Comunicazione
Poteva andare peggio. Mezzo secolo di ragionevoli illusioni
di Mario Pirani
editore: Mondadori
pagine: 430
Comincia in tono confidenziale il lungo viaggio di Mario Pirani attraverso ottant'anni di vita italiana. Dall'infanzia, alla giovinezza, trascorsa durante un periodo tra i più bui del Novecento. Nell'atmosfera colma di speranze dell'immediato dopoguerra, l'impeto creativo del marxismo togliattiano indurrà il giovane Pirani ad accogliere il verbo comunista. Ma dopo i sanguinosi fatti di Ungheria del 1956 e l'aspro dibattito che si aprì all'interno del partito, anche per Pirani arrivò il giorno in cui tutto "suonò assurdo". Nel 1961 la "cesura netta" della sua esistenza, che lo porta a uscire dall'"Unità" e dal Pci e accettare un'offerta di lavoro all'Eni di Enrico Mattei. In queste pagine - che si concludono alla soglia dell'avventura professionale del quotidiano "la Repubblica" - Pirani rievoca, alternando cronaca personale e memoria storica, una stagione "felice quanto illusoria". Il suo sguardo, sempre penetrante ma anche ironico e divertito, riesce a evocare, al di fuori di ogni posa oleografica, una folla variegata di personaggi in una sorta di personalissimo spettacolo del Novecento italiano. Al termine di una lunga stagione nella quale molte delle "ragionevoli illusioni" degli uomini e delle donne usciti dalla guerra non si sono realizzate, "Poteva andare peggio" sembra volerci dire, con il timbro del volontario disincanto, che l'impegno di una generazione non è stato del tutto vano.
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Degli uomini e degli dei
Il racconto del film «Uomini di Dio»
di Quinson Henry
editore: Jaca Book
pagine: 246
Consulente per il film Des hommes et des dieux" di Xavier Beauvois, uscito in Italia con il titolo "Uomini di Dio", Henry Quin
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Il cinico non è adatto a questo mestiere
di Ryszard Kapuscinski
editore: E/O
pagine: 107
"È sbagliato scrivere di qualcuno senza averne condiviso almeno un po' la vita"
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Ai bordi dell'infinito. Saggi e testimonianze intorno al pensiero di Fabrizio De André
editore: Chiarelettere
pagine: 230
L'opera e il pensiero di Fabrizio De André sono ininterrottamente e spontaneamente richiamati in incontri, convegni e dibattiti tesi non solo ad analizzare la sua poetica ma anche ad approfondire le tematiche trattate nelle sue canzoni. "Ai bordi dell'infinito", titolo che si riferisce a un verso del brano cantico dei drogati, riprende il percorso antologico cominciato da Fondazione Fabrizio De André Onlus con il volume "Volammo davvero" proponendo a cinque anni di distanza una nuova raccolta di scritti nati da interventi di artisti letterati, appassionati della sua opera, ma non solo, che in varie occasioni si sono confrontati con il pensiero di De André, spesso servendosene come lente attraverso la quale leggere problematiche ancora attuali e che riguardano gli ultimi, i più deboli, gli emarginati. Un coro di più toni e linguaggi, siano essi letterari o della testimonianza, che guarda a quell'"ansia di giustizia sociale" , per usare le sue parole, principale binario su cui ha camminato il lavoro di De André. Una raccolta di scritti inediti, anche di autori inaspettati, che aiuta ad approfondire la molteplicità dello sguardo di uno degli artisti italiani più spesso richiamato per l'intelligente ironia, la profondità delle idee e l'autentica coerenza.
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Panta. Carmelo Bene
editore: Bompiani
pagine: 420
Un volume dedicato a Carmelo Bene: un omaggio che offre al lettore una selezione tra le migliori interviste (circa 200) al Maestro dagli esordi alla scomparsa e una parte inedita di contributi richiesti ad hoc per questo volume ad alcune personalità della cultura italiana che hanno avuto un rapporto diretto con Carmelo Bene. Tra gli interventi, quelli di Sandro Veronesi, Filippo Timi, Edoardo Albinati, Goffredo Fofi, Jean-Paul Manganaro, Elisabetta Sgarbi, Luisa Viglietti, Piergiorgio Giacché, Lidia Mancinelli, Enrico Ghezzi, Alberto Arbasino, Luca Ronconi, Marco Bellocchio, Riccardo Muti, Bernardo Bertolucci, Guido Ceronetti.
