Interfacoltà Lettere - Scienze della Formazione
Che cos'è la politica?
di Hannah Arendt
editore: Einaudi
pagine: 205
Nel 1955 venne proposto ad Hannah Arendt di scrivere una "Introduzione alla politica". Il progetto concordato in quell'occasione non vide mai la luce, ma i manoscritti redatti dalla Arendt in previsione della pubblicazione sono stati ordinati e commentati da Ursula Ludz che li ha raccolti in questo volume. I brani forniscono indicazioni sulla filosofia politica, sulla visione del mondo, sull'autonomia del pensiero di Hanna Arendt.
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Funzioni, macchine, algoritmi. Introduzione alla teoria della computabilità
editore: Carocci
pagine: 432
Nata nel corso degli anni Trenta del secolo scorso nel contesto delle ricerche sui fondamenti della matematica, con lo sviluppo dei calcolatori digitali la teoria della computabilità ha assunto il ruolo di disciplina fondamentale per l'informatica teorica. Attraverso di essa, la sua influenza culturale si è estesa ad ambiti quali l'intelligenza artificiale, le scienze cognitive, la linguistica. Questo volume vuole rendere accessibili, con un adeguato approfondimento, i principali risultati della teoria della computabilità ad un pubblico non specializzato.
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La razionalità dell'etica di Aristotele. Uno studio su Etica Nicomachea
di Ignacio Yarza de la Sierra
editore: Armando Editore
pagine: 208
Il libro vuole avvicinare il lettore alla dimensione scientifica dell'etica di Aristotele. Si avvale quindi delle principali novità della letteratura aristotelica recente: la rivalutazione della dialettica nei suoi trattati etici e la prospettiva personale - del soggetto agente - secondo cui sono scritti.
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Etica nicomachea
di Aristotele
editore: Bompiani
pagine: 504
L'"Etica nicomachea" pone, in modo organico, i problemi fondamentali della riflessione morale di ogni tempo: il bene in generale e il bene per l'uomo, la felicità, la libertà, la virtù, la legge morale, il dovere, il fine ultimo. Aristotele riprende alcuni concetti tipicamente ellenici e li colloca in una visione di grande equilibrio: alla felicità dell'uomo, cioè alla sua piena e totale realizzazione, contribuiscono in vario modo anche i beni esteriori e quelli del corpo. Ma la vera felicità consiste nel possesso della virtù, e raggiunge il suo culmine nella contemplazione, cioè nell'attività pura del pensiero che ha per oggetto il divino, l'eterno.
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Metafisica
di Aristotele
editore: Bompiani
pagine: 864
La Metafisica è l'opera più famosa di Aristotele. Si tratta degli appunti che Aristotele preparava per le sue lezioni all'interno del Peripato. Lo Stagirita pone qui i problemi fondamentali sull'essere e sul perché del divenire ricercandone le cause e i principi primi. La traduzione, fedele al testo greco, propone una terminologia moderna e una scansione ben articolata dei vari paragrafi, grazie anche alla novità delle intitolazioni. Le note al testo di Giovanni Reale, brevi ed essenziali, chiaririscono i passi più difficili. Preziosi gli apparati finali: sono raccolti in sintesi i contenuti per libro e per capitolo della Metafisica. Il volume è inoltre arricchito da una appendice bibliografica a cura di Roberto Radice. Testo greco a fronte.
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L'occhio e lo spirito
di Maurice Merleau-Ponty
editore: SE
pagine: 80
"L'Occhio e lo Spirito è l'ultimo scritto che Merleau-Ponty poté portare a termine
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Tempo e materia. Una metafisica
di Alberto Giovanni Biuso
editore: Olschki
pagine: 168
Metafisica è parola e concetto che il pensiero filosofico e scientifico degli ultimi due secoli ha investito di una critica mo
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Le forme del bello
di Remo Bodei
editore: Il mulino
pagine: 227
Dal modello classico all'estetica dell'assenza di regole: la storia dell'idea di bellezza è segnata dal progressivo disgregars
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Ricerche logiche
di Edmund Husserl
editore: Il saggiatore
pagine: 878
Tra l'estate e l'inverno del 1896, Edmund Husserl tiene all'università di Halle il ciclo di lezioni che segna il passaggio decisivo della sua riflessione filosofica: alla ricerca del fondamento per una nuova teoria della conoscenza, Husserl confuta lo psicologismo che aveva dominato la seconda metà dell'Ottocento, proponendo un nuovo modello epistemologico. È la svolta che lo porta a ridefinire il concetto stesso di "significato" come atto intenzionale, nel tentativo di ricomporre la frattura tra il soggetto e le leggi immutabili della logica, e tra la fissità di queste ultime e la varietà inesauribile del linguaggio. Dalle lezioni di Halle prenderanno avvio le "Ricerche logiche" e, con loro, la fenomenologia, momento aurorale della riflessione filosofica del Novecento, destinata a riverberare la propria luce lungo tutto il secolo e oltre. A queste pagine attingeranno alcuni tra i pensatori più influenti della cultura contemporanea, da Heidegger a Lowith, da Sartre a Merleau-Ponty, inaugurando un nuovo modello filosofico che trova nel dubbio, nella coscienza, nel rigore e nell'inesausta tensione a immergersi nel mondo le sue coordinate e la sua urgenza. Il Saggiatore ripropone, nella storica edizione curata da Giovanni Piana, un testo che da oltre un secolo rimane tra i più influenti e decisivi per la filosofia e la scienza, avendo accolto e rilanciato la sfida più ambiziosa che accomuna entrambe: la verità.
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Il male. Una sfida alla filosofia e alla teologia
di Paul Ricoeur
editore: Morcelliana
Unde male faciamus? O meglio, unde malum? (donde viene il male?) Partendo da queste domande - domande classiche in forza dell'enigma in esse raccolto Ricoeur torna a riflettere sullo scandalo del male. In pagine intessute di finezza ermeneutica e rigore teoretico, Ricoeur disegna da un lato una fenomenologia del male: la sofferenza, la pena, il peccato, l'intreccio di male subìto e male commesso... D'altro lato ricostruisce il formarsi dell'onto-teologia e delle sue diverse teodicee, in quanto tentativo - da Agostino a Leibniz, da Kant a Hegel, fino alla paradossale dialettica spezzata di Barth - di coniugare realtà del male e credenza in un Dio onnipotente. Ma reggono queste soluzioni dinanzi alle forme estreme del male nel nostro secolo? Per Ricoeur, consumatosi il progetto stesso dell'onto-teologia, alla fine non resta che il riconoscimento dell'aporia di un male in sé ingiustificabile e di una fede che ripeta il gesto ultimo di Giobbe: credere in Dio per nulla. In margine al saggio di Ricoeur, De Benedetti, nella Postfazione, si sofferma sui riflessi teologici dell'enigma del male, dopo che la caligine di Auschwitz ha oscurato (fino a quando?) i segni di Dio.
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