Critica letteraria e Linguistica
Sei per la Sardegna
editore: Einaudi
pagine: 65
Sei scrittori sardi hanno pensato di riunirsi, mettere a disposizione quello che sanno fare per offrire il loro contributo ric
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Lo studio dell'antichità. Giorgio Pasquali e i filologi classici
di Fausto Giordano
editore: Carocci
pagine: 133
È noto che lo studio dell'antichità viene rinnovato dalla continua trasformazione dei legami concettuali che si possono stabilire con i testi e con le testimonianze materiali pervenutici attraverso un secolare processo di trasmissione e di decifrazione. Il volume intende dare conto dei criteri di giudizio in base ai quali il filologo Giorgio Pasquali (Roma 1885-Belluno 1952), durante la prima metà del secolo XX, valutò l'approccio ai documenti antichi messo in atto da alcuni dei più noti classicisti, sia italiani che stranieri, oltre che da alcuni scrittori della letteratura nazionale. In tali analisi, che esercitarono una notevole influenza sulla cultura italiana, anche al di là del ristretto ambito degli antichisti, egli non limitò il campo delle proprie ricerche alla rievocazione di dati cronachistici pertinenti, esclusivamente o prevalentemente, al vissuto biografico dei singoli studiosi, ma offrì, invece, un interessante spaccato metodologico di storia degli studi classici.
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Dopo la fine. Una letteratura possibile
di Ferroni Giulio
editore: Donzelli
Già sul finire del secolo scorso, Giulio Ferroni è stato tra i primi a svolgere una riflessione sul rapporto tra i linguaggi l
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Questo è il punto. Istruzioni per l'uso della punteggiatura
editore: Laterza
Si può imparare a usare la punteggiatura divertendosi come quando si guarda un film? La risposta è sì, se a spiegarci come e d
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Conversazione con Primo Levi. Se c'è Auschwitz, può esserci Dio?
editore: Guanda
pagine: 87
Il lager nazista è l'emblema più tragico del secolo appena finito; l'esperienza che più costringe noi contemporanei, e sopratt
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La lingua della poesia nell'età dell'illuminismo
di Carlo E. Roggia
editore: Carocci
pagine: 230
In mezzo al grande rinnovamento che investe la lingua italiana nel Settecento, la poesia è spesso parsa una sorta di isola: uno spazio chiuso in cui il nuovo clima intellettuale non arriva a intaccare una tenace fedeltà linguistica al passato. In realtà la lingua poetica nel secolo dei Lumi non è al riparo dalle pulsioni riformatrici, solo che il vettore del suo rinnovamento punta in direzione opposta alla semplificazione funzionale della prosa, e cioè verso un aristocratico distacco: un paradosso, sembrerebbe, per una cultura che faceva della divulgazione del sapere un suo caposaldo. È questo il nodo storiografico intorno a cui vertono i saggi qui raccolti. Lavorando su casi esemplari (Parini, Cesarotti, la poesia didascalica), il discorso si muove tra analisi linguistica e storia delle idee, toccando vari aspetti di fondo della cultura italiana settecentesca: le tensioni tra vecchio e nuovo, tra dimensione nazionale e sovranazionale; il ruolo stesso della poesia nella nuova cultura riformista. Oggetto ultimo finisce così per essere quello che resta forse il problema centrale per ogni storia della lingua, ovvero il complesso legame che stringe la lingua intesa come sistema di strutture in movimento e la cultura di un'epoca.
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L'equilibrio nella codifica morfologica
di Paolo Milizia
editore: Carocci
pagine: 204
Il volume tenta di offrire un'interpretazione unificata di alcuni fenomeni ricorrenti nella struttura e nell'organizzazione dei paradigmi flessionali. In particolare sono presi in considerazione da un lato il sincretismo sincronico riconducibile al cosiddetto "principio di compensazione" e dall'altro casi di compresenza di tipologie diverse di esponenza (cumulativa e separata) nello stesso paradigma. Tali fenomeni, come lo studio cerca di mostrare, possono essere inquadrati nell'ipotesi generale di una tendenza all'equilibrio nella distribuzione di probabilità degli esponenti morfologici.
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L'italiano nascosto. Una storia linguistica e culturale
editore: Einaudi
L'interpretazione della storia dell'italiano si è a lungo fondata sulla cesura tra lingua letteraria e dialetti: da un lato ra
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La letteratura coreana
editore: L'Asino d'Oro
pagine: 349
Impostasi all'attenzione mondiale solo recentemente grazie a fenomeni di massa come il K-pop e la cinematografia, la Corea è tuttavia un paese d'antica cultura e civiltà che, pur avendo spesso vissuto all'ombra di due ingombranti vicini come la Cina e il Giappone, ha saputo conservare la propria identità, adattando al gusto locale modelli stranieri o addirittura plasmando nuove realtà intellettuali. La civiltà giapponese, ben più ammirata e studiata, si formò anche grazie al contributo della Corea, capace di influenzare fortemente (se non addirittura di creare), agli albori della storia, le premesse e le basi di quello che sarebbe poi stato il percorso culturale nipponico. La letteratura coreana, sebbene fortemente mutilata a causa dei tanti luttuosi eventi sofferti dal paese nel corso della sua tormentata storia, rappresenta oggi un patrimonio culturale unico e immenso, capace di abbracciare quasi due millenni di storia e certamente degno di figurare tra le grandi eredità letterarie del mondo. Questo volume ne rappresenta un vivace profilo, disegnato non solo per lo studente di orientalistica, ma anche per ogni comune lettore che volesse, per un momento, posare lo sguardo su un tesoro di versi e prose ancora scarsamente conosciuto.
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Giovannino Guareschi. Un umorista nel lager
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 592
Non muoio neanche se mi ammazzano scrive Giovannino Guareschi nel suo "Diario clandestino", piccolo grande capolavoro composto
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La bocca immagina. I poteri della traduzione artistica
di M. Silvia Da Re
editore: Mimesis
pagine: 135
La traduzione dell'opera letteraria dà avvio in "La bocca immagina" a uno svolgimento teorico originale, il cui margine elusivo è accostato in un linguaggio specifico ed evocatore; la riflessione si snoda nelle anse della discussione sugli sviluppi storici e contemporanei della disciplina, da un'inedita angolatura estetico-fenomenologica: dalle radici premoderne della fedeltà ai retaggi dell'epoca Romantica, l'inquadramento diacronico delle tematiche ne esplicita gli assunti nelle teorizzazioni recenti, di cui è tracciato anche un primo bilancio. In un'essenziale legittimazione della traduzione artistica, a fondamento di quest'ultima è per la prima volta davvero analizzata e posta la mediazione dell'immagine - con un ribaltamento dell'ottica che tradizionalmente prescrive doveri al traduttore, si scoprono così anche i suoi "poteri" o "facoltà" spirituali che realmente ne delimitano l'atto.
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