Critica letteraria e Linguistica
L'occhio del barbagianni
di Ceronetti Guido
editore: Adelphi
pagine: 60
Il tempo, la storia, il sesso, il cosmo, l'abisso: centotrentaquattro nuovissimi pensieri del Filosofo Ignoto
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Proust e Baudelaire. Due figure della modernità
di Walter Benjamin
editore: Cortina raffaello
pagine: 270
Questo libro offre al lettore l'occasione di una scoperta, uno sguardo inedito sulla modernità. Un'epoca che Walter Benjamin ci invita ad attraversare sulle tracce di Proust e Baudelaire, protagonisti di due saggi, "Un'immagine di Proust" e "La Parigi del Secondo Impero in Baudelaire", che vengono qui per la prima volta accostati in una nuova traduzione arricchita da una preziosa galleria di immagini. La nascita del mercato e della figura dell'acquirente, del consumatore da sedurre con false novità, il rapporto con la natura e la trasformazione dell'eros, l'ossessione della registrazione degli eventi, che in quell'epoca nasceva anche grazie all'invenzione della fotografia: sono alcuni tratti della modernità in cui riconosciamo la nostra genealogia e che ci fanno sentire vicini questi due grandi autori del passato. Come avvenne per Benjamin, Baudelaire e Proust divengono per il lettore due compagni insostituibili per affrontare un viaggio nel tempo perduto e in quello a venire, cioè il tempo che noi oggi viviamo.
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«In aula ingenti memoriae». Ricerche petrarchesche
di Manlio Pastore Stocchi
editore: Antenore
pagine: 290
"Gli scritti che qui presento raccolti sono stati composti sparsamente nel corso di molti decenni, con impostazioni e modi di
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Lettere 1932-1981
di Fante John
editore: Einaudi
pagine: XXIX-452
Impiegato in un'impresa per la produzione di ghiaccio, operaio in una fabbrica di pesce in scatola, tuttofare per uno studio p
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In Europa son già 103. Troppe lingue per una democrazia?
di Tullio De Mauro
editore: Laterza
pagine: 91
Vogliamo davvero che alla storia e al presente dell'Europa corrisponda una reale democrazia europea? Se la risposta è sì, bisogna costruire la comunanza di lingua, condizione fondante di vita della pòlis. La voglia di democrazia, la voglia di unità politica e la crescita degli attuali livelli di istruzione sono le condizioni per risolvere la questione linguistica come questione democratica dell'Europa.
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La lingua batte dove il dente duole
editore: Laterza
pagine: 125
Cos'è la lingua, e cos'è il dialetto? Cosa esprimiamo con l'una e cosa esprimiamo con l'altro? In un susseguirsi di riflession
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Giorni di festa. Dispute umanistiche e strane storie di sogni, presagi e fantasmi. Testo latino a fronte
di Alessandro D'Alessandro
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 254
In una cornice frammentaria, nella quale affiorano i ricordi personali dell'autore e che dà alla sua enciclopedica operazione antiquaria il sapore e la vivacità del dibattito culturale umanistico, i Giorni di festa (Geniales dies) del giureconsulto napoletano Alessandro d'Alessandro (1461-1523) procedono di capitolo in capitolo affrontando al di fuori di un'organica architettura e di un ordine prestabilito gli argomenti più eterogenei riguardanti il mondo antico: dalla storia agli ordinamenti militari, sociali e religiosi, al diritto pubblico e privato e alla vita quotidiana, da questioni di filosofia, scienze naturali, archeologia, grammatica e critica testuale alle curiosità, alle leggende, alle arti magiche e alla superstizione.
