Filosofia
La politica dopo l'illuminismo. Saggi filosofici
di Lübbe Hermann
editore: Rubbettino
pagine: 244
Una riflessione sulle condizioni di vita delle società complesse contemporanee mostra come l'eredità liberale dell'Illuminismo
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Lettere 1925-1975 e altre testimonianze
editore: Einaudi
pagine: 315
Quando la bufera sibila intorno alla baita - scrive Heidegger nel 1925 trascorro una pausa di tranquillità sognando l'immagine
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Nascita e morte del filosofo
di Angelino Carlo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 79
Una raccolta di scritti sul pensiero antico dai presocratici ad Aristotele. "Grecia felice! Casa di tutti i celesti. È dunque vero ciò che da giovani abbiamo udito? Sala di feste! Il suolo è mare e tavola i monti, Per certo a quell'unico uso, costruita fin dall'antico! Ma i troni ove sono? I templi e dove i vasi? Dove, pieno di nettare, per delizia degli dèi, il canto? Ove, ove splendono gli oracoli, adesso, che colgono lungi? Delfo è assopita e dove suona il grande destino? Dov'è il veloce? Dove, d'un bene universo ricolmo Rompe sugli occhi, tuonando dall'aria serena? "Padre etere!" Ecco il grido che di labbro in labbro volava in mille modi e nessuno sopportava la vita da solo. Compartito allieta un tal bene e con estranei scambiato Diventa un giubilio, cresce dormendo il potere della parola: "Padre! Sereno!" e risuona ad ogni distanza il segno Originario, ereditato dagli avi e ove giunge crea. Così prendono stanza i celesti e spargendo un brivido fondo Fuori dalle ombre scende, fra gli uomini, il loro giorno". (Friedrich Hölderlin)
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Morte. Fine o passaggio?
editore: Rizzoli
pagine: 146
La riflessione classica e giudaico-cristiana propone molteplici spiegazioni della morte ed elabora diverse strategie di supera
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Apologia della barbarie. Considerazioni ostili sulla condizione umana in tempo di guerra
di Domanin Igino
editore: Bompiani
pagine: 105
I confini della terra sono diventati pure e semplici barriere che non disegnano più il confine delle patrie, ma gli steccati i
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Scritti su Wagner-Il caso Wagner-Nietzsche contra Wagner
di Friedrich Nietzsche
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 137
A molta distanza dal primo scritto su Wagner (la IV inattuale), e a pochissima dallo scoppio della pazzia, si situano queste due esplosioni dell'odio-amore di Nietzsche per Wagner. Esse sono nello stesso tempo tentativi spasmodici di liberazione da un'antica e mai superata dipendenza e un approfondimento "in corpore nobili" dell'analisi della décadence che, secondo Lowith, è il capolavoro di Nietzsche. Nell'illusione di combattere il tipo di décadent wagneriano opponendogli l'uomo dionisiaco, Nietzsche da una caratterizzazione rimasta insuperata, nelle sue luci e ombre, dell'arte wagneriana e, d'altra parte, uno scintillante specimen di quella chimica storica evolutiva che non avrebbe tardato a dare i suoi frutti avvelenati.
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Storia e destino
di Schiavone Aldo
editore: Einaudi
pagine: 109
La nostra civiltà ci ha condotto, attraverso l'ultimo vertiginoso tratto del suo cammino, sul bordo estremo di una soglia oltr
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A colloquio. Frammenti di memoria di un grande saggio
editore: Marietti 1820
pagine: 112
Questi sono gli ultimi colloqui con Hans-Georg Gadamer annotati nell'agosto, nel settembre e nel dicembre 2001, quindi pochi m
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Elementare, Wittgenstein! Filosofia del romanzo poliziesco
di Renato Giovannoli
editore: Medusa Edizioni
pagine: 368
Le testimonianze di cui disponiamo confermano che il grande filosofo preferiva immergersi nella lettura dei pulps polizieschi
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Che cos'è la storia?
di Eric Voegelin
editore: Medusa Edizioni
pagine: 254
Scritti tra i primi anni Sessanta e la fine degli anni Settanta in seguito alla pubblicazione dei primi tre volumi della grande opera "Ordine e storia", i saggi qui presentati segnano una nuova tappa nella riflessione sulla storia che impegnò il filosofo tedesco nella sua ricerca di un nuovo ordine politico. Se esiste una "storia universale" qual è allora il suo significato? È lecito parlare, alla luce degli avvenimenti che hanno sconvolto la nostra epoca, di progresso della "storia dell'umanità"? C'è davvero un "principio di ragione" alla base del processo storico in cui siamo immersi? In un diretto confronto con i grandi autori del passato (Platone, Comte, Schiller, Hegel) Voegelin cerca di dipanare il nesso tra un'ideale "verità" storica e il fondamento mitico che sta alla base di ogni atto di autointerpretazione dell'uomo, principale attore nel teatro degli eventi. Abbandonando la confortante idea di una linearità e continuità della storia Voegelin elabora una teoria della coscienza e dei processi di simbolizzazione che rendono conto della concreta discontinuità del processo storico. È forse l'azione dell'"uomo in rivolta" di Camus a rendersi necessaria per potersi riappropriare della realtà concreta? Un pensiero fìlosofico, quello di Voegelin, che nasconde una profonda tensione critica verso i movimenti di massa e le false ideologie con cui l'uomo costruisce la società e giustifica la propria azione nel mondo e una condanna ai totalitarismi che hanno dominato il XX secolo.
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La consistenza del passato. Heidegger, Nïetzsche, Severino
di Alessandro Carrera
editore: Medusa Edizioni
pagine: 142
Il passato è sempre doppio, perché al tempo in cui è accaduto non era affatto passato, eppure non possiamo pensarlo senza attribuirgli la natura di passato. Rispondendo a questa paradossalità del tempo Emanuele Severino sostiene, contro Nietzsche, Heidegger e l'intera tradizione occidentale, che il passato continua a permanere, senza mai sparire nel non essere. Anti-heideggeriano e anti-nietzscheano, Severino si oppone a qualunque sottomissione dell'essere al tempo, alla storia o alla volontà di potenza. Con la sua radicale confutazione del senso comune, Severino incarna come pochi la figura kantiana del filosofo che sa "tutto e nient'altro". La definizione non è per nulla limitante. In un mondo in cui tutti si danno da fare per qualcosa, Severino davvero si prende cura del Tutto e, anche quando si occupa di temi molto attuali, solo del Tutto. Ma la scrittura del Tutto da lui elaborata nei suoi testi più significativi, da Destino della necessità a La Gloria, è soltanto filosofica? Forse Severino ci sta donando da tempo dei poemi paradisiaci, nei quali un insuperabile limite teoretico viene oltrepassato grazie all'imposizione di nomi come Gioia e Gloria, cifre di un inconscio del vivente del quale non vogliono essere interpretazione bensì coincidenza totale, simbolo mistico.
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Leggere Una teoria della giustizia di Rawls
di Albasini Daniele
editore: Ibis
pagine: 190
Una teoria della giustizia (1971) dell'americano John Rawls (1921-2002) è già un classico della filosofia politica
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