Filosofia
Heidegger e Aristotele
di Franco Volpi
editore: Laterza
pagine: 173
Nella lunga crisi della grande filosofia seguita alla fine del sistema hegeliano, Heidegger ci ha restituito il senso di cosa significhi pensare in grande stile. Non solo per la grandezza e lo spessore della sua opera, venuta alla luce in tutta la sua imponenza. Non solo per l'acuta sensibilità che Heidegger ha mostrato nei confronti dei problemi fondamentali della nostra epoca: il venir meno della coscienza religiosa, la crisi dei valori tradizionali e la sfiducia nei confronti di una ragione solo strumentale, la fine dell'assoluto sulla terra e il chiudersi dell'orizzonte epocale della tecnica. Ma anche e soprattutto per il fatto che, con una radicalità che nessun altro dopo Hegel aveva osato, Heidegger ha saputo ripensare nel suo insieme l'accadere della filosofia occidentale, riproponendo come problema filosofico la questione dei fondamenti dell'epoca presente e della sua connessione essenziale con il pensiero greco. In quest'orizzonte, la presenza di Aristotele nel pensiero heideggeriano non è circoscrivibile nelle forme di una semplice interpretazione. Essa è piuttosto una presenza generalizzata che pervade tutta l'opera di Heidegger e che si configura nei termini di una forte assimilazione e di un confronto mediante cui il filosofo tedesco si è appropriato dell'ontologia e della filosofia pratica di Aristotele.
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Hannah Arendt e lo spettacolo del mondo
Estetica e politica
di Tavani Elena
editore: Manifestolibri
pagine: 303
Quando estetico e politico si incontrano il loro destino sembra segnato
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Kafka. Per una letteratura minore
editore: Quodlibet
pagine: 153
"Come entrare in un'opera come quella di Kafka?" Un'opera che come il Castello ha molteplici ingressi senza che si sappia quali siano le leggi che ne regolano l'uso e la distribuzione. Si potrà entrare da un punto qualsiasi, non ce n'è uno che valga più dell'altro, nessun ingresso è principale o secondario. Uno di questi ingressi è il concetto di lingua (e letteratura) minore, che diventa per Deleuze-Guattari, un vero e proprio programma filosofico-politico e la chiave non soltanto per una rilettura dell'opera di Kafka, ma di tutta la letteratura del novecento. Una letteratura minore non è la letteratura di una lingua minore, ma quella che una minoranza fa di una lingua maggiore. Di fronte alla triplice impossibilità in cui si trova (impossibilità di non scrivere, impossibilità di scrivere in tedesco, impossibilità di scrivere in un'altra lingua), il genio di Kafka sta nell'aver deciso di usare il tedesco come lingua minore. "Di grande, di rivoluzionario non c'è che il minore. Odiare ogni letteratura di padroni. Attrazione di Kafka per i servi e gli impiegati . stessa cosa in Proust, per i servi e il loro linguaggio. Ma altrettanto interessante la possibilità di fare della propria lingua un uso minore. Essere nella propria lingua come uno straniero... Quanti stili, o generi, o movimenti letterari, anche minimi, sognano una cosa sola: assolvere una funzione maggiore del linguaggio, offrire i propri servizi come lingua di Stato, lingua ufficiale.
Esaurito
L'appuntamento mancato. Il giovane Heidegger e i sentieri interrotti della democrazia
di Menga Ferdinando G.
editore: Quodlibet
pagine: 218
Si può parlare della questione filosofico-politica in Heidegger prescindendo dal suo coinvolgimento con il nazismo? Questo vol
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Emil Lask. Il pathos della forma
di Masi Felice
editore: Quodlibet
pagine: 404
Prima monografia completa sul pensiero di Emil Lask (1875-1915), il volume assolve sia il compito di una doviziosa ricostruzio
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Lettere e note su Nietzsche
di Vale`ry Paul
editore: Mimesis
pagine: 102
Vengono qui presentate, per la prima volta in italiano, tutte le lettere e le note che Paul Valéry dedicò a Nietzsche
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La religione naturale
di David Hume
editore: Pgreco
pagine: 254
"I dialoghi sulla religione naturale" sono tra i più brillanti scritti di Hume Apparsi postumi nel 1779 a causa del loro dichiarato ateismo, questi dialoghi vagliano e mettono alle strette le più celebri dimostrazioni dell'esistenza di Dio e i metodi di rapportarsi al mondo e alla totalità.
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Atlante storico della filosofia
di Merker Nicolao
editore: Pgreco
pagine: 431
Quasi tre millenni di pensiero filosofico occidentale sono condensati in questo libro di agevole lettura, che suggerisce anche
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Il dio denaro
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 174
Nel mondo d'oggi il denaro sembra la principale misura del valore individuale e l'elemento centrale della vita politica e soci
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L'ermeneutica di Emilio Betti
di Ireneus Korzeniowski
editore: Città Nuova
pagine: 96
L'ermeneutica filosofica contemporanea, se si considera il tipo di rapporto che essa stabilisce con la verità, si muove in due direttrici diverse: verso un'ermeneutica ispirata al pensiero debole e verso un'ermeneutica veritativa. Il volume prende in esame il pensiero di Betti (1890-1968) che si può considerare il principale esponente di questa "corrente" che non cessa di perseguire la "verità" giungendo a formulare nella celebre Teoria generale dell'interpretazione, una serie di principi e di metodi capaci di aprire l'interpretazione alla comprensione del suo "oggetto".
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La «religione dello storicismo»
di Tessitore Fulvio
editore: Morcelliana
pagine: 240
Partendo dall'idea di storicismo, religiosamente laico, critico e problematico, come tentativo di individuare una nuova razion
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I beati
di Zambrano Maria
editore: Se
pagine: 120
Come leggiamo nell'introduzione, anche 'Los bienaventurados', 'I beati', l'ultima opera di Maria Zambrano pubblicata prima del
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