
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Non sono quel tipo di ragazza
di Lena Dunham
editore: Sperling & kupfer
pagine: 262
Dalla irriverente creatrice, produttrice e protagonista della serie tv "Girls" la raccolta di verità sulle giovani donne di oggi. Con spirito graffiante, in questo libro Lena Dunham ci racconta delle sue esperienze fin troppo simili alle nostre: innamorarsi, sentirsi sole, essere in sovrappeso di quattro chili mangiando solo cibi sani, dover dare prova di sé in una stanza piena di uomini che hanno il doppio dei tuoi anni, tenersi vicine le amiche, perdere pessimi fidanzati, trovare il vero amore, ma soprattutto avere il coraggio di essere se stesse. Nella speranza che ammettere i suoi errori - accettare un lavoro sottopagato e umiliante, invaghirsi dei bad boys, trovarsi a letto con tipi da cui vorresti scappare alla velocità della luce - impedirà a noi di farli. Tra lotte con la moda e con l'ipocondria, tra pianti sul lavoro e prime volte deludenti, scopriremo che Lena non è un personaggio da copertina (anche se "Vogue" gliene ha dedicata una), ma è "una di noi". E grazie alla sua onestà, candida e brutale, è diventata la voce simbolo della nuova generazione. "Non sono quel tipo di ragazza" è una serie di dispacci dalle trincee della guerra del diventare adulti...
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Finalmente la riforma della RAI!
editore: Bompiani
pagine: 158
In concreto questo libro risponde alle seguenti domande: perché la Rai oggi è così inquieta? Perché Mediaset è tutt'altro che una società privata? Perché l'imprenditoria privata ha dimostrato disinteresse per le attività televisive? Perché la Rai è afflitta da scarsità di risorse finanziarie (e ora non solo finanziarie)? Perché l'organico di occupati nel settore (cinema compreso, per la cui sopravvivenza oggi è determinante l'apporto di Rai o Mediaset) è sensibilmente più povero che negli altri paesi europei di uguale impegno produttivo? Perché chi lavora in Rai (e non solo in Rai ma anche in Mediaset e nel gruppone delle televisioni locali) teme di perdere il posto? Perché i dipendenti della Rai soffrono di frustrazione professionale lamentando di essere scarsamente (o per nulla) utilizzati e offesi nelle loro capacità e competenze? Perché la struttura produttiva della Rai continua a essere sostanzialmente misurata a un prodotto che non produce più, in fondo rischiando di doppiare costi e spese? (Angelo Guglielmi)
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Verso la creatività e oltre. La lezione della fabbrica dei sogni
editore: Sperling & kupfer
pagine: XVII-361
Quasi vent'anni fa, la Pixar ha rivoluzionato il mondo dell'animazione: grazie a un metodo innovativo, ha dato vita a capolavo
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Il MAXXI a raggi x. Indagine sulla gestione privata di un museo pubblico
di Alessandro Monti
editore: Johan & levi
pagine: 90
Aperto nel maggio 2010 con grande successo di pubblico e commissariato nel maggio 2012 per squilibri di bilancio, il MAXXI è attualmente in fase di laborioso rilancio con un diverso consiglio di amministrazione. Sul difficile decollo di questa nuova istituzione museale pesano ambiziosità progettuali, carenze manageriali e risorse finanziarie altalenanti. Frutto di scelte politiche prive di una puntuale analisi di costi e benefici per la collettività, e caratterizzato dall'anomala condizione di museo statale affidato in gestione a una fondazione di diritto privato, il MAXXI è nato senza una chiara e convincente giustificazione culturale rispetto ad alternative di maggiore utilità sociale. Il pamphlet di Alessandro Monti ricostruisce i risvolti politico-burocratici di una creazione "a tavolino" e gli aspetti controversi della gestione operativa che ha dovuto misurarsi con un contesto caratterizzato da un eccesso di offerta di spazi museali ed espositivi e dall'inadeguatezza del suo contenitore: progettato infatti dal celebre architetto iracheno Zaha Hadid e costato complessivamente all'erario oltre centottanta milioni di euro, l'imponente edificio di cemento si è rivelato più scenografico che funzionale. Questa trattazione approfondita dei nodi cruciali e dei punti deboli si conclude con una serie di indicazioni propositive volte a superare le attuali criticità e migliorare le future performance, ripensando le priorità strategiche e programmatiche...
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La parola immaginata. Teoria, tecnica e pratica del lavoro di copywriter
di Annamaria Testa
editore: Il saggiatore
pagine: 256
Nelle pagine di "La parola immaginata" Annamaria Testa racconta gli aspetti teorici e pratici del suo lavoro di copywriter
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Rifondare gli italiani? Il cinema del neorealismo
editore: Jaca Book
pagine: 123
Il cinema italiano del dopoguerra, poi denominato "neorealismo" dalla critica militante, per intenzioni e risultati non fu aff
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In principio è la rete. Suggestioni comunicative per una società connessa
di Antonio Preto
editore: Marsilio
La rete è un mezzo potente e non certo neutrale
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Il grano e la pula. I valori nell'informazione
editore: San paolo edizioni
pagine: 96
Ogni giorno siamo bombardati da decine di notize, spesso contraddittorie e poco sicure
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