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Nikolaj Gogol
di Vladimir Nabokov
editore: Adelphi
pagine: 183
Il saggio ottiene subito un grande successo, anche se dall'inizio alla fine Nabokov si guarda bene dal seguire le indicazioni ricevute, e manifesta ripulsa per i riassunti e le pedanti esposizioni tipiche del volgarizzatore. Predilige piuttosto gli effetti sorprendenti (comincia con la morte di Gogol' per finire con la sua nascita), gli aspetti bizzarri, le diversioni impazienti - e si limita a ciò che ritiene il meglio dello scrittore, trascurando il resto. Ma riesce, con il suo tocco magico, a trasformare particolari in apparenza insulsi, dettagli persino privi di senso artistico, in trionfi dell'immaginazione: lo sciame di personaggi secondari del Revisore, che prendono vita nello spazio di una digressione; la splendida poetica dell'irrilevanza e l'apoteosi della volgarità compiaciuta in Anime morte; le oscillazioni perturbanti di un incubo grottesco nel Cappotto, a cui dedica, in un superbo crescendo, l'ultimo capitolo - prologo folgorante all'estetica del Nabokov narratore.
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Verga, Pirandello e altri siciliani
di Giuseppe Rando
editore: Franco Angeli
pagine: 288
Il volume illustra, in un'ottica post ideologica, aspetti, anche misconosciuti e talora inesplorati, della grande letteratura
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Mario Luzi. Un viaggio terrestre e celeste. Con un'appendice di scritti dispersi
editore: Storia e Letteratura
pagine: 290
A cent'anni dalla nascita di Mario Luzi, il volume curato da Paola Baioni e Davide Savio ricorda la figura del grande poeta raccogliendo una serie di interventi che ne indagano l'eredità, tuttora viva e operante sulla letteratura italiana. È soprattutto l'ultima stagione dell'opera luziana, quella "paradisiaca", a porsi come centro dell'attenzione: sotto l'insegna di 'Frasi nella luce nascente', Luzi ha sviluppato un coerente percorso di ricerca, che mirava ad approssimare i "fondamenti invisibili" dell'esistenza, secondo i modi dell'interrogazione e della lode a Dio. Oltre a ospitare i contributi dei maggiori studiosi di Luzi, il volume è impreziosito da sette scritti dispersi, taluni inediti, reperiti da Stefano Verdino, e dalla riproduzione di alcune carte del taccuino che ospita i lacerti embrionali di un'opera epocale, Nel magma, esaminati da Daniele Piccini. È presente inoltre una sezione di Testimonianze, dove i poeti stessi raccontano Luzi: Milo De Angelis, Franco Loi, Guido Oldani, Silvio Ramat, Davide Rondoni e Cesare Viviani recano un tributo di amicizia e di riconoscenza all'uomo e al maestro, faro insostituibile nelle acque agitate del Novecento.
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La narrativa europea in età contemporanea. Cechov, Joyce, Proust, Woolf, Musil
di Renato Barilli
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 352
Un'indagine sulle molte vie, spesso sotterranee, che collegano tra loro i grandi protagonisti della narrativa europea in età contemporanea: il russo Cechov, gli inglesi Joyce e Woolf, il francese Proust e l'austriaco Musil. I manuali scolastici insistono sulla distinzione tra un'età moderna e un'età contemporanea e, in ambito narrativo, la prima trionfa nell'Ottocento ponendo in primo piano l'homo oeconomicus, immerso soprattutto nella lotta per l'esistenza, con lo scopo di procurarsi beni di fortuna, sotto il dominio di impulsi dettati da madre natura. Ma verso la fine di quel secolo scatta una dirompente rivoluzione scientifica che apre le porte alla nuova era contemporanea, per cui l'interesse va tutto a un homo epistemologicus che, grazie a filosofi come Bergson, psicologi come Freud, scienziati come Einstein, sperimenta una specie di esplosione dell'io. Per dirla con Pirandello, l'uomo scopre di essere "uno, nessuno e centomila". L'autore di queste pagine ha esordito studiando Pirandello, associato a Svevo, e ora estende l'indagine ad altri colossi di quella rivoluzione. Sono i grandi innovatori della narrativa contemporanea, rivolti a frugare nell'inconscio, a ricavarne minimi frammenti di vissuto, che saranno le epifanie di Joyce, o i fenomeni sul tipo della madeleine nel caso di Proust, o i granelli di sabbia che l'uomo senza qualità di Musil insinua nell'ingranaggio del potere austro-ungarico.
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