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Mediterraneo blues
Musiche, malinconia postcoloniale, pensieri marittimi
di Chambers Ian
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 110
Al Mediterraneo calza alla perfezione una definizione di Gramsci: "un'infinità di tracce senza inventario", lan Chambers tenta
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Ossessioni collettive
Critica dei social media
di Lovink Geert
editore: Università Bocconi
pagine: 277
Con la grande maggioranza degli utenti di Facebook presa dalla smania di aggiungere amici, scrivere "mi piace", lasciare comme
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Un ballo in maschera. Ediz. italiana e inglese
di Giuseppe Verdi
editore: Skira Classica
pagine: 121
1957. La Callas ammaliata da Di Stefano, nell'orrido campo dei supplizi sotto la luna... il violoncello che le insinua la confessione d'amore che non voleva dare... l'orchestra di Gavazzeni che respira con loro in un'eccitazione irrefrenabile.. La Simionato e Bastianini, voci sontuosamente perfette... E il grande momento in cui la Scala gloriosa del 1957 riscopriva "Un ballo in maschera" nella sua esaltante bellezza.
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La sindrome di Michael Jackson. Bambini, prodigio, traumi
di Scarlini Luca
editore: Bompiani
pagine: 129
Michael Jackson ha riassunto nella sua vita, splendida e tragica, disastrosa e stellare, ogni possibile ambiguità rispetto all
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Pearl Jam. Twenty
editore: Rizzoli
pagine: 384
Nell'autunno del 1990, un gruppo di musicisti si riunisce in una sala prove di Seattle: il primo incontro di Eddie Vedder con Jeff Ament, Stone Gossard, Mike McCready e Dave Krusen è elettrizzante. Nel giro di un anno, l'album di debutto dei Pearl Jam, "Ten", li proietta tra le celebrità. Al culmine della fama, la band rifugge le luci della ribalta, rifiuta di girare videoclip e di concedere interviste, pubblica dischi che vengono incensati dalla critica e gira il mondo con indimenticabili concerti sold out: eppure le dinamiche del gruppo restano un mistero anche per i fan più accaniti. Questo libro racconta finalmente la storia dei Pearl Jam, con tutta la loro carica di energia e il loro spirito di indipendenza. Attraverso la viva voce dei protagonisti, che si rivelano con intelligenza, passione e sincerità, si ripercorre un viaggio lungo vent'anni, dai primi passi nel mondo della musica fino ai giorni nostri. I musicisti parlano dei concerti preferiti e dei momenti chiave della loro storia - la devastante perdita di Andy Wood, la battaglia con Ticketmaster, la tragedia di Roskilde - e spiegano perché hanno deciso di usare la popolarità per impegnarsi per la giustizia sociale. Per realizzare "Twenty", la band ha aperto gli archivi, ha raccolto materiale da amici e familiari e ha chiesto la collaborazione del veterano della critica rock Jonathan Cohen, di Mark Wilkerson - biografo di Pete Townshend - e di Regan Hagar, artista grafico e batterista nei Brad di Stone Gossard.
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I have a dream. I discorsi che hanno cambiato la storia
di Ferdie Addis
editore: De Agostini
pagine: 192
Cos'è che "muove" la storia? Le nazioni, certo, e le grandi scoperte, le rivoluzioni, le curve demografiche, le guerre, le crisi e i boom economici. Le parole. Perché la storia, anche quella con la S maiuscola, non è fatta di astrazioni, bensì di persone, che vivono sbarcando il lunario e hanno speranze, ambizioni, un'idea di futuro. In ogni epoca, a ogni latitudine, alcuni uomini e donne hanno saputo indicare agli altri il futuro attraverso le parole. Hanno parlato in nome della libertà, della dignità, della giustizia o del potere. Hanno risvegliato e veicolato il sentire comune intorno a un'idea. Nel bene e nel male, da Pericle a Obama, saltando a piè pari il politichese in salsa di slogan.
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