Filosofia
Il paradosso del monoteismo
di Henry Corbin
editore: Mimesis
pagine: 220
Ebraismo, Cristianesimo e Islam - le comunità del Libro (Ahi al-Kitab) rappresentano i tre rami di un'unica e grande tradizione abramitica. Condividono la fede nella rivelazione di un Dio unico, trascendente e, nella sua essenza, inconoscibile attraverso le vie della percezione e della ragione. E tuttavia Corbin ci mostra come questo monoteismo sia fin dall'inizio e per sempre minacciato da una doppia trappola: quella di una rinascita idolatrica che fa di Dio un ente tra gli enti, confondendolo nella storia e nella società, e quella di una trascendenza portata all'estremo che, senza mediazioni teofaniche, si tramuta in disperante nichilismo. A queste tendenze Corbin oppone le lezioni della gnosi islamica, ebraica e cristiana, la loro ontologia integrale, e angelologia, il loro mundus imaginalis mediatore e risolutore di ogni falsa opposizione. Con "Il paradosso del monoteismo" Corbin, oltre che proporre un cammino, ha lanciato una sfida: certamente per chi sa ed è in grado di coglierla. Ha voluto spalancare dinnanzi a una umanità stanca, sfiduciata e depressa l'abisso dell'Essere-Uno, invitando i migliori non a sostarvi dinnanzi cercando di capirne - razionalmente, astrattamente e vanamente - la profondità e il significato, ma a lasciarvisi coraggiosamente. Questo è il senso - l'experimentum crucis - di queste meditazioni che, a buon diritto (e per tale motivo), si possono chiamare "abissali". Introduzione di Claudio Bonvecchio.
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Eros e tragedia
di Dona` Massimo
editore: Alboversorio
pagine: 37
Ripensare eros significa accogliere quella potenza vitale che continuamente ci ricorda, come ci indicano esemplarmente le gran
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L'immaginazione intermediale
Perlustrare, rifigurare, testimoniare il mondo visibile
di Montani Pietro
editore: Laterza
Le immagini diffuse dai media elettronici - televisione e rete - tendono a produrre una sempre più forte indistinzione tra doc
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De nostri temporis studiorum ratione. Sul metodo degli studi del nostro tempo. Testo latino a fronte
di Giambattista Vico
editore: Edizioni ETS
pagine: 172
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Nietzsche: il processo politico. Dal nazismo alla globalizzazione
di Ferrari Zumbini Massimo
editore: Rubbettino
pagine: 240
D caso sembrava chiuso, finalmente
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Sulla mistica
di Michel de Certeau
editore: Morcelliana
pagine: 280
Alcune testimonianze esprimono con particolare incisività il senso di un'operosità intellettuale che ha fatto di Michel de Certeau (1925-1986) un effettivo excitateur de la pensée in campi tra i più svariati e con interventi che, a un ventennio ormai dalla morte, si sono venuti sempre più precisando nella loro portata, accrescendo l'impressione della sua lungimiranza e fornendo precise indicazioni per una eredità preziosa. L'immagine è quella di un uomo ricco di interessi e curiosità, e dalle molte imprese: radicato nel tempo e nei saperi di un'epoca che sembrava pensarsi "in modo non religioso", egli appariva pienamente sensibile alle istanze spirituali più profonde che intendeva saggiare dentro la frammentarietà del contemporaneo; mentre faceva opera di storico, seguiva le metamorfosi della mistica. I testi qui raccolti e curati da Domenico Bosco - sulla "mistica" appunto - risentono dell'inquietudine dei tempi e dell'ambiguità della "secolarizzazione" nel suo essere, insieme, un "fatto" e un "destino" pronto a concretizzarsi come assenza del sacro e del religioso. Una dialettica pienamente afferrabile nelle pagine qui tradotte e nella quale traluce, attraverso la figura di questo pensatore, uno spaccato sulla stessa "modernità". Michel de Certeau (1925-1986), "storico" francese di formazione poliedrica e membro della Compagnia di Gesù dal 1950, ha dedicato i suoi primi studi alle scienze religiose e alla storia della mistica incrociando le lezioni di de Lubac.
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Esperienza e linguaggio
Ermeneutica e ontologia in Hans-Georg Gadamer
di Ottaviani Osvaldo
editore: Carocci
pagine: 142
Solitamente si pensa all'ermeneutica come ad una forma di relativismo
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Il mito dello stato
di Cassirer Ernst
editore: Se
pagine: 336
Negli ultimi trent'anni, nel periodo fra la prima e la seconda guerra mondiale, non abbiamo attraversato soltanto una grave cr
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Introduzione a Rawls
di Maffettone Sebastiano
editore: Laterza
pagine: 220
John Rawls (1921-2002) è stato il più influente filosofo politico del nostro tempo
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Le parole dell'etica
di Da Re Antonio
editore: Mondadori bruno
Il volume accompagna il lettore in un'analisi approfondita dei grandi temi della filosofia morale
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Il corpo svelato. Etica ed estetica del nudo nell'arte
editore: Città Nuova
pagine: 240
Il tema del nudo artistico costituisce uno dei campi di indagine più interessanti per la riflessione etica; tema delicato e complesso in quanto riguarda il dato più "naturale" della persona umana, la nudità appunto, e insieme il più "culturalizzato", la sua gestione e significazione. I contributi affrontano l'argomento nei suoi vari aspetti in un'ottica etica ed artistica cercando di individuare i punti di convergenza e di divergenza, e gli elementi di tensione: l'elaborazione del senso del pudore; il linguaggio della nudità; il significato dell'abbigliamento; l'influenza della pubblicità, della moda e dei mass media; la rappresentazione della bellezza del corpo nell'arte figurativa e nel cinema.
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Filosofia dell'ornamento
di Christine Buci-Glucksmann
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 135
"È a Vienna che nacque la polemica che avrebbe aperto alla modernità. L'ornamento è un "crimine" come scriveva Adolf Loos, o uno "stile" come affermava l'Art Nouveau?". E rozza e barbara incompetenza realizzativa oppure è un'astrazione, "un bello libero" che fornisce il paradigma della creazione? Per l'autrice di questo libro che vuole "articolare momenti di vita e di pensiero", e dunque viaggia tra pensieri, opere, luoghi, città e arte, così parlando di filosofia dell'estetica in modo nuovo, un bilancio di tutti i dibattiti, che quell'alternativa ha suscitato, non soltanto dà torto a Loos. Oggi, che il presente l'ha del tutto riabilitato e l'ornamento "è diventato vita, ciò che è sempre stato fin dalle origini", si può meglio mettere in rapporto la modernità con i primi alfabeti plastici dell'uomo così come con le grandi culture e con gli stili di ornamento occidentali e non occidentali. Un ponte nel tempo e nello spazio che supera in tal modo il doppio pregiudizio che ha condannato per secoli l'ornamento: la sottomissione del bello al vero ontologico, e l'identificazione dell'ornamentale con l'esotico, con l'altro, il femminile, "l'orientale". Introduzione di Gianni Puglisi.
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