Comunicazione
I media siamo noi. La società trasformata dai mezzi di comunicazione
di Codeluppi Vanni
editore: Franco Angeli
pagine: 96
I media hanno dato vita negli ultimi anni ad un vasto spazio immateriale che affianca quello fisico e nel quale le persone pas
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Jony Ive. Il genio che ha dato forma ai sogni Apple
di Leander Kahney
editore: Sperling & kupfer
pagine: 320
Nel 1997, Steve Jobs tornò in Apple come CEO, con l'arduo compito di risollevare le sorti dell'azienda che lui stesso aveva fondato. Una notte, aggirandosi nel quartier generale, Jobs s'imbattè in un designer britannico dall'aspetto trasandato, immerso nel lavoro e circondato da centinaia di prototipi. Fu allora che comprese di aver trovato il talento che gli serviva. Quel giovane era Jony Ive. Dalla collaborazione tra Jobs e Ive sono nati alcuni dei prodotti più emblematici della tecnologia moderna, tra i quali l'iMac, l'iPod, l'iPhone e l'iPad, i cui design, estremamente originali, non solo hanno contribuito a risollevare il destino di Apple, ma hanno anche rivoluzionato interi settori, fidelizzato una solida clientela e creato un brand famoso in tutto il mondo. Nel frattempo, Jony Ive è diventato il più insigne innovatore nel settore tecnologico, vincendo numerosi premi e guadagnandosi un posto nella classifica del Time delle 100 persone più influenti del 2013. Nonostante tutti i suoi trionfi, però, sappiamo ben poco di questo prodigio timido e discreto che Jobs definiva il suo "partner spirituale". In questa biografia, basata su interviste con ex colleghi di Ive e arricchita da un inserto fotografico, Leander Kahney tratteggia l'accurato ritratto di un genio creativo, raccontandoci come Jony, da studente affetto da dislessia, sia diventato il designer che dà forma ai sogni di domani.
Fuori catalogo
Darren Aronofsky. Mente, corpo e anima
di Piero Oronzo
editore: Sovera edizioni
pagine: 144
A detta di Darren Aronofsky "Matrix dei fratelli Wachowski ha totalmente rivoluzionato il cinema contemporaneo", lui ne è la prova. Definito dai Cahiers du Cinema "leader della sua generazione", il regista di The Wrestler e Il cigno nero tenta di riportare sullo schermo i piaceri e i dolori della carne, la percezione sensibile del corpo e delle membra: lo fa tramite sinestesia, traducendo la sensazione in immagine e la coscienza in musica. I corpi messi in scena da Aronofsky forse sono quanto più si avvicini a "la nuova carne" profetizzata da Cronenberg in Videodrome: il cinema che si fa sensazione e, viceversa, la sensazione che si fa cinema.
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Il cinema del terzo millennio. Immaginari, nuove tecnologie, narrazioni
di Franco Marineo
editore: Einaudi
pagine: 302
In un momento storico che sorprende il cinema nel mezzo di un passaggio non ancora compiuto, di una trasformazione in pieno svolgimento, è impossibile pretendere di scrivere la storia del presente cinematografico. Si può provare, invece, a tracciare una mappa provvisoria e mutante degli scenari che circondano e influenzano il senso, il ruolo, il destino del cinema all'alba del nuovo millennio. Dall'influenza delle nuove tecniche a disposizione (digitale, virtuale, motion-capture, 3D) ai nuovi modelli narrativi (la frammentazione, la modularità, il documentario e la ridefinizione del concetto di realtà), dalla nascita della nuova "nuova Hollywood" al rapporto, sempre più fitto, con i nuovi media visuali (internet e serie Tv), il volume esplora i contesti sociopolitici del post-11 settembre, individua i temi e i protagonisti, e ci propone una selezione dei film più rappresentativi dal 2000 a oggi. Più che una storia del cinema contemporaneo, dunque, le forme e i margini di un'istantanea capace di fotografare l'attualità e di restituire possibili linee di fuga di un medium mai stato così instabile.
Fuori catalogo
Al cinema con Mussolini
Film e regime 1929-1939
di Salotti Marco
editore: Le Mani-Microart'S
Durante gli anni Trenta andare al cinema con Mussolini è una scelta di italianità
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La casa sopra i portici
di Verdone Carlo
editore: Bompiani
pagine: 288
Carlo Verdone si racconta per la prima volta in un flusso di ricordi ricco, sorprendente, tenero ed esilarante
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Il curatore ozioso. Forme e funzioni del coro tragico in Italia
di Natale Massimo
editore: Marsilio
pagine: 416
Curatore ozioso, cantuccio riservato all'autore, attore ignoto, multanime figura
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Leader come Francesco. Perché il papa è un genio del marketing
di Ballardini Bruno
editore: Piemme
pagine: 136
Dopo le dimissioni del precedente "amministratore delegato" - papa Ratzinger - la Chiesa ha terminato definitivamente la "stag
Fuori catalogo
Hashtag. Cronache da un paese connesso
di Niola Marino
editore: Bompiani
pagine: 329
La diffusione dei social network e della comunicazione digitale ha cambiato il modo di rappresentare la realtà che ci circonda
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Fuori catalogo
Hannah Arendt. DVD
di Margarethe von Trotta
editore: Feltrinelli
"Ai poeti si perdona tutto" scrisse una volta Hannah Arendt di Bertolt Brecht, maestro insuperabile nel rendere possibile l'identificazione in un personaggio mantenendo la distanza necessaria per giudicarlo. "Hannah Arendt" di Margarethe Von Trotta racconta il coraggio di bere fino in fondo l'amaro calice della storia del Novecento e il fatale incrocio tra due pensieri, quello debole di un assassino incapace di capire il male prodotto e quello lacerante di una donna che del pensiero ha fatto il centro della propria vita. Perché l'importante, alla fine, è contribuire alla trasformazione del mondo. Il DVD contiene il film in lingua inglese con sottotitoli in italiano.
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Roba minima (mica tanto). Tutte le canzoni di Enzo Jannacci
di Andrea Pedrinelli
editore: Giunti Editore
pagine: 256
È nel marzo del 1964 che Jannacci Vincenzo diventa Enzo Jannacci: o il Saltimbanco, come amava definirsi dando una forte valenza etica al proprio lavoro di cantautore e autore teatrale nonché televisivo. La canzone che rende Jannacci noto a tutti si intitola "El portava i scarp del tennis" e narra della gente comune, che sarà sempre il vero obiettivo di un'arte senza snobismi. Il "barbon" del brano muore nell'indifferenza, ma i valori che come ogni uomo egli ha in sé non sono "roba minima", malgrado Jannacci così canti, con pudore. Perché non è "roba minima" la vita di un signore diviso tra la medicina del corpo e quella dell'anima, capace di resistere alle tante censure e banalizzazioni di chi ancora oggi lo definisce "un clown" per cantare emarginazione, razzismo, lavoro minorile, droga, malasanità, mafia, malapolitica, TV senza morale. E soprattutto non è "roba minima" l'eredità umana di un artista che amava dire: "Ricordati, non si traffica con la coscienza. Mai. Se si rinuncia alla dignità una volta, la si è persa per sempre".
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